Rossi e Stoner i due mostri della Laguna Seca

Pura poesia, grazia agonistica, serraglio di adrenalina e furore quanto successo nella corsa sul tracciato americano nella MotoGP, unica classe ammessa al tempio delle corse del vecchio e selvaggio west, dal momento che i piloti della 125 e 250 sono obbligati a fare da spettatori sugli spalti e in tv.
Di quelle che gli attori – tipo Valentino Rossi – dovranno raccontare ai nipotini, un giorno.

Parliamo della gara. E che gara. Di quelle da altri tempi, con sgomitate, staccate al limite, accelerazioni fulminanti, sorpassi e controsorpassi. Unica nota di colore: purtroppo soltanto tra i 2 fuoriclasse Rossi e Stoner.
Anche perché assente Dani Pedrosa per l’infortunio subito nella gara precedente, la competizione (e, a mio modo di pensare, il mondiale) è cosa soltanto dell’italiano in sella alla giapponese e dell’australiano in sella all’italiana. Se le sono date di santa ragione… che spettacolo!

A Laguna Seca (CA) partono fortissimi i 2 centauri, facendo un solco tra loro e gli altri. Nessuno riesce a girare come loro. Un continuo tira e molla dove non sembra emergere un vincitore e un perdente; azioni al cardiopalma e una velocità spaventosa. Stoner è più veloce di Rossi sul giro, ma la M1 sembra più reattiva nelle staccate e nelle curve; gli ho visto fare delle imbarcate il piena curva tipiche di vetture turismo, con tanto di freno a mano tirato (si vede che la passione per i rally hanno dato finalmente dei frutti). Così l’australiano superava in velocità Rossi che però nelle curve successive si metteva in mezzo e impediva a Stoner di pennellare come meglio voleva la svolta. Siamo andati avanti in questo modo per più di metà corsa. E nel frattempo il divario con gli inseguitori diveniva incolmabile.

A un certo punto la gara si mette a favore dell’italiano. Forse era quello che Valentino si attendenva; forse solo casualità, ma ecco la svolta. Si giunge al tornantino prima della discesa del traguardo. La Desmosedici in staccata si scompone, ci manca poco che tampona la Yamaha di Rossi, che evita per un niente; ma Casey ha dovuto lasciare il freno e la moto allunga sul prato d’avanti e sulla ghiaia… fatale perché la moto – anche se ormai praticamente ferma – si inclina sul lato sinistro e finisce a terra. Stoner veloce afferra la moto, che non pesa poco ma il pilota deve aver avuto una tale carica di adrenalina, una tale rabbia e forza che la solleva da solo, risale in sella e parte all’inseguimento. Ma al primo passaggio successivo ha già accumulato oltre 17 secondi di ritardo. Fortuna sua (…) che Vermuelen, terzo, era distante quasi 30″ altrimenti ci sarebbe stata pure la beffa ulteriore.

Stoner alla fine della corsa era alquanto deluso e polemico; ha parlato di comportamenti poco ‘sportivi’ da parte dell’avversario in pista. È comprensibile la sua amarezza, lui che deve recuperare, non può cedere il minimo passo a Rossi; così a caldo diventa nervoso. Però i sorpassi di Valentino sono stati ben poca cosa in confronto all’irruenza di Lewis Hamilton nel pomeriggio di Hockenheim. Lasciamo la cosa come semplice sfogo e non ci diamo molto conto.

Applaudiamo senza riserve un grande Valentino Rossi sempre più autorevolmente in testa al mondiale e vincitore, per la prima volta, sulla mitica pista californiana (dopo tante cocenti delusioni).
E applaudiamo il suo rivale Stoner, che sulla Ducati di Borgo Panigale a Bologna è l’unico a tirare come un forsennato e a mettere seriamente in pensiero il tavugliese. La vittoria finale è tutt’altro che assegnata.

Citiamo:
un grandissimo Vermuelen, troppe volte deputato come ‘il mago della pioggia’ ma che sa farsi valere anche sull’asciutto. Ieri nulla ha potuto contro i 2 mostri della laguna, ma si è sbarazzato con estrema facilità a sua volta degli inseguitori Hayden e Dovizioso, giungendo sul terzo gradino del podio con estrema agevolezza; poi se il connazionale della Ducati non fosse riuscito a rialzare la sua Desmosedici in tempo… Per tutte le stagioni.
Andrea Dovizioso ci sorprende e ci piace sempre più. Non ricordo se è la 3^ o 4^ volta consecutiva che giunge tra i primi cinque. La sella della HRC ufficiale per il prossimo anno sembra essere in buone mani. Largo ai giovani.
Infine non posso non chiosare sul povero Giorgio Lorenzo: nei primissimi giri, in piena rimonta con spettatori e commentatori televisivi entusiasmati dell’azione del maiorchino, ecco un nuovo capitombolo e una nuova microfrattura; a forza di chiodi sta trasformandosi in Steve Austin, l’uomo da 6 milioni di dollari. TERMINATOR.

Così al termine di questa bellissima gara:

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT 44.04.311
2 Casey Stoner (AUS) Ducati-Marlboro +13.001
3 Chris Vermuelen (AUS) Suzuki-Rizla +26.609
4 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot +34.901
5 Nicky Hayden (USA) Honda-Repsol +35.663
6 Randy De Puniet (FRA) Honda-LCR +37.668
7 Toni Elias (SPA) Ducati-Alice +41.629
8 Ben Spies (USA) Suzuki-Rizla +41.927
9 James Toseland (GBR) Yamaha-Tech 3 +43.019
10 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini +44.391

La principale vincitrice di Laguna Seca è la Bridgestone che ti piazza 3 piloti sul podio; tre personaggi tra loro assolutamente diversi, con tre moto del tutto diseguali: Valentino Rossi e Yamaha, Casey Stoner e Ducati, Chris Vermuelen e Suzuki.

Classifica dopo 11 gare (7 alla conclusione):

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT 212
2 Casey Stoner (AUS) Ducati-Marlboro 187 -25
3 Dani Pedrosa (SPA) Honda-Repsol 171 -41
4 Jorge Lorenzo (SPA) Yamaha-FIAT 114 -98
5 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot 103 -109
6 Colin Edwards (USA) Yamaha-Tech 3 100 -112
7 Chris Vermuelen (AUS) Suzuki-Rizla 89 -123
8 Nicky Hayden (USA) Honda-Repsol 84 -128
9 James Toseland (GBR) Yamaha-Tech 3 72 -140
10 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini 70 -142

Non ci sono notizie delle altre 2 classi perché, come ho anticipato sopra, Laguna Seca è riservata esclusivamente alla MotoGP; debbo dire che è un peccato, anche se comprendo che la necessità di limitare i costi impone regole più morigerate; senza dimenticare che probabilmente è la regolamentazione yankee a creare qualche imbarazzo.

Adesso una lunga sosta di 4 settimane per ritrovarsi tutti a Brno. Ieri la Ducati ha vinto nel campionato SuperBike sulla pista ceca gara 1 e 2 con il vecchio Troy Bayliss: sarà di buon auspicio?

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