I cavalieri turchi

Cambia la pista, e quella turca pare agli antipodi rispetto a quella ungherese, ma il risultato rimane lo stesso. Banale da dirsi, ma tra una quindicina d’anni chi sentirà parlare o vedrà gli highlight della stagione 2007 probabilmente esclamerà: “Quella si che era Formula 1!!” Proprio così, perché se ci limitassimo ai riassunti o a quanto dice l’andamento della classifica, dovremmo concordare che un campionato come questo non lo si ricorda da una vita. Peccato che su 6 ore complessive di diretta il tutto si possa riassumere grossomodo in partenza (30 secondi), qualche azzardo da parte di chi ha gran poco da perdere (30 secondi), pit stop dei primi quattro (120 secondi) esplosione gomma di Hamilton (30 secondi) arrivo (10 secondi), podio (30 secondi), conferenza stampa random (20 secondi). Totale 270 secondi, ovvero minuti 4,30. E allora il gran campionato dove sta? Chiedetelo agli sponsor, agli investitori, a chi di quell’ambiente percepisce lo stipendio o al resto della compagnia che sperpera miliardi di dollari per somministrarci un campionato virtuale. E virtuale non è in questo caso da considerarsi un’accezione positiva e sinonimo di progressione tecnologicamente ineccepibile, ma nella migliore delle ipotesi un qualcosa che di reale porta i dollari che vi girano intorno. Il resto è fuffa travestita da sport per presunti “cavalieri del rischio”.

Ed è proprio da questo che si potrebbe partire. La maggior parte delle persone considera la F1 come uno sport fondamentalmente rischioso. In cosa consista, nella realtà dei fatti, tutto questo rischio rimane però un mistero. Avete mai provato ad uscire di strada con la vostra vettura e fare un frontale ad oltre 100 all’ora con una pila di gomme? Oppure a sbattere contro un muretto che vi fa rimbalzare capottando un paio di volte dall’altra parte della carreggiata? Beh, loro lo fanno. E, contrariamente a Mario Rossi sul suo pandino, il giorno dopo, o per prudenza dopo un paio di settimane, sono di nuovo lì a fare le stesse cose. Avete presente cosa vi succede se scendendo dalle alpi Orobiche dopo un pic nic con famiglia vi scordate di pigiare sul freno prima di un tornante? Beh, loro hanno un chilometro di asfalto per pensarci su e ritornare sulla strada principale. Mai successo di trovarvi a un semaforo, lasciare la frizione troppo in fretta e beccarvi tutti gli insulti della fila dietro di voi? Beh, loro hanno l’anti spegnimento, l’anti spinning, l’anti incendio, l’anti fuori giri, l’anti sbaglia marcia, l’anti autovelox, il distributore di benzina che li chiama personalmente uno ad uno per dirgli che la stanno finendo, un tipo che gli fa vedere dei cartelli per dirgli quanto gli manca per arrivare, chi è davanti e chi è dietro, se piove o c’è il sole, se c’è traffico o no. Inoltre se c’è un incidente compare un albero i Natale a quattro ruote che avvisa tutti e invita ad accodarsi con ordine. E poi vi è mai capitato di avere un capo che vi rompe i coglioni, un collega che prendereste a calci o di essere sottoposti ad uno stress continuo per tre giorni di fila? E siete mai stati per questo invitati in un Hotel a 5 stelle in centro città a far finta di fare la pace? Beh, per loro è pane quotidiano. Avete un po’ di imbarazzante pancetta che vi sforzate da mesi di buttare giù? Beh signori, loro perdono fino a 4 kg in un ora e mezzo di gara! E se per caso un giorno vi venisse da dire: “che palle di vita!”, sappiate che lo fanno anche loro, ma lo dicono attraverso una conferenza stampa in mondovisione. Ora credo sia chiaro il motivo per cui questi cavalieri hanno stipendi da capogiro e vivono nel lusso più sfrenato chiedendo la residenza a Montecarlo per pagare meno tasse.

Conosco un ferroviere che guida gli Eurostar e mi ha assicurato che è il suo lavoro è praticamente identico, solo che il panorama in trecento chilometri cambia in continuazione, che con il suo stipendio non farebbe nemmeno il pieno di benza ad una F1 e che la gnocca è molto più a portata di mano e meno sfuggente durante il percorso.

Ah, dimenticavo. Nell’orgia turca del pericolo e degli impavidi guerrieri ha vinto una Ferrari che ha raggiunto il target massimo per questa gara e che deve ora recuperare 3 punti/GP per il titolo piloti e 2,2 (o 5,2 a seconda dell’appello McLaren) per il costruttori. Potessi cancellare dalla memoria la gara vista ed apprendere dai giornali il risultato sarebbe uno splendido inizio di giornata!

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2 pensieri su “I cavalieri turchi

  1. “La maggior parte delle persone considera la F1 come uno sport fondamentalmente rischioso”

    Mah, secondo me la maggior parte delle persone considera la F1 come uno show-soap della domenica pomeriggio, dove ci sono elementi di umorismo (jenson is two seconds faster! Don’t make me laugh!), di drammaticità (scoppio di una gomma), politics e spystories. Certo mancano elementi fondamentali quali il sesso ma visto l’orario in fascia protetta non si può esagerare.

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  2. 4’30”? Generoso …
    Io li avrei ridotti a circa 3′ condensati negli ultimi 10 della Q3 al sabato.
    Il resto non è un corollario è un gemello siamese ……….

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