GP Germania 2008, la cronaca essenziale

Hockenheim (che si alterna col Nürbürgring come GP di Germania) diventa un’altra terra di conquista per Lewis Hamilton, che conquista agevolmente la pole position (1’15″666) davanti a Felipe Massa (1’15″859) e ad Heikki Kovalainen (1’16″143).
Quarto posto in griglia per il sorprendente Jarno Trulli con la sua Toyota (1’16″191), che all’ultimo giro disponibile piazza un capolavoro che non va già ai ferraristi. Quinto è infatti Fernando Alonso su Renault (1’16″385), che beffa di solo quattro millesimi Kimi Räikkönen, deludente sesto.
Ma delude ancora di più Robert Kubica su BMW-Sauber (1’16″521): il polacco ha comunque avuto dei problemi per tutto il weekend.
Ottavo Mark Webber con la Red Bull-Renault (1’17″014), che precede il suo futuro compagno di scuderia, il tedesco Sebastian Vettel su Toro Rosso (1’17″244). A sua volta, Vettel precede l’altra Red Bull-Renault di David Coulthard, decimo col tempo di 1’17″503.
Eliminati in Q2 l’altra Toyota di Glock (11°) davanti alla BMW-Sauber di Nick Heidfeld, deludente anch’egli in qualifica; tredicesimo Nico Rosberg su Williams-Toyota davanti alla Honda di Jenson Button ed alla Toro Rosso di Sebastien Bourdais.
Fuori in Q1 l’altra Williams di Nakajima, l’altra Renault di Nelsinho Piquet (che si sogna pure di esser stato ostacolato da Vettel), la Honda di Barrichello, e le Force India di Sutil e Fisichella.

La gara. Non piove, ma c’è un fastidioso vento. I primi tre in griglia con gomme dure, Trulli ha le morbide, come Kubica, Rosberg e le Toro Rosso, ad esempio.
Allo start, le prime tre posizioni sono invariate, ma Kubica parte benissimo e si riporta sul gruppo, e beneficiando di un tentativo di Alonso di attaccare Trulli, si porta al quarto posto. Kimi è settimo, dietro ad Alonso e davanti a Vettel.
Coulthard perde 5 posizioni. Al terzo giro Trulli fa battaglia con Alonso, e resiste all’asturiano; ne approfitta Räikkönen, che passa Alonso e si avvicina a Trulli. Il pescarese fa da “tappo”, non solo a Kimi, ma anche ad Alonso e Vettel, tutti “impacchettati” in due secondi.
Hamilton continua a martellare, con giri più veloci a raffica: in 10 giri ha messo tra sè e Massa ben 7″! Nelle retrovie, c’è un bel duello tra Button e Coulthard.
Dopo qualche giro, Trulli sembra stare a suo agio in quinta posizione, con circa 1 secondo e mezzo di vantaggio su Räikkönen, e quasi tre su Alonso. Quel che sembra, in realtà, è che Kimi Räikkönen non riesce a tenere il ritmo di Trulli, che ha le morbide, e resta sempre a meno di un secondo da Alonso.
Al 18° giro Nakajima fa un testacoda: Piquetinho e Sutil ringraziano. In quello stesso giro, Hamilton e Kubica inaugurano la sagra dei pit stop. Riparte dopo 9 secondi, e si accoda a Jarno Trulli. Dopo solo un giro, sia Jarno che Alonso vanno ai box.
Al 20° giro Massa effettua la sua prima sosta, mettendo le morbide e con poca benzina. Rientra al quinto posto. Kovalainen si ferma il giro dopo, e Räikkönen al 22° giro. Anche Kimi mette le morbide, e poca benzina. Rientra davanti a Trulli. Heidfeld si ferma ai box al 27° giro. Glock è l’ultimo a tornare ai box (era terzo) tra i piloti di testa al 29° passaggio.
Glock ingaggia battaglia al rientro con Vettel e Alonso per la settima posizione. Vettel ha la meglio. Rientra Barrichello, rientrando davanti al compagno di scuderia Button, e tra i due c’è un breve duello.
Al 36° giro Timo Glock decide di vivacizzare la gara con un grosso incidente causato dalla rottura della sospensione posteriore destra. Detriti ovunque, perché il tedesco si spalma posteriormente sul muretto box. Glock viene aiutato ad uscire dalla vettura, visibilmente scosso. Ed è safety car. Button mangia la foglia e va ai box appena prima che la safety car entri in pista.
E tutti ai box, come Massa, Sutil o Kovalainen. Ma Hamilton e Räikkönen proseguono, mentre a Webber sembra partire una bancata, visto il fumo azzurro dalla sua monoposto. Alonso viene sbattuto al di là della riga bianca da Vettel. E protesta pure via radio.
Al 41° giro, cioè alla ripartenza, Webber si ritira. Räikkönen, precipitato in undicesima posizione in occasione dei pit stop, passa subito Rosberg.
Bel duello tra Vettel e Alonso, mentre Kovalainen passa Kubica. Ma Hamilton, approfittando della pista libera, ha già messo tra sé 6 secondi nei confronti di Massa. Kimi sorpassa Alonso, approfittando di un ingorgo causato da Vettel al tornantino.
Räikkönen, con gomme morbide, passa anche Vettel ed è ottavo. Räikkönen punta anche Trulli e lo sorpassa: tre sorpassi nel corso di tre giri!
Kimi Räikkönen sta braccando anche Kubica: gli si porta a 8 decimi. Barrichello e Coulthard si agganciano e vanno per le terre: musetto danneggiato (e successivo ritiro) per Rubinho, Coulthard riparte senza troppi guai.
Hamilton rientra a 17 giri dalla fine, con 16″ di vantaggio su Massa. Ma l’inglese rientra dietro Kovalainen. Ora è Heidfeld a condurre le danze, con 11″ su Piquetinho (!) e 13″6 su Felipe Massa. Kovalainen viene sorpassato da Hamilton (o fatto passare?) a 16 giri dalla fine.
Heidfeld fa il giro più veloce e poi si ferma ai box. Rientra tra Hamilton e Kovalainen. E così, Nelsinho Piquet è in testa al GP! Ma Hamilton recupera in gran fretta su Felipe Massa.
Ma il duello, inevitabile, tra Hamilton e Massa, vede il pilota inglese prevalere senza troppi problemi. Massa cerca di riprendersi la posizione passando all’esterno, ma Hamilton lo “accompagna” verso l’esterno.
Räikkönen si “risveglia” e passa Kubica. Hamilton, a 8 giri dalla fine, si prende nuovamente la testa della corsa, passando Piquetinho allo stesso identico modo di come ha passato Massa: all’interno del tornante.
Vettel passa Trulli approfittando di una sua uscita di pista del pescarese. A parte un duello a distanza tra Massa e Heidfeld, null’altro da segnalare fino alla bandiera a scacchi.

Così all’arrivo: Hamilton vince davanti a Piquetinho (!) e Massa. Quarto Heidfeld davanti a Kovalainen, Räikkönen, Kubica, e Vettel a chiudere i punti.

Mondiale piloti: Hamilton chiaramente in testa con 58 punti, secondo Massa a 54 e Räikkönen terzo a 51. Kubica quarto a 48. Heidfeld quinto a 41 punti.

Campionato costruttori: Ferrari sempre prima a 105 punti, BMW-Sauber seconda ad 89, terza la McLaren con 86. Sempre quarta la Toyota, ferma a 25.

Prossima gara all’Hungaroring, il 3 di agosto.
Ci si rilegge su queste pagine!

Annunci

7 pensieri su “GP Germania 2008, la cronaca essenziale

  1. Stavolta la tattica suicida l’ha fatta la McLaren: senza il divario di prestazioni fra Hamilton e Massa, avrebbe perso una corsa già vinta. Gli è andata male per l’uscita della SC, ma bene per il fatto che le prestazioni della Ferrari sono IMHO al momento inferiori. Ovviamente la vittoria è più che meritata.

    Rispondi
  2. Suicida o meno ha vinto; e questo dovrebbe far ancor più riflettere gli uomini in rosso.
    Forse dico una cavolata, però io avrei trattenuto in pista Raikkonen invece di accodarlo dietro Felipe e fargli perdere un sacco di tempo: 2 auto e 2 strategie, magari una sarebbe risultata vincente, non pensate?

    Rispondi
  3. Pingback: La cronaca del GP di F1 in Germania 2008 « kennedy84hastalagiobbasiempre

  4. Ha vinto _nonostante_ la tattica suicida della squadra. Se Massa avesse avuto un ritmo decente nell’ultima parte di gara, non è detto che ce l’avrebbe fatta, mentre se avesse rifornito, davanti a Kovalainen, si sarebbe risparmiato di dover passare Massa in pista.
    In realtà se avessero tenuto in pista Räikkönen, e avesse rifornito dopo, non avendo il ritmo di Hamilton, forse si sarebbe trovato ancora più indietro in mezzo al gruppo. La tattica di rimanere in pista ieri si poteva applicare: 1. se si era programmata una sola sosta (ovvio), 2. se si aveva un ritmo che permetteva nei restanti venti e passa giri dell’ultima porzione di gara, di girare 1 secondo al giro più veloce degli avversari con cui si era in lotta per la posizione. Ieri non mi pare che fosse il caso della Ferrari.

    Rispondi
  5. Se Massa avesse avuto un ritmo decente nell’ultima parte di gara

    e infatti per questo dico che la situazione dovrebbe far molto riflettere in Ferrari.
    Sul 2° punto era un quesito… ma non sono ancora convinto che con l’altra strategia Kimi sarebbe andato peggio: in quel momento era 5° e ha finito 6°, non mi pare un granché!

    Rispondi
  6. Io invece la ringrazio la McLaren.
    Grazie alla sua avvedutezza strategica ci ha regalato un’ultima parte di gara interessante invece di uno scontato monologo.
    😀 😀 😀

    Rispondi
  7. Sicuramente sì, anche se i veri sorpassi sono stati quelli su Massa e Piquet, quello su Kovalainen non lo vorrei catalogare come tale, nonostante le rassicurazioni di Ron Dennis (che in pratica dice “nessun ordine, in quelle condizioni i piloti sanno già cosa fare”, formalmente giusto, ma un po’ ipocrita rispetto a posizioni passate)

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...