Umilmente vostro

vettel1Uno sberleffo ai grandi costruttori dato da un ordine d’arrivo e da una classifica che riflettono una situazione imbarazzante. I piccoli, i comprimari, quelli che servivano a riempire la griglia di partenza, quelli con il nome di una bibita, che ora stanno lì in cima a guardare tutti dall’alto di un podio. I grandi, quelli dal budget illimitato, dalla struttura collaudata, dalle sale d’aspetto adibite ad esposizione dei trofei, si fanno intervistare nel paddock come i comuni mortali mentre i primi sono in conferenza stampa.

Una formula 1 questa che, dopo aver toccato il fondo, tenta di risalire la china con degli attori diversi, meno noiosi e vanitosi di coloro che invece si sono presentati al via del 2009 certi della loro supremazia e dei bluff degli avversari, mai veramente considerati tali. E ben gli sta a tutti quelli che credevano di poter vincere a mani basse un campionato che ha già accumulato in meno di mese più carte bollate degli ultimi decenni.

E allora la parte degli sfigati diventa loro, quelli che con un po’ d’acqua vanno in tilt, e le loro centraline fanno altrettanto, quelli che da fenomeni si trasformano in piloti mediocri capaci di farsi surclassare dalle riserve, quelli che pur di aggrapparsi all’onore sono disposti a sputare nel piatto dove mangiano. Occorre il bagno di umiltà di un servo di corte che prende a modello lo stalliere e la capacità di sporcarsi ancora le mani, proprio quando si pensava di essere oramai esonerati da questa pratica.

Fa riflettere il fatto che quando c’è stata un po’ di carta bianca da riempire siano stati proprio loro a venir fuori, chi con qualche istruttivo stratagemma e chi solo con una matita oramai del tutto virtuale. Newey dato per finito in un team di rincalzo, Brawn ignorato dopo essere passato alla Honda, non avevano evidentemente bisogno di prendere ripetizioni da nessuno. Il primo campione del mondo si trova all’ottavo posto in classifica; al primo ci si trova uno su cui sono stati riversati carri di sterco, un mediocre, seguito dall’eterno secondo e da uno che ha l’età di mia figlia più piccola. E questo non è un nuovo Schumacher, un nuovo Senna o chissà che altro, ma solo un ragazzino strepitoso; uno di quelli che a vederlo sul podio ti fa scendere una lacrima anche se non è vestito di rosso. E’ bastato vedere qualche camera car per percepire che al posto del piede destro aveva un pennello con cui dipingere ogni uscita di curva.

Occorre prenderne atto e riconoscere, a chi ha sbagliato di meno e si è trovato tra le mani un missile, la capacità di non perdersi in un brodo di giuggiole, come invece hanno saputo fare altri colleghi ben più blasonati. C’è chi esce dai cancelli di Shangai a testa alta, chi a testa bassa e chi con qualche emicrania. Ora sta a questi rimboccarsi le maniche, spendendo del denaro per rifare quello che da altri è stato fatto probabilmente a metà prezzo.

L’umiltà di imparare è una virtù dei grandi. Bisogna solo saperla dimostrare.

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23 pensieri su “Umilmente vostro

  1. Solo stamattina, prima del GP, ho saputo dai commentatori che il vero motivo per cui il giovane Vettel abbia fatto un solo stint per ogni fase delle qualifiche, non era pura strategia, ma bensì era dovuto a dei problemi ai semiassi, forse gravi.
    Ma sticavoli!
    Se è vero, questo ragazzino ha tranquillamente gestito una simile situazione, facendo addirittura la pole position, con un sangue freddo ed una lucidità che in altri tempi avrebbe portato altri piloti pluridecorati alla beatificazione immediata.

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  2. L’umiltà non è moneta corrente presso di me, nel senso che non l’apprezzo né la disprezzo, né la cerco, né la valuto. A volte il suo contrario viene appioppato ad un campione per qualche motivo, e molto spesso è una parola totem della modernità che equivale a “mettiti a 90 gradi che ci penso io”.
    Detto questo, il buon Sebastiano devo cominciare ad essere un osservato speciale, perché prima di lui ho visto solo un altro dominare i suoi due primi gran premi vinti in quel modo, e sul bagnato. Aspettiamo e speriamo.

    BTW un altro grande pilota (per me un campione) dallo stesso nome e della stessa parrocchia si sta avvicinando pericolosamente ad un taglio, mi riferisco a Bourdais. Mi dispiacerebbe ma fa parte della logica delle cose.
    E l’ennesimo Sebastiano (Buemi) oggi ha anche lui fatto vedere grandi cose (e grandi cazzate, sulla falsariga di Vettel in Giappone 2007). Vista la sua provenienza (GP2) non sarebbe male, in caso di taglio di Bourdais, pigliarne un altro che combatteva con lui e dargli una chance, magari con un cognome importante…

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  3. Si, certo… tutto vero quel che scrivete. Ma le cose cambieranno. Ci vuole il suo tempo, anche se una Ferrari così malconcia non si vedeva dal 1986. Gli altri sono tutti i nomi di una F1 nuova che va verso un ricambio generazionale.

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  4. Ci sono situazioni in cui i “grandi” in effetti sono presi in contropiede. Va anche considerato che alcuni grandi del passato non si sono ripresi da periodi di crisi, mentre altri sì: penso anche alla stessa McLaren, in crisi dopo il periodo “d’oro” 74-77, che si riprese solo dopo il cambio di gestione e l’arrivo di Ron Dennis, che in pratica rivoltò la squadra completamente. Inoltre, può anche capitare che qualche grande del futuro stia comparendo adesso (anche, che so, la Williams ha iniziato con magri risultati).

    Insomma, può darsi che una parte dei grandi non si risollevino, e che altri ce le facciano, e che per alcuni soggetti sia l’inizio di una scalata ai primi posti delle classifiche e del “rango” all’interno della F.1.

    Di sicuro questi “scrolloni” ogni tanto servono, anche per far tornare alcuni soggetti con i piedi per terra: nulla è “garantito” in eterno, ed aver fatto un ottimo campionato l’anno prima non fornisce alcuna sicurezza su quanto avverrà nei prossimi…

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  5. …specialmente quando le regole cambiano così tanto.
    E’ bello anche puntualizzare che la “bibita a motore” corre senza “diffusore dei miracoli” (?) e che la sospensione pull-rod non si rivedeva da almeno 20 anni in F1!
    E poi, il buon Vettellino! Personalmente, quando l’ho visto passare Button, ho pensato: “ecco, un Kerpeniano a caso se ne sarebbe stato ben ben dietro, ad aspettare il pit stop dell’inglese. Lui no. Bene, il ragazzo si prende dei rischi”. Sotto l’acqua, ha la grinta di un Bellof, adesso vedremo se anche sull’asciutto riuscirà a vincere.
    Vedremo, ma sono ottimista.

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  6. Diciamo che il bello della competitività della RB (che già in Australia non era andata per nulla male) sta nel fatto che non utilizza nessuno degli strumenti miracolosi, a cui sono variamente attribuite le glorie delle altre scuderie.
    Parrebbe “semplicemente” una vettura ben progettata, un po’ come la “classica” FW07, che non aveva nulla di rivoluzionario, ma il cui complesso si è dimostrato competitivo, nelle diverse incarnazioni, per alcuni anni. Difficilmente questo potrà avvenire oggi, nel senso che, anche a seguito di variazioni regolamentari non banali, le macchine sono decisamente diverse di anno in anno (anche se il caso Aguri, che con una macchina rabberciata andava meglio della squadra principale dovrebbe far pensare), però credo che potranno togliersi un po’ di soddisfazioni quest’anno. Chissà che anche Webber non riesca finalmente a vincere anche lui il suo primo GP…

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  7. Se la Brawn saprà trovare la quadratura economica (che non è affatto detto, purtroppo) promette di diventare almeno una realtà tipo Ligier o ultima Tyrrell. Se per caso si va davvero verso una F1 dei team (cosa che io auspico) anche un ruolo da “prima” Tyrrell non le è precluso.

    Se Matitiz non si rompe i maroniz anche la Red Bull può ben sperare in tal senso.

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  8. La F1 è stata riconfigurata per tornare a favorire gli assemblatori e i garagisti … è normale che prevalgano i grandi esperti di fluidodinamica, come Brawn e Newey …

    Apprezzo anche io Vettel, uomo scoperto dal nostro Schumi, che il Presidente Montezemolo porterà in Ferrari entro un paio d’anni.

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  9. Indi prima era stata configurata per favorire i “cosiddetti” costruttori?
    BTW l’unico costruttore ad avere mai vinto in F1, Mercedes a parte, è la Renault con una Benetton rimarchiata.
    AFAIK Ferrari veleggia sulle 5000 macchine l’anno, fa più macchine la Porsche in due anni che tutta la produzione Ferrari dagli inizi ad oggi…

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  10. Questa osservazione mi sorprende … Ferrari è una Azienda del Gruppo Fiat , Casa costruttrice italiana leader nel settore dell’automotive, detentrice di quasi il 10% del mercato automobilistico europeo.

    Oggi, in F1 si possono considerare Case costruttrici quelle scuderie che sono diretta emanazione delle grandi imprese dell’automotive: Fiat, Daimler, Bmw, Renault, Toyota …. fino al ’08, Honda ….

    Gli altri sono solo assemblatori.

    Per assoluto amore della verità, andrebbe detto che anche alcuni costruttori si avvalgono dell’ausilio di garagisti storici, come Mc Laren, Benetton, Sauber …. in ogni caso si tratta di strutture ormai riconducibili, in termini di gestione e strategia aziendale, nel quadro dell’interesse tecnologico del costruttore di riferimento.

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  11. La mia posizione è diversa.
    Le vittorie della Ferrari non erano vittorie del gruppo Fiat, a parte i capitali e l’uso di centri di calcolo assimilabile a capitali.
    Questo in un periodo buio della Fiat.

    Ora le sconfitte (recenti) della Ferrari non sono sconfitte della Fiat, che è sulla cresta dell’onda ed oltre.
    Questo per “chi sa”, poi quello che viene venduto dalla pubblicità e dalla disinformatia è altra cosa…

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  12. Caro Filippo, vittorie e sconfitte della Ferrari sono vittorie e sconfitte del Gruppo Fiat (e quindi dell’Italia che costruisce automobili) …. a prescindere da qualche periodica contingenza in cui i successi agonistici della scuderia di F1 non corrispono ai successi della gamma di serie sul mercato (e viceversa).

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  13. Anche se fosse come dici (e per me non è) rimane il fatto che Ferrari è una bottega artigiana e non un’industria.
    Figuriamoci una grande industria.

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  14. Beh, io però ho parlato di “costruttori” … Ferrari è un costruttore “artigiano” che fa parte di un grande Gruppo industriale italiano (dal 1970) … mi devi dare atto, caro Filippo, che questa è un’evidenza innegabile ….

    Essendo le nuove regole FIA penalizzanti per i costruttori di automobili (compresi i costruttori definibili “artigiani”) e favorevoli agli atelier che progettano telai con critei aeronautici, esse penalizzano anche la Ferrari.

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  15. Anche la McLaren è costruttore artigiano allora. Il termine costruttore viene usato in altra accezione, passamelo dai.
    E la Ferrari è un super atelier… detto come complimento. Lo è sicuramente la squadra corse ed in larga parte anche la produzione cosiddetta stradale. Detto da estimatore e da chi si guarda tutte le sere Top Gear, cercando di far capire al figlio che la Ferrari è meglio della Lambo…

    In realtà i “costruttori” (includendovi la Ferrari) sono una grande mistificazione della stampa italiana che sulle automobili così come sulle banche non è che sia poi così attendibile.

    Costruttori in F1 vedo Renault, vedevo Honda, vedo Toyota, vedo BMW, tutti con il loro atelier messo su o rilevato alla bisogna.
    Non si può dire che la Ferrari sia l’atelier della Fiat, è qualcosa di completamente diverso, è una realtà come ad esempio era la Cosworth (ora non so come se la passi).

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  16. Beh, la tua “vision” mi sembra davvero una forzatura …. hai detto bene quando hai scritto che Ferrari è l’ “atelier” di eccellenza tecnologica del Gruppo Fiat ….

    Ti posso anche accettare l’idea che McLaren stia provando a fare la stessa cosa rispetto a Mercedes (anche se la maggioranza azionaria di Fiat in Ferrari e nettamente più elevata di quella Daimler in McL).

    Aggiungerei che, rispetto alla F1, Ferrari è ancor più “costruttore” di Renault e Bmw ……. infatti, Ferrari da sempre realizza tutta la macchina a Maranello, al contraio, Renault, ad esempio, fa il motori presso gli stabilimenti francesi di Chatillon, mentre il telaio è realizzato dagli specialisti ex-Benetton ad Enstone, in UK.

    Renault, Mercedes e Bmw (fino all’alnno scorso, Honda) assemblano in casa, diciamo, dopo aver acquistato “ex-post” atelier britannici specializzati in telai di F1 ….

    Ma queste sono considerazioni di fino … direi che ad oggi i costruttori sono Ferrari, McLaren-Mercedes, Bmw, Toyota e Renault …. gli attuali regolamenti sono stati scritti contro di loro (in realtà, Toyota si è salvata, per il momento, grazie alla soffiata sugli estrattori con il buco del suo alleato inglese Williams).

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  17. [Quoto Jody] Toyota si è salvata, per il momento, grazie alla soffiata sugli estrattori con il buco del suo alleato inglese Williams [end quote]

    In realtà, almeno da quello che si legge, pare proprio il contrario: l’idea degli estrattori dovrebbe essere nata da un tecnico ex-Honda passato in Toyota e da qui per osmosi è passata alla Williams. La Williams in questo caso pare essere l’ultima ruota del carro (d’altronde anche i risultati in pista dicono la stessa cosa).

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  18. Anche a me sembrava plausibile l’ipotesi di Jody, del resto la più ovvia visto che Toyota non ne sta azzeccando una da quando è in F1 (certo è che si sceglie dei piloti…).
    Mi interessa molto la storia P#R, se riesci ad approfondire…

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  19. Jody, per me la Ferrari è l’atelier di sé stessa. E’ una grande realtà nata come (e l’ho scritto) una bottega di fornaio. Negli anni e con l’esperienza, l’intelligenza, la scaltrezza e la fortuna si è costruita la storia che ha (mitica).
    La Fiat ha avuto il grande merito di non averla fatta fallire, e c’è voluta tutta l’intelligenza di Gianni Agnelli per lasciare il giocattolo in mano ad Enzo Ferrari con il suo indiscutibile carisma ma anche con errori giganteschi che l’hanno, ad un certo punto, affossata.
    E’ stata poi rivoltata come un pedalino da uomini Fiat come Di Montezemolo, e questo è innegabile, ma tutto il “core” sta a Maranello IMHO, e gravita intorno a quel luogo. E’ come la storia della Silicon Valley della F1, è una questione anche geografica o, come dice Pascal, di aria giusta come per i salami ed i prosciutti.
    Massimo rispetto quindi alla FIAT, riconoscimento del luogo avuto, so che ne ha la proprietà ma la percezione che si ha è che la Fiat sia una specie di “fornitore” della Ferrari, non so se riesco a spiegarmi. Come del resto la Mercedes per la McLaren.
    Voglio dire, nell’ipotesi impossibile che FIAT e Mercedes chiudano, troveremmo sicuramente ancora al via in F1 sia McLaren che Ferrari.
    Non credo valga lo stesso per molti altri.

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  20. Riguardo all’idea originale degli estrattori, ciò che ho scritto era su AS di qualche settimana fa. Devo andare a ripescare il pezzo dove stava scritta la cosa, nonchè ricordarmi su quale numero l’ho letta.

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  21. Caro Filippo, la tua interpretazione delle cose ha molto di vero.
    Certo, la definizione di “fornitore” che hia fatto di Fiat è veramente fuori dalla realtà dlele cose …. Il Lingotto non è un fornitore ma, nei fatti, il PADRONE della Ferrari …. un “padrone” certamente intelligente, rispettoso dell’autonomia, aperto e democratico, ma “padrone”.

    Convieni, in ogni caso, che Ferrari è un costruttore a tutti gli effetti, questo è l’aspetto che più mi preme far comprendere qui dentro.

    Riguardo a Toyota, non vi è dubbio che ci sia stato un flusso di informazioni con Williams (a sua volta foraggiata da Charlie Whiting e gli amici di Frank Williams che gravitano attorno al gruppo-Ecclestone) …. è verosimile che tale flusso informativo sia stato favorito dalle evidenti sinergie operative e di risorse che le due scuderie hanno da un paio d’anni.

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  22. “Fornitore” era tra parentesi, non esiste un modo per definire un rapporto unico, di subordinazione reciproca (Ferrari dovette fare la piega e vendere le azioni a Mediobanca per aiutare la Fiat in crisi di liquidità: è chiaro che il bastone è in mano a Torino).
    Ferrari però ha mantenuto una sua connotazione che non è semplice “brand”: per dire, non è come quando Jaguar era (anche per le stradali) della Ford. C’era il marchio di prestigio sulle coupè, si sapeva degli standard qualitativi più alti impostati a livello industriale dalla Ford etc etc.
    E’ qualcosa di diverso, e non sto parlando del “mito” o di altre cose. E’ qualcosa di legato al territorio ed alla storia. Stessa cosa, mutatis mutandis, per la McLaren nei confronti della Mercedes, o, per dire, della Williams nei confronti di un ipotetico compratore, ad esempio Toyota.

    Non definisco Ferrari “costruttore”, è assemblatore di parti speciali che, incidentalmente, ha una Cosworth privata che fa i motori e che si chiama Ferrari stessa. Visto che non si può neanche spiegare questo concetto in modo elegante, limitiamoci a dire che Ferrari è Ferrari e basta. Ma dire “costruttore” ingenera equivoci di ogni tipo IMHO.

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