Il mondiale dei caproni

Ormai non ci sono più dubbi, questo passerà alla storia come il mondiale con la più grande quantità di idiozie commesse in pista da parte dei pretendenti per il titolo.

Massa, Raikkonen ed Hamilton si sono alternati a fare figuracce sin dalla seconda gara, quando Felipe andò per prati in Malesia, ed anche la gara giapponese non è stata esente da situazioni imbarazzanti.

Ancora una volta Hamilton si dimostra più pilota da GP2 che da Formula 1, commettendo uno svarione alla prima curva tanto macroscopico quanto inutile. E’ ovvio che lui doveva fare la corsa su Massa e non su Raikkonen, ma niente da fare: vede Raikkonen passare e il cervello gli va in pappa, combinando il disastro che ha messo fuori causa per la vittoria sia le McLaren che le Ferrari. E meno male che alla vigilia della gara aveva detto che doveva contenere e non lottare all’ultimo sangue!

Alla fine della gara l’espressione e l’atteggiamento di Lewis davanti ai microfoni erano eloquenti: disorientato e stizzito, sembrava un bambino che fosse appena stato rimproverato per aver rotto il servizio buono di famiglia. Andare alle ultime due gare con questo stato d’animo e considerando il finale farsesco dell’anno scorso, sarà dura.

Anche Felipe ci delizia con una delle sue solite prelibatezze: al secondo giro sbaglia alla staccata della chicane, va lungo e, vedendosi passato da Hamilton, pensa bene di mandarlo in testacoda tentanto un recupero impossibile. I meccanici Ferrari molto sportivamente esultano per il buon esito di cotanta arguzia, ma ovviamente anche il brasiliano, come Hamilton, si becca la sua bella penalità.

C’è spazio anche per un’ulteriore svarione di Felipe, che chiude su Bourdais quando non c’era assolutamente la necessità di farlo e finisce in testacoda. Curiosamente, in una Formula 1 troppo spesso incline a favorire la Ferrari, il francese viene penalizzato, regalando un punto a Massa.

Ma come? In Malesia nel 2002 accadde un episodio simile al via, con Montoya all’esterno che passa Schumacher partito dalla pole. Il tedesco all’interno sperona il colombiano rimettendoci l’ala anteriore e chi si becca la penalità? Montoya.

E’ la prova del nove per chi va sostenendo che la federazione con le sue decisioni favorisce sempre e comunque la Ferrari. Difficile argomentare contro.

Comunque, che questo mondiale lo vinca Massa a suon di favori della F.I.A. o Hamilton se la smette di correre come se fosse un bambino sull’autoscontro, il vincitore sarà comunque poco degno del titolo di campione del mondo.

Viene quasi da sperare nell’impossibile, e cioè che i due polletti (galletti sarebbe un elogio sperticato) continuino nel loro cammino cosparso di errori ed alla fine il mondiale vada a Kubica.

E’ quasi impossibile, ma perlomeno il polacco è quello che ha commesso meno errori in questa stagione disastrosa per l’immagine dei piloti di Formula 1.

(m.m.)

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5 pensieri su “Il mondiale dei caproni

  1. “E’ ovvio che lui doveva fare la corsa su Massa e non su Raikkonen”

    certamente ma nella strategia HAM doveva stare davanti a RAI il quale, altrimenti, avrebbe fatto il tappo per favorire Felipe ai pitpstops, IMHO.
    Ad ogni modo HAM era davanti sia a RAI che a MAS prima che questi decidesse di tamponarlo e prima che la FIA esordisse con il suo primo DT per chi arriva lungo.

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  2. Bastava partire bene, visto che lui era in pole. Se parte male e poi alla prima staccata frena 50 metri dopo portando mezzo gruppone nella via di fuga, non è mica colpa della FIA, di Massa o della Ferrari.

    E comunque anche rimanendo secondo, c’era tutto il tempo di fare qualcosa di diverso, e sicuramente di meno dannoso, perché a lui è andata bene che Räikkönen ha avuto cervello per entrambi ed è andato lungo pure lui…

    Sugli speronamenti al Fuji e Ham, vorrei ricordare che lo scorso anno chi fece girare lui fu punito con s&g, mentre chi fece girare Alonso non ricevette punizione.

    Se la FIA volesse davvero solo tarpare le ali a Hamilton, a Monza avrebbe avuto motivo di farlo per i comportamenti con Glock e Webber, quindi non ci vedo una persecuzione contro Hamilton. Anzi, al “marketing” un Hamilton campione del mondo farebbe molto comodo.

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  4. In Giappone i commissari di pista, tanto per cambiare, ne hanno fatte di cotte e di crude, ma l’episodio di Bourdais è a mio avviso quello più incredibile. Al di là dell’assurdità della penalità, io mi chiedo anche perchè un episodio avvenuto a 17 giri dalla fine debba essere perseguito dopo la gara…. se ricordo bene, il regolamento dice che non si possono comminare penalità negli ultimi 5 giri, e per decidere un DT non credo occorrano 10 giri di tempo. O forse è perchè se SB fosse stato penalizzato con un DT immediato, non avrebbe fatto in tempo a finire dietro a Massa, visto che aveva una buona trentina di secondi di vantaggio?

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