GP Cina 2008, la cronaca essenziale

Settima pole position per Lewis Hamilton, ancora in vantaggio di 5 punti in questo campionato mondiale 2008 di F.1.
Il britannico della McLaren ha ottenuto il tempo di 1’36″303, precedendo Kimi Räikkönen (1’36″645), per la seconda volta consecutiva in prima fila.
Stranamente, dopo che Montezemolo ha auspicato un Kimi più “presente”, il finnico ha risposto, segno che Kimi (o qualcuno in Ferrari che lo assiste) non è sordo ai richiami ufficiali.
Terzo Felipe Massa con l’altra Ferrari (1’36″889), il quale precede Fernando Alonso con la Renault (1’36″927), di solo 3/1000 davanti all’altra McLaren di Heikki Kovalainen.
Sesto Webber con la Red Bull-Renault, ma dovrà essere arretrato di 10 posizioni per cambio di motore (già giocato il “jolly”). Sesto diventa quindi Nick Heidfeld su BMW-Sauber (1’37″201), davanti al sempre consistente Vettel (1’37″685). Il tedeschino della Toro Rosso precede Trulli su Toyota (1’37″934) e il suo compagno di squadra francese Sébastien Bourdais (1’38″885).
Heidfeld verrà poi arretrato di tre posizioni per avere ostacolato Coulthard.
Avrete notato che in questa serie di piloti manca qualcuno. Robert Kubica ha infatti bruciato le sue chance di mondiale sbagliando completamente la Q2: il pilota polacco parte dietro l’altra Renault di Piquetinho, e si è poi lasciato andare con un bell’attacco di nervi. Chi diceva che in F.1 non c’è gente incacchiata non ha fatto i conti col polacco.
Gli altri eliminati in Q2: l’altra Toyota di Glock, la Honda di Barrichello e la Williams di Rosberg.
Fuori in Q1 la Red Bull di Coulthard, l’altra Williams di Nakajima, e poi gli habitué: la Honda di Button, e le due Force India di Sutil e Fisichella (entrambi confermati per il 2009!) a chiudere lo schieramento.

La gara. Asciutta, innanzitutto. Ma pioggia prevista con una certa possibilità (40%). Ferrari con gomme morbide, Hamilton, Alonso e Kubica con gomme dure.
Nel team radio del giro di ricognizione, la BMW-Sauber informa i piloti che si prevede pioggia dopo 10 minuti dall’inizio della gara, e per giunta proveniente dalla parte sud della pista.
Quando si spegne il semaforo, Hamilton mantiene la concentrazione, e tiene la prima posizione, davanti ai due ferraristi, con Kimi davanti. Trulli e Bourdais hanno un contatto, e c’è lotta tra Kovalainen (che passa) ed Alonso.
Ma al tornantino Fernando restituisce il sorpasso. Lewis Hamilton è davvero aggressivo, ha un secondo di vantaggio sulle Ferrari dopo un giro. Trulli si ferma ai box per un cambio di musetto, con relativi guai per fissare una gomma. Jarno è già doppiato dopo tre giri. Gara da buttare per il pescarese, che si ritira, la fiancata ddanneggiata.
Hamilton continua imperterrito a macinare giri veloci su giri veloci: ne fa tre di fila.
Al decimo giro, bel duello tra Piquetinho e Webber, con l’australiano che passa in prossimità del traguardo.
Räikkönen comincia ad “ingranare”, e fa il giro più veloce al decimo giro. E la percentuale di pioggia cala al 20%. Hamilton sembra aver degradato le gomme posteriori.
Webber inaugura, al dodicesimo giro, il valzer dei pit stop. Hamilton spreme tutto dalla sua vettura per fare il giro più veloce, e Massa rientra al quattordicesimo giro, con Alonso. 9 secondi per entrambi, e si riparte. Massa continua con le morbide.
Un solo attimo di panico per Sutil fermo ma fuori dal circuito, ma niente safety car, e Sutil si ritira. Hamilton e Räikkönen rientrano al quindicesimo giro, e Kimi mette le gomme dure, come Lewis. Quando rientrano in corsa, c’è Vettel tra Lewis e Räikkönen. Ma il pilota della Toro Rosso rientra ai box dopo pochi giri.
Kovalainen si trova ancora dietro ad Alonso dopo il pit stop. Massa sembra essere in difficoltà, e Kubica (che nel frattempo è risalito sino alla terza posizione, ma deve ancora rifornire) si allontana.
Ma Hamilton questa volta sembra non avere problemi: al pit stop gli è stata fatta una modifica all’incidenza dell’ala, e questo sembra averlo aiutato. Gli ingegneri McLaren hanno fatto un buon lavoro.
Kubica rientra ai box al 25° giro. E’ comunque su due soste. E mantiene le stesse gomme! Scelta coraggiosa.
Räikkönen mostra segni di recupero intorno al 27° giro. Lentamente, ma costantemente, Kimi sembra essere più veloce di Lewis. Ma Hamilton risponde. A metà gara ha più di 6 secondi di vantaggio su Räikkönen, il quale ha 8 secondi su Massa. Poi troviamo Alonso, Kovalainen, Heidfeld, Glock (che deve ancora rifornire) e Kubica.
Il doppiaggio di Fisichella ristabilisce il gap tra i due leader della gara a quasi 8 secondi. Nel frattempo, Kubica si trova in settima posizione, e gira due decimi meno di Massa, con le gomme che hanno già fatto 32 giri.
Kovalainen ha forato una gomma, ed è piuttosto lontano dai box. Rientra facendo le caratteristiche scintille. Ha danneggato anche la paratia anteriore. Rientra al diciassettesimo posto. In McLaren comincia a serpeggiare il panico.
Alonso rientra per la seconda sosta a 20 giri dalla fine. Massa si porta a 6 secondi da Räikkönen. Ed effettua la sua sosta. Gomme dure. Escursione di Webber.
Hamilton e Räikkönen rientrano lo stesso giro (39°). Heidfeld effettua la sua seconda sosta al quarantesimo giro. Massa è ora molto vicino a Räikkönen, e guadagna circa un secondo su Hamilton. Che sia giunta l’ora della carica? Sembra troppo tardi, onestamente.
Al 42° giro, Vettel effettua la sua seconda sosta dalla sesta posizione.
Il gap tra i ferraristi si riduce, con Massa che comincia a farsi vedere negli specchietti di Räikkönen. A 8 giri dalla fine si trova ad un secondo da Räikkönen. Il sorpasso avviene senza cenni di reazione da parte di Kimi.
Kovalainen rientra ai box a 6 giri dalla fine, ed il suo è un ritiro. Apparenti problemi ai freni. Heikki avrà così la possibilità di usare un motore nuovo a Interlagos, e cercare di alimentare le speranze McLaren nel mondiale costruttori.
Nel frattempo, Räikkönen sembra avere dei problemi. Alonso si avvicina al ritmo di un secondo al giro.
Hamilton decide di gestire il suo vantaggio, rallentando considerevolmente negli ultimi tre giri. Lewis è cresciuto, e si vede. Vittoria meritata.

Così all’arrivo: Hamilton vince davanti a Massa, Räikkönen terzo. Poi Alonso, Heidfeld, Kubica, Glock e Piquetinho. Sul podio, ad Hamilton si rompe il trofeo!

Campionato piloti: Hamilton sale a 94 punti, Massa con sette punti di distacco a 87, Kubica terzo (e fuori dai giochi) a 75, Räikkönen quarto a 69.

Mondiale costrutori: la Ferrari consolida la testa del campionato, con 156 punti, 11 in più della McLaren. Terza la BMW-Sauber a 135. Renault quarta a 72.

Ultima gara a Interlagos, il 2 novembre. Hamilton si presenterà all’appuntamento con 7 punti di vantaggio su Massa. L’anno scorso ne aveva altrettanto su Räikkönen, e gli andò male. Vedremo come andranno le cose.
A rileggerci su queste pagine!

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2 pensieri su “GP Cina 2008, la cronaca essenziale

  1. Aggiungo una nota proveniente dal TG3, senza aprire un altro thread.
    Dopo il servizio sul GP Oliviero Beha ha avvertito: “gli spettatori non credano di assistere allo stesso finale dell’anno scorso; quello fu un finale a titolo di risarcimento per la storia della spy story”.
    E’ la prima volta che sento alludere apertamente su un TG nazionale al titolo mondiale “regalato” alla Ferrari tramite messinscena delle ultime gare. Di solito a Maranello si incazzano per molto meno con i media, vedremo cosa accade.
    La cosa che mi stupisce (relativamente) è che a parlarne sia Beha, perlamordiddio, niente da dire sul giornalista/opinionista, ma non è addentro alla Formula 1 come molti altri suoi colleghi, che avrebbero dovuto investigare sulla cosa se sentivano puzza di truffetta.
    Ma si sa, non si sputa nel piatto in cui si mangia.

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  2. Beha scrisse anche una inchiesta (o forse un libro) dopo Italia-Camerun ai mondiali di calcio 1982, fu uno 0-0 che giusto serviva alla Nazionale per passare il turno e poi andare a vincere il titolo. L’inchiesta fu seppellita, Beha sbeffeggiato e la sua carriera ne soffrì molto. Anzi, si può dire che la carriera di giornalista *sportivo* sia finita lì e quindi hai ragione a dire che lui in quel piatto non mangia più.

    Beha è quindi un giornalista investigativo, un bastian contrario o un parolaio, a seconda dei punti di vista. Certo una voce fuori dal coro. Più che una denuncia è stato probabilmente un commento basato su quello che è evidente a chiunque.

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