Fiat e l’Italia alla guida del “Mostro” del mercato mondiale dell’auto

Non vorrei essere nei panni di chi solo pochissimi anni fa dava per certa la svendita di Fiat a GM, di chi associava al nome Fiat la parola fallimento …. Il 95% dei sedicenti italiani “che se ne intendono”, ivi inclusi i sedicenti giornalisti esperti del settore, prefiguravano scenari distruttivi per l’auto italiana, lanciandosi nell’esaltazione pregiudiziale di tutto ciò che è giapponese o tedesco.

Erano i mesi in cui giapponesi e tedeschi ci ricambiavano con i loro ipocriti “arigatò” e “danke”, amplificati con amarezza da un noto spot voluto dal Presidente Montezemolo.

Non vorrei essere nei panni di questa estesa moltitudine per la figura barbina che hanno fatto, innanzitutto in termini di autostima nei confronti della propria capacità di comprensione di analisi dei fatti relativi al settore dell’auto.

Sin da allora era evidente la forza intrinseca di Fiat, portatrice e generatrice di una vocazione tecnologica tutta orientata al futuro: gamma composta da veicoli poco ingombranti, motorizzazioni all’avanguardia per consumi ed emissioni ai minimi termini, design ricercato ed innovativo, elasticità produttiva di piattaforme e componentistica.

Così come è da anni evidente la capacità di essere competitiva del gruppo Fiat anche in settori “estremi”, come quello della competizione sportiva internazionale: Ferrari pluricampione del Mondo in F1, Maserati pluricampione del Mondo in GT-FIA, Alfa pluricampione del Mondo nel Turismo, Abarth protagonista vincente nel Rally Mondiale.

Oggi, come era inevitabile, si sostanzia il posizionamento privilegiato che il Gruppo italiano è stato capace di ritagliarsi nel mondo dell’auto, oltretutto senza avvalersi dei ciclopici aiuti di Stato incassati dalla concorrenza.

Fiat è l’unica casa mondiale in grado di porsi alla guida di un “mostro” da 7 milioni di autovetture prodotte nel mondo, puntando alla primazia in mercati come quello americano, britannico, tedesco, svedese, polacco e indiano che va ad aggiungersi ai primati già detenuti da tempo in Italia, Brasile ed Argentina.

Trasformando la “grande crisi” in una imperdibile opportunità, la Fiat guidata dalla fantasia e dalla capacità manageriale di Montezemolo e Marchionne ha avviato la annessione di marchi massacrati da anni di mala-gestione: Chrysler, messa in ginocchio dall’incapacità e dall’arroganza di Daimler-Mercedes, Opel-Vauxall-Saab, portata sull’orlo del fallimento dall’approssimazione operativa di GM.

Fiat si sta trasformando quindi nel secondo costruttore mondiale in termini di volumi.

Destinato, in realtà, a diventare il primo, in termini di redditività e di avanguardia tecnologica, se la crisi continuerà ad attanagliare le caviglie dei giapponesi di Toyota, per troppi anni viziati da gratuite aperture di credito da parte della clientela mondiale, spiegabili solo se poste in relazione alla (effimera) immagine “tecnologica” che il “sistema-Giappone” nel suo complesso ha saputo vendere al mondo negli anni ’80-‘90

Dal punto di vista delle “mission” di marchio, la “monster car factory” che ha in mente il dr. Marchionne si articolerà come segue:

  • Fiat – marchio guida dell’intera multinazionale, con vocazione ecologica e “popular” – posizionamento soprattutto in Italia, Francia, Polonia, Grecia + Sud America – anche veicoli “professional” nei Paesi Latini; 
  • Alfa Romeo – marchio sportiveggiante e di avanguardia tecnologica- posizionamento soprattutto in Italia, Francia, Spagna, USA 
  • Lancia – marchio di elevata gamma ad alta diffusione – contraltare eco-chic della gamma Fiat – posizionamento soprattutto in Italia, Francia e Greci;
  • Ferrari/Maserati – marchi di eccellenza nel comparto “sport-competition” e “sport-luxury” – posizionamento aperto al mondo intero
  • Opel – marchio con vocazione ecologica e “middleclass”, contraltare euro-popolare della gamma Fiat – posizionamento soprattutto nei paesi mitteleuropei – anche veicoli “professional” nei Paesi Mitteleuropei
  • Vauxhall – marchio con vocazione ecologica e “middleclass”, contraltare anglo-popolare della gamma Fiat – posizionamento soprattutto nelle Isole Britanniche – anche veicoli “professional” nei Paesi Britannici
  • Saab – marchio sportiveggiante e di avanguardia tecnologica- contraltare euro-oriented di Alfa Romeo – posizionamento soprattutto in Scandinavia, Isole Britanniche e USA
  • Chrysler/Dodge – marchio con vocazione “middleclass” e “premium” – posizionamento prevalente negli USA + Sud America
  • Jeep – marchio specifico per SUV ad elevata affidabilità – posizionamento sull’intero mercato mondiale
  • Tata (partner strategico del Gruppo) – gamma low-cost e “world-car” – posizionamento prevalente India e Paesi asiatici

A questo apparato da primato mondiale dell’auto, si deve aggiungere la sinergia con PSA per monovolume e furgoni e l’alleanza strategica con Bmw per le piccole sportiveggianti (Mini e Alfa Mi.To.), che potrebbe preludere ad una futura acquisizione da parte di Fiat anche di queste due case, destinate ad essere lentamente cancellate dal mercato se resteranno nell’attuale posizione di isolamento .

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21 pensieri su “Fiat e l’Italia alla guida del “Mostro” del mercato mondiale dell’auto

  1. Mi pare del tutto inutile continuare a rispondere ai deliri di Jody. Opel se la prende Fiat solo perchè non se la fila nessuno, così come nessuno era interessato a rilevare Chrysler (avete per caso avuto notizia di altri gruppi interessati?). Chiedo solo pietà, mentre invoco il TSU per Jody, ai responsabili di questo blog: smettetela di propinarci gli pseudo articoli di questo pseudo giornalista.

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  2. Io mica ho chiesto la censura: ho chiesto il TSU per te…aspetto sempre che tu mi dica chi altro ha avanzato offerte (a parte quella fantomatica di Magna) per le due aziende oggetto delle mie considerazioni.

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    • La concorrenza non è in grado di offrire alcunchè, essendo o in crisi di redditività e di bilancio (Toyota, Daimler, Ford) o foraggiata dallo Stato (Renault, PSA, VW), oppure in posizionamento marginale rispetto al mercato mondiale (Bmw, Honda).

      Il progetto “Grande Fiat” la può fare solo la Fiat nel mercato dell’auto mondile, per i seguenti tre motivi:

      1. ha la tecnologia vincente, in una fase strategica di riconversione del parco mondiale in una logica essenzialmente “downsizing” e “environment friendly”

      2. non utilizza soldi pubblici e ha prodotto utili negli ultimi esercizi, guadagnando quote di mercato (ormai in UE è al 9%)

      3. ha un management dinamico ed agile, dotato di expertise internazionale

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  3. AFAIK è TSO, non TSU.
    BTW Cristiano è chiaro che Jody ci mette la pompa, ma quanto è sotto gli occhi di tutti non è smentibile

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  4. Si, scusa, è TSO. Ma che cosa è sotto gli occhi di tutti? Che Fiat è stata aiutata dallo stato per 40 anni? Che gli ha regalato l’Alfa Romeo? CHe la Fiat si era impegnata a mantanere gli stabilimenti di Arese che non esistono più da 10 anni? Che la nuova gestione Marchionne non ha ancora prodotto una sola auto di successo, a parte la 500 che era comunque stata concepita prima? Che si stanno “comprando” due aziende delle quali una è addirittura tecnicamente fallita e che nessun altro ha fatto offerte serie per rilevarle, tanto sono messe male? Ma di che stiamo parlando? L’unica nota positiva è che Fiat potrà finalmente mettere nella gammai motori Chrysler e le trazioni posteriori, il che non è poco, intendiamoci. Ma diciamo pure che la gente come Marchionne (oggi ho perfino letto che stato merito suo se Fiat ha incassato qualche miliardo di dollari da GM, quando la stessa rinunciò ad esercitare l’opzione di acquisto su Fiat, quando l’accordo fu fatto, e molto molto bene da Paolo Fresco) ha la straordinaria abilità di trovarsi nel momento giusto al posto giusto. Però vi ricordo anche che si possono fare tutte le alchimie finanziarie che si vuole, ma poi le macchine vanno vendute.

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  5. Filippo, potresti essere così cortese da dire cos’ho detto di sbagliato nel concreto? Altrimenti qui si finisce solo per parlare di opinioni personali, e non di dati. E le opinioni sono come le palle: ognuno ha le sue.

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    • A proposito di “palle”, intanto vediamo di correggere con pazienza quelle che ha appena scritto il ns interlocutore esteromane.

      1. Fiat non è mai stata aiutata dallo Stato. Fiat si è sempre semplicemente avvalsa delle normalissime leggi di sostegno all’industria di cui si è avvalsa tutta l’industria privata italiana. Chi è stata foraggiata dai danari della collettività sono ben altre aziende, quelle di Stato (Alitalia, FS, Rai, ex-Iri, ecc);

      2. In questo ambito, va evidenziato che la CIG è un fondo a carico delle aziende con oltre 300 addetti(quindi non dei contribuenti) e che per essa Fiat versa assai più di quanto incassa. DA SEMPRE !

      3. Va altresì evidenziato che la concorrenza straniera, e nello specifico, GM, VW, Daimler, Bmw, Renault e PSA, hanno ricevuto dai rispettivi Stati sostegni di liquidità pubblica per fare fronte alla crisi che il Gruppo Italiano non ha ricevuto dallo Stato italiano. Nonostante questo, Fiat è ormai il primo costruttore straniero in Germania e Francia in termini di volumi di immatricolato

      4. Negli anni ’70, Fiat fece sostanzialmente un favore all’IRI acquistando Alfa Romeo, appena fu evidente che Ford non intendeva sobbarcarsi il rosso ciclopico di quell’azienda. Fiat ha rilanciato Alfa Romeo, trasformandola da groviera succhia-soldi dei contribuenti in un’azienda sana e competitiva, ormai pronta a conquistare il mercato USA

      5. L’intera gamma Fiat-Lancia-Alfa- Maserati-Ferrari è “di successo” e lo provano gli incrementi a tre cifre che tutti e 5 i marchi italiani stanno generando in Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna, oltre allo squillante 35% di quota di mercato conquistato in Italia. Anche i modelli di recente concezione (ad es, Lancia Delta, Alfa Mito, Fiat Qubo) stanno producendo volumi e redditività in linea con tale formidabile andammento

      6. Fiat sta acquistando e salvando due aziende, Chrysler e Opel-Vauxall, distrutte rispettivamente da Daimler e GM, così come nel passato ha acquistato e salvato un’azienda , Alfa Romeo, distrutta dall’Iri …. è normale che si acquista ciò che è in vendita e ciò che è in vendita di solito è ciò che non si sa far funzionare

      7. l’ing.Marchionne ha svolto l’operazione PUT su GM con ineguagliata abilità … facendo valere il diritto di Fiat ad essere acquisita da GM, cosa che GM non poteva rispettare, essendo un’azienda sull’orlo della bancarotta.

      Quelli come questo tal Cristiano erano quelli che davano per scontato, tutti soddisfatti, la svendita di Fiat a GM ….. è normale che adesso che è GM che svende i suoi asset europei a Fiat costoro stiano reagendo in modo così scomposto e, francamente, imbarazzante ….

      6.

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  6. Oggi ho avuto un’illuminazione. Non devo essere intelligente come penso se mi sono imbarcato in una discussione con uno come Jody, pertanto questa sarà la mia ultima risposta. Comunque…
    1 E’ sintomatico della tua impreparazione che tu affianchi gli aiuti dati a Fiat (certo che erano legali, mica ho detto che i soldi li ha rubati: ma nessuno ha avuto tanto come Fiat) agli aiuti dati ad aziende STATALI.
    2 Vedi sopra
    3 Le aziende che citi tu non hanno vissuto a spalle dei loro stati per quarant’anni come Fiat. Per questo hanno ricevuto ora un centesimo di quello che Fiat ha avuto dallo stato italiano nel corso degli anni.
    4 Fiat non ha rilevato Alfa Romeo negli anni 70. Si era peraltro impegnata a non chiudere gli stabilimenti di Arese, cosa che invece fece iniziando da subito. Vai a vederli ora. Alfa Romeo non esiste più, è una Fiat rimarchiata. 155, 145,146,Tipo, Tempra, Delta seconda serie, Dedra erano la stessa auto. Condividevano telaio, sospensioni, parabrezza, impianti di bordo. Ma tu sei un ignorante e non lo sai. Ecco perchè ti dico che Alfa non esiste più da quando è stata assorbita da Fiat.
    5 Lo squillante 35% del mercato italiano (e vedremo se sarà mantenuto) arriva da una situazine nella quale, anni fa, Fiat ne deteneva il 60. Percentuale che si è erosa nel tempo, fino ad arrivare al 35 di oggi. La gamma Lancia non esiste (chiamare gamma 2 auto è veramente coraggioso, ah, non, scusa, ce n’è una terza…), Alfa è ridotta a 2 (Mito, che non è altro che una Punto ricarrozzata, e 156), Maserati e FErrari insieme producono meno auto di quante Porsche ne produca solo nella versione 911 Turbo, vedi un po tu. La redditività poi la vedi solo tu, dal momento che Fiat per vendere in Germania ha fatto campagne di sconti allucinanti. Ma questo tu non lo sai, come al solito.
    6 Dire che Fiat salva un’azienda che è stata dichiarata fallita come Chrysler è un po forte. Diciamo che assorbe parte degli impianti produttivi, così è più corretto. Su Opel-Vauxhall (che tu non sai nemmeno scrivere) vedremo: ripeto, la mancanza di altri acqirenti è significativa.
    7 Marchionne non ha fatto nulla che esercitare un diritto acquisito dal moment in cui GM ha firmato un contratto assurdo (e qui l’abilità è stata tutta di Paolo Fresco, altro che Marchionne). GM anni fa non era affatto sull’orlo del fallimento, questo te lo sei inventato tu, come il resto.

    Peraltro io non davo affatto per scontata la vendita di Fiat, anzi. Trovavo assurdo il costo pagato da GM per avere la tecnologia dei piccoli diesel, cioè l’unica cosa che gli americani non avevano, nella quale Fiat è sicuramente fra i migliori a livello mondiale. Se hai vogla di rispondermi fallo pure, tanto sarà una risposta del tipo “Scusi, che ore sono?” “oggi piove”. Buona giornata.

    Rispondi
    • In altra area del sito ho riportato la attuale gamma del nostro produttore.

      Essa non include molti dei modelli citati erroneamente e strumentalmente da qualcuno in questo 3d: Alfa 156 non è in linea da almeno 5 anni, Tempra, 146, 145, Tipo, Dedra, non sono in linea da almeno 15-20 anni ….

      Nello specifico, la gamma Alfa si articola in 4 brand: Mi.To., 147, 159, Brera. Tra sei mesi sarà lanciata la nuova “Milano”.

      La gamma Lancia si avvale invece di 5 brand: Musa, Delta, Phedra, Thesis

      Concludo ribadendo che, negli ultimi 40 anni, non vi è stato mai alcun aiuto di Stato a Fiat che non fosse nel quadro del normale sostegno pubblico a TUTTA l’industria nazionale, e che gli attuali livelli di mercato in Europa (Germania compresa) sono stati conquistati esclusivamente grazie ad una gamma superiore (incentivi e sconti li hanno praticati tutti).

      Rispondi
  7. La storia della cassa integrazione è vera.
    La storia della Fiat che abbia succhiato risorse assomiglia tanto a quella che l’IRI era in perdita. Falso, al netto dei conti finali l’IRI è stata un plus per l’Italia, e senza contare i milioni di stipendi che ha pagato.
    Certo, la tendenza a privatizzare gli utili ed a socializzare le perdite c’è stata, ma è anche una questione di peso politico. Occupare persone in Italia da una forza e la si usa, in fase di contrattazione.

    L’Alfa Romeo, forse, avrebbe fatto meglio sotto Ford all’inizio. Visto come è ridotta Ford adesso, non ci giurerei. La qualità del lavoro (e dei lavoratori) di Pomigliano era disastrosa, anche per la molta sindacalizzazione. Non sono leghista ma lo stesso stabilimento in valsabbia avrebbe reso tutto in un altro modo. Fiat si è accollata anche questo e fino a prova del contrario l’ha fatto lavorare fino ad oggi (anche troppo, forse). E’ sempre la questione che nella società non siamo isole ma sistema.

    Pomigliano ha chiuso l’anno scorso per due mesi (produzione: zero auto) perché Marchionne l’ha rivoltato come un calzino, sia per i livelli qualitativi che (posso immaginare) per l’eccesso di (cattiva) sindacalizzazione.

    Il fatto che Fiat (in modo anche per me incomprensibile, almeno fino in fondo) si sia seduta al tavolo di questo giro di Poker e, avendo o non avendo le fiche, la stiano ad ascoltare (anzi, la implorino di farlo) è sintomatico del buon management attuale.

    La nazionale di calcio ha fatto risultati disastrosi in Cile 62 ed Inghilterra 66, ma abbiamo anche vinto due mondiali recentemente… inutile rivangare solo il passato ed un certo passato

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    • Caro Filippo, posso assicurarti che a Pomigliano si lavora duramente.

      Almeno da quando l’Azienda l’ha rilanciata negli anni ’90, lo prova l’eccellenza qualitativa dei recenti modelli Alfa, in particolare 156, 147 e 159 ….

      Spiace pensare, piuttosto, che in nome della sinergia delle piattaforme, tale impianto rischi di finire in definitivo esubero.

      Rispondi
      • A me lo dici, le ho avute tutte (156, 147 e l’attuale 159).
        Che alcune siano montate peggio che da delle scimmie, come dicono a TopGear, è vero…

      • Parole sante Filippo, parole sante. Io ho avuto una Tipo, e decisi di dare ancora fiducia a Fiat comprando una Bravo. Sbagliai, ma da buon italiano, mi dissi, dovevo aiutare l’industria nazionale. Così comprai una 156. Ora ho una Mercedes e sono felice.

      • Jody, l’eccellenza qualitativa della 156 l’ho provata sulla mia pelle. Guarda, se vuoi ti mando il fascicolo della causa che mi intentarono quando rifiutai di pagare la riparazione a seguito della rottura dell’albero motore della mia 2.4 jtd. Così ti diverti a leggere la sentenza e cosa scrisse il perito.

  8. “La gamma Lancia si avvale invece di 5 brand: Musa, Delta, Phedra, Thesis”. Vedo che la mamma non ti ha insegnato a contare neanche con le dita di una mano. Bravo Jody!
    “Essa non include molti dei modelli citati erroneamente e strumentalmente da qualcuno in questo 3d: Alfa 156 non è in linea da almeno 5 anni, Tempra, 146, 145, Tipo, Dedra, non sono in linea da almeno 15-20 anni ….” Mica ho detto che fanno parte dell’attuale gamma. L’ho per far capire (invano…) anche ad uno come te che, come ho scritto a chiare lettere, Alfa Romeo non esiste più da quando è andata fuori produzione la 75, che fu sostituita dall’infame 155. Che non era altro che una Tempra rimarcata (a parte le versioni col Twin Spark, che differivano dalla Tempra solo ed unicamente per il motore. Io lo so perchè con Fiat ci ho lavorato e ci lavoro. Tu no, leggi le riviste e la stampa generica e ti bevi le balle che Fiat ha comprato Chrysler.
    “Concludo ribadendo che, negli ultimi 40 anni, non vi è stato mai alcun aiuto di Stato a Fiat che non fosse nel quadro del normale sostegno pubblico a TUTTA l’industria nazionale” Ribadisco quanto più volte detto. Non ho mai detto che Fiat abbia rubato gli aiuti di sato. Ho detto che anche se erano a disposizione di tutti, qualcuno, essendo in crisi ne ha usufruito, altri, che in crisi non erano, non li hanno avuti. I motivi delle crisi Fiat li conosciamo: prodotti inadeguati rispetto alla concorrenza. Credo che tu abbia delle difficolta ad interpretare le risposte.
    “e che gli attuali livelli di mercato in Europa (Germania compresa) sono stati conquistati esclusivamente grazie ad una gamma superiore (incentivi e sconti li hanno praticati tutti).” Vero, ma a diversi livelli. Fiat ha sbracato. Informati.

    Rispondi
    • Chi usa l’argomento “negli anni ’90 comprai una Tipo e dopo una Bravo” è in malafede.
      L’attuale gamma nazionale è al top nel mercato internazionale …. i tedeschi stessi se la stanno facendo sotto, usando tutte le pressioni e intimidazioni politiche possibili nei confronti dei ns manager per impedira all’industria italiana di acquisire il marchio Opel (che oltretutto è americana, il che rende ancor più significativa la paura dei tedeschi … sanno che tra poco toccherà a Bmw …).
      Il fatto che io legga le questioni del mercato dlel’auto mi fa semplicemente sorridere …. la mia postazioni professionale nella ricerca Fiat mi permette proprio di vedere quello che la stampa (spesso oltretutto foraggiata dalle case straniere) non vede …

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  9. “Il fatto che io legga le questioni del mercato dell’auto SULLA STAMPA mi fa semplicemente sorridere” …. la frase va intesa così, ovviamente …

    Colgo l’occasione per puntualizzare che in un precedente intervento ho sottostimato la gamma dell’attuale brand Alfa Romeo (attuale, ripeto, la 155 non esiste più da 20 anni !!!) …. Si tratta non di 4 ma di 6 modleli: oltre a Mi.To., 147, 159, Brera occorre aggiungere naturalmente GT e 8C …

    Va confermato invece che il brand Lancia si avvale di 5 (splendidi) modelli: Y, Musa, Delta, Phedra e Thesis …

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  10. Jody, la Gt è fuori produzione…e tu saresti uno che ci lavora, in Fiat? E comunque ti faccio una domanda. Anche ammettendo che la qualità sia migliorata, chi mi ripagata di tutti i danni che ho patito con Fiat? ( e ti assicuro che non è migliorata…lo so benissimo, per motivi professionali…)

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    • La sciocchezza secondo cui GT non è più in produzione richiede una secca smentita , nonchè la sottolineatura sulla totale mancanza di credibilità del mio interlocutore …

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