La vera domenica bestiale

Domenica 20 luglio 2008 sarà uno di quei giorni che gli onnivori di motorismo ricorderanno a lungo.

Si comincia a mezzogiorno, verrebbe da dire mezzogiorno di fuoco visto che le Superbike corrono a Brno, e si approccia gara 1 con l’incognita del rendimento della Ducati. Negli scorsi anni la marca di Borgo Panigale in Repubblica Ceca ha fatto delle figuracce non da poco; l’apice si è toccato l’anno scorso quando Bayliss è andato a ringraziare Muggeridge dopo che era stato tamponato perchè stava lottando per una misera decima posizione…
Con questo dubbio si assite al via ed ai primi giri, dai quali si capisce che la 1098 rispetto alla 999 ha quel qualcosa in più (chi dice 200cc. è maligno, ma ha ragione) che la rende protagonista. Davanti ci sono Biaggi e Corser a darsele di santa ragione, con Bayliss immediatamente dietro a fare da spettatore. Almeno fino a quando l’anteriore di Biaggi comincia a mostrare la corda. E’ il nono giro, il fiuto di Bayliss è micidiale e in un lampo passa sia il romano che Corser, li saluta e se ne va con un passo irridente, tanto che nel finale fa pure registrare il giro veloce, altro che gomme finite. Per lui, ovviamente.

Il tempo di mangiare un boccone e ci si sintonizza sulla gara di Formula 1. Qui il menu è meno ricco, la Ferrari è in difficoltà, con Raikkonen che parte da un’imbarazzante sesto posto e dopo il via si capisce che l’andazzo favorisce la pennichella: Hamilton va come un treno e Massa non riesce a tenergli testa. Raikkonen dimentichiamocelo, non è capace nemmeno di avvicinare la modesta Toyota di Trulli.

Al trentacinquesimo giro l’evento che fa svegliare tutti gli addormentati: cede la sospensione posteriore destra di Glock, ed il tedesco frantuma la sua Toyota sul muretto box.
Occasione ghiotta per tutti: il momento è propizio per rifornire ed andare in fondo, quindi, viene da pensare, anche se Hamilton si vede annullato il vantaggio, sarà in grado comunque di mantenere la testa. Ma visto che il suo team la perde, la testa, decidendo di non farlo rientrare, il pomeriggio per Lewis si presenta decisamente complicato. Quando la safety car rientra, deve scavare un solco di oltre una ventina di secondi in sette-otto giri. Ok è bravo, ma non è Dio e non ci si aspetta che ce la possa fare, pazienza Lewis, colpa del team, sarà per la prossima volta.

Ma Hamilton non si rassegna, allo stesso modo in cui non si rassegnò a Monaco dopo aver sbattuto e forato la posteriore destra. Effettua il suo pit stop e ritorna in pista dietro a Kovalainen. Vabbè, è il suo compagno, non è un problema, ma chi viene dopo? Massa, uno dei suoi rivali per il titolo, nonchè una testa calda, vedi gli scontri con Alonso nel 2007.

Ma non ce n’è per nessuno e Felipe viene sbranato dall’uomo nero al primo approccio del tornante Spitzkehre: Massa tira la staccata all’esterno, Hamilton si infila, è ancora indietro quando sono alla corda, ma è qui che piazza il colpo da maestro.
Piace pensare che i suoi pensieri siano più o meno questi: “dove vuoi andare Felipe? aspetta che ti porto sul cordolo esterno e vediamo se reisci ad accelerare”, e passa davanti. Il pilota Ferrari prende la scia e si ripropone alla piega successiva a sinistra: “ah Felipe, aspetta che ti spiego una cosa: se io tengo la mia linea e tu mi affianchi all’esterno, o mi tocchi e vai fuori, o mangi un po’ di polvere”. Il braziliano sceglie la seconda e Hamilton si invola. Bellissimo. Non per i tifosi Ferrari, ma bellissimo.
Piquet, davanti a tutti solo per fortuna sfacciata, ovviamente non è un ostacolo: Hamilton se lo fagocita alla prima occasione e va a vincere la seconda gara di fila in cui ha mostrato doti che non si vedevano da un po’ in Formula 1.

Non si fa nemmeno in tempo a finire il Gp di Formula 1 che c’è già la Superbike in onda, ma ahimè visti i presupposti di gara 1 è pressochè tempo perso, soprattutto dopo lo sviluppo spettacolare del Gp. Vince Bayliss a mani basse e si lascia la gara con un po’ di amaro in bocca: l’anno scorso Bayliss se la sudava contro le quattro cilindri e vinceva, quest’anno a meno che non decida di andare piano o si schianti è veramente 200 cc. sopra alla concorrenza.

La sorpresa della giornata, quella potente, arriva però in seconda serata ed è di quelle che non ti aspetti. Varrà la pena guardare la gara della MotoGP? Stoner ha massacrato tutti in tutte le sessioni di prove, è in pole con mezzo secondo su Rossi, reduce da tre vittorie di fila e nel 2007 a Laguna Seca ha girato attorno a tutti…

Eh sì che vale la pena: subito dopo il via si capisce che non andrà come previsto. Rossi si butta all’interno di Stoner e lo passa subito. L’australiano appena può rimette il naso avanti, ma Valentino sa che se rimane dietro per più di un paio di curve sarà vittima del ritmo di Casey ed allora è lotta senza quartiere, metro dopo metro. La Ducati svernicia la Yamaha in rettilineo, ma Rossi in frenata fa l’impossibile ed è ogni volta davanti. Lo spettacolo è da brivido, Valentino entra dappertutto ed è impossibile non andare giù di testa e svegliare la famiglia che dorme beatamente. Erano anni che non si vedeva un duello così.

I punti salienti ormai li conoscono tutti: il Zanardi-sorpasso al Corkscrew, la frittata di Stoner e le succose polemiche del dopogara.

La giornata non poteva finire in modo migliore e, soprattutto, con prospettive migliori: in Formula 1 tra due settimane potremo assistere al prossimo episodio di “Hamilton vs. Ferrari”, sperando che gli strateghi del muretto continuino a ragionare come i bambini delle elementari, mentre a fine agosto a Brno vedremo se Stoner si è fritto il cervello dopo le tonnellate di guano made in Tavullia ricevute in pista e dopo.
Peccato per la Superbike, in genere riserva di emozioni, che al momento risulta essere la più scontata delle tre categorie motoristiche più seguite dalle nostre parti.

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8 pensieri su “La vera domenica bestiale

  1. C’è un vantaggio fondamentale nel fatto che Hamilton sia inglese e che guidi una McLaren: domenica abbiamo potuto vedere un pilota “con le palle”, che si difende accompagnando fuori pista l’avversario… senza doversi poi sorbire i lamenti della stampa inglese per la durezza (vera o presunta) delle manovre e l’analisi al microscopio della manovra per trovare almeno una scorrettezza in quanto avvenuto. Chiaro, a me queste manovre andavano bene anche prima, però non per tutti era così, evidentemente…

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  2. che so…. http://www.grandprix.com/race/r795racenotes.html

    On lap 57 Hamilton passes Massa for second place – Massa tries to come back, but Hamilton forces him wide onto the kerbing.

    volendo essere polemici si potrebbe anche discutere la partenza con due spostamenti, ma non è certo il caso di avvelenare il clima… d’altra parte Hamilton è inglese, non tedesco (in questo senso io critico soprattutto la stampa inglese)

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  3. Di solito succede che quando uno cerca di passare all’esterno di una curva rimanendo, di fatto, appaiato all’avversario finisca nell’erba (ove questa sia rimasta ovviamente).
    E gli sta pure bene.
    La storia recente ne è piena … Visto che si è parlato di Ferrari e di tedeschi ricordo un MS-JPM alla Tosa con JPM in posizione indifendibile.
    O un JPM-KR proprio a Hockenheim stavolta con KR in posizione indifendibile.

    In quei casi è normale (e pure giusto) che chi è all’esterno finisca in erba.
    La fisica non è un’opinione; e le corse in auto nemmeno. 🙂 🙂 🙂

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