MotoGP ad Istanbul

Ad Istanbul, dopo una promettente pole-position l’attesa era tutta per la gara che prometteva spettacolo e vedeva Rossi come favorito.

Basta invece il primo giro a scombinare tutte le carte. Solo nell’arco del primo giro le posizioni di testa sono rimaste stravolte. Rossi in partenza che, protetto da Edwards scappa. Pedrosa che perde diverse posizioni. Bastano poche curve per vedere Pedrosa fuori dai giochi, eliminato da Jacques che carambola poi assieme allo spagnolo e ad Edwards.

Intanto Rossi sbaglia un curvone e finisce largo, scendendo fino alla quinta posizione. Stoner intanto prende il comando seguito da Capirossi. A seguire ci sono Hopkins, Elias e Rossi appunto.

La gara per Rossi non sembra comunque compromessa. Inizia una rimonta decisamente combattuta e divertente per il pubblico (forse con qualche scorrettezza da parte di Elias) che si conclude con un assalto del pilota spagnolo a Rossi il quale prima finisce largo e poi viene piano piano risucchiato dal gruppo tradito dalla gomma posteriore.

La gara vera si ha nella lotta per il secondo posto. Stoner infatti dopo aver preso il comando non lo mollapiù, mantenendo un ritmo impossibile per tutti gli altri. Fino a pochi giri dalla fine la lotta per il 2° posto è aperta ad almeno sei piloti. Alla fine avrà la meglio sul gruppetto Elias. Terzo posto per Capirossi. Hayden chiude settimo, Rossi addirittura decimo.

La gara vive due momenti fondamentali per l’esito finale: l’errore iniziale di Rossi e il sorpasso di Elias a Rossi. Il primo costringe Rossi a una rimonta, che tutto sommato si stava dimostrando possibile, nei confronti di Stoner, il secondo di fatto elimina Rossi dai giochi, il quale dopo aver subito un sorpasso molto aggressivo da parte di Elias finisce largo e complice una gomma rovinata perde piano piano posizioni fino a quando finisce decimo.

Nel complesso la gara vede Stoner e la Ducati assolutamente protagonisti e dominatori, come le loro gomme, le Bridgestone. Tutti gli altri, nessuno escluso, sembrano decisamente in affanno, chi per via delle gomme, chi per via della moto, evidentemente non all’altezza. Stoner dimostra una maturità che fino all’anno scorso sarebbe stato difficile immaginare avesse. Capace di mantenere tutta la gara lo stesso ritmo, senza commettere errori e senza mai concedere nulla agli avversari.

Honda e Yamaha sembrano penalizzate dalle gomme Michelin e forse anche dai piloti o non in forma o non all’altezza. Tutti gli altri arrancano. Si vedono solo i soliti exploit che durano giusto il tempo di una gara (vedi Barros).

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