Breve storia del Gp del Canada

Non spaventatevi, non ho intenzione di tediarvi con storie improbabili relative a quando la gara si disputava con vetture dotate di propulsore a carbonella o con statistiche a fiume dal 1950 in poi. Vorrei solo ricordare le edizioni più recenti del Gp del Canada, diciamo le ultime dieci.

Nel 1997, l’anno di Schumacher formichina contro Villeneuve dotato di astronave marcata Williams-Renault, all’isola di Notre Dame succede un po’ di tutto. Schumacher prende il comando al via e Jacques, ansioso di rimanere incollato, si spalma sul muretto di fronte ai box (che diverrà famoso in futuro) al secondo giro. Visto che Hakkinen è già fuori gioco e Frentzen (con l’altra Williams) è abulico come al solito, ben presto la lotta per la vittoria è una questione privata tra Schumacher e Coulthard. Lo scozzese sembra avere la meglio con una tattica di una sola sosta contro le due del tedesco, ma non ha fatto i conti con due fattori: le gomme che vanno in pappa e Panis.
Le gomme: siamo al primo anno di guerra Bridgestone-Good Year e gli esperimenti (e gli eccessi) sono all’ordine del giorno. In Canada le gomme semplicemente non reggono, si formano dei crateri enormi sul battistrada e all’altezza del 50° giro quasi tutti sono costretti ad una sosta. Proprio mentre le gomme si stanno sfaldando, Panis tira un botto pauroso che provoca l’intervento della safety car. Coulthard nel frattempo ha fatto spegnere il motore ai box e questo consente a Schumacher di ripassare avanti. I soccorsi a Panis richiedono tempo e la corsa finisce con le monoposto che parcheggiano davanti ai box, Schumacher ha vinto, Fisichella è sul podio e salta come un grillo.

L’anno dopo, nel 1998,  siamo in piena sfida McLaren-Ferrari, con Schumacher impegnato ad arginare lo strapotere delle vetture di Hakkinen e Coulthard. Sembra facile per il crucco, Hakkinen rompe subito e Coulthard dopo 18 giri. Una passeggiata. Solo che Michael ne combina una delle sue: rientrando dalla sosta ai box, per infilarsi immediatamente dietro la safety car, scaraventa fuori Frentzen e si becca uno stop&go. Torna in pista di gran carriera, mette a segno una sequenza impressionante di giri veloci e vince su Fisichella. Valanga di polemiche, i programmi di approfondimento sono riempiti da incessanti replay di Schumacher che rientra dai box e butta fuori Frentzen. De Adamich a Grand Prix si inventa le teorie più improbabili, uno spettacolo.

Nel 1999 altra corsa piena di colpi di scena: è l’anno in cui il muretto con la scritta “Bienvenue au Quebec” diventa famoso. La vittima più illustre è Schumacher, che sta guidando la gara con Hakkinen alle calcagna, Mika non molla. Verso metà gara Michael salta sul cordolo e via, vola sul muro regalando la gara al finlandese. Ma non è tutto qui, perchè all’ultima ripartenza da safety car, Coulthard urta Irvine, l’altro ferrarista, mandandolo sul prato. Eddie ritorna in pista e si produce in una serie di sorpassi (su vetture assolutamente di secondo piano) che fa gridare al miracolo, o al Villeneuve se preferite. Quelli di bocca buona sono accontentati.

Nel 2000 altri drammi e polemiche: gara con la pioggia, le Ferrari sono imprendibili, ma nel finale Schumacher fa un lungo, sporca la biancheria intima nel lato posteriore e rallenta il ritmo, tanto che il suo schiavo, Barrichello, lo raggiunge. Ovviamente dai box dicono al brasiliano di non pensarci nemmeno e vai di polemiche!

Nel 2001 si entra nel tunnel, quello che ha portato la F.1 allo stato attuale. Per la precisione si assiste ad uno dei capitoli della saga “lui è mio fratello”. Michael Schumacher è al comando, seguito da Ralf, dotato di una vettura di un secondo al giro più veloce. Beh, prima o poi lo umilia, lo passa, fa a ruotate per andare al comando. Macchè, Ralf scorta il fratello fino al pit stop, poi con pista libera fa una manciata di giri veloci che gli consentono di passare davanti e vincere. Polemiche, sorrisetti di compassione, amarezza. Qualche sensazione ancora riesce a traspirare dai Gp, ma siamo veramente agli sgoccioli…

Del 2002 c’è poco da dire. La F2002 è talmente superiore che in Ferrari sono già stufi di vincere e giocano con le strategie: una sosta per Schumacher, due per Barrichello. Michael vince al rallentatore, Rubens si fa fregare da Coulthard. E vabbè, cosa vi aspettavate da Barrichello?

Nel 2003 altro episodio di “lui è mio fratello”. Michael passa Ralf dopo il primo pit stop e viene scortato dal fratello fino all’arrivo. Il manager è lo stesso, meglio evitare casini, dannosi al portafoglio. Montoya sarebbe più veloce dei due e con meno vincoli di parentela/economici, ma pensa bene di fare un testacoda al secondo giro ed inseguire per il resto del Gp con la scritta “pirla” idealmente impressa sulla fronte.

2004. Molto simile al 2002. Cosa si inventano in Ferrari per non addormentarsi? “Riempiamo le macchine all’inverosimile, ci qualifichiamo male e poi facciamo il sorpresone in gara”. Detto fatto. Schumacher e Barrichello sono sesto e settimo al via e i boccaloni si mangiano le unghie tutto sabato e domenica. Fumo negli occhi ovviamente, i due rossi fanno doppietta. E probabilmente l’avrebbero fatta anche partendo dai box su tre ruote.

Il 2005 è la fiera delle cazzate: Alonso va a muro mentre è in testa, Montoya è daltonico ed esce dai box con il rosso, squalificato! (anche lui era in testa). Raikkonen sta a guardare e vince. Schumacher è secondo, e in un anno in cui la Ferrari combina poco o niente è un gran risultato.

Nel 2006 Alonso vince su tutti, senza fare errori, indisturbato dall’inizio alla fine: Raikkonen è tagliato fuori per problemi ai box e Schumacher si addormenta dietro a Trulli nei primi giri, giocandosi così le possibilità di vittoria.

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4 pensieri su “Breve storia del Gp del Canada

  1. Bella idea quella del Bigino degli ultimi 10 GP!!
    Sarebbe da estendere creandone una sezione ad hoc tipo il vecchio “domani avvenne” pre-carosello della Rai di “qualche” anno fa…

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  2. Vabbè troppo facile farla solo per gli ultimi dieci anni :p
    Eppoi lo sanno tutti che in realtà l’unico gp del Canada da ricordare è quello del 1981, con l’ultima vittoria di Jacquot Laffite, sotto il diluvio!
    (AS: “rispunta Jacquot” :’) )

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