Miseria e nobiltà nel GP di Formula 1 in Cina
Dopo la corsa di 2 settimane fa’ in Giappone, domenica prossima il circus, fermatosi in estremo oriente, si trasferisce nel paese più ambiguo e controverso: la Cina di Hu Jintao. Tanto controverso per le idiosincrasie che manifesta il colosso orientale: un livello di povertà tra i più alti al mondo ma un’economia in forte espansione; grattacieli modernissimi, immensi e magnifici che si contrappongono all’ultimo baluardo del regime comunista; una densità demografica immensa, facendo da sola più di un quarto della popolazione mondiale; e altrettanta concentrazione di industrie, tra le più grandi al mondo, che sfornano ogni tipo di prodotto; senza dimenticare la questione Mattel, il colosso dei giocattoli americano, che ha portato al ritiro, per difetti di fabbricazione (in Cina), di oltre 8 milioni di articoli (principalmente la famosa bambola Barbie).
E infine questo: il locale Gran Premio di Formula 1, con il suo modernissimo e costosissimo circuito (sembra siano stati spesi 450 milioni di dollari per costruirlo: stranezze del comunismo). Continua a leggere…
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