Fatti, capricci e pasticci giapponesi
Fatti
Direi che è proprio il caso di partire dai fatti, che è quanto di più concreto ed inequivocabile possiamo disporre e commentare. Il bambino marrone ha puntato bene ed esce dal Fuji con le stimmate del campione consumato, oscurato ed in seguito riabilitato più per questioni di marketing che per quelle etiche. Non sbaglia nulla in qualifica e in gara e si porta a casa il primo, perché di questo presumibilmente si tratterà, titolo mondiale. Opaco solo in alcuni comportamenti, ma di questo si parlerà nei pasticci, ed impeccabile nello sfruttare una variabile metereologica che lascia ben lontana la censura telemetrica del compagno di squadra approfittando di una situazione in cui la tecnologia ha ben poco da dire, TC a parte. Non mi è parso un fenomeno sul bagnato, considerando che chi si è ritrovato ultimo dopo pochi giri è arrivato non di molto alle sue spalle. Il ragazzo ha di che crescere ancora…
Alonso si gioca tutto in qualifica ed in gara fa quello che può, incluso sbattere per la giusta foga nel recuperare posizioni. Se perderà il mondiale, come probabile, la sua vita in McLaren diventerà un inferno, ammesso che già non lo sia. Lo si aspetta con il dovuto rispetto che si deve ad un pilota sufficientemente figlio di puttana, consapevoli della rarità che caratterizza quei soggetti che appaiono molto antipatici, ma vincono e per questo hanno diritto ad un bonus umanitario che gli garantisce la salvaguardia dalla gogna.
Filippo, buon Filippo… Pare lodevole ed emozionante quando non gioca a fare lo Schumacher della situazione: capace di pasticci epocali e di battagliare per il sesto posto con un altro ragazzino polacco. Sfigato al punto giusto da beccarsi il centraggio di Wurz e da uscire di pista a sua volta per i pasticci altrui, ma onesto conduttore che deve sacrificarsi al più avvantaggiato compagno di squadra (no, non ho consultato i tempi sul giro al fine di ricavare un’analisi della strategia di gara, però mi parrebbe del tutto ovvio, in una situazione del genere, rinunciare ad un podio a favore di una speranza, per quanto vana, di vincere il titolo piloti). Ultimo capitolo: il finlandese o, meglio, i finlandesi. L’attitudine a calpestare terreni scivolosi pare giovare a coloro che si ritrovano a combattere per una posizione di prestigio in un gp che anche il mio grasso vicino di casa avrebbe previsto come piovoso. Si trattengano coloro che intendono inveire sul sottoscritto, in seguito ai suoi pronostici, per sopravvenuti impegni professionali che lo hanno del tutto distratto dalle questioni metereologiche orientali. Sta di fatto che il soggetto, risvegliatosi dal torpore, ha nuovamente dimostrato di saperci fare (epocali il sorpasso su Coulthard e lo stesso tentativo, purtroppo a distanza troppo ampia, nei confronti del Kollega).
Capricci
Jacques Laffite in una intervista in cui gli veniva chiesto cosa mancava a questa F1 rispetto alla sua epoca non aveva risposto con parole, ma puntando l’indice verso gli attributi. Questa affermazione, che mi trova in perfetta sintonia, rappresenta quanto oggi la F1 si collloca nell’immaginario collettivo dei piloti. Alonso dice: non era la condizione ottimale, ma bisognava correre. Trulli sbraita alla radio dicendo che non si vede niente e che stava per tamponare Coulthard. Rosberg dichiara che è stato stupido correre in queste condizioni perchè la pista era impraticabile. Forse si scorda che lo spermatozoo che lo ha generato era prodotto da un individuo che in queste situazioni dava il meglio di sé ( e senza tanti controlli di trazione, cosa di cui il destino ha privato proprio il giovane biondino di nazionalità mista)
Pasticci
Pasticcio numero 1
Non me ne capacito, ma chiunque in una situazione di diluvio avrebbe optato per le gomme da bagnato fradicio. Chiunque, tranne alla Ferrari, che si sono giocati un gran premio, oltre che alla credibilità da strateghi infallibili. Chiunque, tra quelli che abitano nell’interland milanese, vorrebbero avere un San Ross che li consiglia per raggiungere al meglio la città in caso di pioggia. In fondo, chi li ha richiamati ai box per cambiarle ha loro fatto un gran favore, altrimenti non sarebbero probabilmente arrivati al primo pit stop.
Pasticcio numero 2
Domenicali considera l’e-mail un sistema poco affidabile, il che conferma l’ignoranza abissale che caratterizza l’attuale F1 iperteconologica. L’idea che il robot, in questo caso il pc, agisca in modo volontario per provocare danni al suo stesso creatore è un’idea alla base di un qualsiasi film di fantascienza. Uso l’e-mail per lavoro da più di dieci anni e una comunicazione spedita regolarmente e mai arrivata a destinazione è un evento ben più raro della vincita al superenalotto. Tuttavia, in una F1 dove si usa la posta elettronica per sputtanarsi, pensando che nessuno ti leggerà mai, è un fatto del tutto comprensibile. In pratica, chiunque legga questo articolo, ovvero chiunque sia al di sopra dell’utente medio, ha le competenze sufficienti per lavorare nell’ambiente delle corse. Si vergognino piuttosto coloro che, forti della rappresentanza di questo mondo, commettono errori da prima elementare. Si vergognino poi anche quelli che a fine gara chiedono scusa per l’errore….
Pasticcio numero 3
Ma di quanta cazzo di benzina ha bisogno la Ferrari per completare un GP? Raikkonen rifornisce al 3° giro, al 14° e infine al 40°; Massa al 2° , al 15° e al 48°, Hamilton solo al 28 giro. Cari ragazzi, a me così tanto cari, avrete mica esagerato con la dose di lambrusco giornaliera??
Pasticcio numero 4
Nel dopogara Hamilton viene indagato per comportamento scorretto alla ripartenza della SC. Se è statisticamente vero che gli eredi portano con sé tutti i difetti degli antenati, il marrone ne è la palese conferma. Avevo criticato Alonso tempo fa, tra la sommossa popolare, per lo stesso motivo e mi era stato risposto che l’anziano tedesco aveva dato il buon esempio. Saremo quindi a posto per le prossime 19 generazioni che, in crescendo, dimostreranno che il limite tra l’essere un fenomeno e l’inquadramento professionale della propria madre è solo una questione di tempo. Non nascondo che alla notizia dell’ennesima inquisizione mi sono cadute le palle ed ho imprecato per far si che non accadesse niente. Sta di fato che una tiratina d’orecchie al soggetto non gli va per niente abbonata.
Si parte infine per la Cina, dove gli occhi mantengono la stessa conformazione, ma le speranze dei ferraristi sono ridotte ad un pallido lumicino. Forse si potrebbe sperare nell’intervento di un carrarmato per fermare Hamilton o forse basta la consapevolezza di essersi mangiati un mondiale in tante occasioni perdute…..


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