La Formula 1 ai piedi del Monte Fuji

circuit_fuji.pngDomenica prossima si svolge in Giappone il ‘2007 FORMULA 1™ Fuji Television Japanese Grand Prix‘, 15^ tappa di questo mondiale di Formula 1, terz’ultima alla conclusione; calcando l’asfalto del rinnovato Fuji Speedway.

Chi conosce il Fuji alzi la mano.

Per gli europei, infatti, salvo qualche maniaco della F1 con una memoria di ferro, il tracciato nipponico è praticamente sconosciuto, di nome e di fatto. Con l’eccezione per i videogiocatori della consolle PS2 che hanno avuto modo di calcare – virtualmente – la pista nel realistico gioco della Polyphony® Digital “Gran Turismo® 4”.

Il tracciato è situato nella Prefettura di Shizuoka, non molto distante da Tokio (circa 100 km), proprio alle pendici del Monte Fuji creando – immagino – un effetto visivo mozzafiato. E’ molto recettivo, se si pensa che sono attese, secondo gli organizzatori, 140.000 persone solo per la gara di domenica.

Fu disegnato da Don Nichols e Stirling Moss, sulla falsariga dei circuiti nordamericani, e venne inaugurato nel dicembre del 1965. Era caratterizzato dal lungo rettilineo che terminava con una curva sopraelevata, molto veloce. La pista successivamente venne modificata, con l’eliminazione proprio della pericolosa parabolica, nel ’75, dopo l’incidente che costò la vita a un pilota giapponese, Hiroshi Kazato.
L’anno seguente, nel 1976, si inaugurò la prima gara di Formula 1 in Asia. E si scelse proprio il Fuji Speedway. Fu una data storica per il Giappone e per il continente asiatico; per 30 anni non si è più interrotto il feeling tra la F1 e il paese del Sol Levante. Anche l’anno successivo il gran premio venne celebrato sulla pista ai piedi del famoso vulcano, per la sua 2^ e ultima volta, in quanto dall’edizione seguente venne preferita, senza soluzione di continuità, la pista di Suzuka (per inciso, io preferisco quest’ultima).

Nel 2000 il colosso multinazionale giapponese Toyota acquitò la maggioranza (93%) della proprietà del circuito. Tre anni dopo venne chiuso per una radicale e profonda opera di revisione; furono spesi milioni di dollari e sotto la revisione e progettazione di Hermann Tilke nel febbraio del 2005 aprì i battenti il nuovo Fuji, chiamato proprio Fuji Speedway 2005, per distinguerlo da quello iniziale del ’65 e il successivo del ’75. L’obiettivo – riuscito – era proprio quello di ospitare un GP di Formula 1 a breve.

E veniamo alla cronaca diretta, allora.
La pista ha una lunghezza finale di 4.563 m.; in Formula 1 si gira in senso orario per 67 volte, percorrendo una distanza complessiva di 305,721 km.
Composta da 16 curve, di cui 10 a destra e 6 a sinistra. E il lunghissimo rettilineo di 1 chilometro e mezzo.

Proviamo a raccontarlo questo Fuji: sul lungo rettilineo le monoposto dovrebbero raggiungere una velocità pazzesca, anche se la parte guidata, molto lenta e con curve importanti, imporrà un setting aerodinamico che eviti di perdere aderenza in entrata e uscita: al solito sarà importante il compromesso e cosa i team vorranno preferire; la mancanza di parametri reali, però, comporterà seri problemi. Alla fine del rettilineo si affronta il primo tornante, la First Corner, a destra, secca e impegnativa, di 27° che chiude parecchio. In seguenza una seconda, sempre a destra, con angolo di 75°. Leggero allungo per arrivare a curva 3 a sinistra, la Coca Cola Corner con angolo di 80°. Si riaccellera e si affronta a destra il lungo curvone (curva 4 e 5) da controllare più con cambio e acceleratore che con i freni. Qui si raggiunge una buona velocità, ma da tenere sotto controllo, perché la seguente, a sinistra, è molto impegnativa: curva 6, la Hairpin Corner, ha un raggio di 30°, è in discesa ed è cieca non vedendo bene dove esce. Passati indenni, si apre velocemente gas per affrontare in pieno il tratto seguente: curva 7, 8 e 9 non sono impegnative se non per il cambio dei pesi da destra a sinistra e da sinistra a destra.
Entriamo ora nella parte più guidata e lenta del tracciato.
Molto delicata la Dunlop Corner (curva 10): si arriva velocissimi e deve essere affrontata in 1^ marcia; inoltre la pista prende a salire e curva 11, a sinistra, non è ben visibile. Si continua a salire fino alla 13th Corner, a destra, che è di circa 90° ma molto brutale. Curva 14 viene affrontata abbastanza velocemente, ma con attenzione perché la seguente curva 15, la Next Corner di 25°, arriva quasi senza accorgersene (non si vede bene). Si chiude poi con una leggera flessione a destra fino alla curva forse più impegnativa del circuito, la Panasonic Corner, a destra con un raggio strettissimo di 12°, oltretutto continuamente cieca e bisogna andare a memoria, che immette nuovamente sul rettilineo del traguardo. L’accesso ai box – per la cronaca – è poco prima dell’arrivo; ha un’entrata semplice e diretta e non dovrebbe far perdere molto tempo; qualcuno potrebbe decidere anche per le 3 soste.

Ovviamente non ci sono dati relativi a velocità massima, tempi sul giro, telemetrie: tutto è nuovo… tutta un’incognita.
Anche i tecnici forse avranno passato le ore a giocare con la PlayStation 🙂

Ecco allora un video proprio di un giocatore di PS2 sul Fuji Speedway con una vettura simil F1: in realtà credo che richiami una vecchia Honda Racing F1 di 3 o 4 anni fa’.

Maggiori info al sito ufficiale. Don’t worry: it is in english version, too.

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Orari
Di seguito il programma del week-end giapponese, con gli orari espressi con il fuso italiano:

Venerdì 28 Settembre 2007
Free Practice 1  03:00 – 04:30
Free Practice 2  07:00 – 08:30

Sabato 29 Settembre 2007
Free Practice   04:00 – 05:00
Qualifiche ufficiali 07:00

Domenica 30 Settembre 2007
Corsa    06:30

La RAI ha in programma le qualifiche del sabato (diretta su Raidue dalle 06:45) e la corsa di domenica (diretta su Raiuno dalle 06:15).
Per chi non volesse perdere nulla, dovrà farlo sul satellite: diretta TV su SKY Sport 2 venerdì dalle 02:55 e dalle 07:55 le due sessioni di prove libere e quelle di sabato dalle 03:55.

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6 pensieri su “La Formula 1 ai piedi del Monte Fuji

  1. C’è una grossolana inesattezza: non è affatto vero che dal 1976 si corre ininterrottamente in Giappone, e che Suzuka ha sostituito Fuji senza soluzione di continuità (questo almeno è quello che si capisce dal tuo riassunto): dopo l’edizione del 1977 si dovettero aspettare altri 10 anni (1987) prima di tornare a vedere una gara in Asia e in Giappone, quando per l’appunto si andò per la prima volta a Suzuka.

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  2. Paolino, sei ‘veramente’ un bel maniaco di F1 🙂
    Ciò detto, ammetto il refuso: infatti intendevo che dall’edizione seguente (come noterai non specificando l’anno, ovvero la volta successiva che si è disputato il GP del Giappone) la gara si è tenuta a Suzuka.
    L’errore l’ho commesso riallacciandomi (non so perché poi) al 1976: la frase incriminata è “per 30 anni non si è più interrotto il feeling tra la F1 e il paese del Sol Levante” che ha fuorviato. Mi scuso.
    P.S.: gli errori, come diceva un mio vecchio professore, servono a far capire che chi ci legge ha prestato attenzione 😉

    Corretto il discorso da Grand Chelem: l’entrata dei box è nel punto velocissimo del tracciato e le monoposto arrivano a cannone. Non sapevo (ma mi sembra coerente) della protesta dei piloti: però se la vorranno guadagnare questa pagnotta?

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  3. Dopo averlo visto, confermo la mia impressione generale… sarà anche che la parte lenta permette di mettere in evidenza la trazione, etc. etc. però mi ha dato l’impressione di essere messa così per “fare dei metri”, con la chicane subito dopo una curva secca e molto lenta… complessivamente non mi ha impressionato granché come pista.

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