Godo come un porco

Oppure godo come un riccio.

Scegliete pure l’animale che più vi aggrada a seconda della tradizione locale per rendere l’idea. 🙂

Ebbene sì; nonostante chi mi conosca sa bene che non sono mai stato tifoso ferrari oggi godo come un porco.
Godo come un porco perchè la soluzione finale di questo mondiale è l’unica che può definirsi GIUSTA!
Ora è vero che c’è un appello in ballo, ma dubito molto che le cose cambieranno visto che in questo 2007 si è già andati ampiamente oltre ogni limite della decenza (pronto a fare ammenda in caso contrario ovviamente).

E’ GIUSTO e SACROSANTO che sia finita così.
Giustamente il titolo va a chi non si è fatto pescare con le mani nella marmellata altrui.
Si potrà obiettare che partendo con il vantaggio di esperienza di anni con le gomme giapponesi la Ferrari partiva in campionato a “+20”; vero; però di certo la soluzione al “problema” non era rubarle la conoscenza.
Quindi ben venga il titolo a Ferrari; e ben venga il titolo Kimi Raikkonen.

Detto ciò …
Non so che impressione trarre dalle ultime 2 gare …
Ci ho pensato e ripensato e alla fine me ne vengono solo 2: il bianco e il nero.

1. Ha deciso tutto la pista (il bianco)

Ergo:
a. godo come un porco per Ron Dennis che ha fatto di tutto per favorire il figlioccio inglese ai danni di un campione del mondo pagato suon di miliardi.
b. godo come un porco per la FIA che ha perdonato il perdonabile a uno che ha imparato il peggio che si potesse imparare in un solo anno
c. godo com un porco anche per Lewis Hamilton; Lewis Hamilton “dalla faccia pulita” che “non sapeva nulla della spy story”, “che sente una connessione con Senna sulla sua tomba (e la necessità del codazzo a riprendere la cosa, ndr ……..)”.
d. non è vero che Lewis Hamilton è un fenomeno; perchè se uno ha bisogno degli specchietti (cit.) per capire che la gomma è finita e sta girando sulle maglie d’acciaio, se ha bisogno del box che lo richiami quando perde da un pezzo 5″ al giro dopo aver dominato la gara, se ha bisogno di disturbare il rivale per il titolo nell’ultima qualifica, se non capisce che basta fare 4 punti, QUATTRO, in 2 gare con una macchina che male che vada arriva quarta (quindi 10 punti in 2 gare) allora non è affatto un fenomeno …

2. Non ha deciso tutto la pista (il nero)

Ergo:
Alla luce della sentenza FIA “via tutti i punti costruttori, i piloti si salvano perchè hanno collaborato (chi poi? Lewis Hamilton? “Mr. io non so niente, non ho visto niente, non ho sentito niente”?, ndr) salvo intervenire anche sul 2008 se succede qualcosa di nuovo”, dei punti c. e d. di cui sopra, paradossalmente anche del punto b., del fatto che Fernando Alonso sul podio di fatto gioiva, del fatto che abbia fatto fatica a non ridere nella conferenza stampa, del fatto che Ron Dennis non sia mai stato inquadrato in tutto il GP … beh “il nero” è che a Parigi la sentenza in realtà sia stata “noi ai vostri piloti i punti li lasciamo perchè altrimenti ci fottiamo gli incassi degli ultimi 4 GP; ma voi il mondiale lo perdete, altrimenti ecco che saltano fuori ‘le cose’ per il 2008 …”.

Quale preferire? Non lo so e in fondo non me ne frega nulla.
La cosa importante è che giustizia sia stata fatta!!

P.S.

Infine una piccola nota di soddisfazione strettamente personale: sono stracontento per Kimi Raikkonen.
Kimi l’ubriacone.
Kimi l’imbolsito incapace di resistere a Monza a Hamilton che gira 1″5 a giro più velocemente.
Kimi che sta sempre zitto, non parla con gli ingegneri, non lega con la squadra.
Kimi lo scassamacchine.

Ebbene “tutti questi Kimi”

1. al debutto
2. con gli stessi mezzi (anzi … dopo una pesante ristrutturazione)
3. in una squadra che si è supercoccolata il “simpatico” “pilota” figlio del grande capo per almeno mezza stagione

riescono ad ottenere il risultato miseramente fallito nell’ultima stagione dal più_grande_campione_di_tutti_i_tempi_che_mai_un_altro_ne_nascerà.

E senza ricorrere a sportellate, partenze di traverso, macchine ferme in mezzo alla piste, andature a singhiozzo sotto SC, ostacoli agli avversari in qualifica tanto cari al suo predecessore prima e al simpatico rookie nero dalla faccia pulita adesso.

Come amo sempre dire, come si vince conta come e più della vittoria in sè.
Grazie Kimi anche per questo; soprattutto per questo; e buon proseguimento.

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19 pensieri su “Godo come un porco

  1. Sacrosanto, soprattutto il pezzo su Kimi.
    Quest’anno hanno rotto tutti le palle:
    Alonso contro la squadra
    Hamilton a fare l’iperbuonista (in realtà superfigliodi…)
    Massa a fare il borazzo ad ogni occasione, insulti in diretta ad Alonso su tutti.

    Kimi ha dato una lezione di stile a tutti.
    Episodio principe proprio Monza: si fracassa per un guasto, sta zitto, gli danno la colpa, sta zitto, corre anche se sta molto male (fonte interna Ferrari), sta zitto, Hamilton lo passa e gli danno tutti del pirla, sta di nuovo zitto. Non alza mai la testa.

    Alla fine ha avuto ragione lui, cazzo!

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  2. Tra parentesi TRäikkönen è stato quello che ha avuto i maggiori problemi di affidabilità in una stagione in cui finire sempre le gare era fondamentale. In un certo senso questo lo ha “costretto” a vincere tutto il possibile e difatti in caso di parità di punteggi avrebbe prevalso su tutti gli avversari per numero di vittorie.

    Rispondi
  3. “d. non è vero che Lewis Hamilton è un fenomeno; perchè se uno ha bisogno degli specchietti (cit.) per capire che la gomma è finita e sta girando sulle maglie d’acciaio, se ha bisogno del box che lo richiami quando perde da un pezzo 5″ al giro dopo aver dominato la gara, se ha bisogno di disturbare il rivale per il titolo nell’ultima qualifica, se non capisce che basta fare 4 punti, QUATTRO, in 2 gare con una macchina che male che vada arriva quarta (quindi 10 punti in 2 gare) allora non è affatto un fenomeno …”

    sono d’accordo, non è un fenomeno perchè altrimenti il titolo lo avrebbe portato a casa. Ma, c’è un ma. Ha 22 anni, alla sua età Senna correva in FFord e non lottava per il titolo di F1, è inesperto. Certamente dal box, che è tutto per lui a quanto si dice, che hanno telecamere, dati della telemetria in tempo reale e sono comodamente seduti e non a guidare con gomme finite sul bagnato, una dritta avrebbero potuta anche dargliela.
    Hamilton ha peccato di superbia, specie nelle 2 ultime gare decisive, ma è giovane e anche il giovane Senna all’inizio non si controllava molto, tanto da ricevere rimproveri verbali e fisici in pista dai colleghi anche fino a diversi anni dopo il debutto. Penso che è molto meglio per lui che abbia perso, così avrà modo, si spera, di crescere.
    Bravo Kimi, lo meritava, anche prima di quest’anno il titolo.
    Ha avuto probabilmente la vettura migliore ma anche la difficoltà di entrare in una squadra nuova e dove Massa nelle prime 9 gare ha avuto a disposizione la strategia d’attacco. Ha lavorato sodo, evitando sempre polemiche e alla fine, sono contento per lui, s’è tolto il peso “dell’eterno secondo”.

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  4. P.S.
    Il “giovane Senna” non si controllava molto e faceva le sue belle porcate, vero.
    Ma la prima volta che ha avuto tra le mani la macchina per vincere il titolo, il titolo l’ha vinto (non era il suo primo anno, ma mica è colpa sua se ce l’ha avuta solo 4 anni dopo).
    LH questo non lo potrà dire mai.

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  5. Di tutto il post, che condivido appieno per le senzazioni provate, mi frulla in testa una questione: come si fa’ a non essere tifoso della Ferrari? non lo capisco neppure fuori dei confini nazionali, ma in Italia è quantomeno strano.
    E’ come se si dicesse di non tifare per gli azzurri del calcio. Chiaro uno può odiare il pallone e (anche se non è detto) di rimando non amare la squadra della nazionale. Ma viceversa non è comprendibile che si preferisca, chessò, la Francia piuttosto che il Brasile (pur essendo italiani).
    Non faccio lezioni di morale, ma questa perplessità mi resta.

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  6. Messa così è facilissimo rispondere.
    Se la si mette sul “nazionale” tutte le squadre di F1 sono vere e proprie multinazionali, dai quadri dirigenti ai piloti.
    Il marchio è italiano?
    Amen.
    I soldi sono italiani? Non tifo per dei finanziatori.
    Ri-amen.
    I meccanici sono soprattutto italiani? Anche il mio gommista lo è. 😀
    Ri-ri-amen.

    😉

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  7. Messa così allora non puoi avere né modelli né passioni. Perché tutto è fatto per gli interessi personali (e di lobby) e il mondo libero (di cui facciamo parte), ne è escluso.
    Il fatto che la Ferrari abbia vinto, a me non ha portato alcun vantaggio tangibile; ma da stanotte alle 2 sono più felice e orgoglioso.
    Non è una questione di marchio né di soldi e nemmeno di pezzi di ferro o persone, è una questione di simboli, di credo: lo è o non lo è.
    Detta alla tua maniera la bandiera italiana non è niente, perché sono 3 pezzi di stoffa messi insieme… magari pure made in china.
    Pensi invece che tutto debba corrispondere a canoni materiali?
    Ma allora è come dire ci si sposa solo se la donna è illibata: l’amore non conta; e in più così si finisce per ammazzarsi di seghe! 😉

    PS: debbo dedurre che non sei tifoso di alcun team di F1 (ma nemmeno di calcio, di basket, di rugby, …), altrimenti mi fai entrare in confusione 🙂

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  8. @max: quoto tutto.
    E’ da mo’ che sostengo Rikkio proprio perche’ ha sempre fatto il suo lavoro senza fare polemica, senza menare il torrone e soprattutto rispondendo in pista a tutte la puttanate che dicevano su di lui (anche quando stava in McLaren).
    E poi, soprattutto, perche’ uno che chiude il telefono in faccia a Schumacher alla sua prima vittoria in Ferrari (“non si sentiva bene”, dira’ poi) e che dice che si e’ perso la mega-presentazione-pagliacciata del trofeo Schumacher ad Interlagos conferito da Pele perche’ “stava cagando” (intervista ITV a Martin Brundle) secondo me ha una “solidita’ mentale” spaventosa…
    Un mito!
    ; ))

    @dadi: non vorrei aumentare il grado entropico ma ti confesso che anche io (pur tifando Kimi) non provo alcunche’ per la Ferrari.
    Sono convinto che la F1 sia uno sport individuale, fatto da uomini e gli uomini sono quelli che mi interessano. Comprendo come uno possa innamorarsi di un “mito” come la Rossa (ho amici Ferraristi che mi rinfacciano ancora oggi dopo aver tifato Villeneuve, di essere passato a Senna, “tradimento” a loro incomprensibile : ) ) ma a me una macchina (pur “capolavoro di ingegneria”, pur “mito su quattro ruotte”, pur “pezzo di storia”) non riesce a scaldare il cuore.
    : ))

    marloc

    Rispondi
  9. 1. Modelli e passioni non sono entità mutuamente esclusive. E in effetti passione per la F1 al momento ne ho assai poca.
    Se dovessi parlare di “modello di pilota” direi che KR va bene; correre veloci e poco casino; e nel circo della F1 attuale la mosca bianca è lui; forse è per questo che mi risulta persino simpatico.
    E detto questo in effetti io mi ritengo razionale al 99%.
    Tifavo BMW quando è rientrata in F1; ora il termine tifo l’ho riposto dopo la “Z” nel dizionario; se vincesse il mondiale sarei sicuramente contento, ma ti assicuro che alle 2 dormirei comunque già da 4 ore.
    Se vai a leggere la storia dei miei post su isf1m noterai in effetti il cambiamento di “tono” nel corso degli anni.
    2. Inutile che mi paragoni la bandiera italiana alla Ferrari; la bandiera italiana rappresenta “la patria”; quindi se uno “sente nelle viscere” il concetto di patria, oppure di Patria” non mi può paragonare la patria ad una multinazionale (pur se il simbolo e la sede sono “in patria”).
    Chiara la distinzione? Se poi misuri tutto con il tifo o la passione non potrai ovviamente rispondere. 🙂
    N.B. Parlando di patria: io sono europeista convinto; convinto che gli Stati nazionali siano un retaggio del passato; e che il campanilismo, locale, regionale, nazionale sia un ostacolo al progresso.
    Vedi tu come la penso io nei confronti della “patria” …….. 😆
    3. In effetti se al “tifo” si associa il rimanere “svegli e contenti” fino alle 2 non tifo nè calcio nè basket nè …….. 🙂

    A marloc, lo sapevo che con te sfondavo una porta aperta. 😀

    Rispondi
  10. 1. Modelli e passioni non sono entità mutuamente esclusive. E in effetti passione per la F1 al momento ne ho assai poca.
    Se dovessi parlare di “modello di pilota” direi che KR va bene; correre veloci e poco casino; e nel circo della F1 attuale la mosca bianca è lui; forse è per questo che mi risulta persino simpatico.
    E detto questo in effetti io mi ritengo razionale al 99%.
    Tifavo BMW quando è rientrata in F1; ora il termine tifo l’ho riposto dopo la “Z” nel dizionario; se vincesse il mondiale sarei sicuramente contento, ma ti assicuro che alle 2 dormirei comunque già da 4 ore.
    2. Inutile che mi paragoni la bandiera italiana alla Ferrari; la bandiera italiana rappresenta “la patria”; quindi se uno “sente nelle viscere” il concetto di patria, oppure di Patria” non mi può paragonare la patria ad una multinazionale (pur se il simbolo e la sede sono “in patria”).
    Chiara la distinzione? Se poi misuri tutto con il tifo o la passione non potrai ovviamente rispondere. 🙂
    N.B. Parlando di patria: io sono europeista convinto; convinto che gli Stati nazionali siano un retaggio del passato; e che il campanilismo, locale, regionale, nazionale sia un ostacolo al progresso.
    Vedi tu come la penso io nei confronti della “patria” …….. 😆
    3. In effetti se al “tifo” si associa il rimanere “svegli e contenti” fino alle 2 non tifo nè calcio nè basket nè …….. 🙂

    A marloc, lo sapevo che con te sfondavo una porta aperta. 😀

    Rispondi
  11. Io invece mi chiedo una cosa: perchè tutti i tifosi della Ferrari non sono pure juventini? Eppure sono entrambe propaggini dello stesso gruppo…
    Per il resto sono contento per Kimi, che ha vinto il mondiale che probabilmente meritava di vincere maggiormente due anni fa. Mi fa anche piacere che adesso siano diventati tutti stratifosi del finnico, diventato improvvisamente simpatico. Quando correva alla Mclaren e io lodavo il suo farsi i cazzi suoi, tutti sottolineavano invece come la sua poca loquacità lo rendesse sgradevole e antipatico. Ma già sapevo che sarebbe finita così.
    Se dovessi invece dire di essere contento perchè ha vinto la Ferrari…. oddio, forse una martellata sulle dita mi avrebbe fatto meno dispiacere 😀

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  12. Il concetto non sta in piedi. Mai paragonato la Ferrari (in quanto tale) alla bandiera italiana. Assumevo la distinzione che passa tra l’oggetto (il pezzo di stoffa da un lato e la vettura/pilota/meccanici/ditta/multinazionale – dilla come ti pare – dall’altro) e il simbolo che essa stessa incarna, in quanto propagine del sentire “patria”.
    Vado fiero che la cucina italiana sia la più osannata, e mi incazzo con i francesi che ritengono il proprio vino migliore delle produzioni enologiche nostrane. Così come mi esalto per la vittoria della Nazionale di calcio oppure quando la MIA Ducati ha vinto il mondiale MotoGP.
    Non ho, però, posto una critica, noterai. Chiedevo le spiegazioni a un mio dubbio al riguardo, che hai manifestato e mi hai risolto.
    Io sono europeista, perché oggi si parla di Europa. Ma sono prima di tutto italiano, anzi ROMANO. Io – e chiaramente parlo per me – sento tutti i valori che si innalzano su un ideale. Oggi combatterei per i ns. confini, con meno trasporto se per divendere quelli continentali.
    Oggi è così, domani chissà…

    PS: tifo Ferrari, ma non per questo la Juve (cadete nella medesima contraddizione: non è l’oggetto ma il simbolo) e tanto meno mi sognerei, per forza, di comprare una FIAT.

    Rispondi
  13. Ciò la Ferrari, che è proprietà del gruppo FIAT, per te rappresenta l’Italia. La Juve o le FIAT, no. Per me la Ferrari rappresenta solamente la FIAT. Strano a dirsi, ma era molto più logico il concetto di chi (gli altri sanno bene di chi parlo) sosteneva che bisognava tifare Ferrari perchè facendo parte del gruppo FIAT ne avvantaggiava anche le prospettive commerciali, con beneficio quindi di tutta Italia. Concetto tutto da verificare, ma molto più logico, francamente parlando.
    Cmq, visto che hai citato Ducati, immagino che tu debba trovare strano anche che ci siano tante persone che tifano Rossi (rappresentante di una casa straniera), anzichè la moto italiana….

    Rispondi
  14. No. Non è in discussione tifare Rossi, piuttosto che Biaggi o Capirossi (nel novero degli italiani), ma va bene anche Stoner, Pedrosa, Haga, Lorenzo, Toseland, Bayliss, etc. etc. etc.
    Non è una questione solo di tifo (perché è giusto avere una passione sportiva per quello che più piace: anche McLaren o BMW o Renault, Honda; ho un amico che è pazzo per le Suzuki) ma – mi sto stancando a ripeterlo – di SIMBOLO.
    La Ferrari rappresenta nella F1 l’Italia, ebbene sì; so di provocare un dolore lacerante, ma bisognerà convivere con questo fatto.
    Dei fattori commerciali, invece, me ne infischio: è come quando milioni di turisti vengono a Roma, accettati con benevolenza da tutti perché portatori di denaro. E’ giusto. Sono lieto per i commercianti e felice che la ns. capitale sia tanto ammirata nel mondo (meno dagli italiani 😦 ).
    Ma a me non viene in tasca un euro e in più rompono i coglioni aumentando i normali disagi di una metropoli già abbastanza caotica.

    Rispondi
  15. Ci conviverai tu, perchè per me la Ferrari rappresenta e rappresenterà sempre e solo la FIAT, ti piaccia oppure no 😉
    In conclusione: per te, e per molti altri, La Ferrari è un simbolo che rappresenta l’Italia. Per me, e per qualcun altro, NO. Questa, credo, è la risposta alla tua domanda iniziale, ossia “come si fa a non tifare Ferrari”.

    Rispondi
  16. Questo è ciò che spiega molte differenze tra noi e gli altri.
    Come spiegare, tanto per dire l’ultima, l’accanimento dei media (e del popolo) britannici per Hamilton e la McLaren?
    Per gli inglesi, i tedeschi e i francesi – tralasciando gli yankee – tutto è motivo di orgoglio nazionalista (da difendere a spada tratta).
    Ma a crearci autolesionismo noi italici siamo maestri!!!
    Quando avete tempo, scrivete un reclamo a Napolitano e a Prodi che, in qualità istituzionale del Paese, hanno sprecato il proprio tempo (e il ns. dal momento che sono stipendiati dagli italiani) per congratularsi con la Ferrari ufficialmente:
    il Presidente Napolitano: “… per una così bella prova di impegno agonistico e passione sportiva” attraverso un comunicato del Quirinale, e Prodi: “… E’ un trionfo di cui tutti gli italiani possono essere orgogliosi”.

    PS: cmq, non insegneranno mai sui libri di scuola della Ferrari (o la FIAT) 🙂 … almeno spero 😐

    Rispondi
  17. Lodare il vino italiano va bene, a patto di bere anche il francese, il californiano e pure l’australiano. Perché? Perchè la vita è una sola e per non renderla una sòla bisogna goderne appieno e quanto possibile.
    Sugli stati nazionali, pur con tutta l’interesse per la storia che si portano dietro, l’amore per i padri della patria etc etc, mi considero anche io cittadino europeo, anche se mi tengo ben stretto l’essere italiano per istruzione e sanità e non farei a mezzo con nessuno, specialmente con gli USA.

    Tifare (già la parola) per una industria (che, al limite, stimo) è totalmente alieno dalla mia personalità. Sono interessato agli uomini e, premesso che ho sposato una donna, non sposo nessun altro, neppure un pilota.
    Non reputo Raikkonen il miglior pilota su piazza (che per me è Alonso) ma un mondiale lo meritava (soprattutto per il passato) e quindi sono moderatamente contento per lui.

    Rispondi
  18. Dadi ti dai la zappa sui piedi a parlare di Hamilton e McLaren. 🙂
    Hamilton è inglese; e guarda caso gli inglesi sono pazzi per lui, come lo erano per Hill o addirittura per Coulthard.
    E lo erano per i piloti mooooooooooolto prima che per le vetture che guidano (multinazionali pure loro; lontanissime dall’incarnazione del concetto di nazione; o di simbolo della medesima).

    Il fatto che i Francesi siano supernazionalisti fa danno più del nostro mediamente non esserlo, questo è poco, ma sicuro.

    Che la Ferrari sia progressivamente diventata un mito del mondo delle corse è vero e nessuno lo può negare.
    Ma è sempre stata un’azienda privata con sede in Italia.
    L’associazione Ferrari-SIMBOLO dell’Italia è artificiosa (a meno di non voler considerare SIMBOLO della nazione ogni santissima azienda, importante o meno, con sede sul nostro territorio).
    E infine, e guarda caso, la F1 non è mai stata campionato per nazioni.
    Se vuoi tifare per la nazione Italia c’è l’A1GP apposta. 🙂 🙂

    Il discorso cambia se come cappello sopra a questo discorso ci metti il concetto di tifo; questo cambia la prospettiva, ovviamente.
    Ma di questo, come si è già capito, non sono (più) in grado di parlare. 🙂

    Che poi le istituzioni si congratulino con un’azienda italiana (perchè la Ferrari lo è, azienda italiana) perchè vince un campionato del mondo mi pare onestamente il minimo.
    In questo particolare momento, quello della vittoria, è sì un simbolo (o se si preferisce un ambasciatore 🙂 ).
    Quindi è giusto evidenziarlo.

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