La biografia di Troy Bayliss, il campione ruspante

Il cammino di Troy Bayliss verso il successo su scala mondiale è quanto di più distante si possa immaginare dall’icona dello sportivo moderno coltivato in provetta.

Troy inizia a muovere i primi passi su di una moto all’età di sei anni e dai dieci ai quattordici gira l’Australia partecipando a gare di motocross e dirt track. La carica agonistica di Bayliss tuttavia subisce un calo e Troy decide di abbandonare la carriera di pilota per diventare carrozziere. Ma la passione torna a farsi sentire, Troy acquista una Kawasaki ZXR 750 e comincia a gareggiare, e vincere.

Negli anni seguenti, e fino al 1995 gareggia nei campionati nazionali australiani 250 cc. Supersport e Superbike, ottenendo come migliori risultati due secondi posti nel 1995 e nel 1997 nella categoria Supersport.

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Nel corso del 1997, all’età di 28 anni, Troy entra in contatto con il palcoscenico internazionale: partecipa alle due prove del mondiale Superbike a Phillip Island, finendo in entrambi i casi quinto e partecipando alla gara del Campionato del Mondo 250 cc. di Phillip Island, terminando in sesta posizione. Impossibile non notare le prestazioni di Bayliss: nelle gare Superbike è il primo pilota motorizzato Suzuki al traguardo e nella gara 250 eguaglia in una sola gara il miglior risultato ottenuto dal team nell’intera stagione.

Ed infatti Darrell Healey, proprietario del team GSE Ducati, chiama Troy immediatamente dopo la gara delle 250 per offrirgli un posto nel suo team, che partecipa al campionato Superbike britannico.

Bayliss nel corso della sua prima stagione in Inghilterra si classifica ottavo in una stagione caratterizzata da diverse cadute e problemi tecnici, si rifà comunque l’anno successivo e vince il titolo.

All’inizio del 2000 Bayliss si trasferisce di nuovo, questa volta in America, per partecipare al campionato AMA Superbike con il team Vance & Hines Ducati.

Al primo appuntamento a Daytona fa segnare la pole, ritirandosi in gara per una caduta. Nell’appuntamento successivo a Sears Point è di nuovo in pole, ma è destino che Troy non debba vincere negli Stati Uniti, perché la gara viene annullata per il maltempo e prima della gara successiva viene chiamato dalla Ducati per sostituire il quattro volte campione del mondo Carl Fogarty, infortunatosi a Phillip Island.

Bayliss si trova subito a suo agio nel mondiale delle derivate dalla serie, vince già alla quinta gara ed alla fine della stagione av

rà collezionato nove posti sul podio su venti prove disputate, classificandosi sesto.

Nel 2001 Troy vince il titolo mondiale Superbike davanti a Colin Edwards, terminando sul podio per 15 volte e vincendo sei gare.

La sfida con l’americano si ripresenta nella stagione successiva: i due dominano la scena, vincendo venticinque gare su ventisei, e giungendo all’appuntamento finale di Imola separati da un solo punto. Colin vince gara 1 e si presenta al via di gara 2 con sei punti di vantaggio. Bayliss deve vincere e sperare che Edwards finisca almeno terzo. La sua tattica quindi è quella di andare in testa e rallentare il ritmo, per favorire il rientro del suo compagno di team Xaus, che potrebbe infastidire il rivale. Ne scaturisce una dmemorabile, fatta di duelli corpo a corpo che si decidono solamente all’ultimo giro, nel quale Edwards ha la meglio e vince gara e titolo.

Il 2003 per Bayliss è l’anno in cui 

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Nel 2004 ad Assen

insieme alla Ducati intraprende la nuova sfida, quella di calcar

e le scene del campionato del mondo MotoGP, con la nuova Desmosedici: Troy si classifica sesto.

L’avventura in MotoGP continua nel 2004, ma la Desmosedici non è al livello della stagione precedente, e Bayliss riesce a finire a podio solamente nell’ultima gara a Valencia, dopodichè le strade per il pilota australiano e la Ducati si separano.

Nel 2005 guida per il team Camel Honda, ma non riesce ad entrare in sintonia con la moto e dopo dieci gare la collaborazione con la marca giapponese termina in modo traumatico: una caduta in allenamento con la moto da cross non gli permette di terminare la stagione e mette a repentaglio la sua carriera.

Il 2005, in pochi se lo ricordano così.

Il 2005, in pochi se lo ricordano così.

 

 

Per la stagione 2006 tuttavia la Ducati decide di scommettere ancora su di lui e lo schiera di nuovo nel mondiale Superbike. E’ una scommessa vincente, perché Troy non ha rivali, domina l’inizio di stagione ed ipoteca ben presto il suo secondo titolo, che conquisterà ad Imola.

E per Bayliss, dopo la conquista dell’alloro iridato, c’è spazio per una soddisfazione unica: la Ducati gli offre la moto dell’infortunato Gibernau per l’ultima prova del campionato MotoGP a Valencia e Troy sbalordisce il mondo intero qualificando la Desmosedici in prima fila ed andando a vincere.

Una prestazione incredibile in un mondiale di prototipi caratterizzato da una competizione tra gommisti, se si considera che Bayliss, a differenza dei suoi rivali, prima del weekend di gara non aveva mai provato la moto e non conosceva il comportamento delle gomme.

Per il 2007 l’obiettivo è sempre quello di vincere il titolo mondiale in Superbike, ma una caduta a Donington (dopo la quale Bayliss deve subire l’amputazione di un mignolo) fa perdere all’australiano il contatto con il leader della classifica generale Toseland ed alla fine del campionato, nonostante le sette vittorie contro le otto di James, sarà quarto.

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L'ultima gara: Portimao 2008

Il 2008 vede Bayliss ai blocchi di partenza con la nuova Ducati 1098, con la quale sbaraglia il campo, ripetendo l’inizio di stagione fulminante del 2006 e arrivando alle ultime gare del campionato con il titolo in tasca.

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Un pensiero su “La biografia di Troy Bayliss, il campione ruspante

  1. che bel post, l’ho letto molto volentieri 🙂
    Troy è stato e rimarrà sempre un grandissimo, e poi a me è sempre stato assai simpatico anche come personaggio. Al contrario di alcuni grandi campioni dei motori che sono “robotizzati”, lui mi sà di persona semplice, e questo è molto gradito.

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