GP Europa 2008, la cronaca essenziale

Sul nuovo circuito cittadino di Valencia si è corso il Gran Premio d’Europa di Formula 1.
Personalmente parlando, il circuito, più che rappresentativo di un GP d’Europa, somiglia molto ad uno dei GP Usa Ovest dei primi anni ’80, Long Beach in particolare: muretti di cemento a profusione, curve cieche, uscita box con qualche pericolo: certo, non le “porcate” di Las Vegas o Dallas (fatevele raccontare dai più “vecchi”), ma un qualcosa di piuttosto “sporco”: e se poi il trend è quello di far correre le monoposto anche a Parigi, Londra o Roma, allora consoliamoci: poteva andare peggio!
Ritornando a parlare del weekend, le qualifiche si sono svolte in un clima piuttosto ovattato, con un cielo nuvoloso e qualche goccetta di pioggia che comunque non ha variato il risultato.
La pole position è andata a Felipe Massa con la sua Ferrari, col tempo di 1’38″989, davanti all’onnipresente McLaren di Lewis Hamilton, a 21/100 di distacco. Terzo a sorpresa la BMW-Sauber di Robert Kubica (1’39″392) che beffa Kimi Räikkönen, quarto con 1’39″488. Il ferrarista finlandese ha preceduto il connazionale Heikki Kovalainen e la sua McLaren di circa mezzo secondo (1’39″937).
Sesto sulla griglia si piazza Sebastian Vettel con la Toro Rosso (1’40″142): la scuderia di Faenza (ricordiamolo, anche se ora è un team satellite della Red Bull) è apparsa in crescita, sostituendosi alla casa madre nella top 10. Vettellino precede Trulli di 167/1000, ed ottavo si piazza Nick Heidfeld con l’altra BMW-Sauber (1’40″631). Nono Rosberg su Williams-Toyota (a 9/100 da Heidfeld) e decimo Bourdais con l’altra Toro Rosso (1’40″750).
Fuori in Q2, oltre a Nakajima con l’altra Williams-Toyota, il pilota più atteso a Valencia: Fernando Alonso e la sua Renault: l’asturiano è soltanto 12°. Eliminati anche Glock su Toyota, Webber con la prima Red Bull e Piquetinho con l’altra Renault.
Al solito, potremmo dire, non passano la Q1 le Honda (16° Button, 19° Barrichello) e le Force India (18° Fisichella, 20° e ultimo Sutil). L'”eliminato di lusso” stavolta è Coulthard, con l’altra Red Bull-Renault, diciassettesimo.

La gara. Anzitutto, l’orario: per il gioco dei fusi orari, la partenza arriva nell’esatto momento della cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici. Geniale.
Barrichello e Sutil partono dalla pit lane. Gomme dure per tutti, salvo Rosberg. Allo spegnersi del semaforo, Massa tiene la posizione, e Kovalainen sorpassa Räikkönen. Alonso subito nei guai: toccato da Nakajima, lo spagnolo si ritira, con l’alettone posteriore danneggiato. Per il nippo kamikaze, solo cambio del musetto. Un altro contatto nelle retrovie tra Coulthard ed altre due vetture.
Massa cerca subito di scavare un gap, e fa giri veloci a raffica. Räikkönen sonnecchia in quinta posizione. Nelle retrovie, Fisichella è messo sotto pressione da Sutil e da Coulthard: viene passato dal suo compagno di scuderia, e speronato da Coulthard nel 7° giro. In questo passaggio Hamilton strappa il giro più veloce a Massa, mentre Kubica si trova a fare da “tappo” a Kovalainen e Räikkönen. Addirittura al nono giro escono fuori i meccanici BMW per un cambio di musetto, ma non se ne fa nulla. Il polacco sembra infatti avere dei detriti sotto la vettura.
La lotta prosegue tra Massa ed Hamilton, col brasiliano ancora il più veloce in pista. Nel frattempo, Barrichello fa un’escursione, ma rientra in corsa. Al 13° giro, Kubica sembra guadagnare nei confronti dei due finlandesi, e così Räikkönen si trova Kovalainen a fare da “tappo”.
I tempi si abbassano, segno di pit stop imminenti. Massa inaugura la serie, al 15° giro. Rientra davanti a Räikkönen. E questo è un guaio per i ferraristi, ed Hamilton ringrazia, col giro più veloce. Ma, dopo la sua sosta, l’inglese si trova comunque dietro Massa. Kubica e Räikkönen rientrano al 18° giro. Trulli salta davanti a Vettel approfittando delle soste ai box.
Dopo le prime soste, non cambia nulla, con Massa davanti ad Hamilton e Kubica terzo. Il brasiliano si avvantaggia sempre più del fattore pista libera, e porta a cinque secondi e mezzo il distacco da Hamilton. I due della Toyota cominciano a braccare Räikkönen: Glock è su una sola sosta, e Trulli accorcia progressivamente il gap che lo separa dal ferrarista campione del mondo.
A metà gara, proprio mentre Webber fa un “lungo” in corsia box, ma senza danni, Massa ha quasi 8 secondi su Hamilton e quasi 24 su Kubica. Poi troviamo Kovalainen, Glock (che rifornisce a 27 giri dal termine) e Räikkönen. Poi troviamo Trulli, Vettel e Rosberg.
A 23 giri dalla fine Massa si riprende il giro più veloce, e Räikkönen si “sveglia”, rubando un secondo a Kovalainen in un solo giro. Massa rifornisce a 20 tornate dalla fine, rischiando la collisione con Sutil all’uscita dei box. Errore dell’addetto al “lollipop”? Fatto sta che questo porta sotto indagine la vettura di Massa.
Räikkönen si porta a 1 secondo da Kovalainen a 18 giri dal termine. L’unico “botto” della giornata è di Sutil, che sbatte a 15 giri dalla fine. Al 44° giro i due finlandesi riforniscono allo stesso momento: Räikkönen riparte troppo in fretta (altro errore del “semaforo” o di Kimi?): bocchettone incastrato, meccanico (Pietro Timpini) travolto, e posizione persa. Kovalainen e Trulli ringraziano.
Kimi completa l’opera con una bella grigliata da parte del suo motore sul traguardo del 46° giro. Rientrando, Räikkönen non viene degnato di uno sguardo dai meccanici. Brutto segno.
Gli ultimi giri vedono Kovalainen avvicinarsi a Kubica, e Massa correre probabilmente con nella mente l’Hungaroring.
A 6 giri dal termine l’unico sorpasso in corsa: Nakajima su Barrichello. Visto che anche qui non si è fatto un sorpasso, ripristinare Imola (fra l’altro, più sicura), pare brutto, mr. Ecclestone?

Così all’arrivo: Massa vince, precedendo Hamilton e Kubica sul podio. Al quarto posto Kovalainen, davanti a Trulli, Vettel, Glock e Rosberg a chiudere i punti.

Campionato piloti: Hamilton mantiene il comando, con 70 punti. Massa risorpassa Räikkönen (64 a 57). Kubica a 55.

Mondiale costruttori: Ferrari ancora in testa, con 121 punti. La McLaren si avvicina ancora, con 113 punti. BMW terza con 96 punti e Toyota quarta con 41.

Prossima gara a Spa, sperando che Räikkönen si riprenda, il 7 di settembre, per il GP del Belgio.
Ci si rilegge su queste pagine!

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7 pensieri su “GP Europa 2008, la cronaca essenziale

  1. No, ripristinare Imola non si può: con una giustificazione da azzeccagarbugli Ecclestone ha detto che nessun paese può ospitare due gare, tranne nel caso in cui il secondo, terzo, etc. siano (ma guarda un po’, proprio il caso di Valencia…) cittadini. Quindi o facciamo un GP a Roma o la seconda gara ce la scordiamo…

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  2. Pingback: La cronaca del GP F1 d’Europa 2008 « kennedy84hastalagiobbasiempre

  3. Imola è stato rovinato definitivamente, ci sono stato a luglio, probabilmente non ci si può più correre nè in F1 né in moto.
    Considerando che bel circuito sia (anche senza Tamburello e parlando non di F1 ma di altre categorie) è meglio così. Io ad esempio sto tremando per Donington Park, non oso pensare cosa ci combineranno.

    Per il resto Valencia è l’espressione (tutta la newtown del porto) della forza vitale e oserei dire virile del popolo spagnolo, giovane e ben amministrato.

    Se pensate che a Venezia han fatto un misero ponticello di Calatrava e ci stanno annegando nelle polemiche (ultima oggi sul corriere) da un lustro mentre avete visto il po’ po’ di quanto costruito a Valencia… tenetevi stretto Monza che è grasso che cola.

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