Grazie al cielo, c’è la FIAT…

La brutale crisi economico-finanziaria che è abbattuta sul pianeta Terra  sta significando per le case automobilistiche una drastica flessione del proprio appeal di mercato, a causa della perdita di fiducia nel futuro prossimo da parte dei suoi potenziali clienti.

 Oggi, l’utenza dell’auto tende a rimandare l’acquisto del nuovo modello, per privilegiare la certezza di coperture finanziarie su beni considerati più primari.

 Il volume dell’immatricolato in tutta Europa di dicembre, gennaio e febbraio ha registrato conseguentemente i valori terrificanti che tutti abbiamo verificato sui giornali più o meno specializzati.

 In questo quadro, la reazione del Produttore Nazionale spicca per equilibrio, sapienza strategica e senso di responsabilità.

 A fronte di un massiccio salvataggio pubblico della concorrenza, in particolare quella francese (Renault e PSA) e americana (GM e Ford), Fiat non ha richiesto allo Stato italiano il pur legittimo riallineamento “ad hoc” sui medesimi volumi di finanziamento, al fine di non essere un player ad handicap rispetto alla concorrenza più diretta. 

 L’Azienda Nazionale si è limitata ad inquadrare i sussidi pubblici a proprio vantaggio nell’ambito dei limitati “aiuti” promossi dal Governo per l’intera industria manifatturiera per fare fronte alla crisi economica, accettando, senza creare problemi, un provvedimento sulla rottamazione che si rivolge paritariamente all’intera produzione automobilistica, compresa quella d’importazione.

 In più, Fiat ha recepito meglio della concorrenza l’esigenza di “giustificare” tali sussidi con un’ulteriore riduzione delle emissioni medie di CO2 generate dal parco in portafoglio, rafforzando la gamma a gas e a metano e consolidando la leadership, già detenuta da tempo, nel campo della produzione e commercializzazione dei veicoli meno inquinanti del mercato mondiale.

Oltre a queste azioni, il Lingotto ha avviato una nuova strategia di alleanze che le ha consentito di acquisire (e di salvare) la casa americana Chrysler, che si presenta con una gamma perfettamente integrabile con quella italiana, oltre che come “dote” fondamentale per successive confederazioni produttive (ossia, con i francesi di PSA).

Ma l’aspetto che rende Fiat l’asse forte del mercato automobilistico mondiale, in questa fase di crisi, è la splendida gamma messa a disposizione dei clienti già da un paio d’anni: Grande Punto, 500, Bravo, Alfa Mi.To., Lancia Ypsilon/Musa e Lancia Delta sono le best-seller europee che stanno consentendo al Gruppo Italiano di conquistare a ritmi poderosi quote di mercato in Paesi fino a qualche tempo fa considerati inaccessibili, come Francia e Germania.

 Del resto, la concorrenza ultimamente ha sbagliato prodotti in serie.

 Ford ha in gamma modelli (alcuni di essi oltretutto derivati dall’inventiva Fiat) realizzati con mediocrità creativa e scarsa capacità di appeal: le nuove Ka e Fiesta sono destinate a volare basso nelle vendite e la Focus è ormai un modello considerato irrimediabilmente desueto.

 Opel non è stata capace di sfruttare il know-how di derivazione Fiat Grande Punto, riducendo il proprio modello più popolare, la Corsa, a fare poco più che da comparsa sulle strade d’Europa.

 La concorrenza nippo-coreana non spaventa più nessuno, con Toyota, in particolare, che arranca tra deficit e bilanci in rosso e modelli fallimentari come Auris, nuova Yaris e la piccola velleitaria IQ.

 Anche la moda autolesionista delle grandi berline tedesche, che ancora oggi purtroppo, in Italia, riesce a mettere in difficoltà il nostro prodotto realizzato a Pomigliano d’Arco (Alfa 159), è destinata a sfumare, con la diffusione di una sana tendenza al “downsizing”, che azzererà progressivamente l’immatricolato dei SUV giapponesi e delle grandi berline di lusso Bmw, Audi e Mercedes, a vantaggio di compatte più creative e razionali, ma ugualmente di pregio, come ad esempio, Lancia Delta e la futura Alfa Milano.

In conclusione, i presupposti per porre Fiat come protagonista della ripresa, prevedibile per il 2010, ci sono tutti. Chi oggi acquisterà i titoli azionari ed obbligazionari della Casa Italiana è destinato ad essere premiato ……. Ma soprattutto, la tenuta intelligente di Fiat sul mercato in crisi è destinata ad essere un elemento premiante per tutta l’economia reale del nostro Paese.

Jody

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10 pensieri su “Grazie al cielo, c’è la FIAT…

  1. Ma questo che scrive è ubriaco o sta scherzando? Il “Produttore Nazionale”? Non sa scrivere nemmeno in italiano, che riserva le maiuscole per i soli nomi propri. Se voglio leggere uno spot per la Fiat mi compro Quattroruote. Qui vorrei post intelligenti, grazie. La Fiat che non vuole gli aiuti governativi…ma stiamo scherzando? perchè non facciamo il conto di quanto lo stato a dato a questi signori negli ultimi vent’anni? La Fiat (che non ha affatto best seller a livello europeo nella sua gamma di prodotti) si trova semplicemente ad avere auto piccole con consumi contenuti non per strategia, ma perchè negli ultimi vent’anni nessuno è stato così sprovveduto da acquistare una Fiat con cilindrata superiore a 1600 cm cubi, tutto qua. Ora, far passare questo per lungimiranza è degno di un articolo ridicolo come quello appena pubbblicato. Sono prontissimo a dibattere senza problemi con l’indefinibile che lo ha steso….

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  2. Scusate, ho riletto l’articolo. Dove si spiega che la Iq è velleitaria e che Toyota non spaventa più nessuno. Ora ho capito e mi scuso. L’articolo è evidentemente umoristico. E io che lo avevo preso per un articolo serio!

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  3. Leggo il commento di questo tal Cristiano. Il quale parla di mia incapacità di esprimermi in italiano …. francamente da uno che scrive “lo stato a dato” , senza h e con la “s” minuscola non accetto di interloquire …. non mi dispiacerebbe leggere commenti da persone civili, non pregiudizialmente “schierati”, e che sappiano almeno scrivere in italiano.
    Riguardo ai numeri della concorrenza rispetto ai numeri del Gruppo italiano, ci sono le statistiche che parlano ben più forte e chiaro di quattro scemenze pronunciate da qualche vecchio esterofilo residuale e fuori moda ….

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  4. Caro Jodone, ti dò atto di aver sempre creduto nella Fiat, io l’avevo data per spacciata. Ora mi sembra ben solida e con la gamma giusta per affrontare questi tempi di magra. Va solo un po’ svecchiata la gamma Alfa (ed alleggerita, anche se hanno già cominciato).
    La propaganda esce dal tuo post quando parli di “bilanc-i-” Toyota in rosso: la Toyota ha chiuso in rosso per la prima volta nella sua storia solo nel 2008
    Tornando alla Fiat, vedere che grandi case ammerigane sono nelle mani di Corso Marconi per salvare dei loro giganti dell’auto (tra l’altro messi con le pezze al culo da parte di Daimler), da italiano, è una soddisfazione.

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  5. Ecco, bravo fenomeno. Riporta le statistiche di vendita mondiali, che di quelle italiane non frega niente a nessuno, dato che la sfida è globale e le aziende che producono auto si sfidano in tutto il mondo. Altrimente potremmo riportare le immatricolazioni, che so, della provincia di Roma e da li fare confronti su livello globale. La a senz’h mi è sfuggita nella fretta, che tu non sappia l’Italiano è un dato di fato, vista la questione delle maiuscole ripetuta più e più volte. Stato poi va in minuscolo, in quanto, ma tu non lo puoi sapere, non è un nome proprio. Per quanto riguarda il resto, come tu possa definire la Iq “velleitaria”, visto che è sul mercato da una frazione di secondo. Tu hai i dati di vendita? Se si, facceli conoscere, poi ne discutiamo. La Toyota ha avuto il primo bilancio negativo della sua intera storia, vogliamo parlare dei bilanci Fiat? Le scemenze sono le tue, visto che parli di cose che non conosci, e visto che lo fai senza dati. Sono sempre disponibile ad un confronto, anche con un involontario umorista come te. Sempre che tu possa partire da fatti, e non da tue apodittiche convinzioni. E studia un pochino l'”itagliano”, gia che ci sei…

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  6. Adesso scriverai che non conosco le doppie, perchè mi è sfuggita, nella fretta, “fato” anzichè “fatto”? Così come è satlato “”velleitaria” è un mistero, visto”…

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  7. Grande Jody, buongiorno e grazie per la tua analisi.
    Sono completamente d’accordo con te quando affermi che FIAT ha una buona gamma di vetture ecologiche: dovrebbero essere le meno inquinanti d’Europa (fonte: le pubblicità FIAT, quelle coi bambini, per intenderci!). Sai per caso se Toyota (fra parentesi: bilancio Toyota 2008: l’unico in rosso in 71 anni della sua storia) è messa meglio?
    Dal punto di vista azionario, poi, le azioni FIAT (quelle di risparmio, che saranno le uniche a dare dividendo, quest’anno, ricordiamolo) hanno già recuperato circa il 25% dal loro minimo (2,51 €, ma vado a memoria).
    Il che vuol dire che sono un buon affare, al momento. E questo lo valuta il mercato. Ho notato anche che, mentre le immatricolazioni calavano ovunque, FIAT sembrava perdere meno del resto della concorrenza, il che vuol dire che è messa meglio, anche se in termini assoluti vende meno (perché tutti hanno venduto meno).
    Mi piacerebbe poi un tuo commento su questo articolo del 24Ore:
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/03/Marchionne-Fiat-Moodys.shtml?uuid=9e6fb190-07f5-11de-bd54-016680bc9313&DocRulesView=Libero
    E’ un articolo del 3 marzo, e considera che il minimo azionario è stato fatto il 9, quindi è un articolo in clima “panico, panico, panico!”
    Voglio anche puntualizzare su FIAT-Chrysler: il Lingotto non ha acquistato tutta la Chrysler, ma ha fatto sostanzialmente un accordo per una sorta di alleanza (JV, se vuoi), riguardante il 35% delle azioni. Questo vuol dire che FIAT è disposta ad accollarsi il 35% dei debiti di Chrysler, in cambio della penetrazione dei modelli del Gruppo sul mercato USA.
    Grazie, ciao!

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  8. Caro Marco, scusa per la risposta un pò tardiva. E’ del tutto ovvio che il mio riferimento ai numeri di Toyota (plurale) era riferito alle diverse voci di bilancio 2008 (utile netto, redditività, ricavi, andamento del debito ecc.).

    Quello che è stato nei precedenti 70 anni non conta nulla, in questa fase critica …. conta la predisposizione ad affrontare la crisi in un’ottica di aspettative per il futuro.

    Toyota da questo punto di vista è drammaticamente indietro …. modelli fallimentari (la nuova Yaris arranca praticamente ovunque, la media Auris vende un terzo della precedente Corolla, la nuova cittadina IQ non decola ….),investimenti sbagliati (la Prius ormai è percepita come uno specchietto per le allodole, presentando un costo chilometrico per l’utente pari al doppio di una Grande Punto), arretratezza tecnologica (la gamma è tra le più inquinanti dei costruttori generalisti), staticità operativa e produttiva.

    Riguardo all’operazione Chrysler, sul piano strategico e direi anche funzionale, la Casa Nazionale ha di fatto acquisito Chrysler …. è vero che la partecipazione azionaria è del 35% (che è comunque una quota elevatissima), ma di fatto Chrysler ha sostanzialmente affidato il 100% del suo futuro alla tecnologia Fiat, riconoscendone il primato a livello internazionale.

    Una scelta condivisa, si badi bene, anche dalle istituzioni statunitensi, che considerano il know-how Fiat come necessario per valorizzare l’investimento che lo Stato USA ha fatto nei confronti di Chrysler ..

    Alla luce di quanto sta accadendo, e anche perchè tu lo hai evidenziato, permettimi di ricordare con un certo imbarazzo il disfattismo di tanti tristi ed incompetenti esterofili nostrani che davano per certo il “fallimento” della Fiat e la sua definitiva acquisizione da parte della americana GM ….. oggi, chi è sull’orlo della bancarotta sono proprio quelli che, secondo costoro, dovevano diventare i nostri “padroni” ….. gli esterofili e gli incompetenti (spesso sinonimi) si annidano sempre tra noi, purtroppo, ma dopo le vicende degli ultimi 5 anni la loro credibilità analitica è finita sotto la suola delle scarpe ….. insomma, è gente che è rimasta, da sola, in compagnia solo del loro astio ….

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  9. Effettivamente la Toyota ha un po’ di piombo nelle ali (fantastica la prova di Top Gear dove hanno fatto correre una Prius in pista, con dietro una BMW M3 V8, ed alla fine ha consumato di meno la BMW!).
    Non li darei comunque alla canna del gas.

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  10. Grazie a Jody e a Filippo per le risposte al mio commento (e scusate se sono andato OT, parlando di Toyota! ;-)).
    Sono d’accordissimo con Jody riguardo al fatto che, finanziariamente, il passato conti poco o nulla (basta guardare il caso Lehman Bros….).
    Sull’esterofilia italiana, direi che è vero: ma sai, noi abbiamo il brevetto mondiale del “divide et impera”, quindi è ovvio che ci sia chi è esterofilo, e chi invece “fa il tifo per noi”… 😉
    Ho visto che hai fatto un altro post: mi riservo di commentarlo con calma!

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