Formula gulasch

Se si desse una scorsa alla classifica finale del GP ungherese da un punto di vista leggermente diverso si scoprirebbe, ad esempio, che sono solo nove i piloti che hanno guadagnato posizioni rispetto alla griglia di partenza. La cosa sconcertante è che il massimo ottenuto sono quattro posizioni. Tuttavia esse non sono a vantaggio di impavidi e coraggiosi piloti sulla cresta dell’onda, ma di Sato e Sutil che, per quanto privilegiati nel guidare delle monoposto di F1, non si possono certamente definire dei fulmini di guerra. Se poi si aggiunge che tali rimonte sono prevalentemente frutto di ritiri altrui, il quadro della gara magiara è già piuttosto chiaro.

Tra brandelli di polemiche, di fatti e ridicole sentenze ci si dovrebbe, di norma, consolare con delle gare perlomeno decenti o in grado di far mettere da parte famigerati ricorsi. Invece il sospetto che tali manovre siano solo un palliativo per tenere in carreggiata un carrozzone che fa acqua da tutte le parti è un qualcosa sempre più pressante ed inequivocabile. In altri tempi avremmo visto un Raikkonen tentare una staccata negli ultimi giri, un Alonso alla caccia del podio, un Massa che tentava una rimonta disperata (perchè con queste macchine, di vera e propria disperazione si tratta). Le gare di contorno che dovrebbero essere appunto un contorno, divengono così il piatto principale in attesa che pochi fedelissimi, oramai appagati, assistano al supplizio della Formula 1.

A cosa servirà quindi la centralina unica del prossimo anno, oltre a rallentare di qualche secondo i più evoluti elettronicamente? Probabilmente ad esaltare qualche capacità di controllo in uscita di curva, l’abilità alla partenza, quella di tenere in moto la macchina e forse a qualcos’altro. Personalmente temo che vedremo solo dei gran “dritti” e vetture che staranno ancora più a distanza perché senza controllo di trazione non sarà solo l’anteriore a macinare le gomme della vettura in scia. E il confronto con la GP2 sarà ancora più impietoso perché, almeno quelli lì, dimostreranno di avere ancora un pizzico di incoscienza che gli permette almeno di provarci.

Assodata questa parentesi di sconforto, facciamo i soliti due conticini.

La speranza dei ferraristi di recuperare quasi 3,5 punti a GP pare più una cosa da cartone animato giapponese che una plausibile realtà, specie a fronte dei 22 traguardi raggiunti dai rivali, mentre è sempre più aperta la lotta interna per la conquista del titolo da parte dei piloti McLaren. Allo stato attuale pare più lecito aspettarsi qualcosa sul fronte costruttori. Se è pur vero che i punti a GP da recuperare rimangono comunque 3 a GP, è tuttavia doveroso considerare che questi si devono spartire tra il due driver e che le prossime piste dovrebbero essere più favorevoli. Insomma con una doppiettina si potrebbe ancora ragionare….

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2 pensieri su “Formula gulasch

  1. Abbiamo anche visto un box Ferrari, che un tempo erano i maghi delle strategie, far (relativamente) poca benzina a KR nel 1° pit-stop.
    Con il risultato di guadagnare sì 1″, ma anche di regalare al rivale 4 giri, quindi circa 4″ al 2° pit-stop.
    Che dire, specie considerato che sul ritmo assoluto KR era un filino meglio di LH e che con le gomme morbide è addirittura riuscito a recuperare quasi 1″ a giro in una certa fase?
    Beh, io una risposta ce l’ho ed è sempre la stessa: essere maghi delle strategie quando lasci l’avversario più vicino a 1″5 a giro è estremamente facile …….

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