Lunga vita al Capirex

Il titolo mondiale della MotoGP, pur se ufficialmente sarà assegnato il 4 novembre 2007, in occasione dell’ultimo GP dell’anno, è ormai cosa fatta. La Ducati a pieno diritto l’ha vinto e se ne può fregiare.
L’ha fatto con il pilota che non ti aspetti, l’australiano Casey Stoner, famoso nel giro delle corse con il soprannome di ‘Rolling Stoner‘ per la sua familiarità con l’asfalto, dal momento che molte sono state in passato le occasioni mancate per la sua scarsa esperienza, la sua irruenza e – quindi – le sue numerose cadute.

Quest’anno invece niente: neppure un cenno di crollo, nessuna debacle. In 15 gare è giunto al traguardo sempre, al contrario di tutti i suoi potenziali avversari, Valentino Rossi incluso. Fra l’altro con una prova di forza maiuscola, se pensiamo che ne ha vinte 8 e il peggior risultato raggiunto è stato il 6° posto ottenuto a Motegi.

La luminosità della stella Stoner ha offuscato non poco il suo compagno di squadra, l’esperto e bravissimo (ma anche amatissimo) Loris Capirossi. Il suo stile di guida non è riuscito ad adattarsi alla nuova motocicletta, di 800 cc, più piccola, leggera e soprattutto meno potente; lui abituato a guidare di traverso, spazzolando le curve e dominando il mezzo come fosse un toro impazzito, non è riuscito a trovare il feeling.
Ma di capacità, Loris, ne ha da vendere.

In Giappone ha dimostrato che quando bisogna mettere sul tavolo l’esperienza e la visione tattica della gara, non è secondo a nessuno. Ha saputo leggere la corsa (e come sarebbe andata) ben prima degli altri. Soprattutto dal momento che i due principali piloti, leader del campionato e osservati dagli occhi del mondo, si stavano marcando a uomo, l’uno facendo la corsa sull’altro.

E’ stato un anno difficilissimo per il grande leone; una sola vittoria, a Motegi, nella stagione in cui il suo compagno di squadra vince il mondiale e ha ottenuto più del doppio dei suoi punti. Deve essere stato duro, pesante. Come pesante la scelta di passare in Suzuki il prossimo anno per fare posto ai ragazzini: Stoner campione del mondo e naturalmente prima donna Ducati 2008 e l’aggressivo Marco Melandri che cercherà di rubare la scena proprio al suo nuovo titolato compagno australiano.

Ma diciamolo senza rischio di essere smentiti: Capirex pure è stato l’evidente artefice, insieme alla squadra tutta, i meccanici e gli ingegneri del quartiere bolognese di Borgo Panigale, della conquista di questo prezioso titolo; molto è dovuto all’estro e capacità del bravo pilota australiano, ovvio. Ma i sacrifici, le esperienze, i consigli sapienti di Loris sono stati fondamentali nella crescita del team Ducati Marlboro. Passato da debuttante solo cinque anni fa’ e ritrovatosi in cima al mondo. Realizzando questo sogno proprio nella terra dei giganti giapponesi.

Non credo potremmo – noi romanitici sostenitori della rossa di Borgo Panigale – essere mai troppo grati del grande Loris, per quello che ha fatto e che ha dato.

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