Brno 2007 dal vivo

L’anno scorso non ci sono andato, ma quest’anno ho ripreso la buona abitudine di andare a vedere almeno un round della MotoGP. La scelta cade sempre su Brno; il Mugello e Misano, per quanto vicine, sono impraticabili dal punto di vista logistico/accrediti, quindi non rimane altro che sciropparsi 700 km ed andare in Repubblica Ceca, dove peraltro si mangia bene e si spende pochissimo.

Mi fanno compagnia due vecchi amici, uno un grande sportivo da poltrona, l’altro un (ex) motociclista della domenica, grande tifoso di Kevin Schwantz, l’asso statunitense di fine anni ’80-inizio 90. Come potete capire un mix di personaggi che consente una buona conversazione di sport di motori per tutto il luuungo viaggio d’andata.

Eh sì, lungo, più lungo del normale, perchè per andare in Repubblica Ceca non ci fidiamo ad usare le nostre vetture, a rischio furto, e ripieghiamo sulla veneranda Daewoo Matiz Planet di mia madre, un tre cilindri 800 cc. che si deve sobbarcare le salite alpine, nelle quali veniamo ripetutamente umiliati dai TIR che riescono a passarci quando le pendenze sono più elevate… ma non basta questo a fiaccarci lo spirito, ovviamente, da buoni sportivi ed amanti dei motori, non perdiamo l’occasione per far capire a tutti di che pasta è fatta la Matiz nelle discese che incontriamo lungo il percorso. Per farla breve, stabiliamo il record del chilometro lanciato in 23″6 tra Brno e Prostejov, alla folle velocità media di 152,4 km/h! La Matiz, che in genere viene utilizzata fino alla terza marcia in percorsi di rado superiori ai 5 km, non è mai stata meglio…

Il venerdì viene speso quasi tutto per il viaggio (partenza alle 4.30 di mattina…), il recupero dell’accredito e la sistemazione che, data l’organizzazione tardiva del viaggio, avviene ad Olomouc, a 70-80 km dal circuito in una “Penzion” da socialismo reale, con tanto di quadro di vita lavorativa alle pareti, non è certamente il massimo, ma è pulita e confortevole e, per una camera da 4 spendiamo solo 40 Euro a notte, dieci Euro a testa, provate in Italia a trovare qualcosa di simile…

Al sabato lascio i due compagni di viaggio a dormire, e parto alle 6.30 per farmi una bella giornata interamente in autodromo. In sala stampa non è un problema scoprire la nazionalità dei giornalisti, soprattutto durante la sessione di qualifica: gli italiani fanno casino, dicono stronzate, urlano appena uno segna un intermedio record, gli altri stanno zitti, attenti sui monitor dei tempi…mi eclisso abilmente (per fortuna i miei contatti sono solo con un paio di giornalisti inglesi).
L’atmosfera generale che si percepisce è che Stoner ormai ce l’abbia fatta e Rossi stia accumulando una cazzata dietro l’altra: il bluff-Canalis, le tasse, il videomessaggio, i ruoli ambigui di alcuni componenti del suo entourage nelle aziende usate per la presunta evasione…insomma, per Valentino è meglio pensare direttamente al 2008 e, ovviamente, alla dichiarazione dei redditi.

Riguardo alle moto, o meglio al “sound”, aspetto del mondo dei motori che da sempre mi arrapa, il premio delle 800 va indubbiamente alla Suzuki, il cui urlo si distingue chiaramente rispetto alle altre; vigoroso anche il rombo Ducati, appena meno invasivo quello della Honda e decisamente cupo quello della Yamaha; le Kawasaki sono senza un’identità precisa, a parte quando sono ai box, dove fanno un casino bestiale e fanno tremare il pavimento della sala stampa…

Ci svegliamo alle 7 il giorno della gara, nella speranza di non trovare molto traffico, ma dovendo fare 80 km e la colazione (un’ora e mezza abbondante) la levataccia è praticamente inutile, ci troviamo imbottigliati, ma visto che tutto il traffico proviene da Brno è sufficiente risalire verso Praga, uscire-rientrare al primo svincolo per imboccare lo svincolo per il Gp nell’altro senso praticamente deserto. Lottiamo tuttavia ancora una mezzoretta con i soliti portoghesi che cercano di infilarsi in circuito senza il car-pass e raggiungiamo la pista quando sta finendo il warm-up delle 250.
Saltino in sala stampa per raccogliere la rassegna stampa, le comunicazioni dei team e bere un goccio d’acqua, per poi immergersi nella selvaggia folla della collina “Starobrno”, dalla quale si godono un paio di curve del circuito.

E’ incredibile notare come ci siano tifosi di Rossi di tutte le nazionalità, ma è ancora più incredibile constatare che un’intera nazione, l’Ungheria, ha fatto armi e bagagli e si è impossessata di quasi un terzo della Starobrno per tifare…Gabor Talmacsi.
Fanno un casino bestiale, sono vestiti in modo da riprodurre la bandiera ungherese, e noi ci piazziamo alle loro spalle, ben sapendo che sotto il sole non potranno tenere quel ritmo e che, dopo la gara delle 125, si saranno sciolti come neve al sole.

E infatti dopo la delusione di vedere all’ultimo giro il loro idolo passare dalla prima alla quarta posizione nel corso di poche curve e perdere la gara, si mettono tutti tranquilli e ci lasciano la vista sul circuito. La gara della 125, ovviamente, l’abbiamo solamente intravista sui maxischermi, perchè i succitati tifosi oscuravano tutto il campo visivo con le loro cazzo di coreografie.

La 250 è abbastanza noiosa, il nostro amico Lorenzo gioca un po’ con Dovizioso, poi alla fine lo lascia per strada e va a vincere da solo.

Attendiamo la gara della GP con la speranza che Rossi possa contrastare Stoner e rendere la competizione un po’ più avvincente di Laguna Seca, ma quasi subito veniamo delusi: Stoner parte come un missile e al primo giro è già solo. Guardando la gara da bordo pista si comprende come molte volte le inquadrature frontali falsino la percezione dei distacchi, Hopkins in TV sembra incollato all’australiano, in realtà ha già perso contatto. “Rossi è impegnato in qualche sorpasso e poi rimonta” ci diciamo con poca convinzione, ma non sarà così. Stoner è un martello e nei primi giri non perde un colpo, i suoi tempi non vanno mai sopra il minuto 58″7, mentre dietro il distacco di Rossi sale di un secondo al giro, più o meno, e poi viene fagocitato da Capirossi e Vermeulen, è la fine.

La delusione tra i tifosi è tanta e la gente comincia ad andarsene già a dieci giri dalla fine (non mi era mai capitato di vedere un esodo anticipato in una gara di motociclismo). A tre giri dalla fine vado a prendere la macchina per non rimanere imbottigliato nel traffico. Uscendo dal parcheggio incrocio i figuranti (o i pagliacci, a seconda dei punti di vista) del fan club di Rossi, vestiti come coni/birilli spartitraffico, dipinti a strisce orizzontali bianche e arancioni. Abbozzo un “andata male oggi eh?” ma nessuno raccoglie… 
I miei amici guardano l’arrivo e si precipitano in macchina, ma ormai l’esodo è già iniziato, perdiamo una mezzoretta per imboccare l’autostrada (un niente in confronto alle 4 ore che impiegai ad Imola per il Gp di F.1 del 1998) e via, in fuga verso l’Italia.

Il viaggio procede tra le interminabili salite a 90 km/h a tavoletta e le più veloci discese in cui tocchiamo (secondo il tachimetro, un po’ sballato) velocità folli. C’è ancora spazio per l’unico, vero, brivido del weekend: all’altezza di Villach (120 km da Udine) vedo che abbiamo poca benzina, siamo quasi in riserva e avverto il mio amico alla guida: “guarda che questa ha poca riserva, quando si accende la spia bisogna subito rifornire, una volta sono rimasto quasi a piedi”. Il mio amico fa spallucce, dice di stare tranquilli e che possiamo fare benzina in Italia e andiamo avanti. Appena imbocchiamo l’autostrada (e siamo già in riserva) veniamo gelati da un cartello: “area di sosta Campiolo 47 km”. Siamo praticamente spacciati, uscire dall’autostrada significherebbe fermarsi in mezzo al deserto (=Carnia) in piena notte, l’unica possibilità è proseguire lentamente. La nostra paura peggiore è quella di rimanere senza benzina in galleria, senza aree di sosta, ed essere costretti a chiamare il soccorso stradale.
Ci piazziamo a 90 all’ora, usando la folle in discesa e contiamo alla rovescia i chilometri, che a quella velocità non passano mai. Tiro fuori la pettorina fluorescente, che sarebbe il premio/penitenza per il mio amico nel caso non riuscisse nell’impresa. La Matiz comincia a singhiozzare a 3 km dall’area di sosta…L’ultima salita (in galleria) è un dramma, il cartello indica l’area di sosta a 2600 metri, scolliniamo, usciamo dalla galleria e vediamo le luci dell’Autogrill. Cominciamo ad esultare come pazzi, arriviamo a motore spento, facciamo benzina.
La capacità del serbatoio è di 35 litri, alla fine ne inseriamo 35.04…

Annunci

6 pensieri su “Brno 2007 dal vivo

  1. Senz’ombra di dubbio…
    Ho poi visto la telecronaca di Italia 1…oltre alla gara noiosissima ci si sono messi anche Meda e Reggiani a fare polemica su tutto. Il presunto favoritismo di Capirossi a Rossi in occasione del sorpasso ed annessa intervista supponente a Suppo, con Beltramo che si congeda con un “vabbè grazie”, come per dire “mi stai raccontando stronzate, la verità la conosco solo IO”.
    Lo sproloquio di Reggiani sulla presunta invidia dei giornalisti nei confronti di Rossi “perchè non hanno potuto guadagnare come lui”.
    E via di perla in perla…
    Insomma una prestazione dilettantesca da bar sport. Il solito tifo che fa la compagine di Italia 1 per Valentino stavolta si è trasformato in tifo da ultrà decisamente insopportabile.

    Rispondi
  2. I misteri del servilismo televisivo italiano… Se sul pezzo di alta ingegneria dipinto di rosso che domina le gare di quest’anno ci fosse scritto ‘Ferrari’ invece di ‘Ducati’ che cosa direbbero?

    Rispondi
  3. Di solito non posto di MotoGP, ma questa volta permettetemi un’analisi magari un po’ “da economista”: se un Rossi non vince, ne derivano meno ascolti per la MotoGP (i cali della F.1 nel dopo-Schumacher in Italia insegnano), quindi i commentatori sono meno seguiti, quindi si sentono meno “personaggi”. Ed allora si “sentono in diritto” di fare gli “ultrà”.
    Tutto ovviamente IMHO, eh! 😉

    Rispondi
  4. Allora non ero solo io ad essere infastidito dalla tirata di Reggiani… Una volta tanto Meda è riuscito quasi a fare la parte del “moderato” perché cercava di limitare un po’ lo sproloquio del vicino di studio…

    Rispondi
  5. Io invece da bravo lord ho commentato in diretta TV (prima di addormentarmi, prima volta nella “mia storia” di motomondiale) “invidia ‘sto ca**o”. 🙂

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...