Fondi flessibili, la diatriba del 2007

Sembra una regola di vita del mondo della F1: ogni anno deve necessariamente avere la sua controversia regolamentare.

Lo scorso anno si cominciò circa a metà stagione con la questione degli alettoni flessibili per concludere con la vicenda del tuned mass damper della Renault.

Quest’anno non c’è stato bisogno di attendere tanto a lungo: è bastata 1 gara e l’oggetto del contendere sono diventati i fondi piatti flessibili.

Di cosa si tratta?
L’obiettivo di una F1 è di massimizzare il carico aerodinamico per avere la massima aderenza; avere un elevato carico aerodinamico però significa perdere di scorrevolezza nei tratti rettilinei, quindi avere una velocità massima inferiore; lo studio dei flussi nel sottoscocca ha evidenziato un’area, la zona in cui inizia il fondo piatto, in cui c’è una pressione verticale diretta dal basso verso l’alto ovvero un’area portante, il contrario di quello che serve alle F1.
Chiaramente questo effetto è generalmente negativo in quanto va a ridurre il carico aerodinamico; però se si potesse far sì che questo effetto si verificasse solo nei rettilinei ecco che lo svantaggio diventerebbe un vantaggio; e questo lo si potrebbe ottenere facendo flettere il fondo oltre una certa soglia di velocità in modo da avere comunque il massimo carico nei tratti lenti o medio lenti e perdere carico nei tratti veloci.

A questo scopo nel regolamento era previsto un test di flessione, pari a 500 N (l’equivalente di poco più di 50 kg); applicando tale forza il fondo non deve flettere.

Nessuno si è mai posto il problema fino a quest’anno quando evidentemente qualcuno (i rumours dicono Ferrari e BMW-Sauber, ma siamo nell’orbita del gossip …) ha tirato troppo la corda.
Questo “qualcuno” avrebbe trovato il modo di aggirare il test di flessione.
Ciò ha irritato la concorrenza; concorrenza che per mano della McLaren-Mercedes dopo il GP di Australia ha scritto alla FIA per avere formale autorizzazione all’utilizzo di un fissaggio della parte anteriore del fondo tramite “molla non lineare” ovvero una molla la cui resistenza varia non linearmente al variare del carico.
FIA che messa di fronte al fatto ha dovuto dichiarare non lecito questo meccanismo di fissaggio.

In cosa consiste? Immaginiamo che al posto di un normalissimo “bullone” il fondo sia attaccato al telaio con una sorta di “ammortizzatore”. Ma questo “ammortizzatore” è decisamente sofisticato; cerchiamo di descriverlo nel modo più semplice possibile: internamente la sezione non è cilindrica, ma è inizialmente conica e poi diventa cilindrica; all’interno ci sono 2 molle: una verticale e una orizzontale; finchè il carico è inferiore ai 500 N del regolamento entrambe le molle “lavorano” facendo resistenza: quella verticale con la normale forza elestica; quella orizzontale per attrito contro la parete “inclinata” della parte conica; quando si superano i 500 N l’accorciamento della molla verticale fa sì che quella orizzontale si trovi nella zona “cilindrica”; in questo modo smette di comprimere la molla verticale e inoltre il suo attrito con la parete si riduce; a questo punto la resistenza “dell’ammortizzatore” diminuisce di colpo nonostate il carico verticale continui ad aumentare e il fondo è libero di flettere maggiormente.
Questa eccessiva flessione provoca il cosiddetto stallo del fondo che implica l’effetto descritto in precedenza: riduzione drastica del carico aerodinamico e aumento della velocità di punta.

La FIA, come detto, ha deciso che questo sistema non poteva essere legale e ha modificato il sistema di controllo secondo il seguente principio: il test di flessione riguarda il fondo, non gli elementi di fissaggio del medesimo; quindi a partire dal GP di Malaysia i fondi sarebbero stati testati eliminando gli elementi di fissaggio (sorvoliamo sul fatto che vengono testati elementi in configurazione diversa da quella che si verificherà poi in pista …).

Tutto sistemato? Nemmeno per idea.
Dopo il GP del Bahrain siamo di nuovo daccapo; girano voci che i test FIA non siano sufficienti a garantire la non flessibilità dei fondi e a questo punto la FIA prende il toro per le corna.

Il carico del test di flessione verrà quadruplicato passando da 500 a 2000 N.
Continueranno ad essere testati solo i fondi e non gli elementi di fissaggio.
Probabilmente (la certezza non è di questo mondo …) verrano dichiarati non regolari tutti i sistemi di fissaggio tramite molla, lineare o no che sia.
Questo perchè esiste un articolo del regolamento tecnico, il 3.15, che impone che gli elementi aerodinamici (quindi anche il fondo) siano rigidamente fissati; rigidamente nel senso di “senza gradi di libertà”, cosa che nessuna molla è in grado ovviamente di garantire.

I team si difendono dicendo che una molla in quel punto serve per evitare che eventuali urti possano provocare la rottura del fondo o di altri elementi della scocca a cui il medesimo è fissato.
E ad oggi la risposta della FIA è stata “l’argomentazione ha una sua ragion d’essere, ma se volete evitare il problema la soluzione ideale è di aumentare l’altezza da terra”.

C’è da dire che dal punto di vista interpretativo la FIA ha ragione, ma a questo punto inevitabilmente nascono alcune domande.

1. Visto che l’articolo 3.15 è lì da un mucchio di tempo ci voleva tanto ad accorgersi che una molla è un sistema di fissaggio che ha un grado di libertà? Chi ha consentito che venissero utilizzate in questo modo per anni?

2. Era così difficile impostare il regolamento in modo da evitare simili giochi a priori invece di dover apportare modifiche in corso d’opera (pur se alcune, come l’aumento del carico nei test, esplicitamente previsto dal regolamento stesso)?

3. Se la FIA vuole evitare, giustamente, che le vetture girino troppo basse non era più facile dire no quando anni fa i team chiesero di poter utilizzare un pattino in composito invece di quello che allora era di legno e far sì che non potessero strisciare per 300 km senza rischio di consumo eccessivo?

4. Come mai la mano tanto pesante per la flessione dei fondi e invece tanto leggera lo scorso anno quando di mezzo c’erano le ali? Non sarà che visto che sui fondi non ci sono “adesivi” non ci si fanno problemi a modificare anche l’immodificabile?

Ai posteri l’ardua sentenza …

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...