La volpe del deserto

bahrain1Un primo giro come quello del Bahrain non si vedeva da un secolo. Se ancora ce ne fosse stato bisogno abbiamo avuto la conferma di una rivoluzione industriale degna del dopoguerra, con tanta buona voglia di fare e poche pippe.

La trasformazione in GP2 non può che far rivalutare quelli che sino all’anno scorso erano considerati dei piloti di mezza taglia, incapaci di sorpassare e, ancora peggio, attendisti e rinunciatari. Eppure i pit stop ci sono ancora e i punteggi sono rimasti gli stessi. La sola differenza sacrosanta, almeno quando non piove, è la quantità di errori decisamente ridimensionata rispetto alla serie cadetta. Per il resto questa F1 si fa guardare bene e non si ha la certezza del risultato già dalla prima curva. I soli a lamentarsene pare siano quelli a cui rode il culo da matti per il buco di ben altra natura.

In compenso quelli che sino allo scorso anno erano considerati delle mezze cartucce oggi non sbagliano nulla e si comportano come le ben più blasonate consorelle. La Brawn non ha un gran bisogno di nascondere le proprie carte; semplicemente le gioca al momento giusto e ha dei margini da vendere. L’unico neo sembra essere lo sviluppo che non sarà certamente a livello dei team ricchi che spenderanno qualche decina di milioni di dollari per recuperare tre/quattro decimi al giro. A Barrichello sta venendo una terribile infiammazione alla prostata, visto che con un missile sotto al sedere riesce comunque ad arrivare dopo il compagno di squadra e se un giorno dovesse andare all’inferno lo farebbero sicuramente entrare dal retro. Button fa il suo dovere, sbaglia poco, e ha la sua buona vita da mediano. Quest’anno però pare proprio che il mondiale non sia dei fenomeni e delle grandi case, ma di quelli che hanno sanno lavorare meglio. Il piccolo Vettel fa quel che sa fare e in queste condizioni probabilmente non potrebbe fare di meglio. Vediamo quando Newey metterà le mani sul retrotreno cosa succederà.

Ora aspettiamo il 29 aprile per sapere se la McLaren sarà graziata o decapitata. La Mercedes, dopo aver chiesto clemenza all’imperatore sado maso, fa sapere che se ne andrà in caso di condanna eccessiva. La Ferrari ha già giocato i suoi jolly ai tempi della macchina per Indy e pensa che portare Montezemolo in Bahrain sia sufficiente a dare uno scossone alla scuderia, ma risparmia le minacce come ai vecchi tempi. Un onesto Raikkonen porta i primi punti a casa, il suo compagno rimane a secco. Almeno però si è visto qualche piccolo passo avanti ed un pizzico di umiltà che non ha guastato. La Toyota fa la sottiletta nel sandwich essendosi guardata bene dal dichiarare se sta dalla parte dei grandi o dei piccoli. In compenso va comunque meno degli altri in ogni caso. La biemdabliu (come la chiama Briatore) è scivolata nel fosso, forse per il peso o per qualcos’altro. La Renault alterna prestazioni buone quando non serve e mediocri quando servirebbe. Pare insomma di essere per tutti alla prima stagione di F1.

Ora attendiamo la Spagna per vedere se le grandi promesse di recuperi miracolosi saranno o meno mantenute. Di certo finora non ci si sta annoiando comunque.

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4 pensieri su “La volpe del deserto

  1. beh, per conto mio quoto l’articolo in quanto il campionato è effettivamente molto divertente e incerto (cosa buona e giusta)
    Ma al lato B? Processi, proteste almeno pari a quello che è il divertimento, e questo controbilancia con il risultato di annoiare.
    Mi ha fatto sbadigliare soprattutto il buon Luca (non Montezemolo ma Badoer) che insisteva su questa nuova F60 che porteranno a Barcellona che sembra debba avere un’alabarda spaziale al posto del culo (doppio diffusore … sè … perforante pure ?)
    Per concludere Mr. “biemdabliu” che avrebbe potuto evitare di continuare a lamentarsi, dopo le sparate (in parte giuste) durante i primi gran premi (vedasi “ci sono 3 campionati”) e lavorare per produrre risultati, come stanno facendo (mazinga z a parte) gli altri.
    Tutto bello e tutto brutto. La giusta misura ?

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  2. Ebbene caro Redbird, a me questo campionato sta piacendo e pure molto, e per motivi abbastanza semplici.
    Sappiamo bene che lo sport che seguiamo con tanta passione è uno sport anomalo, come tutti quelli in cui le prestazioni, i successi e gli insuccessi degli atleti non sono legati alle proprie capacità, o quanto meno non solo.
    Nel passare il tempo a dare giudizi entusiastici, o taglienti, o pessimi, o buoni ai nostri beniamini, facciamo finta di non sapere che ciò che incide più di tutto è il veicolo che guidano; si, sarà anche vero che la bontà del veicolo è anche frutto del lavoro degli stessi atleti, ma fin troppe volte si vedono classifiche dove gli stessi veicoli figurano a coppie, prima due di una scuderia, poi altre due di un’altra e così via, e questo la dice lunga, ma noi lo sappiamo benissimo, sui reali meccanismi che regolano la scala dei valori che vediamo svilupparsi. Solo che a volte, quando ci permettiamo di dare giudizi poco lusinghieri ad alcuni protagonisti, certi meccanismi li rimuoviamo.
    Non dimentichiamoci che il povero Jenson che oggi veleggia in cima alla classifica è lo stesso che alcuni anni fa esordì in formula 1, preceduto da una ottima fama legata ad una gavetta disputata a livelli eccellenti, mantenendo sostanzialmente le aspettative con un esordio promettente; il caso ha voluto che, come purtroppo capita a molti piloti se non a troppi se non addirittura a tutti, che le scelte fatte successivamente abbiamo condizionato il resto della sua carriera, almeno fino ad oggi.
    Non è l’unico, non è il primo e non sarà l’ultimo.
    Se però è vero che la vendetta è un piatto che si gusta freddo, è giunto il momento della vendetta per quelli che chiami, anzi, che consideravamo “piloti di mezza taglia, incapaci di sorpassare e, ancora peggio, attendisti e rinunciatari”.
    Questo, ovviamente, non ci impedirà di continuare a tagliare giudizi magari ingenerosi su alcuni di questi ragazzi, e non è detto che molte volte non se li saranno meritati, ma se la neonata “Formula GP2” è la formula che può ristabilire almeno in parte una scala dei valori più corretta, più veritiera e più onesta, ebbene VIVA LA GP2!
    Ciao
    Nonno Paolo

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  3. Va anche ricordato che Button non sarà magari un fuoriclasse, ma quando la macchina va fa il suo onesto lavoro: nel 2004, quando la BAR andava bene, è arrivato terzo in campionato, preceduto solo dalle Ferrari che in quella stagione surclassavano il campo.
    Poi, ovviamente, è arrivato Hamilton e i media (inglesi, in particolare) si sono concentrati soprattutto su di lui perché nel frattempo la Honda si dimostrava un cavallo perdente, e perché molto probabilmente, Hamilton è realmente più forte di Button.

    Ma a parte la lotta per la supremazia in campo inglese, in effetti questo campionato per ora è abbastanza interessante. Però c’è da notare che questo è dovuto in parte al fatto che davanti ci sono facce nuove, in parte perché anche i podi non sono monopolizzati dai “soliti noti”, in parte perché si pensa che la Brawn GP non continuerà così all’infinito, per cui arriverà il momento della rincorsa degli avversari. E poi le gare sono un po’ più movimentate e interessanti, e qualche sorpasso o duello in pista si vede.

    Se si guardasse solo il punteggio, la stagione sembrerebbe noiosa, un pilota che vince 3 gare su 4, ed arriva a podio nella restante avrebbe, in altre condizioni, fatto parlare di dominio e noia. Per questo tutto sommato vale la pena di mettersi davanti alla TV e non di vedere solo la griglia ed il risultato finale, come poteva accadere negli anni passati.

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  4. Concordo con i giudizi espressi. Personalmente reputo che nella attuale F1 vi siano solo due piloti fuoriclasse, cioè Alonso ed Hamilton. Dietro di loro vi è una una schiera di ottimi piloti in grado di vincere con la macchina giusta ma che ovviamente farebbero (o fanno) la figura dei paracarri se guidassero una vettura scarsa. Di questa schiera fa sicuramente parte anche Button, che a mio avviso è sicuramente più forte sia di Massa che dell’attuale Raikkonen. Per quel che riguarda i giovani, Vettel è promettente ma al momento non lo vedo ancora pronto per il salto nella categoria fuoriclasse che non è detto possa fare in un futuro abbastanza vicino.

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