Una brutta MotoGP in Qatar

L’annata della MotoGP non comincia sotto i migliori auspici.La pantomima di domenica sera, quando con la pioggia torrenziale che inondava la pista non c’era un piano d’emergenza è stata ridicola: siamo andati tutti a dormire senza sapere se si sarebbe corso oppure no il giorno dopo.

Ma questo è il meno, anzi, forse la giusta punizione per l’aver pensato una gara in notturna nel deserto: assurda, costosa, inutilmente “inquinante”. Ben gli sta.

Il peggio è venuto dalla gara, cioè una sterile processione di moto singole, distinguibili solamente dai tempi sul giro: tanto ha fatto Ezpeleta che è riuscito a trasformare la MotoGP nella Formula 1; sì, quella peggiore però.

C’è da sperare che qualcosa cambi, altrimenti le gare saranno tutte noiosamente uguali e gli interrogativi saranno gli stessi del 2008 e quindi sempre e solo:
ce la farà Stoner a staccare Rossi?
ce la farà Rossi a riavvicinarsi a Stoner quel tanto che basta perchè l’australiano se la faccia sotto e finisca per terra?

Basta, tutto qua. Sempre che Rossi non sia superiore già dalle prove, in quel caso non c’è più nessun interrogativo che tenga.

Niente più lotte corpo a corpo, niente polemiche, niente innovazioni tecniche, ed i sorpassi sono diventati qualcosa di sterile, da consumare tra una curva e l’altra, senza contromosse, lotte.

Niente di niente.

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3 pensieri su “Una brutta MotoGP in Qatar

  1. Il fatto è che Rossi aveva cervello, nei tempi del dominio c’era un tacito accordo, si fa sul serio gli ultimi 5 giri, prima si fa cinema.
    Stoner non ha il carattere (o la possibilità, ricordiamoci che guadagna poco, indice di poco peso politico) per fare la stessa cosa.

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  2. Secondo me invece Rossi il tacito accordo non ce l’aveva: lui prendeva in giro tutti, fino a quando decideva di andarsene. Certo, questo non accadeva nel primo anno in Yamaha, ma dal secondo in poi…

    Ma tralasciamo Rossi, cronicamente troppo più forte degli altri, almeno nel resto del gruppo un po’ di bagarre c’era; la processione Qatariana invece era di un piattume inguardabile. Tutti distanziati, ma proprio tutti, a fare la loro corsa elettronicamente perfetta.

    Riguardo a Stoner, uso un paragone che comprenderai subito (con le dovute precauzioni): è come Piquet contro Senna. Di talento non lo batte, quindi che scelte ha?

    Deve scappare, perchè se si fa prendere finisce come a Laguna Seca.
    Non deve farsi rimontare il distacco, perchè altrimenti legge il pit board, se la fa sotto e finisce come a Brno o a Misano l’anno scorso.

    Gli riconosco il merito di portare la Ducati laddove i mediocri nemmeno si sognano di arrivare, però nel corpo a corpo con Rossi proprio non me lo vedo ad uscire vincitore.

    Magari in futuro migliora, ma per il momento gioca il ruolo della quaglia che non deve farsi impallinare…

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