GP d’Italia al Mugello: tripudio italiano

Che fantastica manifestazione di italianità nel gran premio di casa al Mugello. Per vedere sventolare il tricolore e riecheggiare più e più volte l’inno di Mameli; fatalità il giorno prima della Festa della Repubblica italiana.

Prima un grandissimo Simone Corsi riesce a primeggiare, con un vantaggio sugli inseguitori (Talmacsi e Espargaro) di pochissimi centesimi.
Poco dopo è la volta di Marco Simoncelli salire sul gradino più alto del podio nella 250 cc.
Infine un Valentino Rossi vera superstar, vince per la 7^ volta consecutiva sulla pista del Mugello, d’avanti a un innumerevole gruppo di fan entusiasti.

Con la 3^ vittoria consecutiva, Valentino Rossi ha consacrato se stesso e la casa dei 3 diapason come il primo pretendente all’iride finale.
Gli inseguitori arrancano, per il momento, dietro. Casey Stoner ha comunque ritrovato anche lui una certa serenità: ha conquistato un buonissimo secondo posto altrettanto brillante e netto. È in ripresa l’australiano e la sua Desmosedici. Anche se a conti fatti solo Stoner ha un passo mondiale, mentre tutti gli altri scudieri Ducati (Melandri compreso) li troviamo costantemente tra le retrovie a lottare con i team minori.
Caso simile per Dani Pedrosa. Si è piazzato 3° e figura sempre quale primo inseguitore (complice anche la caduta di Jorge Lorenzo che resta al palo). La Honda, però, vive principalmente della luce dello spagnolo, con Dovizioso – Honda clienti JiR Scot – che ottiene maggiori punti di Nicky Hayden; ma sono comunque lontani in modo siderale dalla vetta.
Mentre di contro la Yamaha sembra una vera corrazzata: costantemente Rossi, Lorenzo, Edwards e Toseland li trovi tra i primi 10. In più la Bridgestone e Rossi al momento stanno mettendo tutti i detrattori nel cantuccio a fare ammenda.

Rossi, dicevo, è pura felicità; gioioso ma affaticato nell’intervista a fine gara ha dichiarato: «È stata una grandissima gara, una vittoria che dedico a tutti i tifosi accorsi qui. Verso la fine ero stanco, volevo rallentare un pò, ma Casey Stoner non me l’ha permesso, andava fortissimo».

Così sotto la bandiera a scacchi:

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT 42.31.153
2 Casey Stoner (AUS) Ducati-Marlboro +2.201
3 Dani Pedrosa (SPA) Honda-Repsol +4.867
4 A. De Angelis (RSM) Honda-Gresini +6.313
5 Colin Edwards (USA) Yamaha-Tech 3 +12.530
6 James Toseland (GBR) Yamaha-Tech 3 +13.806
7 Loris Capirossi (ITA) Suzuki-Rizla +14.447
8 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot +15.319
9 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini +15.327
10 Chris Vermuelen (AUS) Suzuki-Rizla +30.785

Classifica mondiale MotoGP:

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT 122
2 Dani Pedrosa (SPA) Honda-Repsol 110 -12
3 Jorge Lorenzo (SPA) Yamaha-FIAT 94 -28
4 Casey Stoner (AUS) Ducati-Marlboro 76 -46
5 Colin Edwards (USA) Yamaha-Tech 3 58 -64
6 Loris Capirossi (ITA) Suzuki-Rizla 51 -71
7 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot 44 -78
8 James Toseland (GBR) Yamaha-Tech 3 43 -79
9 Nicky Hayden (USA) Honda-Repsol 40 -82
10 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini 35 -87

Non solo MotoGP

La 250 cc, lo dicevamo, ha annoverato un italiano, Marco Simoncelli, tra i vincitori. Grande felicità per il romagnolo, per questa sua prima volta nel quarto di litro. Non senza difficoltà: molto volitivo, ma la sua Gilera pagava diversi km/h alle più moderne Aprilia. Prima però Bautista, 3° in rimonta in quel momento, si autoescludeva cadendo; poi nel momento saliente la svolta: sul rettilineo alla conclusione del penultimo passaggio c’è la leggera toccata tra la moto di Simoncelli e l’Aprilia di Hector Barbera, più veloce, che porta al bloccaggio della leva del freno e lo spagnolo frana rovinosamente in terra, senza drammatiche conseguenze, fortunatamente. Simoncelli si scusa, dichiara di non averlo fatto apposta. Ma qualche responsabilità io la imputo al pilota italiano che ha fatto secondo me una manovra poco corretta (e sicuramente anti-sportiva) chiudendo la strada a Barbera e determinando l’incidente (chissà, forse non si aspettava che fosse così vicino…).

Al traguardo:
1° M. Simoncelli (ITA)
2° A. Debon (SPA) +0,499
3° T. Luthi (SWI) +0,712
4° M. Kallio (FIN) +7,403
5° M. Pasini (ITA) +12,542
poi a seguire 6° R. Locatelli, 7° K. Abraham, 8° H. Aoyama, 9° A. Espargaro, 10° R. Wilairot.

Classifica:
1° M. Kallio (FIN) 106
2° M. Pasini (ITA) 88
3° A. Debon (SPA) 79
4° M. Simoncelli (ITA) 78
5° H. Aoyama (JPN) 61
6° Y. Takahashi, 7° H. Barbera, 8° A. Bautista, 9° A. Espargaro, 10° J. Simon.

La giornata era già iniziata alla grandissima per i colori azzurri, nell’ottavo di litro. La pista Toscana non permette alle piccole motociclette di prendere grossi vantaggi e prendere il largo; chi si trova primo dopo il curvone che da’ sul rettilineo del traguardo 9 volte su 10 viene passato da 3 o 4 inseguitori, grazie alla scia che permette a chi viene dietro di guadagnare diversi km di velocità di punta.
Per molti giri infatti una mezza dozzina di piloti si contendono il primo posto. Ma a 2 tornate dal termine si materializza il capolavoro. Simone Corsi passa in testa e cerca di mettere quei metri necessari per evitare l’effetto scia sul rettifilo. Deve ringraziare molto l’accanita sfida di Espargaro su Talmacsi se alla fine il romano riesce a mettere la sua Aprilia avanti a tutti; e sale in testa al mondiale (a pari merito con il francese Di Meglio). Per una giornata da sogno. W l’Italia.

Al termine:
1° S. Corsi (ITA)
2° G. Talmacsi (HUN) +0,019
3° P. Espargaro (SPA) + 0,036
4° M. Di Meglio (FRA) +0,135
5° B. Smith (GBR) +0.178
quindi 6° S. Gadea, 7° N. Terol, 8° S. Cortese, 9° J. Olive, 10° S. Bradl.

Classifica:
1° S. Corsi (ITA) 87
1° M. Di Meglio (FRA) 87
3° N. Terol (SPA) 75
4° J. Olive (SPA) 65
5° S. Bradl (GER) 64
6° P. Espargaro (SPA) 55.

Questa volta bisogna aspettare solo pochi giorni: l’8 c’è il GP di Catalunya.

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