Memoriale cinese

Ammetto che riprendere a scrivere in questa rubrica dopo quasi un anno e dopo il GP cinese è a dir poco imbarazzante. E nel rileggere l’ultimo articolo postato dopo la vittoria di Raikkonen, che sottolineava la quantità industriale di porcate rilevate nello scorso campionato, la sensazione di un peggioramento tragicamente netto in questa stagione non ancora conclusa è piuttosto evidente.

La Cina, si sa, nel corso degli anni si è specializzata nel riprodurre pezzi pregiati a basso prezzo, falsificandone il marchio e distribuendo al mondo immondizia apparentemente di marca. E’ invece molto triste e stupefacente constatare che, almeno in questo caso, sia riuscita ad importare il peggio di uno sport che di per sé dovrebbe sottostare alla regola dell’apice tecnologico. In TV si vedevano intere tribune semi vuote eppure il telecronista parlava di record di incassi, in pista non è successo praticamente nulla eppure eravamo ad una svolta nel campionato (e meno male….). Ricordo che a Schumacher è sempre stato rimproverato di aver corso contro avversari inesistenti e mi chiedo contro chi corre questo Hamilton, tanto bravo quando corre da solo, tanto coglione quando si trova in bagarre, tanto costruito e robotizzato da Ron Dennis e dal grazioso paparino al seguito. Da padre di famiglia con prole più o meno coetanea mi sentirei a mio agio con un figlio come Sebastian Vettel, con l’aspirazione di riempire di ceffoni la faccia di uno come  Lewis Hamilton e con un malsano desiderio di dare in adozione due come Felipe Massa e Kimi Raikkonen.

Io mi chiedo come sia possibile avere due piloti che con la migliore auto in circolazione non riescono ad andar forte. Uno non sa fare gli assetti e si mette ad andare piano quando serve il contrario, l’altro che ha il volante che non gli piace, la sospensione che lo mette a disagio, il sedile non proprio a posto e si mette ad andare forte quando non serve più a niente. Una collezione di piccolezze organizzative proprio di una squadra che non aspira certo a vincere il titolo piloti e si accontenta (pur non essendo poco) di inseguire un titolo costruttori certamente meritato, ma che si sarebbe già potuto incamerare qualche gran premio fa. Il bambino prodigio, alla fine, altro non è che un buon pilota, alla stregua dei vari Irvine, Barrichello, Salo e compagnia. Il fenomeno in erba invece non ha forse capito l’importanza che ha la parola nell’esistenza di un individuo, sportivo o meno che sia. Entrambi, alla fine, non hanno dimostrato negli ultimi due anni uno smalto tale da meritare il posto in cui stanno. E ai reduci non rimane altro che aspettare il prossimo acquisto, sperando che nel frattempo qualcuno suoni la carica come si deve…..

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4 pensieri su “Memoriale cinese

  1. Normalmente non gradisco innalzare giustificazioni; soprattutto quando il soggetto delle stesse per primo non ne invoca. Questo anno Raikkonen non ha corso al livello che tutti (io in primis) si aspettavano da lui. E questo è un dato di fatto inoppugnabile. Un altro dato di fatto credo che si possa anche trovare nel fatto che Kimi ha perso le sue chances mondiali per errori suoi e per errori da parte del muretto. Interessante come i suoi, spesso, siano arrivati in concomitanza (o poco dopo) quelli del muretto. Penso a Montecarlo con la scelta sciagurata di settare la macchina per l’asciutto e la clamorosa amnesia a pochi minuti dal via che gli è costata un DT. Il lungo alla St.Devote con annesso musetto rotto è stato l’estremo tentativo di restare davanti ad un Kubica cui sarebbe tranquillamente stato davanti senza gli errori marchiani del box. Che Raikkonen non dia sufficienti indicazioni per lo sviluppo a me pare più una leggenda metropolitana che altro, ma potrebbe anche essere; che egli sia in carica anche come meteorologo mi pare eccessivo. La stessa identica situazione si è verificata a Monza con una macchina tanto inguidabile sul bagnato, quanto veloce non appena la pista si stava asciugando. L’idea di caricare con 5 giri in più di carburante al Ring Ungherese mi pare di difficile giustificazione anche se essa fosse pura farina del sacco finnico. Dyer dovrebbe essere stipendiato per questo, se imputiamo al Finlandese anche la responsabilità delle scelte strategiche, oltre quelle meteorologiche, mi chiedo se non possa anche dare una scopata ai TIR e portare la rumenta già che c’è.
    Poi c’è Spa e la foga del Finlandese per una vittoria scaccia-crisi andrebbe letta alla luce delle parole di Domenicali che proprio il venerdì alle insistenze del Maglienti ammette che a Spa si decide su chi puntare per il titolo. Come finisce il weekend lo sappiamo tutti e con Kimi che domina fino agli scrosci finali e la FIA che non trova di meglio che, per punire lo “sgarro” al Finlandese, regala 6 punti al Brasiliano.
    L’impressione (per carità, la mia impressione, opinabile e soggettiva al massimo grado) è che questo anno in Ferrari abbiano deciso di puntare più sul Brasiliano, e già da inizio stagione; sia per una sorta di contrappasso per le delusioni dell’anno scorso, sia per mettere i propri piloti sullo stesso livello e ricacciare ogni velleità di portare in Ferrari tale Fernando.
    Impressioni…
    Sempre che quella frase che butti lì non sia tragicamente (e a posteriori, magari complittisticamente) vera: “una squadra che non aspira certo a vincere il titolo piloti…”
    Magari perché l’anno scorso gliene è stato regalato uno come contrappasso.

    m

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  2. Secondo me quello di puntare su Massa con un campione del mondo in carica in squadra, è stato un suicidio strategico bello e buono, che non riesco a giustificare se non con il peso dei due Todt in scuderia.
    Com’erano preoccupati in griglia a Shangai paparino e figlioletto! Avevano l’impressione di aver pestato una merda e non sapere come pulirsi le scarpe.
    Io non dico che si doveva arrivare agli eccessi dell’era Schumacher, ma almeno garantire a Raikkonen le migliori condizioni in qualifica e gara, questo sì.
    E invece Massa in qualifica ha quasi sempre ottenuto le condizioni migliori.

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  3. Metti Marloc+pascalfabre e capisci come la pensi su Raikkonen.
    Aggiungendo che per me Massa non dovrebbe stare in F1, altro che Ferrari, altro che campione designato…

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