Primi “esperimenti”

Sinceramente sono sempre stato un po’ perplesso sul fatto di correre in notturna eventi che “abitualmente” si corrono di giorno. Questa valutazione comprende un po’ tutti gli eventi sportivi, ma per loro natura le gare in circuito, siano di auto o di moto, si corrono quasi sempre di giorno. E’ ovvio che una partita di basket, che si gioca in un palazzetto chiuso, può giocarsi a qualunque ora e nulla cambia.

Ma la “tradizione” degli sport motoristici riduceva l’utilizzo notturno delle piste a poche occasioni: gare di durata particolarmente prestigiose o rally, ed in entrambi i casi il “buio” è un elemento di maggiore difficoltà per i partecipanti, che generalmente non fruiscono di illuminazione artificiale.

E’ vero che mi pare che la IRL e la NASCAR già corressero in notturna, ma diverso è illuminare un ovale, magari corto, altro è farlo su un circuito tradizionale. E, devo dire, l’effetto che ne ho avuto da spettatore non è stato particolarmente esaltante, guardando le prime prove in Qatar della MotoGP alla luce dei riflettori. Per quanto mi riguarda, si “perde” l’impressione di un evento all’aria aperta, non si sa bene se c’è sereno o nuvoloso, insomma, a me pare un prodotto “artificiale”, molto simile ai videogiochi. Poi mi sbaglierò e sarò condizionato dal fatto che sono 30 anni che vedo le gare “alla luce del sole”, ma nel complesso non sono rimasto impressionato.

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6 pensieri su “Primi “esperimenti”

  1. Senza neppure citare che si spreca tanta energia quanta per illuminare una città di discrete dimensioni; e l’effetto non è neppure mediocre, ma pessimo.
    Nelle gare di durata e rally da te citate, il contesto è assolutamente pertinente, in quanto a penetrare le tenebre ci pensano direttamente i mezzi impegnati con i loro fari.
    E i catini U.S. sono più stadi che non veri circuiti.

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  2. Beh, in effetti la contraddizione fra costruirsi una nuova immagine “pubblica” di attenzione all’ambiente (riduzione dei consumi, nuove tecnologie, etc.) e poi buttare al vento tante risorse per correre di notte quando basterebbe correre qualche ora prima, è stridente.

    Le altre gare in cui c’è il buio in effetti presentano una “sfida supplementare”. In questo caso invece il buio è semplicemente un fastidio da eliminare. Ma allora, non era uguale correre ad un orario in cui il sole fornisce già quello che serve senza complessi impianti appositi ? E poi voglio vedere la prima volta che piove, con quelle luci e le nubi d’acqua…

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  3. A me è sembrata una colossale cazzata anche dal punto di vista degli spettatori.
    I replay dal basso erano inguardabili, perchè c’erano tutti i riflettori che sparavano nel monitor e le moto erano meno riconoscibili, soprattutto quando erano nel “riquadrino”…
    Hanno calcolato poi che con l’energia necessaria per illuminare il circuito avrebbero potuto illuminare una strada che andava dal Qatar a Mosca…in un’epoca in cui gli sprechi fanno saltare la mosca al naso, questo sembra un affronto, tenuta conto poi l’artificialità della cosa. In Qatar in genere si correva il sabato pomeriggio, nessuno si è mai lamentato, TV e giornali avevano più tempo per i loro servizi, invece adesso ci si trova la domenica notte con i documenti ufficiali di gara che non escono prima di mezzanotte.
    Insomma, se la potevano risparmiare.

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  4. Beh, ho avuto paura che questo sito fantastico avesse chiuso, mancavano nuovi post, invece, per fortuna, eccolo qui vivo e vegeto. A me sinceramente è sembrata una cosa molto suggestiva, correre di notte. Ovvio, sul costo energetico siamo tutti d’accordo, ma finchè pagheremo il petrolio agli emiri…

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  5. Credo che la mancanza di post fosse dovuta alla stagione invernale, che non sempre offre spunti di riflessione particolari 🙂
    A parte questo, il problema del correre di notte, secondo me, è che se la “suggestione” sarebbe nel correre di notte _veramente_, non “di notte ma con la stessa luce che ci sarebbe di giorno”, anche se l’originale artificiale si vede chiaramente.
    Perché a questo punto non si tratta più di una maggiore difficoltà, a cui i piloti devono far fronte, ma solo e semplicemente ad una necessità “oraria”. Ripeto, rally e gare di durata “sfruttano” il buio come elemento di distinzione e di particolarità delle competizioni, F.1 e MotoGP ne fanno semplicemente un problema di palinsesto, il che non è particolarmente entusiasmante, almeno per quanto mi riguarda (va detto che io mi sono sempre alzato per le gare in Australia ed in Giappone, anche a titoli già assegnati, per cui non faccio testo rispetto allo spettatore medio).

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  6. Devo dire che ero contrario all’esperimento, però vedendolo non mi è parso così brutto come lo descrivete, anzi, tutto sommato mi è piaciuto. Certo, non si capisce proprio perchè il gp del Qatar (due ore di differenza come fuso orario) debba essere corso di notte, quando non c’è nemmeno la scusa dell’orario difficile per gli europei che vogliono guardare la gara; però non è poi un’idea così da buttare quella di poter guardare a orari umani le gare che altrimenti si svolgerebbero alla notte (vedi l’imminente gp d’Australia di F1).
    Insomma, se rimarrà un fenomeno limitato a quei 2-3 gp che si svolgono nel lontano oriente la cosa può anche essere accettabile.
    Da sottoscrivere ovviamente quanto detto sugli inutili sprechi energetici, ma d’altronde gli sport motoristici sono da sempre l’apoteosi dello spreco….

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