MotoGP a Le Mans

Il titolo questa volta potrebbe trarre in inganno, infatti farò qualche accenno anche a 125 e 250 che ieri ho avuto la possibilità di vedere.

Partendo dalla categoria più bassa, mi sono reso conto di una cosa. Chi ha detto che la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo, forse aveva ragione. Pasini, che ha dominato le prove e l’inizio della gara delle 125 si è ritrovato a 4 giri dalla fine con la moto in panne un attimo prima di raggiungere il rettilineo box. Non ci sarebbe nulla di male se non fosse la quarta volta su cinque gare. Ma forse non è solo questione di sfortuna. Forse il nuovo progetto Aprilia ha bisogno di essere ancora affinato. Chissà…intanto ad approfittare di questa situazione favorevole è arrivato Sergio Gadea che ha conquistato il suo primo successo in 125. Piccola nota curiosa, Gadea è il terzo pilota a vincere il suo primo GP nelle prime 5 gare di questo mondiale.

Passando alla 250, devo premettere che non l’ho vista tutta…solo lo spezzone centrale…ma tanto mi è bastato per confermare una mia personalissima opinione. Lorenzo, nonostante a volte metta un po’ troppa foga in quello che fa, si sta dimostrando uno dei piloti più promettenti e sta mettendo delle solide basi per andare a vincere il suo secondo mondiale in 250. Con poco più di 30 punti di vantaggio su Dovizioso ha infatti già messo una seria ipoteca sulla possibilità di vincere a fine stagione.

Infine la MotoGP. La gara è cominciata come forse solo in pochi si auguravano con la dichiarazione di “Gara Bagnata” e il cielo cupo, ma la pista ancora asciutta. Solo qualche goccia cadeva.

Dopo una partenza a razzo Rossi si è subito messo in testa e in condizione di asciutto o quasi-asciutto sembrava avere tutte le possibilità per rimanere davanti. Al contrario il suo compagno di squadra Edwards, che partiva dalla pole, nell’arco di un solo giro è finito in ultima posizione. Passano solo alcuni giri e Rossi ha già messo un discreto vantaggio tra se e gli inseguitori, ma è proprio in quel momento che si scatena dapprima un po’ di pioggia, quindi un vero e proprio acquazzone che nell’arco di qualche giro rivoluziona completamente le carte in tavola. Rossi viene risucchiato e perderà man mano posizioni, fino a chiudere la gara 6°. Stoner, forte della stabilità della sua moto chiuderà 3°. A vincere sarà Vermeulen che precederà Melandri. Nel frattempo in testa si erano alternati dapprima i due francesi De Puniet e Guintoli, autentici out-sider che per una buona parte di gara hanno condotto e si sono contesi la leadership, entrambi poi eliminati dall’asfalto viscido e il compagno di Vermeulen, Hopkins.

Senza dover aspettare le conferme dal box Yamaha si capisce che il problema di Rossi (ma non solo di Rossi) è legato ancora una volta alle gomme Michelin, che a differenza delle Bridgestone offrono una resa sul bagnato decisamente inferiore, costringendo Rossi a più di un errore, Edwards a 3 soste ai box per cambiare le gomme e buona parte dei gommati Michelin ad arrancare e faticare moltissimo a tenere le loro moto in pista. La gara di ieri ha fornito l’ennesima dimostrazione che, come era successo in F1, ormai anche nel motomondiale, spesso, chi decide l’esito delle gare non è ne il pilota ne il mezzo meccanico, ma la scelta di gomme o semplicemente la qualità delle gomme quando la scelta possibile è una sola.

Come per la F1, anche nel motomondiale il monogomma potrebbe sicuramente portare più vantaggi che svantaggi e rendere le gare decisamente meno condizionate dalle scelte di gomme e decise invece dalle capacità dei piloti in primis, in secondo luogo dalle capacità dei costruttori. Speriamo che qualcuno se ne accorga e provveda a modificare una situazione tutto sommato ancora rimediabile prima che sia troppo tardi…

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Un pensiero su “MotoGP a Le Mans

  1. Sulla questione del monogomma… giusto una o due gare fa (ammetto che mi sono perso il GP Francia), un lungo dibattito in cabina di commento aveva indicato chiaramente che sono tutti a favore della presenza di più costruttori. Se questo tipo di considerazione è condivisa agli alti livelli, mi sa che la situazione rimarrà come è.

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