GP Cina 2007, la cronaca essenziale

Qualifiche asciutte, ma con la difficile situazione psicologica di un 80% di probabilità di pioggia per la gara, dovuta al possibile arrivo di un tifone (!) su Shanghai.
Kimi Räikkönen in grande forma, con i migliori tempi nelle libere ed in Q1 e Q2. Ma è ancora Lewis Hamilton a cogliere la pole position, col tempo di 1’35″908. Kimi Räikkönen è secondo, a 136/1000 dal rivale della McLaren.
Terzo Massa con l’altra Rossa (1’36″221), e solo quarto Fernando Alonso, 1’36″576. Quinto, ma staccatissimo dai due top team, David Coulthard su Red Bull, 1’37″619, davanti alla Toyota di Ralf Schumacher, 1’38″013, che precede di 14 centesimi l’altra Red Bull di Mark Webber.
Ottavo e nono i due piloti BMW-Sauber, con Heidfeld (1’38″455) di 17/1000 davanti a Kubica. Decimo Jenson Button su Honda, 1’39″285.
Eliminati in Q2 Liuzzi e Vettel con le Toro Rosso, la Toyota di Trulli (toh!), Kovalainen su Renault (brutta escursione all’ultima curva), la Super Aguri di Davidson e la Williams-Toyota di Rosberg.
Fuori in Q1 Fisichella (quarto al Fuji!), Barrichello su Honda, la Williams di Wurz, Sato-san (super Aguri) e le due Spyker di Sutil e Yamamoto.

La gara. Previsione di pioggia a pochi minuti dalla partenza. E la pioggia arriva. Intermedie per Ferrari e McLaren.
In partenza bel duello tra Massa e Alonso con sorpasso e controsorpasso. Il brasiliano è davanti. Tamponamento nelle retrovie, Ralf Schumacher si gira ed è ultimo. Hamilton conserva agevolmente la testa, seguito a sei decimi da Räikkönen.
Al secondo giro contatto tra Barrichello e Davidson. La visibilità si riduce, con l’aumentare della pioggia. Duello tra Fisichella e Rosberg, col romano che conserva la posizione. La pioggia potrebbe finire presto, (come viene detto a Barrichello). Hamilton migliora costantemente il giro più veloce, e si mantiene saldamente in testa, incrementando il vantaggio. Toro Rosso ancora sugli scudi: Vettel (11º) cerca di superare Kovalainen, mentre Liuzzi ha superato Heidfeld e si trova in sesta posizione. Kubica passa Webber ed è ottavo, dietro Heidfeld.
Vettel ci riprova, ed al settimo giro passa Kovalainen. E’ decimo, adesso. Anche Trulli passa di forza il finlandese della Renault. Nel frattempo Hamilton sta “martellando” in testa, distanziando Räikkönen di circa mezzo secondo al giro. Al decimo passaggio l’inglese ha 6″6 di vantaggio su Kimi. Le Spyker avevano preso l’azzardo delle gomme da bagnato estremo, e rientrano per cambiarle. Prevista però ancora pioggia (team radio di Wurz). Duelli in corso: Ralf Schumacher passa Wurz. Al dodicesimo passaggio Davidson parcheggia e si ritira.
Rosberg passa Button al 15º giro. In questo giro Hamilton effettua la sua prima sosta, conservando le stesse gomme intermedie. Ora Räikkönen ha pista libera, e sei secondi di vantaggio su Felipe Massa. Rosberg passa Kovalainen. Massa rientra al 17º giro, anche lui non cambia i pneumatici. Ralf Schumacher fa in un giro due sorpassi, passando Button e Kovalainen. Alonso rientra al diciottesimo passaggio, mantiene la stessa strategia, e rientra dietro Massa. Testacoda per Sutil, il quale riesce a ripartire. Räikkönen rientra al giro successivo, tenendosi anche lui le intermedie. Hamilton passa il finlandese della Ferrari in fondo al rettilineo e si riprende la testa della corsa. All’anteriore sinistra l’inglese ha oramai una slick. E ricomincia a mettere fra se e Räikkönen mezzo secondo al giro. Ralf Schumacher passa anche Nico Rosberg e viene poi tamponato da Liuzzi. Webber rientra al 23º passaggio e mette le gomme da asciutto (dure). Poco dopo Wurz mette le morbide e fa il giro più veloce.
Kubica rientra al venticinquesimo giro, anche lui mette le dure. Alonso passa di forza Felipe Massa. Il brasiliano corre ai box e mette le morbide. Ma la pioggia riprende. Räikkönen si porta “violentemente” negli scarichi di Hamilton, mentre Alonso e Ralf Schumacher fanno escursioni qua e là, e Sutil distrugge il musetto. Kimi ingaggia battaglia con Lewis. Rosberg va in testacoda, preso in “sandwich” tra le due Renault. Bandiere gialle, Kimi non può superare. Passa in un tratto dove le bandiere non vengono sventolate dai commissari, e si porta al comando. Ralf Schumacher si ritira. Non piove più, e Trulli passa Hamilton, ed Alonso recupera 5 secondi in un giro nei confronti del suo compagno di scuderia. La posteriore destra di Lewis si sta sfaldando, ed Alonso gli si porta alle spalle. Ma al trentunesimo giro il patatrac: Hamilton, rientrando, si insabbia nella corsia dei box, ed è costretto al ritiro. Dopo il Nurburgring infatti, non è più consentito riportare in pista nessuno.
Un pensiero beffardo ci sale alla mente: ma l’avrà mica fatto apposta per vivacizzare l’ultima gara del mondiale?
A 25 giri dalla fine Kimi mette le morbide, Alonso mette le gomme dure, e Massa gli si porta alle spalle. Ma in prima posizione c’è la BMW-Sauber di Robert Kubica, con un pit stop in meno e tre secondi di vantaggio su Räikkönen. Ma per il polacco il guaio è in agguato: l’idraulica lo lascia sul più bello. Ritiro per lui.
Vettel e Button sugli scudi: sono rispettivamente quarto e quinto, e l’inglese (col giro più veloce) passa il tedesco a 21 giri dalla fine. Wurz e Liuzzi sono in battaglia, l’austriaco “spiattella”. Räikkönen fa il miglior giro, e a 20 giri dalla fine ha 10 secondi di vantaggio su Alonso. Ma l’asturiano sembra in recupero. Riduce il gap a ritmo di nove decimi al giro.
Fisichella passa Liuzzi a 18 giri dalla fine, Kovalainen (gara da dimenticare, la sua) fa un altro errore. Räikkönen acquista confidenza con le diverse condizioni di gomma, e mantiene, a 16 giri dalla fine, il distacco a 8″7.
Button effettua la sua seconda sosta a 14 giri dal termine, ed al rientro è sesto.
Nelle retrovie Kovalainen passa Webber, l’australiano gesticola sul rettilineo d’arrivo. Massa conquista il giro più veloce a quattro tornate dalla fine. Il brasiliano ha fatto una gara di conserva, ormai fuori dalla lotta per l’iride, e si trova a 8 secondi da Alonso. Ci si chiede perché stia tirando.
A Vettel viene comunicato, a due giri dal termine, di risparmiare carburante. Ci immaginiamo il brivido che possa provare un pilota ad una comunicazione del genere, in una situazione simile.
Nulla da segnalare sino al traguardo.

L’ordine d’arrivo: vince Räikkönen (duecentesima vittoria Ferrari) davanti ad Alonso e Massa. Quarto Vettel (ebbene sì!), quinto Button davanti a Liuzzi, Heidfeld e Coulthard.

Classifica piloti rivoluzionata, con Hamilton fermo a 107 punti, ma con Alonso a 103 e Räikkönen a 100. Come auspicato da tutti (Ecclestone in testa), questo Mondiale si deciderà all’ultima gara. Era dal 1986 che non succedeva, ma all’epoca i piloti in lizza erano Mansell, Prost (poi campione) e Piquet…
Massa quarto, con 86 punti. Fuori dai giochi da tempo.

Mondiale costruttori: Ferrari a 186, BMW-Sauber quasi “doppiata” a 94, Renault terza con 51 punti. Nelle retrovie grandi sconvolgimenti: la Toro Rosso prende 8 punti, la Honda quattro (6 da inizio stagione). Entrambe sorpassano la Super Aguri, ferma a 4 punti. A questo punto credo che Sutil manterrà il suo punticino del Fuji: la Spyker è penultima (McLaren a zero, ricordiamolo) con solo quel punto.

Altre notizie di questo periodo:

  • Cancellata la penalizzazione di 10 posti in griglia di Sebastian Vettel, in quanto si è scoperto (grazie ad un filmato su YouTube, che tempi!) che il tamponamento ai danni di Webber è stato in definitiva innescato da una brusca frenata di Hamilton dietro la safety car. In compenso, Vettel è riuscito a farsi arretrare lo stesso di cinque posizioni per aver ostacolato Kovalainen durante le qualifiche. Ma Hamilton si è attirato un bel po’ di malcontento da parte degli altri piloti, in quanto aveva promesso di non fare queste manovre dietro la safety car. Per lui sono però arrivate le parole di sostegno da parte nientepopòdimenoche di Bernie Ecclestone (“Hamilton merita il titolo“), il che è tutto dire…
  • Il 24 ottobre la Federazione si esprimerà sul ricorso Williams nei riguardi della Prodrive, la “creatura” (per ora) di David Richards, che nelle intenzioni vorrebbe essere un team cliente al 100% della McLaren.Disposta inoltre per il 12 ottobre la decisione riguardante l’assegnazione dell’ottavo posto del GP del Giappone, vicenda che vede contrapposti Sutil e Liuzzi, e di cui abbiamo già parlato.
  • Cambieranno le qualifiche dal 2008: verranno eliminati gli ultimi sette in Q1 e Q2 (l’anno prossimo saranno 24 le vetture, non 22), e in Q3 non ci sarà rabbocco di carburante, permettendo così a chi viene eliminato prima di non avere troppo svantaggio.
  • Tutta da rifare la Toyota: del pacchetto di modifiche che si voleva presenyare qui in Cina, solo l’alettone anteriore è stato approvato e presentato. In compenso, Ralf Schumacher (sul suo sito!) ha dato l’addio alla scuderia… facendo al contempo una delle sue migliori qualifiche di quest’anno…
  • In Cina non erano presenti Bernie Ecclestone e (il suo “vice”) Flavio Briatore: sono in Europa, si dice a trattare il passaggio di Fernando Alonso alla Ferrari… no comment!
Annunci

12 pensieri su “GP Cina 2007, la cronaca essenziale

  1. Il problema del “sostegno” di Ecclestone a Hamilton non è tanto la frase citata, ma il fatto che secondo Bernie Hamilton debba vincere il titolo perché è bravo a comunicare, è simpatico alla gente, è un bravo ragazzo, mentre Alonso non ha fatto nulla per la F.1 (e allora perché la Spagna ha due Gran Premi ?) e Räikkönen non è abbastanza mediatico come personaggio. Se qualcuno trova motivi sportivi nelle “preferenze” di Ecclestone, lo avverta, perché così magari toglie pure quel minimo che gli è sfuggito.

    Rispondi
  2. Alonso alla Ferrari (se Raikkonen non vince il titolo) garantirebbe un intero inverno di sovraesposizione stampa, quindi non lo vedo così peregrino.
    Figuriamoci poi se portasse il numero 1.

    Vedo Raikkonen con 5 primi posti mentre Hamilton ha 5 secondi posti (Alonso ha 4 di entrambi).

    Se Raikko vince Hamilton deve arrivare sesto (difficile, se non si cagherà in mano) e Alonso terzo (possibile, con l’aiuto di Massa).

    Se Alonso vincesse gli basterebbe Hamilton terzo.

    In buona sostanza il mondiale di Alonso è in mano alla Ferrari: deve tornare a dare una macchina che si rompa a Raikkonen ed una macchina superiore (ma non troppo) a Massa, consentendo a questi di mettersi in mezzo fra se ed Hamilton.

    Mie percentuali sul mondiale:
    Hamilton 80%
    Alonso 11%
    Raikkonen 9%

    Rispondi
  3. Non sono d’accordo sulle percentuali di vittoria mondiale di Fluored.
    Alonso ha molte più probabilità di quante si pensino, a meno che la McLaren non boicotti il suo scomodo pilota.
    Diverso è il caso di Raikkonen (nonostante sia quello che abbia vinto di più). Xché molto lontano. E a meno di un cataclisma è dura.
    Ma io la vedo così (lo sto scrivendo con largo anticipo quindi se la profezia si avvera 🙂 ): in Brasile parte in pole Massa, d’avanti a Raikkonen, terzo Hamilton e 4° Alonso. Il brasiliano – più leggero e conosce molto bene la pista – se ne va, lasciando indietro i 3 a lottare per la seconda piazza. Hamilton non ha ragione di forzare: il finnico anche arrivando primo non gli frega il titolo, ma Alonso deve restare dietro. Sarà proprio questo la chiave di volta. Se l’anglocaraibico riuscirà a tenerlo dietro per parecchio rendendo poi impossibile il recupero dell’asturiano sul duo Ferrari, chi ci dice che Alonso non farà una mossa “molto” azzardata rischiando di mandare fuori strada l’acerrimo compagno di squadra? magari, di questi tempi, a lui può interessare più che perda Hamilton piuttosto che vinca una McLaren.
    A meno che la Federazione non intimi a tutti i piloti di tenersi lontano da Hamilton e che, se questi subirà anche solo uno spostamento d’aria, verranno giù punizioni esemplari. Non mi stupirebbe.

    Rispondi
  4. Ripeto: se Raikkonen vince, Hamilton deve arrivare sesto. Ciò (quest’anno) non sta né in cielo né in terra. Quindi Raikkonen può vincere se e solo se Hamilton si ritira.
    La percentuale (bassa) di vittoria di Alonso è data da questo ragionamento:

    1) Vedo la McLaren favorita ad Interlagos: passo corto più capacità di scordolare dovrebbero fare la differenza nel complex e sui bump dell’asfalto brasiliano.

    2) Di conseguenza vedo un possibile 1-2 con al massimo Alonso che vince (se gli va bene) ed Hamilton secondo, con conseguente titolo.

    3) Nel caso, secondo me improbabile, che la Ferrari sia favorita, Alonso dovrebbe vincere e Massa secondo. Non vedo infatti possibile per Alonso recuperare un gap di macchina a Raikkonen (per quanto io reputi l’asturiano superiore al finnico). Ciò significa che Raikkonen deve rompere.

    Aggiungo il fatto che Massa è IMHO una pippa…

    Rispondi
  5. In Brasile vinse con la macchina superiore ed Alonso che conservava, in più MSC era nelle retrovie cacciatovi dai molti episodi che accaddero in Q e primi giri

    Rispondi
  6. Non sono d’accordo sulla previsione del valori in campo di Fluo.
    Il tratto dal 1° intermedio al 2° vedrà la Ferrari nettamente più forte della McLaren.
    Non ci sono cordoli alti sui quali la capacità della sospensione di copiare meglio possa fare la differenza; e il solo tornantino non può certo mettere le ali alla McLaren che ha come unico punto di vantaggio, forse, la chicane dopo il traguardo.

    Ergo Ferrari avanti; ergo se KR non rompe FA lo vedo malissimo.

    Rispondi
  7. IMHO, le caratterstiche Ferrari vengono esaltate nei curvoni veloci e nelle piste piatte e levigate. I bumps, i cordoli e le curvette di Interlagos non sarebbero quindi l’elemento “naturale” delle Ferrari. Certo, lo scorso anno donimarono ma anche Yamamoto fece un garone con quelle gomme.
    Ritengo la Ferrari la vettura migliore del mondiale ma ad Interlagos mi aspetterei sostanziale parità

    Rispondi
  8. Certo i bump non sono il suo pane.
    E non ci sono Eau Rouge, Puhon e similari.
    Ma la curva in fondo al rettilineo di ritorno, la curva in salita, il curvone in contropendenza prima del 2° intermedio sono pane suo.
    E i bump fanno la differenza quando sei davvero lento, non quando la velocità è sufficiente a generare carico.
    Resto della mia idea, che non è Vangelo ovviamente, fino a prova contraria. 😉

    Rispondi
  9. Però con i bumps devono viaggiare con maggiore altezza da terra e questo farebbe diminuire l’effetto di correre su una galleria del vento a cielo aperto

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...