GP Francia 2007, la cronaca essenziale

Nelle prove cronometrate del Gran Premio di Francia, sul circuito di Magny-Cours, assistiamo ad un fatto che potrebbe incidere pesantemente sull’esito del campionato mondiale: Fernando Alonso, poco dopo l’inizio delle prove, ha un problema al motore (sentiamo distintamente “had an engine problem” detto dall’ingegnere di pista di Hamilton al pilota McLaren: la “versione ufficiale” parlerà però di problemi al cambio), ed è costretto a rientrare anticipatamente ai box. Resterà dieci minuti in macchina, speranzoso in una riparazione, ma alla fine si dovrà arrendere.
La pole, questa volta, va a Felipe Massa, col tempo di 1’15″034, che precede Lewis Hamilton di soli sette centesimi, e Kimi Räikkönen con l’altra Ferrari (1’15″257). Quarto il redivivo (dopo l’incidentone di Montréal) Robert Kubica, con la BMW-Sauber (1’15″493), e quinto Fisichella (1’15″674) con la Renault, che precede il compagno di squadra Kovalainen di 152/1000.
Settimo Heidfeld con l’altra BMW (1’15″900), ottavo Trulli (Toyota, a 35/1000 da Heidfeld), nono Rosberg (Williams, 1’16″328) e decimo Alonso.
Eliminate in Q2 la Toyota di Ralf Schumacher, le due Honda, la Red Bull di Webber, e Speed su Toro Rosso (15°). Coulthard, con l’altra Red Bull, ha una rottura del cambio, alla quale assistiamo in diretta, a 9’20” dalla fine delle prove.
Eliminate in Q1 la Toro Rosso di Liuzzi (diciassettesimo), la Williams di Wurz (18°), le Super Aguri e le Spyker, con Sato-san ultimo per causa della penalità che deve scontare per i fatti di Indianapolis.

In gara, le Ferrari azzeccano la partenza, con Kimi Räikkönen che passa Hamilton (partito lento, stavolta) e Massa che conserva la testa del gruppo. Davidson tampona Liuzzi, il quale gli restituisce subito la “cortesia”. Ritiro per i due. Alonso recupera posizioni, avvantaggiandosi di un contatto tra Kovalainen e Trulli (ritiro per lui, autore reo confesso del tamponamento), contatto che Fernando riesce a schivare all’ultimo momento. Il campione del mondo è settimo dopo il primo giro, e ingaggia una lotta nelle ultime curve di ogni giro con Heidfeld. Le Rosse fanno da “lepri”, con Massa davanti a Räikkönen, ed Hamilton a poco più di 2 secondi e mezzo da Kimi dopo 14 tornate. Kubica “naviga di conserva” in quarta posizione, davanti a Fisichella. Hamilton fa il suo primo pit stop un giro prima di Alonso (che usa le gomme dure, dopo aver usato le morbide nello “stint” iniziale): siamo al quindicesimo passaggio. Massa si ferma ai box al 19º giro, mentre Räikkönen fa la sua sosta al ventiduesimo passaggio. Alonso sorpassa Fisichella all’interno del tornantino Adelaide al 23º giro, dopo un infruttuoso tentativo il giro precedente. E si ritrova poco dopo negli scarichi di Heidfeld. E, forse dopo aver sentito la “perla” di Stella Bruno (“gli esami sono a posto, non c’è nessuna vertebra”), il tedesco giustamente si arrabbia, e decide di tenersi ancora dietro il campione del mondo.
Albers ci lascia al ventinovesimo giro. L’olandese si è portato dietro… il bocchettone della benzina! Ha pure travolto anche un paio di meccanici, giusto per fare “buon peso”.
Al trentatreesimo giro Alonso capisce che per passare Heidfeld deve metterci del suo, e malignamente lo “accompagna” all’esterno della chicane Imola. E’ un bel sorpasso, che porta il pilota asturiano in quinta posizione, ma deve ancora rifornire. Le Ferrari sono però in mezzo al traffico. Il gap da Hamilton, a metà gara, è di circa 6 secondi e mezzo. Al 37º giro il pilota inglese entra ai box, e dopo esserne uscito, ingaggia un bel duello con Robert Kubica: il polacco (causa forse la diversità di gomme) ha la peggio contro il pilota McLaren, ma ci regala delle belle emozioni.
Alonso fa pure un’escursione al 39º passaggio, e a questo punto della gara, dopo aver anticipato la sua ultima sosta, è nono. Massa effettua la sua ultima sosta, quattro giri dopo. Ma Räikkönen fa l’ultimo pit stop più corto, e sopravanza Massa di un secondo e mezzo. A 20 giri dalla fine, Kimi precede Felipe di un secondo, ed Hamilton (con ancora una sosta da fare, la effettuerà il giro successivo) è terzo.
Segnaliamo ancora giusto il “doppio taglio” di chicane di Kovalainen e Wurz a 17 giri dalla fine e i tentativi di sorpasso di Alonso ai danni di Fisichella, fatti senza curarsi delle bandiere gialle a causa del ritiro di Speed (possibile fonte di penalità, se avessero avuto successo): il resto del GP sprofonda nella noia più totale.

L’ordine d’arrivo: Räikkönen davanti a Massa (prima doppietta Ferrari del 2007), terzo Hamilton. Quarto Kubica davanti all’altra BMW-Sauber di Heidfeld. Poi Fisichella, Alonso e Button (primo punto stagionale Honda) a chiudere i punti.
Nel campionato piloti, Hamilton guadagna ancora 4 punti su Alonso, (64 a 50) mentre ne perde dai ferraristi: ora Massa ha 47 punti, cinque in più di Räikkönen. Heidfeld quinto con 30 punti.
Nei costruttori, la Ferrari rosicchia punti alla McLaren, ma la strada è ancora tutta in salita, per le vetture di Maranello: 114 a 89. La BMW-Sauber è terza con 48 punti.
Altre notizie (di gara e non) di queste due settimane:

  • “Paura e delirio a Maranello”: Nigel Stepney, ex capo meccanico della Rossa, è stato messo sotto inchiesta proprio dalla Ferrari, che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Modena, accusando Stepney di aver sabotato le Rosse prima del GP di Monaco. Cosa dovranno fare a Räikkönen, che si è “auto-sabotato” danneggiando una sospensione nelle prove di quella gara?
  • “Altri deliri di un povero vecchio”: la FIA ha recentemente proposto che dal Mondiale 2011 si debba usare un motore turbodiesel da 2.2 litri, ed in generale ha cercato di instillare nei costruttori delle monoposto il fatto che la F1 debba essere più “road relevant”, più significativa per le auto di tutti i giorni. In sintesi, i costruttori si sono fatti grasse risate alle spalle di Mosley. La proposta è stata accantonata. Che c’è di nuovo?
  • “A volte ritornano”: un certo Juan Pablo Montoya ha vinto la sua prima gara in NASCAR, vincendo sul circuito cittadino di Sonoma, in California. Partendo dalla trentaduesima posizione. Prima vittoria di un non americano dal ’74. Senza commento.
  • “Oh, no, rosica pure lui!”: anche Nelsinho Piquet, figlio del tre volte campione del mondo Nelson, ha espresso il suo “libero parere” su Lewis Hamilton. In una intervista telefonica (in portoghese) al media brasiliano “O Globo”, Piquet Junior ha detto che se Lewis avesse una Renault, farebbe né più né meno di Heikki Kovalainen. Da lui non ce l’aspettavamo, in quanto suo padre fu un maestro nello scegliersi sempre la macchina migliore sulla quale correre e vincere i suoi tre titoli iridati. Probabilmente sta ancora soffrendo il fatto di aver perso il titolo della GP2 l’anno scorso (e di 12 punti) proprio contro Lewis Hamilton.
  • La “chicca” iniziale: lo sciopero dei giornalisti del servizio pubblico ci regala un inizio di collegamento (h. 13.45 circa) delle qualifiche del sabato sulle note di “Vacanze romane” dei Mattia Bazar. Poi, fortunatamente, i motori hanno avuto la meglio! Qualcuno, sabato, ha sentito la mancanza di Mazzoni & Capelli?!?
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