Comincia la stagione europea

Il Gran Premio di Spagna inaugura quest’anno la stagione europea, dopo il tris di gare orientali. Del circuito di Barcellona ho già detto in altro post, segnalandone la “noiosità”. Analizzando la storia della gara sul tracciato catalano, è forse possibile farsene un’idea più chiara.

Va detto che il Gran Premio di Spagna è un appuntamento di lunga tradizione nel mondiale di F.1, la cui prima edizione risale al 1951. Complessivamente si sono corse 37 edizioni, di cui due negli anni ’50 per tornare poi dal 1968 in poi senza perdere (quasi) nessuna stagione. La storia moderna ha visto protagonisti 4 circuiti: Montjuich, Jarama, Jerez e Barcellona.

Il circuito di Montjuich si trovava anch’esso a Barcellona, ma si snodava nelle vie di un parco cittadino, ed era quindi una struttura temporanea. Proprio questa precarietà portò alla sua cancellazione: in occasione dell’edizione 1975 i piloti protestarono durante le prove per le condizioni di sicurezza, ed il campione del mondo Fittipaldi non prese parte alla gara. La gara si disputò ugualmente, ma un gravissimo incidente con protagonista Rolf Stommelen causò 4 morti tra il pubblico, oltre al ferimento del pilota. Corsa interrotta, ed unica vittoria in carriera per Jochen Mass, con punteggio dimezzato. (per gli amanti delle statistiche, Lella Lombardi, giunta sesta, marcò mezzo punto che a tutt’oggi rappresenta l’unico arrivo a punti per una donna in una corsa di F.1)

Jarama era un altro tracciato, vicino a Madrid, con cui Montjuich si alternava, e che divenne, dal 1976, unica sede della gara spagnola. Il tracciato era particolarmente stretto e tortuoso, caratteristiche che permangono nell’impianto attuale: la migliore testimonianza in tal senso viene dall’ultima edizione, del 1981, in cui Gilles Villeneuve, alla guida della Ferrari turbo, tenne la testa della gara dal 14. giro alla conclusione (80. giro), pressato da vicino da avversari potenzialmente più veloci, che però non riuscivano a passarlo nel tratto misto della pista. Da ricordare anche l’edizione del 1980: la guerra fra FOCA e FISA era all’apice, e dopo le prove i team FISA si ritirarono (Ferrari, Renault, Alfa Romeo), lasciando i soli team FOCA a disputare la gara, vinta da Jones. Pochi giorni dopo, la validità della gara venne cancellata.

Dopo alcuni anni di assenza, la costruzione del nuovo impianto di Jerez, nel sud del paese, riportò la Spagna nel calendario a partire dal 1986. Anche questo tracciato era piuttosto tortuoso e duro per la meccanica delle vetture (soprattutto cambio e freni). La prima edizione si concluse con una volata fra Senna ed un Mansell in rimonta con gomme fresche, volata vinta dal brasiliano. Nelle prove dell’edizione del 1990, nel curvone veloce di ritorno verso i box, Martin Donnelly fu vittima di un gravissimo incidente, che pose fine alla sua carriera e ne mise a rischio la vita. La scarsa sicurezza del tracciato e la disponibilità del nuovo tracciato di Barcellona misero la parola fine all’utilizzo del tracciato di Jerez per il Gran Premio di Spagna. Il tracciato, leggermente rivisto e con una chicane per rallentare il punto dell’incidente di Donnelly, venne usato come sede del GP Europa nel 1994 e nel 1997, ma venne poi messo fuori calendario dopo l’intromissione del sindaco della città sul podio della premiazione dell’edizione ’97. E’ sempre curioso vedere che una delle più gravi infrazioni che si possano commettere in F.1 è quella di “violare” la procedura di premiazione…

Perso per strada Jerez, nel 1991 il GP Spagna passa a Barcellona, nel nuovissimo impianto di cui ho parlato in altro post. La collocazione iniziale è verso la fine del mondiale, e la prima edizione vede un duello fra Mansell (in disperata rimonta nel mondiale dopo la disavventura nei box di Estoril) e Senna (che invece cerca di capitalizzare punti ad ogni gara per mantenere il vantaggio in classifica). L’inglese supera il brasiliano, con le due vetture che procedono affiancate per buona parte del lunghissimo rettilineo, le ruote quasi a contatto, finché la superiorità della Williams permette a Mansell di prendersi una vittoria che mantiene il mondiale in gioco, mentre Senna è vittima di un (per lui) inusuale testacoda. Per il 1992 la gara si sposta nella prima parte della stagione, dove rimarrà anche in futuro: mentre nel 1991 la pista era umida, nel 1992 diluvia, ma la cosa non riguarda Mansell, che si impone con facilità, avviato alla vittoria nel mondiale. Dietro di lui, un festival di uscite di pista (che mettono fuori gara Patrese e Senna), testacoda, e sorpassi.

Nel 1993 finalmente si corre su pista asciutta: in queste condizioni le Williams di Prost e Hill non temono confronti e distaccano impietosamente il resto della concorrenza. Al via Hill prende il comando, ma dopo pochi giri Prost ristabilisce le gerarchie interne. Quando il francese comincia ad avere problemi di guidabilità, Damon si rifà sotto, ma il suo motore cede poco dopo metà gara, lasciando a giocarsi il podio Senna e Schumacher, che chiudono nell’ordine. Il 1994 è una strana edizione: la Formula 1 arriva a Barcellona dopo le tragedie di Imola, l’incidente di Wendlinger a Monaco e quello di Lamy in prova a Silverstone. La FIA impone quindi “di forza” le prime misure per la riduzione delle prestazioni, ma il paddock è teatro di un confronto con le squadre, guidate da Briatore, il quale ritiene che, con un preavviso così breve, non sia possibile garantire che le vetture “adattate” siano comunque sicure. Da parte loro i piloti sono molto critici sulla sicurezza di un punto del tracciato, e richiedono l’installazione di una chicane di gomme, per rallentare la velocità di percorrenza della veloce variante sul rettifilo opposto a quello di partenza. Nonostante tutto, nel corso delle prove si sfiora ancora il dramma, quando Montermini, che sostituisce Ratzenberger sulla Simtek, perde il controllo della vettura all’ultima curva e picchia frontalmente contro il muretto di protezione. Se la cava tutto sommato bene, con qualche frattura ai piedi. Coulthard debutta ufficialmente in Formula 1, sostituendo Senna sulla Williams numero 2. La gara pare avviarsi sui soliti binari, con il dominio di Schumacher, ma dopo la prima serie di soste, il cambio della sua Benetton comincia a dare problemi: il pilota tedesco è costretto a percorrere giri interi con una sola marcia (la quinta), cosa che rende oltre tutto problematiche le soste ai box. In queste condizioni è costretto a cedere il comando a Hill, che ottiene una vittoria importantissima per il morale suo e della squadra, ma mantiene il secondo posto grazie anche alla rottura del motore di Hakkinen.

Nel 1995 la Benetton ottiene una facile doppietta, dominando il campo con Schumacher e Herbert. La gara è ravvivata solo dalla disavventura dell’inglese ai box, quando riparte portandosi dietro per qualche metro uno dei dispositivi per il sollevamento della vettura. La gara spagnola è anche l’ultima apparizione in Formula 1 per Nigel Mansell, che verrà sostituito da Blundell alla McLaren. Nel 1996 la gara prende il via sotto il diluvio: Schumacher deve farsi perdonare l’errore del primo giro di Monaco, e mette in scena una gara perfetta. Al via perde alcune posizioni, ma il suo passo sotto la pioggia è superiore a quello di tutta la concorrenza. I limiti della sua vettura sono meno rilevanti in queste difficili condizioni, ed in pochi giri si porta al comando: impone un ritmo inavvicinabile (anche 2-3 secondi al giro di vantaggio), per poi controllare la situazione nel finale di gara, quando il motore lamenta problemi di accensione. La gara del 1997 si svolge con l’asciutto, ed in queste condizioni le difficoltà della Ferrari con le gomme Good Year risultano evidenti: la Williams, con le stesse gomme, ma un migliore bilanciamento della vettura, ottiene una vittoria mai in discussione con Jacques Villeneuve, mentre dietro il canadese si mette in evidenza Panis, che con le gomme Bridgestone risale dal 12. al 2. posto finale. Il copione si ripete nel 1998, questa volta con la McLaren in una classe a parte: Hakkinen e Coulthard staccano la concorrenza di oltre 40 secondi, controllando la situazione nel finale. Uno dei pochi sprazzi di spettacolo è la collisione fra Irvine e Fisichella alla staccata dopo il traguardo. La storia si ripete nel 1999, sempre con le McLaren che centrano un’altra doppietta. Nella prima parte di gara, in evidenza Jacques Villeneuve: il canadese, con la BAR, sfrutta al meglio la partenza e supera Schumacher, che nonostante sia più veloce non è in grado di superarlo fino alla prima serie di pitstop. Ancora una doppietta McLaren nel 2000, sempre con Hakkinen e Coulthard nell’ordine, ma con una gara un po’ più movimentata delle solite “processioni” degli anni precedenti. Anche in questo caso però l’azione è legata ad eventi ai box e a problemi tecnici: alla prima sosta Schumacher viene fatto ripartire in anticipo, ferendo leggermente il capomeccanico Stepney, addetto al bocchettone. Il suo sostituto rallenterà leggermente le successive soste delle Ferrari. Schumacher è poi vittima di una foratura, ed è costretto a rientrare a rilento ai box: nel corso del giro viene raggiunto dal fratello Ralf e da Barrichello sull’altra Ferrari. Michael ingaggia un duro confronto con la Williams di Ralf, favorendo così Barrichello, che supera entrambi.

Nel 2001 il nome del vincitore cambia, ed è la Ferrari di Schumacher. In realtà il tedesco dopo un duello con Hakkinen è vittima di problemi di gomme e deve ridurre il ritmo. Hakkinen sembra avviato ad una facile vittoria, ma all’ultimo giro è costretto a fermarsi per la rottura del motore, lasciando la vittoria alla Ferrari. Questa gara vede anche la reintroduzione ufficiale dell’elettronica, per quanto riguarda il controllo di trazione e le partenze programmate. Il 2002 è l’anno del dominio Ferrari, e Barcellona non fa differenza: Schumacher vince con larghissimo margine sulla concorrenza, in quanto l’unico reale avversario, il compagno di squadra Barrichello, è vittima di un guasto in griglia e non prende nemmeno il via. Le Minardi non prendono la partenza, dopo essere state vittima di cedimenti strutturali degli alettoni nel corso delle prove e del warm-up. Ancora Schumacher vince nel 2003, mentre uno dei suoi rivali nella corsa al titolo, Raikkonen, per problemi in prova si avvia dal fondo della griglia ed è vittima di una collisione con una vettura rimasta ferma. Tra le Ferrari, che staccano di oltre un minuto il resto del gruppo, si inserisce un po’ a sorpresa Alonso con la Renault. Anche il 2004 è una stagione di dominio Ferrari, ed anche in questo caso Barcellona non fa eccezione: Schumacher ottiene la quinta vittoria consecutiva della stagione e la quarta consecutiva a Barcellona. Nulla disturba la sua cavalcata, a parte una prima parte di gara con Trulli al comando, e qualche problema con uno scarico del suo motore, dopo la prima sosta ai box, quando aveva preso la testa della corsa. La doppietta Ferrari è completata da Barrichello, e dietro di loro vengono le due Renault, con Trulli che riesce a tenere testa ad Alonso fino alla bandiera a scacchi, per la delusione del pubblico locale.

Nel 2005 la Ferrari non è competitiva come negli anni precedenti, e le gare fino a quel momento disputate hanno visto sempre vittorie della Renault. Ma anche la McLaren è molto forte, ed in un fine settimana finalmente privo di problemi, Raikkonen mette a segno la prima vittoria stagionale, senza che gli avversari lo impensieriscano in qualche modo. Unico vero brivido della gara, oltre al blocco di entrambe le Minardi sulla griglia al momento del via, la doppia foratura che mette fuori corsa Schumacher: il tedesco rientra in corsa dopo la prima foratura, ma il ripetersi del problema su una gomma diversa consiglia il ritiro per motivi di sicurezza. Nel 2006 finalmente Alonso riesce a vincere il Gran Premio di casa, mai impensierito dalla concorrenza Ferrari o da quella interna, in quanto Fisichella non riesce nemmeno a tenere dietro il rivale dello spagnolo nella corsa al titolo, Schumacher. Anche in questa edizione rarissimi i brividi, limitati in pratica al testacoda che mette fuori gara Montoya. Anche nel 2007 la gara risulta noiosissima, e si risolve in pratica alla prima curva: Massa ed Alonso entrano in contatto, ed il brasiliano ha la meglio, in quanto Fernando è costretto sulla sabbia e rientra schivando di poco il compagno Hamilton, che lo supera. Dopo che Raikkonen si ritira per un problema tecnico, il podio non cambia più fino alla bandiera a scacchi.

Si spera che l’eliminazione dell’elettronica, sotto forma in particolare di controllo di trazione, porti alla prossima edizione un po’ più di vivacità rispetto a quella degli ultimi anni, anche se con ogni probabilità il nome del vincitore uscirà da una rosa molto ristretta…

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