Gp di Malesia, la cronaca essenziale

La Ferrari sembra avviata verso un altro weekend vincente dopo le qualifiche del Gp di Malesia, dove Massa si vendica dei problemi avuti in Australia e conquista autorevolmente la pole davanti ad Alonso, con il compagno di team Raikkonen a 4 decimi. Più distante Hamilton, ad un secondo. E qui finisce la Formula 1, gli altri sono molto distanti, a partire da Heidfeld, a 1″5 netto e via via tutti gli altri. Grossa delusione da parte della Renault, che vede Kovalainen undicesimo e Fisichella dodicesimo, entrambi fuori dalla top ten che disputa l’ultima parte delle qualifiche. Un tracollo clamoroso per il team campione del mondo.

La gara si decide alla prima staccata, grazie ad una partenza ingenua da parte di Massa. Al pilota Ferrari non si chiede che tagli la pista da parte a parte sistematicamente come faceva Schumacher, ma di difendere la posizione con decenza, questo sì. Massa invece quando si vede affiancare da Alonso non fa una piega, anzi, per prendere la traiettoria migliore allarga ulteriormente, dando spazio anche ad Hamilton e sbarrando la strada a Raikkonen. Con i primi quattro in formazione Alonso-Hamilton-Massa-Raikkonen, non è difficile prevedere come andrà la corsa: Fernando se ne va in fuga da solo, Hamilton, un po’ per difendersi dalle Ferrari e un po’ per agevolare il compagno, tiene un ritmo più lento ed il baratro tra il campione del mondo e gli inseguitori si apre ben presto. Massa ovviamente non ci sta ad aver perso due posizioni al via e scalpita dietro al pilota di colore della McLaren. I suoi tentativi ricordano il peggior Massa, quello che per guadagnare una posizione finiva fuori pista o distruggeva la vettura contro quella di un avversario. Il brasiliano non ci mette molto a tener fede alla sua fama ed al sesto giro tenta una staccata assurda e finisce a falciare l’erba, con Hamilton e Raikkonen che se ne vanno. Non solo, anche Heidfeld riesce a passare e così Massa ha un avversario molto più lento davanti che lo costringerà ad abbandonare qualsiasi sogno di gloria.

Raikkonen non è sprovveduto come Massa ed attende la prima tornata di pit stop per attaccare Hamilton; questo è almeno quello che viene da pensare a vedere la coppia che duella a distanza, ma in realtà Raikkonen non ne ha proprio per attaccare Hamilton e lo si capisce appena si trova a pista libera. Al rientro dalla prima sosta si trova dietro a Fisichella (che deve ancora fermarsi) e per una manciata di giri è costretto ad un ritmo lento, ma appena si trova da solo…non accade nulla. Il distacco tra lui ed Hamilton, nel frattempo aumentato ad una decina di secondi, non scende con il passare dei giri e la lotta per la seconda posizione finisce lì.

Alonso trotterella fino all’arrivo, Hamilton dà l’illusione di farsi raggiungere da Raikkonen dopo l’ultimo pit stop, ma al momento opportuno aumenta il ritmo e non si fa avvicinare.

L’ordine d’arrivo è quello del settimo giro: Alonso, Hamilton, Raikkonen, Heidfeld e quindi Massa.

Alonso prende la testa del campionato, seguito a due punti da Raikkonen, a sua volta seguito a due punti da Hamilton.

 

Altre note sul weekend di gara:

  • prima dell’arrivo in Malesia tiene banco il tormentone “Kimi cambierà il motore?”. La stucchevole ridda di voci cominciata in Australia a causa di una perdita d’acqua nel finale di gara, continua nonostante le smentite da parte della Ferrari circa il fatto che la sostituzione non verrà effettuata ed infatti Raikkonen disputa qualifica e gara con il motore di Melbourne. Viste le prestazioni ci sono forti dubbi che per non inficiare l’affidabilità la Ferrari non abbia sfruttato tutto il suo potenziale;
  • polemica sui Gp notturni, voluti da Ecclestone per le gare orientali in modo da non avere audience ridotte come accade per le gare trasmesse la mattina presto. Alonso non ci sta e pone la semplice domanda “cosa succede se va via la luce?”;
  • dopo il Gp d’Australia si sviluppa una polemica circa la presenza in griglia di alcune vetture che avrebbero un fondo mobile, tra queste la Ferrari. La FIA introduce un nuovo test per i fondi prima del Gp di Malesia per porre fine alle illazioni;
  • Ecclestone interviene sulla polemica circa la disputa che vede coinvolte Spyker, Super Aguri e Red Bull sulle presunte vetture “copiate”. Il vecchio Bernie convoca un meeting in Bahrein tra tutti i team per risolvere il problema. La proposta è quella che un solo costruttore metta a segno dei punti. Nella fattispecie, tra Honda e Super Aguri, uno solo dei due team, il meglio piazzato, metterebbe a segno i punti costruttori in una gara.
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Un pensiero su “Gp di Malesia, la cronaca essenziale

  1. Piccola nota: la BMW è F1, anche se non ha ancora i ritmi di Ferrari e McLaren.
    Se poi consideriamo che è appena al 2° anno di presenza diretta che vogliamo che faccia? Come nel WTCC? Già l’audience è in calo così, figuriamoci dopo ….

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