“Scrambled eggs” – Quando c’era Lui, caro lei!

Ebbene si, siamo al punto di corda; quello che inevitabilmente un qualsiasi ferrarista ha temuto prima o poi di incontrare. E’ sempre difficile accettare un qualsivoglia confronto su quanto valga il pilota e quanto vada la macchina, soprattutto se quella macchina è rossa e se la concezione di pilota si riferisce ad una sorta di accessorio di lusso in grado di portarla al traguardo in prima posizione. E’ la combinazione vincente che probabilmente lascia lo spazio necessario alle emozioni e alla passione, con la sofferenza ed il prezzo che questo compromesso spesso inevitabilmente comporta. Lui, l’uomo della rinascita e dei 5 mondiali consecutivi in rosso; Lui, pilota del ’94 e del ’97 e di tanti bocconi amari che mai avrebbero dovuto macchiare di nero ciò che doveva rimanere rosso; Lui, che rappresentava il metro di misura del potenziale della vettura e che nessuno, nel suo tempo, avrebbe potuto probabilmente esprimere meglio; Lui, strapagato pilota che quasi al buio prova le ultime novità; Lui, che improvvisamente ci fa accorgere di quanto ci manchino cotante certezze.

E improvvisamente ci si rende conto che due piloti in una nuova scuderia e con delle nuove gomme, hanno faticato solo qualche Gran Premio per adattarsi, mentre i “nostri” faticano ad esprimersi e non ci danno il polso per sapere fino in fondo quanto valgano questa macchina e questa squadra.

E’ probabile che quest’uomo che non parla più e che segue gli eventi dal muretto dei box abbia lasciato a suo modo un vuoto incolmabile in persone abituate ad avere un parametro indiscutibile per valutare il proprio lavoro. E’ probabile che nel cuore dei tifosi ferraristi sia rimasta una spina che impedisce loro di essere sereni, ma non di rimanere attoniti di fronte ad errori da pivelli e a prestazioni da debuttanti di terza categoria. Forse solo ora si capisce che è finita un’epoca e che della certezza del massimo della prestazione possibile sono rimaste solo le briciole e che tanti, troppi, sono già i musi lunghi che si svegliano da un sonno durato anni.

E se spingere e sostenere la realtà attuale rimane comunque un obbligo morale e sentimentale, una questione di fede e fedeltà, non mi sento di risparmiare alcuno scossone, alcuna critica, né alcun desiderio di risalire la china. Per loro, per me e per noi, “quando c’era lui, caro lei!” non rimarrà solo un pallido sberleffo alle scuderie d’oltremanica o una ironica rivisitazione storica, ma un debito di riconoscenza per essere stati, nella piccolezza di un sogno, sul tetto del mondo…..

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