GP Cina 2009, la cronaca essenziale

A partire da questo appuntamento, le cronache dei Gran Premi di Formula 1 raddoppiano, per dare maggiore risalto a piloti, scuderie e strategie nei due momenti cruciali delle qualifiche e della gara.

Abbiamo già parlato delle qualifiche qui.

A Shanghai, tutte le strategie della vanno in fumo causa meteo: anche qui, come a Sepang, piove.
Vettel, che parte dalla pole, si schiera con delle belle “heavy rain” o “full wet”, se preferite. Insomma, gomme da bagnato estremo, e non delle intermedie come chi, più ottimista, potrebbe pensare di portare.
A complicare l'”effetto sonno”, partenza dietro safety car. Quindi, scordiamoci il giro di formazione. Tutti hanno le “heavy rain”, ad ogni modo.
Timo Glock e Robert Kubica partono dalla pit lane dopo le loro brutte qualifiche. Nei giri sotto safety car, Button si lamenta della pessima visibilità, mentre Massa già ci delizia con un “lungo”. Cominciamo bene.
Il provvidenziale box Ferrari ricorda a Massa che ha raffreddato i freni. E subito dopo, anche Sutil va lungo, stavolta per le terre, schivando l’impatto con Piquetinho di un nonnulla.
E, se cominciano a spazientirsi pure i tolleranti supporter cinesi, vuol dire che la F.1 sta toccando il fondo, e sta pure scavando!
Nel frattempo, pure Kimi Räikkönen, forse per ordine di scuderia, va a saggiare il fuoripista, e nello stesso punto di Felipe Massa.
Sutil e Rosberg, nel frattempo, vanno ai box, e mettono benzina e continuano con le gomme da bagnato. Alonso rientra, ma non sembra cambiare strategia, imbarcando poca benzina. Quando esce, la regia comunica che la safety car rientrerà ai box.
Solo 8 giri dietro safety car, quindi. Meglio dei 19 del Giappone 2007, meno male! Alonso sembra quindi avere azzeccato il timing.
La gara parte quindi al nono giro, con le vetture che apparentemente sfilano senza fare danni. Anche se sembrano tutti andare molto cauti. Hamilton fa il primo sorpasso, ai danni di Kimi Räikkönen. Chissà se il KERS ha giovato, stavolta. Fatto sta che i due piloti in battaglia han perso 5 secondi dal gruppo. Räikkönen lamenta problemi al motore.
Vettel già guadagna 2″4 nei confronti di Webber, secondo. Räikkönen, nel frattempo, deve difendersi anche da Buemi, ma il giro successivo il pilota della Toro Rosso va largo all’ultima curva. Lungo anche per Heidfeld. Hamilton passa Trulli e si piazza in quinta posizione. Circa 2″ di vantaggio nel tempo sul giro sembra aver giovato al pilota di Stevenage.
Pinocchio Colajanni afferma che è entrata un po’ d’acqua nel motore di Räikkönen, causando i guai che Kimi lamentava. Il piccolo problema è che Räikkönen viene passato, poco dopo la dichiarazione, sia da Buemi che da Felipe Massa. Hamilton perde il controllo della vettura e perde due posizioni, rientrando al volo in traiettoria. Buemi passa Trulli nel tredicesimo giro, mentre Fisichella passa Piquet e Glock ed Heidfeld si toccano, col pilota BMW-Sauber che si intraversa. Stessa dinamica di Kubica-Vettel in Australia, chissà come la penseranno i commissari…
Massa attacca e passa Jarno Trulli il giro successivo. Ma Vettel continua a fare giri veloci, mentre Webber rientra ai box per il rifornimento. Anche Räikkönen ed Hamilton passano Trulli. Al 15° giro anche Vettel va ai box, cedendo la testa alla Brawn GP di Button. Hamilton ripassa Räikkönen in fondo al rettilineo, ed è settimo.
Anche Kovalainen passa Trulli il quale, ricordiamolo, gira sui 2’03” invece dei 1’59-2′ dei suoi colleghi. Ma Vettel gira in 1’56″5 appena fatto benzina! Trulli fracassa l’alettone posteriore, e si ritira. Kubica ha tamponato l’abruzzese all’ultima curva. Il polacco è riuscito a riguadagnare l’ingresso box, mentre si decide per la safety car per rimuovere i detriti del contatto. Anche Heidfeld va ai box. Button conduce davanti a Barrichello, ma va ai box in periodo di safety car. Anche Barrichello rientra, e pure Buemi. Trulli si ritira. Buemi (e non Webber) va a tamponare Vettel, rimettendoci parte dell’alettone anteriore.
Al 21° giro, Massa si ferma sul tracciato. Era risalito sino alla terza posizione. Un probabile problema al cambio. Testacoda di Bourdais. La safety car rientra, e si ricomincia. Hamilton ripassa Räikkönen, ed è quarto, mentre Kovalainen supera Barrichello, e diventa sesto. Le McLaren e la Ferrari devono ancora rifornire, però.
Vettel, subito dopo la ripartenza, fa un altro giro più veloce, e si mette già 4 secondi dietro le spalle. Anche Glock effettua un cambio di alettone anteriore. Il ritmo di Vettellino (continua ad abbassare la soglia del giro più veloce) è veramente “schumacheriano”. Buemi ed Alonso sono in lotta per l’ottava posizione, con l’asturiano che recupera costantemente sullo svizzero. Sutil passa Kubica ed è 14°. Escursioni per Glock e Nakajima al 27° giro. Räikkönen effettua la sua sosta nel corso di questo giro. Notiamo con piacere che il “semaforino” è stato abolito. Nakajima va ancora per le terre, mentre Piquetinho è vittima dell’acquaplaing, distruggendo un cartellone pubblicitario. Pure Sutil “galleggia” con un’escursione.
Webber riesce a fare il sorpasso ai danni di Button, approfittando di un “lungo” dell’inglese. La Red Bull rischia così di fare la sua prima doppietta, approfittando del primo errore di Jenson Button. Räikkönen, dal basso del suo quindicesimo posto, riesce comunque a fare tempi interessanti. Anche se la strategia, al solito oramai, è andata. Button però, riesce a passare Webber, approfittando stavolta lui di un errore dell’australiano all’ultima curva, complice un fiumiciattolo che si è formato nei paraggi. Ma Webber non molla, ed il giro successivo ripassa Button! Non male per un pilota che ancora zoppica, reduce di un brutto incidente che gli ha compromesso una clavicola ed una gamba!
Al 33° giro Webber fa pure il giro più veloce, portandosi a 17″6 da Vettel. Hamilton va ai box per la prima volta, manca solo Kovalainen, che entra il giro successivo. Räikkönen cerca di sorpassare Rosberg per la dodicesima posizione, mentre Kubica guarda preoccupato il musetto che sta cedendo in maniera preoccupante. Vettel, dal canto suo, si riprende il giro più veloce: è battaglia, fra le due Red Bull!
La pista, nel frattempo, si sta leggermente asciugando, ma Alonso continua a mettere le “heavy rain”. L’asturiano è nono. Testacoda di Bourdais al 37° passaggio, nello stesso punto di Hamilton. Le Red Bull si strappano a vicenda il giro più veloce, e Vettel si ferma ai box a 19 giri dalla fine, continuando con le rain. Vettel rientra dietro Button, al terzo posto. Webber guida la corsa, mentre Alonso fa un brutto testacoda. Vettel, nel giro di due tornate, va a un secondo da Button, facendo ancora il giro più veloce, mentre Webber effettua la sua ultima sosta. Nel frattempo, Glock passa Räikkönen. Il finlandese conduce una gara senza stimoli.
Vettel attacca e passa Button al quarantesimo passaggio. Nel frattempo, Rosberg è il primo a mettere le intermedie. Button rientra a 14 giri dalla conclusione, ma mantiene le gomme da bagnato estremo. Rosberg fa subito il suo miglior giro. Barrichello lascia le stesse gomme, facendo solo un rabbocco, rientrando in quinta posizione. I tempi di Rosberg, unico con le intermedie, non sono comunque i migliori in pista, sintomo che le “full wet” pagano ancora.
Nakajima si ritira al 45° giro. Gli altri piloti tirano un sospiro di sollievo. Si nota come, a soli 10 giri dalla fine, Sutil sulla Force India sia settimo: può regalare alla sua scuderia i primi punti! Piquetinho ci delizia con un’altra giravolta, stavolta in corsia box. Già che c’è, rovina pure il musetto. Kovalainen passa il suo compagno di squadra Hamilton approfittando di un errore dell’inglese.
Nel frattempo, Rosberg dimostra che mettere le intermedie non è furbo, con un’escursione molto pericolosa, a circa 200 Km/h. Va infatti ai box, e mette nuovamente le “heavy rain”. Questo dovrebbe sconsigliare chiunque dal fare mosse azzardate.
Sutil passa pure Hamilton, approfittando del ripetersi dell’errore del campione del mondo. Il pilota della Force India è sesto, al momento. Ma distrugge la sua monoposto, come a Montecarlo, a pochi giri dalla fine! A 5 giri dalla fine gli parte il retrotreno, cercando di tenere a bada Hamilton. Impatto quasi perpendicolare alle protezioni, ed un pneumatico viene proiettato per aria. Peccato per lui e per la sua scuderia.
La coppia Vettel-Webber gestisce senza problemi la corsa. Gli ultimi giri sono quasi tutti in regime di bandiere gialle, con Buemi che si avvicina a Glock e Bourdais che tallona Alonso. Ma non succede nulla. Barrichello mantiene il giro più veloce.

L’ordine d’arrivo: Vettel vince davanti a Webber. Prima vittoria e prima doppietta per la Red Bull! Terzo Button davanti all’altra Brawn GP di Barrichello. Quinto Kovalainen, poi Hamilton, Glock e Buemi a chiudere i punti. Räikkönen decimo.

Mondiale piloti
con Button in testa, con 21 punti, davanti ai 15 di Barrichello. Ma Vettel e Glock sono terzi, con 10 punti.

Classifica costruttori che vede al comando la Brawn GP con 36 punti, seconda la Red Bull-Renault con 19,5, terza la Toyota con 18,5 e quarta la McLaren con 8.

Prossima gara tra soli 7 giorni, in Bahrein.
Ci si rilegge su queste pagine!

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3 pensieri su “GP Cina 2009, la cronaca essenziale

  1. Pingback: La cronaca del GP di F1 di Cina 2009 « kennedy84hastalagiobbasiempre

  2. meritatissima vittoria della redbull che conferma quanto si era già visto in precedenza. Ovvero che la vettura è un gran vettura, tolta quella con le bande gialle fosforescenti, e che Vettel è il (papabile) campione del futuro.
    E ennesima conferma che la Ferrari è una carabattola (si fa per dire) e che anche senza il famoso KERS, non c’è niente da fare.
    Un gran peccato per la scuderia italiana, che ha perso il suo smalto (chi ha detto dream team ?) di un tempo.
    Per la partenza.. mah, 7 giri in fila indiana con piloti professionisti che a velocità di crocera si girano come bambini non sono sufficienti per accendere una lampadina nel cervello dei commissari che dovrebbero pensare “ma sarà mica meglio che corriamo in un altro momento ?”
    The show must go on.

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