Rossi il re Ceco, Elias salva l’onore Ducati

BRNO

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Al Cardion AB Grand Prix Ceske Republiky di MotoGP, grande merito bisogna darlo certamente al fortissimo pluricampione di Tavuglia ma più di lui sono da citare i tecnici del team Yamaha-FIAT che sono riusciti in una sola notte a cambiare le sorti di una motocicletta che durante tutto il week-end (anche con l’asciutto) perdeva 3 decimi netti dall’avversario sulla rossa.

La gara (inteso quindi come l’atto finale) l’hanno preparata bene e Rossi l’ha svolta pure meglio; ha fatto un po’ di pretattica sabato pomeriggio quando aveva preso, sotto un incessante diluvio, quasi 1″2 dalla best pole di Stoner. Ma niente di trascendentale, piuttosto sembrava rientrare nel gioco delle parti.
Diciamolo: Valentino Rossi ha vinto con merito e non ha rubato niente. E poi chi sbaglia ha sempre torto e – altro luogo comune – PAGA.

Chissà forse sarebbe anche riuscito a raggiungere e superare l’australiano della Ducati. Certo il dramma (passatemi il termine da patos scenografico) non sarebbe stato lo stesso e oggi avremmo Valentino con ‘soli’ +30 sull’avversario. Saremmo qui a incoronare e osannare il pesarese, ma non a pensare a un campionato praticamente finito.

Invece ecco il gran colpo: fuori il concorrente e incameri il bottino pieno. Dando al leader il copioso distacco di 50 punti, che a 6 gare al termine significa una bella ipoteca al titolo.

Valentino è stato bravo, anche se alla fine non ha fatto molto.
Il bene e il male passa comunque nelle mani di Casey Stoner. E’ complesso riuscire a comprendere come mai, dopo un digiuno di cadute lungo un’eternità, sia cascato ieri a Brno in modo addirittura banale; prima o poi doveva succedere, questo è vero! ma quante curve e pieghe abbiamo visto fare all’australiano prima di ieri? quante affrontate in modo assai più violento e temerario? quante volte in passato abbiamo strabuzzato gli occhi non comprendendo come riuscisse a superare le più semplici ed elementari leggi della fisica e della gravità?
Il fato – o qualsiasi altra cosa fosse – ieri è stato meno generoso con l’uno; o forse un po’ troppo a favore dell’altro.

Spendiamo poi parole e tempo a celebrare i soliti ignoti, quei ragazzi che macinano chilometri, sputano sangue e sudore per combattere – al meglio – per l’8° o 9° posto finale (e son felici); che guidano moto troppo di secondo piano, e che non occupano quasi mai i titoli dei giornali; ma che ieri sono arrivati subito dietro al Dottore.

A partire mi sembra giusto da Toni Elias, salito sul 2° gradino del podio. Non è certo un habitué dei ricchi parterre. Ancor più degno di nota è il fatto che guida la Ducati Desmosedici del team Alice che di norma occupa le ultime file della graduatoria finale delle corse. Sul tracciato di Brno ha fatto il fenomeno. Partiva molto dietro: 13° che significa ultima fila. Poi ha ripreso un pilota dietro l’altro.
Gli è mancato il campione, dal quale aveva un distacco siderale già al 2° giro e quindi era impensabile… però tutti gli altri se lo sono visti sfilare accanto perdendone poi le tracce del codone e grosso scarico mentre si allontanava.

Ovazione magna poi deve andare al vecchio Loris Capirossi, che ha eguagliato il record, di corse disputate, appartenente a Nieto Alex Barros (276): ha finalmente portato la sua Suzuki Rizla al posto che merita. Anche il leone romagnolo era desideroso di ricevere qualcosa dopo tutto quanto aveva dato; anche per la sfortuna del brutto incidente subito poche settimane fa’.
Adesso aspettiamo solo che conquisti un altro podio, per quota 100, che porterà il grande Capirex nella storia.

Poi citiamo Shinya Nakano che mai era giunto meglio dell’8° posto (tra l’altro una volta sola quest’anno ad Assen) e ieri ha lottato persino per il podio: non fosse stato per la fantastica gara di Elias…

Anthony West, che molti volevano fuori da tempo dal team, ha portato la Kawasaki al 5° posto; eguagliando l’altro bel risultato stagionale per il verde team giapponese, in Portogallo, a opera del compagno di squadra John Hopkins.

Infine, solo perché è stato un anno amaro, diciamo che è buona la 7^ posizione di Marco Melandri.

Così all’arrivo:

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT   43.28.841
2 Toni Elias (SPA) Ducati-Alice   +15.004
3 Loris Capirossi (ITA) Suzuki-Rizla   +21.689
4 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini   +25.859
5 Anthony West (GER) Kawasaki   +29.465
6 Chris Vermuelen (AUS) Suzuki-Rizla   +30.608
7 Marco Melandri (ITA) Ducati-Marlboro   +36.453
8 Alex De Angelis (RSM) Honda-Gresini   +36.450
9 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot   +38.822
10 Jorge Lorenzo (SPA) Yamaha-FIAT   +39.573

Classifica generale:

1 Valentino Rossi (ITA) Yamaha-FIAT 237  
2 Casey Stoner (AUS) Ducati-Marlboro 187 -50
3 Dani Pedrosa (SPA) Honda-Repsol 172 -65
4 Jorge Lorenzo (SPA) Yamaha-FIAT 120 -117
5 Andrea Dovizioso (ITA) Honda-JiR Scot 110 -127
6 Colin Edwards (USA) Yamaha-Tech 3 102 -135
7 Chris Vermuelen (AUS) Suzuki-Rizla 99 -138
8 Nicky Hayden (USA) Honda-Repsol 84 -153
9 Shinya Nakano (JAP) Honda-Gresini 83 -154
10 Loris Capirossi (ITA) Suzuki-Rizla 77 -160

Molti mi hanno chiesto per quale ragione Nicky Hayden (che sembra abbia firmato per la Ducati Marlboro Team per il prossimo anno […]) non ha corso ieri a Brno?
Kentucky Kid si è infortunato 15 giorni or sono negli States nel corso degli X-Games, un evento Supermotard al quale il Campione del Mondo 2006 ha partecipato in qualità di “ospite”. Quando si dice sfiga!
Hayden ha subito una forte botta al piede destro; che sembrava non dovesse comprometterne la partecipazione al GP in Repubblica Ceca; ecco perché non si è data grande eco alla cosa; da fonti ben informate si è tentato (senza ovviamente riuscire) in fretta e in furia all’inizio di questa settimana di trovare in Carlos Checa il sostituto per la gara di domenica passata.

Lo spazio dei piccoli

Che grande gara quella dell’antipasto 250 cc. Anzi decisamente più vibrante della noiosa classe maggiore (dopo l’uscita di Stoner la gara ha avuto un rilassamento… tranne per Elias).
Sembrava che Marco Simoncelli riuscisse ad aggiudicarsi la gara; ma è stato beffato all’ultima curva passato da Alex Debon (vincente) e anche da Alvaro Bautista, dovendosi accontentare della terza piazza, forse per un suo errore all’ultima curva, forse perché lui più pesante ha pagato l’arrivo in salita; che è meglio di niente anche perché guadagna ancora terreno per la lotta mondiale su Kallio ieri 5° alla bandiera a scacchi. Che bella gara comunque quella del romagnolo in lotta con i 2 spagnoli.
Solo 7° il nostro Mattia Pasini, 9° Locatelli, 17° Lai e 18° Sandi. Il sammarinese Poggiali non è neppure partito.

Così al termine:
1. A. Debon (SPA)
2. A. Bautista (SPA)
3. M. Simoncelli (ITA)
4. H. Barbera (SPA) – 5. M. Kallio (FIN) – 6. Y. Takahashi (JPN) – 7. M. Pasini – 8. H. Faubel (SPA) – 9. R. Locatelli (ITA) – 10. A. Espargaro (SPA).

In classifica, Simoncelli è ancora in testa al mondiale piloti adesso con 180 punti, seguito da Kallio (164) e più indietro Debon (139) e Bautista (138).

Nella classe più piccola ha vinto il tedesco Stefan Bradl d’avanti al francese Di Meglio (che veramente di meglio non poteva andare, consolidando il primato dal momento che il primo inseguitore, il romano Corsi, ieri è arrivato solo 10°) e allo spagnolo Olive.
Il risultato degli italiani in gara: 9° Iannone, 10° Corsi, 19° Zanetti e 22° Ravaioli. De Rosa sulla KTM non ha concluso la gara.

Così al termine:
1. S. Bradl (GER)
2. M. Di Meglio (FRA)
3. J. Olive (SPA)
4. G. Talmacsi (HUN) – N. Terol (SPA) – 6. B. Smith (GBR) – 7. S. Cortese (GER) – 8. P. Espargaro (SPA) – 9. A. Iannone (ITA) – 10. S. Corsi (ITA).

Come detto Mike Di Meglio è ancora leader del mondiale con 186 punti, inseguito – molto da lontano – da Simone Corsi con 44 lunghezze di distacco. Poi Bradl con 126 punti e Talmacsi 122.

A risentirci tra 2 settimane per il GP di San Marino sul bellissimo tracciato di Misano Adriatico, tanto caro agli amanti della SuperBike.

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