GP Ungheria 2007, la cronaca essenziale.

La McLaren spadroneggia nelle qualifiche del Gran Premio di Ungheria, ma gli animi sono davvero troppo tesi: Fernando Alonso dapprima accusa un problema, con una cordicella di una termocoperta che si impiglia tra ruota e sospensione, e poi cerca di “vendicarsi” della decisione di Dennis riguardo alla strategia (il problema precedente era scaturito da un’attesa troppo lunga “dettata” appunto da Ron), fermandosi per più tempo del dovuto al pit stop, impedendo di fatto ad Hamilton di fare il suo ultimo tentativo. Alonso ottiene la pole (1’19″674) davanti ad Hamilton (1’19″781). Ma arriva puntuale, per Fernando, la sanzione della FIA: arretramento di cinque posizioni. Il campione del mondo partirà così dalla sesta posizione in griglia, avvantaggiando proprio Hamilton, che partirà così dalla prima piazza.
Ferrari decisamente dietro. Räikkönen quarto (1’20″259), terzo dopo la decisione FIA, preceduto da Heidfeld (1’20″410). Il tedesco guadagna così un’insperata prima fila, visti i valori in pista.
Ma l’altro ferrarista, Felipe Massa, dopo aver fatto un paio di giri non eccezionali in Q2, che lo vedevano dodicesimo, all’ultima ripartenza, ha accusato un problema sconcertante: il suo team si è dimenticato di fargli il rifornimento! E questo a solo quattro minuti dalla fine delle qualifiche. I meccanici Ferrari lo riportano ai box, rifornisce e riparte. Ma nemmeno il suo ultimo tentativo darà buoni frutti, anche per via delle gomme non più in temperatura.
Parlando degli altri piloti, quinto tempo di Nico Rosberg, (quarto post sanzione): 1’20″632. Sesto crono (poi quinto) per Ralf Schumacher con la Toyota (1’20″714), davanti al retrocesso Alonso e davanti a Kubica (BMW-Sauber, 1’20″876). La Renault di Fisichella si qualifica all’ottavo posto (1’21″079), che verrà anch’esso retrocesso di cinque posizioni, per aver ostacolato Yamamoto (!) nel suo giro veloce, diventando 13º. Nono posto (poi ottavo) per la Toyota di Trulli (1’21″206) che sopravanza di soli 5 centesimi la Red Bull di Webber.
Eliminati in Q2 Coulthard (Red Bull), Kovalainen (Renault) , Wurz (Williams), Massa, Davidson (Super Aguri) e Liuzzi (Toro Rosso).
Fuori in Q1 le due Honda di Button (vincitore l’anno scorso!) e Barrichello, Sato con la Super Aguri, Vettel (per nulla a suo agio con la curva 12) con la Toro Rosso e le due Spyker con Sutil davanti a Yamamoto.

Va sottolineato che, secondo la decisione di sabato notte della FIA, che ha al contempo arretrato Alonso di 5 posti in griglia, per la McLaren questa gara non potrà fruttare punti per il mondiale costruttori. Contro questa decisione il team di Woking ha presentato appello.
La gara vede, allo start, un buono spunto di Kimi Räikkönen che supera Heidfeld (partito di traverso) e guadagna il secondo posto. Alonso perde due posizioni (una all’ultima curva nel primo giro) ed è ottavo. Massa va largo alla curva 5 e si fa superare da Sato. Trulli passa da ottavo a dodicesimo. Alonso supera Webber e il giro dopo anche Kubica. Si trova poi dietro a Ralf Schumacher, che lo tratterrà per moltissimi giri.
Yamamoto dura solo 5 giri, e poi sbatte alla curva 11.
La lotta in testa è fra Hamilton e Räikkönen, col finlandese che accusa un gap, al decimo giro, di tre secondi e un decimo. In questo giro Alonso si trova sempre sesto, a circa venti secondi dall’inglese suo compagno di team.
Al 13° giro Räikkönen perde un secondo e mezzo nell’ultimo settore: ora è a 4 secondi e sei decimi.
Heidfeld, Rosberg ed Alonso rientrano al 17º giro; stint lungo per il campione del mondo: imbarca benzina per 30 giri. Hamilton e Räikkönen si fermano due giri dopo. Tutti con le gomme dure. Kimi però carica meno benzina: circa quattro giri in meno.
La noia divampa. Al 21º giro Massa fa un controsterzo per evitare di uscire di pista (e per svegliarci). I telecronisti si imbarcano in digressioni sulle gomme (e il musetto danneggiato) di Kovalainen per evitare il colpo di sonno.
Räikkönen accorcia il gap che lo separa da Hamilton: al 27º giro (quando si ferma Kovalainen) il distacco è di un secondo e un decimo. Rosberg effettua la sua seconda sosta al 32º giro, quando si ferma Sato, che lascia via libera a Felipe Massa. Al rientro, Sato-san disturba Hamilton, e Räikkönen si avvicina. Alonso fa un’escursione alla curva 5. Massa rosicchia sette secondi a Coulthard, ma poi è costretto a fermarsi per mettere le morbide.
A metà gara Massa sta per essere doppiato, con Hamilton e Räikkönen separati da sette decimi scarsi. Il brasiliano si farà doppiare al trentanovesimo giro.
Button saluta tutti al 37º passaggio. Mesta uscita di scena, la sua.
Davidson s’intraversa al 42º giro dopo un contatto con Fisichella. Sospensione posteriore rotta, ritiro inevitabile.
Un giro dopo si ritira anche Liuzzi. Altro guaio meccanico per lui.
Räikkönen effettua il suo ultimo pit stop al 46º giro. Gomme morbide per la sua Ferrari. Hamilton incrementa leggermente il vantaggio che ha sul finlandese, e si ferma alla cinquantesima tornata. Alonso passa Ralf Schumacher nello stesso giro, approfittando di una sua ultima sosta più breve. Il campione del mondo ora si trova al quinto posto.
Räikkönen si porta a pochi decimi da Hamilton. Dopo il valzer dei pit stop, Alonso si trova al quarto posto, e cerca di passare la BMW-Sauber di Heidfeld. Ci si chiede perché, invece di questi duelli per le posizioni di testa, la regia si soffermi sull’inutile duello tra Fisichella e Massa per la dodicesima posizione. A parte un “largo” di Alonso, comunque, le posizioni si cristallizzano sino al traguardo. Räikkönen fa il giro più veloce giusto all’ultimo passaggio.

L’ordine d’arrivo: Hamilton precede Räikkönen, ed Heidfeld terzo sul podio. Alonso quarto davanti a Kubica, poi sesto Ralf Schumacher. Settimo Rosberg e a chiudere i punti Kovalainen con la sua Renault.

Hamilton consolida la sua leadership in classifica piloti, con 80 punti. Alonso perde terreno: ora ha 73 punti. Räikkönen scavalca nuovamente Massa: 60 a 59. Heidfeld ha 41 punti.

Nel mondiale costruttori, grazie al “regalo” della FIA, che non considera validi per il titolo i punti della McLaren di oggi, la Ferrari guadagna 8 punti, ed ora il divario è di 19 punti: 138 a 119. Vedremo se questa classifica potrà cambiare nei prossimi giorni.

Altri fatti di questo weekend di gara:

  • Valzer di piloti: il giovanissimo tedesco Sebastian Vettel, terzo pilota BMW-Sauber che ha esordito con un (fortunoso!) punto ad Indianapolis, sostituendo l’infortunato Robert Kubica, è stato ingaggiato dalla Toro Rosso per sostituire Scott Speed, dopo che l’americano ha avuto un violento alterco col proprietario della scuderia Franz Tost. Tost non ha sopportato l’errore di Speed (tra l’altro fatto anche da Hamilton e Rosberg) di esser finito nella via di fuga della prima curva durante il monsone del Nürbürgring. Terzo pilota BMW-Sauber sarà ora Timo Glock.
    Davvero fortunato, questo Vettel: fa il suo esordio, e stabilisce, grazie ai ritiri altrui, il record del pilota più giovane a punti; ed ora ha la possibilità di disputare il resto della stagione da titolare in un’altra scuderia!
    Ma il valzer di piloti non si conclude qui: infatti, la Spyker ha annunciato Sakon Yamamoto come team mate di Adrian Sutil da qui sino a fine stagione. Sette GP con una vera “chicane mobile” in più!
  • Annunciato dalla FIA (qui) il calendario provvisorio dei GP del 2008. Partenza in Australia (e non, come Mazzoni disse, in Bahrein) il 16 Marzo. Il 24 Agosto, GP d’Europa a Valencia, e il 28 Settembre a Singapore (anche se il circuito dev’essere ancora approvato). Il Canada è l’unico GP in forse (“Provisional“, nel comunicato). Naturalmente assieme a Singapore, qualora non dovesse essere approvato il circuito.
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Un pensiero su “GP Ungheria 2007, la cronaca essenziale.

  1. Lewis Hamilton come da accordi nel breifing pre-qualifiche, doveva rientare nel giro precedente e invece l’Inglese volendo fare la furbata del secolo e cioè scaricare ulteriormente la sua monoposto con un giro in più (non dovuto), si ritrovò Alonso al pit con gli “attributi gonfi” che giustamente e a mente fredda riusci a calcolare i secondi esatti per non fargli fare l’ulteriore giro. Subito dopo il padre di Lewis andò da perfetto ipocrita a recriminare il tutto ai commissari.

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