La formica e la cicala

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A tenere ancora il mondiale aperto ci deve pensare sempre Valentino. Anche l’anno scorso è successa la stessa cosa, con Kentucky Kid che, dopo il gran premio casalingo nella californiana Laguna Seca, si trovava 51 lunghezze avanti al Dottor Rossi.

Addirittura quest’anno la forbice è ancora più ampia. Anche solo pensare che Pedrosa, 3° a meno 99 punti con 100 a disposizione, possa vincere  il mondiale 2007 è pura follia.
Almeno nel 2006, a 4 gare al termine, oltre a romagnolo della Yamaha, a tenere (poco) botta c’erano anche gli altri due italiani Loris Capirossi (171, ovvero 43 in meno di Hayden) e Marco Melandri (168 punti, -46), più lo spagnolo Daniel Pedrosa che era anche il meglio piazzato, con 192 punti in campionato, ossia 22 sotto il compagno della HRC-Repsol Team.
Soltanto Capirex ha poi mantenuto il passo (ma distante com’era aveva il compito più arduo), segnando dal GP in USA 103 punti, solo uno in meno del tavugliese.

Rossi e Stoner sono diversi. Totalmente diversi.
Ovvio che ci sta anche l’età; l’australiano compirà 22 anni il prossimo 16 ottobre: è un ragazzino.
Valentino Rossi (classe ’79) ne ha viste e fatte di cotte e di crude.
Stoner si appresta a vincere il suo primo e unico trofeo mondiale; lo fa’ nella classe regina, e tanto di cappello, ma sempre del primo si tratta.
Vale a 18 anni si fregiava del titolo di campione del mondo 125, due anni dopo di quello 250; all’età di Casey, l’anno prima che ci fosse il passaggio alle mille, vinceva il 3° iride, in 500.

Ma ciò basta a definire le differenze dell’uno e dell’altro?

Valentino Rossi è un fenomeno che ha dimostrato di essere il Number One ma che – sotto il peso di questo curriculum – deve sempre dare il massimo per rimanere sulla ribalta: gli dei – si diceva nell’antichità – non possono sbagliare… perché sarebbe umano.
Viceversa il pilota Ducati si gode il suo momento di gloria senza grossi assilli; ma deve dimostrare di essere il nuovo corso. Al momento si appresta a essere solo il prossimo campione del mondo della MotoGP. Attenzione, non sto minimizzando: c’è chi darebbe un genitale (normalmente il sinistro, non mi è chiara la ragione) per vincere il titolo.

picture_2_10.pngLa vera differenza la vediamo non in pista, ma fuori, nello scenario luminoso e brillante che gira intorno al mondo delle corse; con i suoi billion of dollars, i suoi sfarzi, gli ospitality grandi come Buckingham Palace, le strepitose umbrella girls.
È qui che Valentino dimostra la sua natura, di trovarsi più a suo agio; che è poi la grande differenza con l’avversario. L’uno tanto determinato in pista quanto timido, riservato e schivo ai riflettori con un sorriso stampato in faccia più tirato che sincero quando sa che una telecamera l’inquadra; l’altro un one-man-show all’ennesima potenza, che una ne pensa e 100 ne fa’.
valentino_rossi.jpgIl giovane australiano si è sposato con la graziosa Adriana, un bel tipino acqua e sapone, a inizio stagione, dopo 3 anni di fidanzamento. Talmente schivo che è convolato in gran segreto, spiazzando i suoi sponsor che volevano organizzare una serie di eventi promozionali sfruttando la celebrazione.
E Valentino? Sregolato ai massimi, quando riesce a non far parlare di se per le vicende fiscali, fa’ godere i giornalisti delle cronache rosa e del gossip per amori, flirt e fidanzamenti possibili e meno. L’ultimo, lo ricorderete, con l’ex velina Elisabetta Canalis, anche ex fidanzata dell’amico Bobo Vieri.

In Giappone – terra dove il marketing è pane quotidiano e dove i quattro colossi nipponici, Honda, Suzuki, Kawasaki e Yamaha, si fanno la guerra spietata sportiva e commerciale – ne abbiamo di materiale.
L’uno si è defilato pensando allo shopping: “Sono venuto già sei volte in Giappone ma non avevo mai visto Tokyo. Bello ed entusiasmante per gli acquisti: elettronica ovviamente”; l’altro con il carnet denso denso di impegni promozionali organizzati dalla Yamaha.
L’occasione, poi, è la presentazione dell’evento a Tokio di martedì sera.  Il palco pronto, con l’immenso iper maxi ultra schermo high-definition e migliaia di luci per effetti iper-tecnologici, organizzato dai giapponesi con la Dorma per il caso in un immenso centro commerciale della città.
Tantissimi erano in attesa di vedere i propri beniamini; pazientemente per ore. Si racconta di una tifosa Kawasaki che avrebbe vestito di verde il proprio cagnolino.
Qualsiasi pilota salisse sul palco è stato un osanna con applausi incondizionati, che fosse un big o meno.
E Casey? Lui è un grande, ma non ha ancora acceso il frequenziometro ai cuori dei tifosi. Niente in confronto a Vale. Quando entra lui cade giù l’impianto: standing ovation, grida, pianti, ragazze che – abbandonando la notoria compostezza nipponica – gridano sfrenatamente “Ti amo”, “Diventa il mio dottore!!”, “Ho un regalo per te” …
I due manco si sono incontrati sul palco; non perché si rifuggano; ma solo per le ragioni caratteriali e la diversa indole: quando l’australiano ha fatto la sua apparizione, ha parlato al pubblico, ha preso la sua dose di ovazione ed è andato via, Rossi ancora doveva finire di prepararsi.

Subito dopo lo show, l’alfiere Ducati è partito alla volta di Motegi per essere sicuro di poter provare il prima possibile la pista; nonostante un vantaggio impressionante, è maniacale questa sua preparazione nella corsa al titolo, evitando di lasciare le cose al caso. Mentre il tavugliese si è mosso il giorno seguente e solo oggi avrà modo di ispezionare il tracciato.

Visto come sono andate le cose a Estoril, proveremo a fare ancora bene” ha assicurato alla folla Rossi. E poi, con l’aiuto del compagno di scuderia Colin, hanno inscenato di voler buttar giù dal palco la GP7 di Casey Stoner. Divertendo e mandando in delirio i fan del Sol Levante.
 
Non a caso la febbre per il grande show-man Valentino Rossi è altissima. E anche a Motegi la maggior parte del pubblico sarà dalla sua, colorando di giallo le colline del Kanto.
Lui è così e così ci piace, il fenomeno che canta come una cicala.

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