Superbike ad Assen, spettacolo puro!

Il racconto delle due gare di Assen non può che partire dagli ultimi 3 giri di gara 2, che hanno visto un’epica battaglia tra Toseland e Bayliss. Il pilota australiano aveva tentato la fuga nella parte centrale di gara, ma James si riaggancia a 4 giri dal termine.
Toseland ha cominciato a prendere le misure al 20° giro, nel tratto che va dalla curva Meeuwenmeer all’ultima chicane. La maggior velocità della sua Honda gli consente di passare Bayliss in accelerazione, con Troy che ritorna sotto in staccata. I due si passano per quattro volte in questo tratto ed al giro successivo ripetono la stessa scena, piega dopo piega.
Al’ultimo giro Toseland è più deciso e riesce a mantenere la posizione all’entrata dell’ultima chicane. Purtroppo per lui la gara non finisce lì, Bayliss esce meglio ed in volata beffa Toseland per 9 millesimi!
Terzo finisce Biaggi, impietosamente staccato a partire dal quattordicesimo giro, il romano adduce problemi al cambio (in alcuni punti entrava la folle), ma riconosce la maggiore velocità degli avversari, per lui imprendibili.
Ma le emozioni di gara 2 non sono solo queste: c’è spazio anche per la caduta di Xaus nelle prime fasi (quando stava lottando con Lanzi nelle prime posizioni) e il ritiro di Haga per una rottura meccanica quando era in testa.

Gara 1 non è stata altrettanto ricca di pathos, soprattutto a causa di un’errata scelta di gomme da parte del team Ducati Xerox, che ha tagliato fuori dai giochi Bayliss nelle fasi finali della gara.
L’inizio è stato al fulmicotone, con ben 6 piloti coinvolti nella lotta per la prima posizione, con la matassa che si è dipanata solamente dopo una decina di giri, quando Toseland e Bayliss sono riusciti a sganciarsi dal mucchio selvaggio, che comprendeva anche Lanzi, Haga, Corser e Xaus.
All’approssimarsi del finale Bayliss a poco a poco si è spento, con Haga che non è riuscito a chiudere su Toseland, rimanendo a galleggiare ad un secondo o poco più dall’inglese, che ha vinto senza problemi.
Da segnalare la caduta di Corser a causa della rottura di una fascetta del radiatore (era terzo) e l’ennesima gara opaca di Biaggi, che parte in testa ma si fa sorpassare praticamente da tutti quelli che contano, finendo in settima posizione, dove rimane per gran parte della gara; solo nel finale si porta a ridosso di Lanzi, senza riuscire ad attaccarlo.

Il termometro del mondiale dopo Assen vira decisamente verso Toseland, che ora ha 32 punti di vantaggio su Biaggi. Il dato più importante tuttavia è che Biaggi, esclusa la prima gara, è sempre stato dietro, ed in genere parecchio dietro, a James. Con Haga a 52 punti dalla vetta (il ritiro in gara 2 pesa moltissimo) e Bayliss a -68, la questione sembra ristretta ai primi due, sempre che Biaggi riesca a darsi una svegliata e ritornare quello che si è visto nell’ormai lontana gara d’apertura di Losail.

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