Torniamo a parlare di motori…

Prendo a prestito una frase che in passato, sui NG italiani di Formula 1, serviva a cercare di chiudere una polemica particolarmente accesa (di solito da chi aveva finito le argomentazioni), provando a ricordare che il prossimo fine settimana dovrebbe esserci un week-end di gara in Bahrain, di cui si spera di sentire parlare, tra un morboso resoconto e qualche immagine ributtante delle esibizioni, pubbliche e private, del presidente della FIA. In questo momento non entro nel merito dell'”incidente”, anche se la mia idea me la sono fatta, magari la scriverò altrove.

Ma torniamo alle corse, come si diceva: la prossima gara è quella del Bahrain, una delle più recenti “new entry” del calendario. La gara ha tutte le caratteristiche del “nuovo corso” della Formula 1: si tiene in un paese che non ha alcuna tradizione motoristica, è fortemente voluta e sponsorizzata dal (ricco) governo locale, ha una pista disegnata da Tilke. Ha anche avuto l’onore di aprire la stagione 2006, a causa del posticipo della tradizionale apertura australiana. Insomma, le premesse non sono necessariamente esaltanti, ma a ben guardare le gare in Bahrain sono sempre state piuttosto divertenti, anche se non necessariamente combattute per la prima posizione.

Il tracciato ricalca un po’ le linee delle piste di Tilke: rettilinei, staccate piuttosto importanti, curve (molto) lente, qualche curvone medio veloce. La ricetta perfetta per avere anche un po’ di sorpassi, soprattutto grazie alla possibilità di seguire traiettorie alternative in alcuni punti. Ed in passato, oltre ai sorpassi, si sono visti spesso contatti, con effetti minimi grazie alle strutture di sicurezza della pista. L’ambientazione desertica, secondo il mio modesto parere, è suggestiva per la prima mezz’ora, ma poi lascia un po’ l’amaro in bocca: le tribune sono solo sul rettifilo principale, mentre il resto del percorso è circondato da un paesaggio “lunare”, che ricorda un po’ il circuito di Las Vegas (e non è un complimento). Di buono c’è che qualora fosse necessario ampliare le vie di fuga, nessuno si lamenterebbe per motivi ecologici. Di meno buono c’è la facilità con cui sabbia e terra possono essere portati in pista, causando i problemi del caso, soprattutto fuori traiettoria (immagino che Mazzoni ci intratterrà con le vernici usate sui cordoli per diminuire questo rischio).

Finora Ferrari e Renault si sono spartite equamente le edizioni disputate, anche se tra i piloti è Alonso l’unico ad aver calcato per due volte il gradino più alto del podio. Nel 2004 il dominio Ferrari, che avrebbe poi caratterizzato il resto della stagione, permise a Schumacher di iscrivere il suo nome per primo nell’albo d’oro della gara. La situazione l’anno successivo è paradossalmente opposta: la Ferrari in crisi nei primi due Gran Premi, affrettò il debutto del nuovo modello per arginare la supremazia della Renault. Ma l’affidabilità lasciava comunque a desiderare, e mentre Alonso controllava la gara davanti a Schumacher, questi fu costretto al ritiro da un guasto idraulico. Anche in questo caso, il risultato del Bahrain avrebbe fotografato il resto della stagione.

Nel 2006 le vetture rivali dell’anno precedente erano più vicine, in termini di prestazione e di affidabilità: la vittoria si decise con le soste ai box, quando Alonso riuscì a controllare, appena uscito dai box, uno Schumacher con gomme già in temperatura.

L’ultima edizione si apriva con uno scenario simile a quello odierno: Massa in forte crisi dopo gli errori della gara malese, ma in quel caso con una McLaren apparentemente in una forma migliore. Il brasiliano riuscì a condurre la gara secondo le sue caratteristiche (in testa dall’inizio alla fine, pitstop a parte, senza venire mai seriamente impensierito da nessuno), chiudendo (temporaneamente) le polemiche sul suo valore.

E’ di queste ore la notizia (sempre che non sia un pesce d’Aprile) che Max Mosley non presenzierà all’evento, per i motivi ben noti. Speriamo davvero che per i giorni della gara si parli solo di corse, poi ci sarà tempo e spazio per altri “temi”…

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