Tramonto australiano

C’era bisogno di togliere la polvere al pennino dedicato a questo blog dopo quattro mesi di assenza.

Mesi in cui c’è stato di che parlare e di che discutere, della presunta bontà delle intenzioni della FIA, dei nuovi regolamenti e delle lotte interne tra coloro che hanno sicuramente più presente i loro estratti conto che le passioni dei comuni mortali. Di certo delle macchine così brutte non si erano mai viste.

Ma alla fine non importa più. Cala il sipario e con esso tutti i discorsi. Lo zoccolo duro è quello che rimane lì davanti alla tv, incazzandosi e smadonnando perché le cose non sono come dovrebbero essere e perché si fa fatica ad adeguarvi la propria passione. Quei “matti” seguono la gara col pc acceso, skype e il monitor dei tempi a portata di mano, oltre alla naturale telecronaca. Palato fine? Probabilmente no, ma solo il bisogno di capire quello che succede per farsi un’idea, un opinione e per coltivare quella voglia che c’è sempre.

Ogni tanto c’è chi si inorgoglisce e si rifiuta di aver minimamente a che fare con questo mondo, qualcuno finge di essersi dimenticato della “prima” stagionale, qualcuno che “manco se mi pagano” mi guardo più un gp, ma alla fine per caso o per amore i televisori si accendono e si sta lì come sempre.

Non sapremo mai se è stata un’oscura regia ad averci regalato un po’ di clemenza o se sia stato solo frutto del caso, ma tant’è che il l’auspicato fattore sorpresa ha dato i suoi frutti. Francamente dubito che persone di dimostrato scarso acume abbiano potuto far luce su un ambiente divenuto così oscuro, ma nella demenza di un regolamento votato all’uniformità di prestazioni e di forme ha prodotto qualcosa di inaspettato. Per questo il management potrà godere di un’aura pubblica per qualche gara; quel tanto che basta a riportare qualche nuovo sponsor, a sollevare un po’ l’audience, per poi probabilmente riportare i valori in campo in base alla loro popolarità con quintali di carte bollate. Oggi non si è potuto conoscere l’ordine di arrivo dopo la prima curva, come d’abitudine negli ultimi anni, ma da qui a farne uno spettacolo di bravura di acqua sotto i ponti ne dovremo far passare ancora molta. Si sono mescolate le carte, questo si, e si sono visti finalmente dei sorpassi.

E’ parso di cogliere un grande ottimismo, con il bottoncino magico del Kers a dare un bel calcione nel sedere, e nell’osare anche più di quanto ci si potesse aspettare. Poi sono bastati il lasciare qualche buco nel regolamento, un pò di polemiche nel pre e post gara, il programmare una corsa alle 17 con il sole in faccia, delle mescole friabili e tanti piccoli ingredienti degni di una Paella di altissima qualità.  Con un cospicuo risparmio di tempo e denaro sarebbe stato sufficiente commissionare il tutto ad un gruppo di allevatori di pinguini che non avrebbero certamente saputo fare di peggio.

In ogni caso quelli bravi non hanno la macchina per vincere, ma arrivano guarda caso a punti, quelli meno bravi hanno un missile sotto il sedere e vincono indisturbati. Infine quelli che dovrebbero essere bravi e avere una macchina che buona si incartano con le strategie o contro i muretti come dei pivelli alle prime armi. A guardare bene nemmeno questo, visto che l’unico pivello è andato a punti alla faccia dei blasonati colleghi.

Sospendiamo quindi il giudizio, con tutti gli elogi per Mr Brawn e la sua compagnia (la precedente dirigenza nippo è stata vista aggirarsi per le campagne alla ricerca di alberi solidi su cui sbattere la testa). Ottimo lavoro anche per Red Bull, che senza tante storie ha messo in pista una macchina spettacolare. D’altra parte che Newey non si fosse proprio rincretinito era un’ipotesi più che valida. Ma ci sono stati anche gli altri a completare un quadro che non si vedeva da diverso tempo, probabilmente anche grazie al fatto che inquadravano solo macchine rosse o grigie. Su di loro, soprattutto i primi, non c’è un gran che da dire visto l’esito australiano.

Infine gli altri nippo ci fanno sapere che in Malesia porteranno le gomme più dure, perché lì fa caldo, sperando che tengano sul nuovo asfalto. La demenza, si sa, è una specie di morbo che attacca i neuroni e non possiamo certo aspettarci che i gommisti rovinino lo spettacolo di questa mattina…

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2 pensieri su “Tramonto australiano

  1. Chissà perché, mi sento parte della “banda di matti” che segue i GP con PC acceso, monitor dei tempi, Skype e – financo – articolo da scrivere! 😀
    Personalmente, comincio a credere che abbiamo visto la prima gara del mondiale parallelo di F1, nel senso che abbiamo vetture col KERS ma col diffusore “normale” (Ferrari, McLaren, BMW di Heidfeld, Renault), vetture senza KERS ,ma col diffusore “non normale” (Brawn GP, Williams, Toyota) e gli altri senza KERS e senza diffusore. Date queste tre categorie, basta solo aggiungere il gommista “strabico per legge”, che porta due mescole: gomme per cancellare, o gomme per tir, poi mescolare un po’ la griglia, e vien fuori un gran casino, almeno fino a quando non verranno normalizzati questi due fattori, continueremo ad avere gare al limite dell’imprevedibile perenne.
    Ma io mi chiedo: come ti è venuta in mente quella degli allevatori di pinguini? Guardando “Madagascar”? 😀

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  2. La questione gomme è complessa: in realtà da quanto ho capito lo scorso anno la Bstone doveva portare due mescole “vicine”, mentre quest’anno qualche mente brillante ha imposto o richiesto che le due mescole portate ad ogni evento non fossero altrettanto vicine, ossia ci fosse in mezzo almeno una mescola non disponibile. Alias: supersoft e medie, oppure soft e dure, oppure l’opzione supersoft e dure…

    In sé il problema non si porrebbe: dai tempi della gomma da qualifica esisteva una mescola che reggeva solo un giro, raspamenti Pirelli a parte. Il punto è che all’epoca nessuno si sognava di usare quelle gomme in gara, visto che non c’è nemmeno il punto del GPV… e sarebbe stata una tattica del tutto suicida. Al contrario, poteva capitare che ci fosse chi usava le gomme da gara per la qualifica, o addirittura combinazioni complesse in gara tipo “dure da un lato, morbida all’anteriore sinistra, media la posteriore sinistra” a seconda delle esigenze della pista e delle caratteristiche della macchina. Ovviamente oggi non è possibile, ed in realtà le prime limitazioni a questo stato di cose nacquero con il monopolio GY del 1993 e la scomparsa delle mescole da qualifica. Venne il limite al numero di giri in qualifica, poi il numero di treni disponibili per il fine settimana e via dicendo.

    Ma la parte più assurda di tutto in effetti è costringere le vetture a correre una parte di gara, più o meno lunga, con gomme che non avrebbero ragione di essere usate oltre che per la qualifica… ed in generale far correre le vetture con gomme “di compromesso” per vivacizzare lo spettacolo. Se in realtà emergesse che le misure intraprese quest’anno (aerodinamica, slick e KERS (?) ) sono efficaci per movimentare un po’ l’ambiente, certe assurdità, come appunto l’uso di tutti i tipi di gomma (perché non tutti e 4 a questo punto…) potrebbero anche essere rimosse.

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