Pedrosa el rey de España

pedrosa-rossi-lorenzo_podio-jerez.jpgL’intero weekend sul circuito di Jerez de la Frontera aveva stabilito che il più forte di tutti, il pilota da battere, la saetta irragiungibile fosse il campione Jorge ‘porfuera’ Lorenzo; il distacco – nel giro che gli era valsa la pole – sul secondo in griglia, Daniel Pedrosa, era stato imbarazzante: 6 decimi di secondo.
Chiunque avrebbe scommesso un euro sull’inevitabile passeggiata del maiorchino sulla pista spagnola d’avanti al pubblico di casa. Una vittoria facile facile.
Ma la gara – come sempre in questi casi – è un’altra cosa.

Appena i semafori si sono spenti (ma le telecamere spagnole hanno fatto una bella dormita) con uno scatto felino le 2 Honda ufficiali sono andate in testa.
Hayden però si perderà di lì a poche tornate; per la gioia degli appassionati sportivi locali: una sfida a denti serrati tra i due paladini, Lorenzo e Pedrosa. Almeno questa era la speranza.
Poco più indietro Rossi e Stoner hanno recuperato tante posizioni, sembrando gli unici a riuscire a tenere il passo degli iberici.

Valentino Rossi è apparso subito in palla; già al 3° giro, infatti, ha sorpassato di forza il compagno di scuderia Lorenzo e ha preso subito qualche metro di vantaggio.
L’australiano della Ducati invece non sentiva un buon feeling e al tornantino è andato lungo nella ghiaia: riuscendo a mantenere l’equilibrio, ma ha perso tantissime posizioni (almeno una dozzina).

Il leader della corsa autorevolmente è Pedrosa, al quale curiosamente dai box hanno continuato a esporgli cartelli equivoci che indicavano un distacco minore di quello che effettivamente fosse con l’inseguitore (anche un paio di secondi in meno). CURIOSO e ASSURDO!!

Le Ducati chiudevano la classifica; dimostrando le grandi difficoltà della desmosedici sul tracciato di Jerez. Casey Stoner però ci ha provato a recuperare terreno, nel tentativo per lo meno di salvare il salvabile e di raccimolare più punti possibile; provando così a tenere un passo che gli faccesse superare gli avversari che lo precedevano. Vedeva concretamente la possibilità di arrivare anche al 5° o 6° posto; non sarebbe stato male in una giornata storta.
Ma a 4 giri dalla conclusione, mentre era lanciato sul breve rettilineo di Jerez nel tentativo di sorpassare Nakano e Vermuelen ha calcolato male le misure (c’è anche il sospetto di una leggera toccata con il giapponese) proprio in fondo al malefico rettilineo che lo aveva visto lungo a inizio gara; e come allora anche questa volta è finito nella ghiaia; e ancora una volta è riuscito a rimanere in piedi e a continuare la corsa. Ma si dovrà accontentare solo dell’11° posto e 5 punti.

Altra storia è quella di Andrea Dovizioso; è partito malissimo, finendo all’ultimo posto; poi una corsa tutta d’attacco, con un misto di diligenza e aggressività che gli ha permesso di recuperare tante posizioni giro dopo giro. Con le 2 coppie di Honda-Repsol e Yamaha-FIAT lontanissimi, la 5^ piazza che Andrea era riuscito a conquistare poteva considerarsi un grande evento. Peccato però che l’ultima curva sarà galeotta per il romagnolo: Loris Capirossi cercava di sopravanzarlo e, nel tentativo di giocarsi il 5° posto con il pilota Suzuki, è finito leggermente lungo e viene così passato anche da Toseland e Hopkins e dovrà chiudere ottavo.

Premiato dal re di Spagna in persona, Dani Pedrosa ha fatto gara solitaria, vincendo, senza mai rischiare il piano alto del podio, con quasi 3″ di vantaggio sul secondo, il dottor Rossi che è felice e festeggia come se avesse vinto: lui è il primo dei piloti gommati Bridgestone, è il primo delle Yamaha ed è arrivato d’avanti al suo pericoloso compagno di squadra, Jorge Lorenzo. E per una volta è andata male anche a Stoner.

Così al termine:

1 D. Pedrosa (SPA) Repsol Honda

45.35.121

2 V. Rossi (ITA) Fiat Yamaha 2.883
3 J. Lorenzo (SPA) Fiat Yamaha 4.339
4 N. Hayden (USA) Repsol Honda 10.142
5 L. Capirossi (ITA) Rizla Suzuki 27.524
6 J. Toseland (GBR) Yamaha Tech 3 27.808
7 J. Hopkins (USA) Kawasaki 28.296
8 A. Dovizioso (ITA) Honda JiR Scot 28.449
9 S. Nakano (JAP) Honda Gresini 32.569
10 C. Vermuelen (AUS) Rizla Suzuki 35.091
11 C. Stoner (AUS) Ducati Marlboro 42.223
12 M. Melandri (ITA) Ducati Marlboro 44.498
13 A. West (AUS) Kawasaki 45.807
14 A. De Angelis (RSM) Honda Gresini 45.871
15 T. Elias (SPA) Ducati Alice

1.09.558

16 S. Guintoli (FRA) Ducati Alice

1.14.442

Classifica mondiale dopo 2 gare:

1° D. Pedrosa (SPA)   40 punti
2° J. Lorenzo (SPA)    36 punti
3° V. Rossi (ITA)        31 punti
4° C. Stoner (AUS)     30 punti
5° A. Dovizioso (ITA)   21 punti
6° J. Toseland (GBR)   20 punti
7° N. Hayden (USA)    19 punti
8° L. Capirossi (ITA)    19 punti.

Anche se siamo solo all’inizio, sembra evidente che il mondiale sia abbastanza equilibrato, con almeno 4 o 5 piloti che possono concorrere per la vittoria. E alcuni outsider che potrebbero uscire allo scoperto e dare ben più di un grattacapo.

Al prossimo appuntamento, il GP del Portogallo il 13 aprile.

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