Casey Stoner sa domare la Ducati

test_stoner_ducati2008.jpgI test che il circus della MotoGP sta svolgendo in Australia, in preparazione dell’avvio del campionato del mondo 2008 (ricordiamolo: inizio il prossimo 9 marzo sul circuito arabo di Losail nel Qatar), sta offrendo alcuni spunti di riflessione ai vari team, e alcune certezze.

Le certezze si hanno certamente dalle parti di Borgo Panigale.

Casey Stoner e la sua Ducati sono apparsi sempre in ottimo feeling in tutti i test invernali fin qui svolti (Valencia, Sepang).
Sul circuito (casalingo per Stoner) di Phillip Island è sempre lui il più veloce.
Nel 2° giorno di prove è quello che inanella il giro migliore (e nelle simulazioni di durata ha offerto un passo gara eccezionale): 1.29.938 (con pneumatici da gara) seguito da Alex De Angelis (1.30.449) e Andrea Dovizioso (1.30.074), entrambi su Honda. Colin Edwards, che sulla sua Yamaha Tech3 aveva staccato il miglior tempo mercoledì (in 1.29.566, ma con pneumatici da qualifica), ha girato invece in 1.31.593, valido per la decima posizione. Ma soprattutto lasciando il suo compagno di squadra, Marco Melandri, a oltre 1 secondo e mezzo (nella prima giornata il distacco era quasi 2″).

Il ravennate non sembra a proprio agio in sella alla nuova Desmosedici. Che ormai di esperienza ne ha accumulata. E Melandri non è assolutamente un pilota scarso.

La cosa porta a effettuare alcune analisi della situazione: il fatto che la motocicletta, dal suo esordio a oggi nella classe regina, è tutt’altro che malvagia rispetto alla concorrenza, è un dato assodato, soprattutto perché è ‘Campione del Mondo 2007‘.

Non si è trattato di performance casuali e circostanziali, come può essere accaduto per alcune squadre – diciamo – secondarie (penso a Suzuki piuttosto che alle Honda del team Gresini).
Le belle prestazioni e le vittorie inanellate nel corso di questi 4 anni da Loris Capirossi, Troy Bayliss e compagni ne sono la dimostrazione.
Altrettanto vero che è apparso sempre un mezzo estremamente difficile e delicato nel setting complessivo; che non ha pagato in termini di costanza.

Vedendo i dati statistici del recente passato, notiamo che l’anno scorso il bolognese ha chiuso la sua stagione (e l’avventura in Ducati) al 7° posto assoluto con 166 punti all’attivo (201 in meno dell’australiano) con 1 vittoria, 2 secondi posti e un terzo.
Nel 2006 Capirossi finì 3° assoluto (229 punti con 3 vittorie, 4 secondi e 1 terzo), mentre Sete Gibernau, con un’annata sfortunata, solo 13°, senza mai andare a podio; per la cronaca nell’ultima gara del 2006 il posto dello spagnolo venne preso dall’ex pilota Ducati di MotoGP (e pilota SBK), Troy Bayliss, che vinse con una cavalcata straordinaria la corsa, a Valencia (passata però alla storia per la dissennata e stupida caduta di Valentino Rossi che ha consegnato il mondiale all’avversario Nicky Hayden su RC211V-Repsol).
La coppia Ducati 2005 era composta da Loris Capirossi e dallo spagnolo Carlos Checa. L’italiano chiuse la stagione 6° (157 punti, 2 vittorie, 1 secondo e 1 terzo posto), mentre il compagno 9° (138 punti e 2 podi al 3° posto).
Nel 2004 Capirossi e Troy Bayliss (che formavano l’accoppiata in rosso) finirono la stagione a pari punti (117) con una sola terza piazza per Loris e due per l’australiano.

Se i numeri significano qualcosa, appare evidente che per qualsiasi pilota, anche molto esperto, preparato e forte, guidare la Desmosedici è un’avventura: moto eccezionale e performante, ma difficile da portare al 100% sempre e dovunque.

Tranne che per Casey Stoner, che nel primo anno in Ducati ha fatto strage vincendo come non mai e portando la rossa in cima al mondo nel 2007 e risultando il pilota da battere anche in questo 2008.

Forse è come l’arco di Ulisse: lui è l’unico che sa come usare la sua moto.

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4 pensieri su “Casey Stoner sa domare la Ducati

  1. Teoria: che la Ducai, grazie alla collaborazione con Magneti Marelli e Ferrari, sia molto, molto avanti con la gestione elettronica di motore e trazione? E che per sfruttarla al meglio il pilota debba “appendersi” ad essa? E che a Casey questa fiducia cieca venga bene, e a Melandri no? Anche la caduta di Bayliss in SB mi è sembrata molto sospetta. Sembra che i due piloti Ducati escano dalle curve già a metà con l’acceleratore completamente spalancato e lascino fare all’alettronica il compito di gestire l’accelerazione, ma in modo ben diverso rispetto alle altre moto. Non so se riesco a spiegarmi, ma è come se al pilota venisse chiesta una fiducia cieca nei sistemi di controllo, in modo significativamente più alto che sulle altre moto. E con questo non voglio assolutamente dire che BaStoner sia un passeggero, chiariamoci subito, ma che perguidare la Ducati…non so, si debba fare un atto di fede e pilotra in modo molto diverso rispetto alle altre moto…

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  2. Ma no, Dadi. Intendevo dire che probabilmente riesce a fidarsi ciecamente della moto, mentre Melandri no. Purtroppo l’elettronica è più veloce e più “brava” di qualsiasi essere umano, come tempi di reazione, quindi se lasci fare a lei la moto esce dalla curva con le massime prestazioni, se gestisci tu il gas no. E questo è un fatto (F1 docet). Ma è chiaro che non pretendo di avere la verità in tasca. E’ solo una mia sensazione, volevo sapere cosa ne pensava chi ne sa più di me. Attendo commenti, grazie!

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  3. In quota parte l’inserimento dell’elettronica favorisce un tipo di piloti prima di altri; quelli cioé che riescono ad anticipare l’adattamento con il comportamento – feeling – con il mezzo.
    Però è pur sempre un concetto temporale e mai in assoluto.
    P.e. il piccolo pilota spagnolo della HRC beneficia delle nuove condizioni regolamentari: se fosse una 1.000 degli esordi (2004) credo che Pedrosa avrebbe qualche difficoltà a gestire la moto.

    Stoner si è adattato a questo cambio di scenario sicuramente più velocemente ma soprattutto in modo più radicale.
    Poi non sempre la gestione elettronica è un vantaggio: devi sapere dove e come – per usare il paragone di Bull – la centralina taglierà potenza alla trazione in curva; altrimenti rischi o di cadere oppure di non uscire veloce. Un male in ogni caso!

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