30 anni di Montreal

Il prossimo Gran Premio del Canada si terrà sull’ormai classico circuito di Montreal, lungo le strade dell’isola di Notre-Dame. L’appuntamento canadese ha una particolare rilevanza in quanto è al momento l’unico appuntamento in Nord America, quando negli anni ’80 si era arrivati ad avere fino a 3 gare negli USA, oltre a quella canadese (Long Beach, Detroit, Las Vegas nel 1982). Nonostante l’assenza, sullo schieramento, di piloti di casa, la gara non sembra correre il rischio di uscire dal calendario. Questo anche in presenza di un circuito che dimostra i suoi limiti in fatto di sicurezza.

Prima di Montreal, il Gran Premio canadese era stato ospitato sulle piste di Mosport e di Mont-Treblant. Ma sul finire degli anni ’70, entrambi questi circuiti avevano mostrato i propri limiti strutturali e di sicurezza. L’esordio, nello stesso periodo, di Gilles Villeneuve e la sua crescente popolarità in patria e fuori, furono motivo per l’organizzazione della gara su una nuova pista. Venne sfruttata l’isola artificiale creata sul fiume San Lorenzo, che possedeva già alcune strade: queste vennero collegate tra di loro per formare un tracciato che soddisfacesse le richieste della Formula 1. Il disegno non è stato fondamentalmente cambiato da allora, anche se alcune correzioni sono state effettuate, insieme allo spostamento dei box da una capo all’altro del tracciato.

La prima edizione vide la vittoria dell’idolo locale, Gilles Villeneuve, alla sua prima vittoria. L’anno successivo vinse Jones, dopo un duello con lo stesso Villeneuve. Ancora Jones nel 1980 vinse gara e titolo, dopo un incidente alla prima partenza che vide coinvolte molte vetture, tra cui quella del suo concorrente per il titolo, Piquet. Nel 1981 la gara si disputò sotto il diluvio, con vittoria di Laffite ed esibizione di Villeneuve, che percorse diversi giri con l’alettone anteriore divelto che gli ostruiva la visuale.

Nel 1982 la prima vittoria del turbo BMW, con Piquet, fu oscurata dalla morte di Riccardo Paletti: il giovane italiano, al volante della Osella, si schiantò contro la Ferrari di Pironi, rimasta ferma sulla griglia. Nel 1983 la vittoria di Arnoux fu uno dei passi del ferrarista per tornare a lottare per il titolo dopo un inizio di stagione difficile, mentre nel 1984 la vittoria di Piquet fu una delle poche occasioni in cui la McLaren-Porsche non conquistò la vittoria. Il 1985 vide una doppietta della Ferrari, con Alboreto che passò in testa al mondiale, dando l’illusione che fosse l’anno buono per riportare il titolo a Maranello. Nel 1986 Montreal fu teatro di una delle vittorie di Mansell, che si stava imponendo come protagonista del mondiale a spese del suo compagno di squadra Piquet.

Fino qui la gara era disputata sul tracciato usato nel 1978, con poche modifiche di dettaglio, come quelle ai cordoli. Dopo il passaggio davanti ai box, si incontrava una veloce sequenza destra-sinistra-destra, un breve allungo, poi ancora una S destra-sinistra, ancora un breve rettilineo ed una serie di curve a sinistra-destra ed ancora sinistra che immetteva sul tornantino a destra, che chiudeva la prima parte del tracciato. La parte di ritorno era leggermente più lenta, ma non si scostava dal principio di sequenze di curve più o meno veloci: erano, e sono, del tutto assenti lunghi curvoni ad alta velocità. Dopo due S (destra-sinistra e sinistra-destra) si passava sotto il ponte della Concorde ed un ultima variante portava all’allungo che conduceva all’ultima staccata: il tornantino del Casinò, all’uscita del quale si ripassava dal via.

Nel 1987 la gara non si disputò per problemi di sponsor e di diritti, e gli organizzatori approfittarono per ristrutturare il tracciato: il punto debole fino a quel momento era la precarietà della zona box, priva di strutture permanenti o semipermanenti che consentissero buone condizioni di lavoro ai meccanici. I box vennero quindi spostati nel tratto che precede l’altro tornantino: questo tratto venne reso rettilineo per ospitare la griglia di partenza, e la corsia box venne dotata di strutture più comode e funzionali.

Nel 1988 vinse Senna, nella stagione dominata dalle McLaren Honda, mentre l’edizione 1989, sotto la pioggia, vide la prima vittoria di Thierry Boutsen, dopo che un Senna ancora dominatore fu costretto al ritiro da un guasto meccanico. Nel 1990 il brasiliano tornò alla vittoria, grazie anche ad una penalità al compagno di squadra Berger per partenza anticipata. Il 1991 vide l’ultima vittoria in Formula 1 per Nelson Piquet, alla guida della Benetton, dopo che Mansell, in testa con largo margine, fu costretto al ritiro con meno di mezzo giro da percorrere, per un guasto al cambio.

Nel 1992 il dominatore di stagione, Mansell, fu costretto all’errore nel corso di un duello con Senna, e finì fuori pista, ma la vittoria finale andò a Berger. Nessuna sorpresa nel 1993, quando Prost ebbe ragione di un arrendevole Damon Hill, sulla Williams dominatrice della stagione.

Nel 1994, dopo gli incidenti di Imola e Montecarlo, venne introdotta una chicane provvisoria per rallentare le vetture nel tratto più veloce dopo il tornante del Casinò, e le vetture subirono le prime modifiche pe ridurne le prestazioni. Nonostante questo, la vittoria non sfuggì a Schumacher, che a parte la Spagna, aveva vinto tutte le altre gare disputate. Nel 1995 Schumacher era ancora avviato a vincere, ma problemi meccanici lo rallentarono nel finale, permettendo ad Alesi di conquistare l’unica vittoria della sua carriera.

Nel 1996 la pista venne riprofilata nella parte finale: il tratto dal tornante del Casinò alla variante prima del via diventò in sostanza un rettifilo da percorrere in pieno. Fu anche l’anno dell’arrivo in Formula 1 di un altro idolo locale, Jacques Villeneuve, figlio del popolarissimo Gilles. Ma, come per Barrichello il Gran Premio di casa in Brasile, anche per il canadese le gare sul tracciato intitolato al padre sarebbero state avare di soddisfazioni: il miglior risultato rimarrà il secondo posto del 1996, dietro al compagno di squadra Hill.

Il 1997 vide la vittoria di Schumacher, in un finale rocambolesco caratterizzato dall’incidente di Panis, in cui il francese subì la frattura delle gambe. Ancora Schumacher vinse nel 1998, ancora in una gara confusa, caratterizzata dalle Safety Car e dalle polemiche: Michael uscendo dai box chiuse il sopraggiungente Frentzen, facendolo uscire di pista, ed in un successivo duello con Damon Hill, l’inglese si difese in maniera poco ortodossa nel punto più veloce del circuito. Al via vi erano stati inoltre due grossi incidenti, che avevano richiesto la ripetizione della procedura. Nel 1999 Schumacher pareva ancora avviato a vincere, ma commise un errore, sbattendo contro quello che sarà poi chiamato “Muro dei Campioni”, all’uscita della variante che immetteva sul rettifilo di partenza. Regalò quindi la vittoria a Häkkinen. Nel 2000 doppietta Ferrari, mentre nel 2001 fu Ralf Schumacher a vincere la gara: la natura “stop and go” del tracciato si adattava perfettamente alla Williams-BMW, ed il giovane Schumacher approfittò dei rifornimenti per superare il fratello maggiore.

Nel 2002 si impose ancora Michael Schumacher, su una vettura “pigliatutto”, e su un tracciato leggermente alterato: per avere maggiore spazio di fuga al tornante del Casinò, la curva viene “anticipata” di qualche decina di metri, mantenendo però la stessa conformazione. Nel 2003 ancora Schumacher sr. conquistò la vittoria, anche grazie al fatto che il fratello Ralf rinunciò ad attaccarlo, anche se nel finale si era formato un gruppo di vetture compattate in pochi secondi. Le Ferrari ottennero un’altra doppietta nel 2004, sempre con una macchina dominatrice del campo. Nel 2005 la Ferrari non era tra le vetture competitive, e la vittoria andò a Räikkönen su McLaren, dopo che molti avversari furono costretti al ritiro (Alonso, Button e Montoya per errori di guida, Fisichella per un guasto). Nel 2006 vittoria quasi senza preoccupazioni per Alonso, autore di una prestazione impeccabile, mentre gli avversari rimanevano vittime o del traffico, o di errori dei piloti. Il 2007 vide la prima vittoria di Hamilton: evento che era nell’aria, ma ancora non si era concretizzato. I suoi avversari commisero moltissimi errori: Alonso sbagliò almeno quattro volte la prima curva, perdendo tempo e sporcando le gomme, Massa uscì dai box con il semaforo rosso, rimediando una squalifica, mentre attimi di apprensione per Kubica, vittima di un incidente spettacolare, ma fortunatamente senza gravi conseguenze.

La caratteristica principale della gara canadese, dal 1993 ad oggi, è sempre stata l’uso piuttosto frequente delle safety car: la conformazione del circuito non permette infatti di avere un numero sufficiente di vie di fuga e gru per il recupero delle vetture, per cui non è difficile avere 3 o 4 interruzioni della safety car nel corso di una gara. La sicurezza del circuito lascia a desiderare: mancano spazi di fuga, ed i muretti hanno dimostrato di essere pericolosi per i piloti, che anche in caso di problemi meccanici nel passato hanno sbattuto riportando danni fisici. Non è facile rimediare a questi problemi, perché non ci sono spazi sufficienti per modificare il tracciato o le vie di fuga, e a volte anche l’organizzazione dell’evento ha lasciato pensare che ci sarebbero spazi di miglioramento. Rimanendo però l’unica gara nordamericana, è difficile che venga messa in discussione la gara canadese, al contrario delle gare europee, di cui si cerca di diminuire il numero, a vantaggio dei “mercati emergenti”.

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