Solo un paio di considerazioni…

Solo un paio di considerazioni che l’analisi di Filippo solleva.

Kimi Raikkonen ha due difetti grandi.
Perlomeno “grandi” nella prospettiva deforme che lo spazio Anti-De-Sitter, in cui siamo tutti caduti, ci fornisce.
Il primo è che non è un personaggio, e questo per i media (soprattutto italici) è un gran bel problema.
Come riempire le 9 colonne dedicate ad esempio da La Stampa all’annoso problema del fuso orario di Singapore con uno che ti risponde “non c’è nessun problema: quando ho sonno dormo e quando sono riposato mi alzo…”?
Sono problemi.
A questo enorme difetto fa seguito un corollario che è il suo non incedere nel vizio nazionale del lamentarsi, non invocare il giudizio universale se va a sbattere, non smadonnare contro tutto e tutti se le gomme non girano, non invocare l’intervento dell’Alta corte di Strasburgo se Hamilton lo passa sui denti dopo un taglio di chicane e ironizza sugli attributi.
Massa è molto piu’ efficiente in questo, lo si vede contorcersi per una scia disturbata a Monza, litigare come un tamarretto di provincia con Alonso in diretta TV (e, gaudio, in italiano), disperarsi per un motore che esplode, gongolare per la pole e fare il faccino da Monciccì depresso quando sradica il bocchettone della pompa di benza fidandosi di quel bolscevico semaforo che, dopo il Canada, gli avevano detto di preoccuparsi di guardare sempre.
Come si riempiono 9 colonne per fare felice il lettore medio(cre) con uno che se viene tamponato da un altro che i semafori non li guarda, non dice un bel niente..?
Sono problemi.
Nel vuoto pneumatico di questa F1, servono personaggi e Kimi Raikkonen, ora che non lo si riesce neanche più a paparazzare mezzo ubriaco, è poco utile.
L’altro problema è che è troppo delicato sulle gomme e questo lo penalizza in un format in cui la qualifica è limitata ad un unico giro su una pallosissima ora di Q.
Il punto è che Singapore ha per l’ennesima volta mostrato che se sei primo, primo rimani e se sei ultimo, ultimo rimani.
Non si sorpassa e l’esito del weekend di gara è deciso da tre minuti corsi, oltretutto in condizioni non-uguali per tutti, il sabato.
E’ un problema di Kimi Raikkonen?
Oggettivamente sì perché un pilota deve ottenere il meglio da ciò che ha e con le regole dello sport in cui compete.
Però una analisi un  minimo più attenta dovrebbe portarci a riflettere che forse il problema più grosso non è tanto di chi non si adatta a queste regole ma di uno sport che ormai ha reso la gara corollario degli ultimi 3 minuti del giorno prima.

Massa.
Leggo come una litania apotropaica che Massa è un “top driver”.
Essere un top driver evidentemente è determinato dai risultati.
I risultati sono determinati dall’ordine di partenza.
L’ordine di partenza è determinato da un giro secco con quantitativo di benzina dipendente dalle strategie.
A me sembra un po’ poco e, soprattutto, autoreferenziale.
Evidentemente essere un top driver dipende anche/soprattutto dalla posizione in classifica a prescindere da come la si è conseguita.
Come dalla posizione in classifica deriva il giudizio sulle gare, sull’andamento delle stesse e soprattutto sulle minkiate che i piloti fanno.
A Singapore Massa ha mostrato di sapere andare forte partendo per primo, ha combinato un bel casino ma essendo lui ancora in lizza per il mondiale, la colpa non è sua che non si è degnato di dare uno sguardo né a sinistra (bocchettone) né a destra (Sutil) ma del sistemino.
E poi ha fatto un paio di quintali di cozze stando per eoni dietro a Bourdais, Fisichella, facendosi infilare dal Kubo e incasinando la gara di Sutil più di quanto non avesse già provato a fare in pit lane.
Un film, quello di Massa che staziona nelle retrovie se per puro caso gli capita di finirvi, già visto e rivisto ma che non solleva di certo dubbi sulla caratura di un pilota che si sta giocando il mondiale.
Perché la caratura è già determinata dal giocarsi il mondiale in sé…
E’ un top driver?
Ovviamente sì perché l’esserlo dipende solo da quanto vicino al premietto sotto forma di coppetta, Egli riesce a portare l’italica speme e in Italia si perdona a tutto al salvatore della patria.
A me continua a sembrare desolantemente poco e mi riporta alle stesse amare riflessioni su “cosa” sia diventato lo sport che amo.
Alla fine, prima o poi, lo vincerà pure un mondiale.
Allora l’amore per questo sport, temo, finirà definitivamente…

Alonso.
Nel mio passato ho tifato per piloti che ritenevo i più forti del lotto (Senna) e per piloti che probabilmente non lo erano (Villeneuve).
Non ho bisogno di convincermi che Kimi Raikkonen sia il più forte per sostenerlo però se fossi un team manager preferirei avere il Finnico in squadra che non l’Asturiano.
Questioni di affinità.
Detto questo, Alonso e’ dannatamente forte ed e’ un peccato che mendichi un sedile competitivo.
IMHO, pero’, Hamilton ha (molte) piu’ opportunita’ e se dovesse svestire alcuni vizi di gioventu’ potrebbe veramente diventare un osso durissimo.
Attualmente credo che come potenzialita’ LH sia il piu’ forte del lotto.

marloc

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3 pensieri su “Solo un paio di considerazioni…

  1. quoto che LH è il più forte del lotto, deve solo crescere.
    Comunque Massa è sicuramente un top-driver, veramente fortissimo. Consideriamo il fatto che senza “tubo della broda” strappato adesso davanti ci sarebbe lui.

    Rispondi
  2. Solo un piccolo parallelismo: KR, mediaticamente parlando, credo che per i giornalisti italici sia una specie di Dino Zoff c.t. della Nazionale. Uno al quale non cavavi una parola neanche con le tenaglie, ma che i risultati li poteva fare (e a volte, li faceva). Per questo, ai pennivendoli nostrani non piace manco un po’. E giù di campagne mediatiche…
    … anche se quest’anno Kimi ci ha messo del suo. Forse sta esagerando, sta cercando di diventare astemio, ma noi vorremmo che bevesse almeno lo champagne del podio!
    As usual, my .02! 😉

    Rispondi

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