Visti da lontano…

Al momento mi trovo lontano da casa ed in tutt’altre faccende affaccendato, per cui non riesco a seguire sempre la strettissima attualità di questi giorni, il che non è necessariamente un male…

Ma, a parte il GP di Turchia, che sembra avviato tutto sommato a seguire un copione non dissimile dalle altre gare, quindi probabile vittoria dei soliti noti, ma spettacolo, si spera, godibile, quello che è interessante è vedere le notizie sulle iscrizioni (vere ? specchietti per le allodole ?) al campionato 2010 dei concorrenti “non condizionati”.

Anche qui, ammetto di seguire un po’ distrattamente, ma mi pare di aver capito che, nel complesso, ci siano una decina di team che si sono iscritti, accettando in pieno il regolamento FIA. Tra questi, a parte due veri team (ossia quei Williams e Force India che probabilmente la FOTA espellerà), gli altri sono presenti per lo più sulla carta.

Avevo forse già scritto che un campionato con nomi come Campos e USF1GP non avrebbe attratto lo stesso interesse generale dell’attuale. E forse non avevo torto, visto che adesso pare si sia scatenata la corsa ai vecchi marchi. Ma, parlandoci chiaramente, non è che la situazione migliori, dal punto di vista della “consistenza” della partecipazione o della solidità del campionato, se le squadre si chiamano Lotus o Brabham, visto che ormai questi sono solo nomi, che si possono vendere e comprare. Il problema c’è e rimane lo stesso: è vero che i costruttori dovranno comunque fare i conti con la recessione, ed è impossibile pensare a partecipazioni costose e impegnative come quelle dei primi anni 2000, ma è anche vero che la F.1 attuale ha bisogno di nomi “sonanti”. Ed è anche vero che, per grande parte del pubblico televisivo, probabilmente nomi come Brabham o Lotus non hanno più molto significato, e non dovrebbero averlo nemmeno per gli appassionati, che sanno benissimo di essere in presenza di una scatola vuota.

A mio parere, al momento, non c’è una vera alternativa al campionato con i team FOTA, a meno di non rischiare la china di IRL/CART, che con la scissione hanno perso entrambe prestigio ed importanza…

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50 pensieri su “Visti da lontano…

  1. Io non vedo alternative. C’è un regolamento pubblicato. C’era un termine per le iscrizioni. C’era un modulo per le iscrizioni.
    Si sono raccolte iscrizioni vere (Williams e Force India), più una dozzina abbondante di altri team intenzionati a correre a vario titolo.

    Dall’altra parte ormai solo 8 team (ed ovviamente i piloti che da loro pigliano lo stipendio si dimostrano solidali), nessuna esperienza organizzativa etc. Una griglia di 24 macchine 8×3 sarebbe più triste dell’altra omologa della F1.

    Io dico che non si è mai visto un concorrente che voglia farsi le regole. Nel 2005 si parlava di mondiale alternativo (e la Ferrari ruppe le uova nel paniere) la realtà è che a questi big brucia di perdere il nome F1 e stanno facendo di tutto per screditare il mondiale di F1 eventuale dell’anno prossimo, con commenti che la stampa riprende (scandaloso Orefici, ma anche tutta Sky non scherza) e che sono di un fascismo e corporativismo impressionante: manca poco che diano dei “pezzenti” a onesti team che si affacciano alle corse e che hanno tutto il diritto di giocarsela, esattamente come la Toleman che ora è la Renault via Benetton, esattamente come Stewart ora Red Bull via Jaguar, esattamente come la Sauber ora BMW ed in procinto di tornare probabilmente Sauber.

    Non sono questi 4 tycoon sfigati con i loro patti da 50 milioni di euro di penale che possono interessare agli appassionati di F1…

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  2. Il punto e’ che un mondiale a questi costi puo’ portare solo in lizza i GC i quali devono anche presentarsi davanti ai loro CDA a giustificare spese milionarie per fare da sparring partner ai soliti 2 noti: Ferrari e .
    Perlomeno cosi’ e’ stato negli ultimo decennio e finche’ le cose andavano bene poteva essere tristemente umiliante ma lameno redditizio.
    Ora con l’attuale assetto economico la cosa non e’ sostenibile e Tomita e Ghosn lo vanno dicendo da anni.
    Ora Yamashima deve fare i conti con il primo bilancio negativo, Ghosn con un mercato fermo, BMW parlava di stima del prestito ponte e Mercedes del dilemma fra DTM si’, DTM no, Honda dopo aver chiuso il satellite l’anno scorso quest’anno ha lasciato.
    Per far entrare forze nuove e’ necessario abbassare i costi e al contempo dare chances di visibilita’ (e quindi di introiti) un po’ a tutti. Se questo vuole dire essere pezzenti o chiosare sulla lesa maesta’, bhe’ forse la F1 ha perso la bussola da un pochino.

    Di certo la bussola l’ha persa Carlo Vanzini (Sky) che da almeno due GP pare la voce dell’ufficio stampa di FOTA dando dell’illegale (due volte, una al Monte e una oggi in Turchia) ad un fondo giudicato legale dai commissari e dal WMSC e (parafrasandolo) che “anche un bambino” si renderebbe conto che non viola nessun punto e menandola ad ogni pie’ sospinto sulla “politica” che ha modificato gli assetti del mondiale di quest’anno.
    Dov’era quando la “politica” faceva rientrare in corsa a suon di squalifiche ed articoli inventati di sana pianta i piloti amici degli amici? Dove era quando la “politica” faceva fallire le serie minori che non fossero in linea col progetto di “grande F1”? Soprattutto dove era quando la politica portava la Federazione a stringere patti vincolanti e prioritari con un singolo team?
    Alla prossima minchiata di Vanzini mi tocchera’ seguire i GP col mute come facevo quando li guardavo sulla Rai.

    m

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  3. Può darsi che il campionato alternativo non abbia “forza”, ma è anche vero che, stando le cose come sono, nemmeno quello FIA ne ha molta.

    Vediamo le cose con lucidità: ci sono due iscritti “veri”, ossia team già esistenti, posto che l’anno prossimo non si vedano sfilati i motori da sotto il sedere dai costruttori che li fanno, che fanno al momento ancora parte della FOTA. Gli altri sono tutti da verificare, quanto a concretezza: non sarei sicuro che tutti e 10 possano realmente costruire una macchina e correre seriamente. Hanno tirato fuori vecchi marchi, comprati “al mercato delle pulci”, che non hanno nessuna relazione con le squadre che una volta li “vestivano”, per dare una patina di rispettabilità alle nuove iscrizioni, ma l’operazione Lotus è stata già tentata in passato con la Pacific, nel 1995, e non è andata molto in là, se non ricordo male.

    Insomma, la FOTA non avrà organizzazione alle spalle, ma almeno ha delle squadre che di certo dovranno spendere meno, ma hanno una struttura per correre in modo decoroso.

    Sicuramente è necessario un taglio alle spese, e io credo che la necessità sia di arrivare ad un compromesso. Ma mi pare poco serio anche un campionato “a due velocità”, con la consistente incognita di come la FIA possa controllare in modo serio i bilanci delle scuderie.

    Non sarebbe la prima volta che le regole di un campionato vengono cambiate all’ultimo momento, per cui il fatto che Mosley abbia (pare) chiesto ai team FOTA di iscriversi con riserva significa che anche lui sa benissimo che poi ci si dovrà incontrare a metà strada. Un campionato di “Formula 1” con Campos, USF1GP, “finte” Lotus e Brabham, Force India e Williams (posto che trovino un motore) e Lola più altri soggetti improbabili non è granché rispetto, anche mediaticamente, alla situazione attuale. Due squadre attuali, un costruttore “importante”, due squadre in forse, due “finte” e tanti punti di domanda, mi sembrano poco per costruire un campionato stabile…

    Le iscrizioni “a pioggia” mi paiono più un metodo di pressione verso i costruttori (noi abbiamo N concorrenti pronti a correre) che reali concorrenti che correrebbero nel 2010…

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  4. Ma alla peggio delle peggio, se è come dici, cosa costa alla FIA pubblicare un regolamento tecnico che legalizzi la GP2 con motore e cambio più performanti, forniti da Cosworth e Ricardo.
    E’ roba da carrozziere adattare un telaio Dallara con qualche modifica, non da team, e tutti i team che ho sentito hanno comunque strutture corsa, autoclavi per la cottura dei telai (o si appoggiano ad un telaista) etc.
    Il manico (ed il nome F1) ce l’ha la FIA.

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  5. Aggiungo: è inverosimile che la Brawn GP, una volta vinti i campionati (ora se ne vuol stare tranquilla e fa il pesce in barile, come del resto faceva la Ferrari quando vinceva), che potrebbe chiudere la stagione con uno score maggiore del 50% di vittorie, abbandoni la F1 dopo un solo anno.
    E perché Mercedes dovrebbe abortire a diventare di fatto la nuova Cosworth, fornendo motore e/o cambio a tutti coloro che ne facessero richiesta. C’è da fare soldi oltre che vittorie e pubblicità (e storia dello sport)

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  6. Ma sappiamo tutti benissimo che una cosa è vincere contro nessuno, una cosa è vincere contro degli avversari… siamo seri…

    Quanto al fatto del nome, è vero, ce l’ha la FIA, ma devi anche riuscire a venderlo, e, ripeto, con Campos e USF1GP non so quanto pubblico si compri, soprattutto nel Vecchio Continente. Potrebbe essere utile per puntare al ritorno in Nord America, o in paesi emergenti, ma se già adesso nemmeno la Cina riesce a riempire le tribune, e se Ecclestone punta a correre sempre di più in orari compatibili con quelli europei, un motivo ci sarà.

    D’altra parte il fatto che la FIA non abbia di fatto legalizzato un monomarca indica che non può procedere su quella strada, quindi sa benissimo che non può fare a meno di nomi “importanti”, per dare lustro alla serie, vendere a caro prezzo i diritti televisivi e gli spazi pubblicitari… e i nomi importanti sono quelli che, per ora, si sono iscritti “condizionatamente”.

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  7. Mclaren (Mercedes) e Brawn in caso di rottura IMHO si schiererebbero in F1.
    Una scissione sarebbe senza dubbio un disastro per tutto lo sport motoristico, ma continuo a ritenere che per la FOTA organizzare un campionato alternativo credibile rasenti la fantascienza. non dimentichiamo che degli 8 (IMHO 6) team FOTA sicuri almeno 3 (Bmw, Renault, Toyota) sono in grosse difficoltà. Possibile che le rispettive case madri concedano i fondi per iniziare una nuova avventura (non si sa mai che finalmente cambi per loro qualcosa), ma non vedo per loro un grande futuro. Anche per la stessa Ferrari, come gestirebbe un campionato in cui sarebbe un team politicamente alla pari degli altri? Dubito fortemente che i team di cui sopra accetterebbero di fondare un campionato nuovo di zecca concedendo però alla Ferrari avesse tutte i trattamenti di favore avuti negli ultimi 10 anni in F1.

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  8. Anche io sono convinto, come lo ero quando si propose il campionato alternativo qualche anno fa, che sarebbe un disastro per tutti. Però non credo che la FIA abbia tutti questi assi da giocare, altrimenti sarebbe andata ad un confronto più duro con i ribelli, invece di giocare la carta dell’iscrizione condizionata. Anche perché, se davvero hanno già una decina di iscrizioni serie in tasca, non ce ne sarebbe stato bisogno.

    Chiaramente anche i team FOTA non possono fare finta di nulla, e devono in qualche modo chiarire come ridurre i budget attuali. Il problema al momento è come venire fuori dall’impasse, senza che nessuno ci rimetta la faccia. Certo, potrebbe farlo Mosley, dopo la vicenda dello scorso anno… però potrebbe pure ricandidarsi…

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  9. Mosley vuole la rielezione e forse la otterrà. Inoltre sta menando lui il gioco (ha suggerito l’iscrizione condizionata per poi sputtanarla), chiaro sintomo di avere visto il bluff Ferrari (parlo di Ferrari, non di FOTA). Non è poi difficile giocare a poker se dai le carte, hai il mazzo e gli altri non conoscono tutte le regole… di Mosley si può dire quello che si vuole ma non che sia stupido.
    Per come la vedo io la settimana prossima ci sarà la Ferrari iscritta a forza in F1 (che farà finta di essere stata violentata ma intanto farà il campionato), 5 posti per 7 team rimasti e qualcuno che rischia di rimanere con il cerino in mano (vedo papabilissimi in questo ruolo BMW e Renault o Toyota, forse la Toro Rosso. A questo punto qualcuno rischia di aver fatto l’affare della vita iscrivendo una squadra a 309mila euro (neanche sganciati, solo promessi) e rivendendo la franchigia a 20 volte tanto.
    Se quel qualcuno fosse un compagno di merende di Max&Bernie il cerchio sarebbe chiuso…

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  10. Guardiamo l’ipotesi peggiore, la scissione.
    Dalla parte di Mosley i contratti firmati con i circuiti e le televisioni ed il nome F1. Puoi andare al ribasso finché vuoi, ma è una base.
    Mettiamo pure che su 13 team solo 8 siano in grado di costruire vetture, cinque no.

    Prima soluzione: si consente alle GP2 plus (con motore e cambio cosworth-ricardo) e qualche libertà tecnica, per un anno, di correre.
    Faranno egregiamente da riempipista e potrebbero anche non essere doppiate in qualche circuito.

    Seconda soluzione: si permette di vendere i telai dell’anno prima a massimo due squadre. Avremo altre 4 Redbull ed altre 4 Brawn di quest’anno, e 2 Toyota o Williams.

    Non mi sembra una griglia indecente. Alla fine il campione del mondo sarà campione di F1, esattamente come Ascari, che ha vinto in pratica due campionati di F2 monomarca.

    Dall’altra parte invece 8 soci (senza la Toro Rosso 7), se va bene. A mio avviso Brawn, McLaren (anche senza Mercedes) ed i due team Redbull saranno in F1 cmq. Griglia penosa, con probabile dominio della Ferrari già scritto, e circuiti non si sa quali e quanti.

    A questo punto davvero meglio correre come team in America con una Dallara Honda

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  11. Dall’altra parte non è mica detto che sia dominio Ferrari. Intanto perché prima la Mercedes deve uscire dalla FOTA, e non è detto. Può essere, ma anche no.

    Circuiti, dipende quanti continueranno a correre alle tariffe di Ecclestone. La Turchia non sa se rinnova, altri sono in dubbio alla scadenza degli attuali contratti. Silverstone è libero, uno fra Fuji e Suzuka potrebbe liberarsi. Hockeneim potrebbe anche non riuscire a sostenere l’alternanza, e Imola è libero. Magny-Cours è pure libero, e Indianapolis non ha rinnovato con Ecclestone ancora, potrebbe scegliere il campionato con la Ferrari.
    Molti sono in corso di rinnovo, compreso Budapest, e potrebbero non gradire una griglia vuota o piena di “macchinine”…
    Se si vanno a guardare bene le cose, non è che nemmeno la FIA se la passi poi benissimo, l’unico vero asset al momento è il nome, perché i “ribelli” non potranno prendere nessuno dei nomi già “brevettati” da Bernie.

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  12. Ripeto, se si va ai materassi, la F1 può riempire la griglia agevolmente. La FOTA, se vuole mantenere quello che dice, no.
    Clark ha vinto i suoi titoli con dietro il sedere un 1500 aspirato. Non mi pare che tolga nulla alla sua grandezza.
    Ci sono piloti che hanno vinto gare e campionati, negli anni 70, con 1000 CV dietro il sedere (Can Am ed interserie) e nessuno sa chi siano…

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  13. Magari sfugge che Clark ha vinto con un 1500 aspirato quando tutti correvano con quello… E’ una situazione in cui nessuno vince “agevolmente”, chiunque dei due sia.

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  14. Se fossero stati nella stessa categoria Clark sarebbe stato non il mito che è, sarebbe stato Dio.
    A Le Mans c’erano “vere auto”, non moschini come in F1. Probabilmente in quegli anni erano anche più famose quelle gare sport (bisognerebbe fare una ricerca seria in emeroteca, etc). Sta di fatto che nessuno si ricorda chi ha vinto Le Mans mentre quasi tutti conosciamo i mondiali vinti in quegli anni e molti i signoli Gran Premi…. 1500 aspirato o meno

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    • Il problema è che Clark correva contro avversari con lo stesso regolamento tecnico. Non due regolamenti, complicati dal fatto di dipendere da controlli “fiscali” sui bilanci delle società che corrono…

      Cosa che, nell’ipotesi Mosley, nemmeno ci sarebbe più. Quanti ricordano, ad esempio, le vittorie “di classe” nei rally, nei prototipi, nel campionato turismo ?

      E nell’ipotesi Mosley non ci sarebbero nemmeno due classifiche separate, sarebbe tutto un calderone. Come se un ciclista (scusa Michele, magari sotto alcuni aspetti è già così, non lo so) di una squadra con uno sponsor munifico corresse con una bicicletta 20 kg più pesante, oppure da solo, contro altri che corrono in squadre numerose…

      Rispondi
  15. da parte di Jody, che non riesce a collegarsi:
    Al di là
    dlela proprietà del marchio, l’unica vera Formula 1 (intesa come
    massima competizione automobilistica) è quella dove partecipano i veri
    costruttori di automobili.

    La F1 vagheggiata da Mosley è destinata a
    non attrarre i danari delle Tv , non essendoci oltrtutto piloti di
    richiamo disposti a parteciparvi. Chiude in un paio d’anni.

    In caso di
    rottura (in realtà, è tutta una pantomima, Mosley calerà presto le
    mutande, attività che gli riesce bene, com’è noto ….), Ferrari,
    Renault, Mercedes, Bmw e Toyota (+ probabilmente un nuovo soggetto
    Gruppo Porsche-VW) sono già pronte a dare vita ad un vero campionato F1

    Ogni casa esprimerà 2 scuderie di 2 monoposto ciascuna …. si
    vocifera,in prima ipotesi, di una griglia, con tutti i migliori piloti,
    ovviamente, così composta:

    – Ferrari
    – Mercedes-McLaren
    – Bmw
    – Toyota
    – Renault
    – Porsche
    – Maserati (ispirata da Ferrari)
    – Maybach
    (ispirata da Mercedes, se Brawn resta con Mosley)
    – Sauber (ispirata da
    Bmw)
    – Lexus (ispirata da Toyota, se Williams sceglie di restare con
    Mosley)
    – Mecachrome (ispirata da Renault, ma potrebbe essere anche
    Nissan)
    – Lamborghini (ispirata da Porsche-VW)

    Ovviamente, ci sarà la
    corsa ad acquisire i diritti Tv da parte di tutti i media del mondo,
    anche in ragione della totale apertura che una formula simile avrebbe
    da parte dei più importanti circuiti del mondo.

    Rispondi
  16. @ Vinci: anche nel passato le F2 riempivano le griglie della F1. Sta di fatto che vinceva 1 solo (Fangio, Clark, etc) e quello entrava nel mito. Dopo un anno tutti si dimenticavano (tranne un 1% di appassionati) di come aveva vinto.
    E’ la stessa cosa del tennis, tornei del Grande Slam vs. circuiti Open professionistici prima del 1968.
    E’ un concetto semplice che sto cercando di esporre, perché rispondere “banane” alla domanda “che tempo fa?”

    Rispondi
    • Ovviamente non si può paragonare la situazione degli anni ’50 e ’60 all’attuale. D’altra parte, le F.2 se non ricordo male partecipavano ma non prendevano punti, anche se conquistavano le posizioni, e venivano “rimpolpate” le griglie solo su circuiti lunghi, come il Nring.

      Quindi c’era la consapevolezza che non si potevano mischiare le classifiche di regolamenti diversi. Poi è chiaro che ci si ricorda di Ickx che con una F.2 al Nring va più forte delle F.1, ma ci si ricorda proprio perché correva con una vettura teoricamente inferiore come regolamento tecnico.

      E Clark e Fangio non sono diventati mitici perché battevano, ad esempio, i piloti privati al GP Sudafrica, o gente che metteva in pista una vettura ogni tanto, per il GP di casa. Ma perché battevano i loro avversari diretti che disponevano solitamente di strutture ed organizzazioni comparabili.

      Rispondi
    • Se è vero che “F.1” è un asset, di un certo valore, in mano a Mosley, significa che la situazione attuale è ben diversa da quella di un campionato al 2. anno di vita che rischia di chiudere per mancanza di partecipanti.
      Adesso si tratta di un campionato con quasi 60 anni di vita ed un giro di affari e di pubblico di un certo tipo. Una cosa ovviamente diversa.

      Ed anche in quel caso, tutti gli eventi del campionato Mondiale di Formula 1 furono corsi con il regolamento tecnico della Formula 2, ma tutti correvano con lo stesso regolamento.

      Rispondi
  17. Raga, io non ne capisco niente, ma se devo scegliere se guardare un campionato con i costruttori ed uno con la epsilon euskadi non ci penso neanche un microsecondo. E credo che la stragrande maggioranza delle persone la pensi come me. Poi i superesperti possono anche discettare sul fatto che 283 anni fa la F1 aveva 6 regolamenti, 24 scuderie che correvano a corrente alternata, c’erano macchine a 3, 4 5 e 6 ruote. Sono cose che al pubblico non interessano affatto. Fra un campionato che si presenta come naturale continuazione di questo (squadre, piloti, costruttori ecc.) ed un campionato che ha il marchietto F1 ma dove ci sono la USF1 e la Lola, ti saluto.

    Rispondi
  18. Cristiano, nell’albo d’oro della Formula 1 trovi forse l’audience di spettatori e televisiva?
    C’è scritto forse: 1965 – Jim Clark – spettatori su circuito 892.734. In televisione x, giornali venduti y?
    Stiamo dicendo la stessa cosa. Io sto dicendo che Le mans nei ruggenti 60s probabilmente era più seguita e più importante della F1 di allora; che nel 70 i soldi e la tecnica stavano in Interserie ed in Can Am.
    Però noi conosciamo l’albo d’oro della F1 e poco altro, con la Lotus che vince il suo primo titolo nel 1962 (come la Epsilon Euskadi nel 2011?), la Tyrrell nel 1971 (come la Campos Meta nel 2012?), la McLaren nel 74 etc etc

    Rispondi
  19. Scusate, ma è così difficile cogliere il dato determinante, ai fini della compresione del problema, secondo cui, negli anni ’60-’70-’80, la Lotus e la McLaren hanno vinto campionati con DENTRO Ferrari, Maserati, Matra, Renault, Alfa Romeo, quindi contro veri costruttori, mentre la Campos o la Brawn o la Lola vincerebbero correndo SENZA nessun vero costruttore …

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  20. L’anno prossimo Williams è in F1 ed è comunque un elemento di continuità, pari almeno alla Ferrari nei suoi anni neri. Probabilmente ci sarà anche il campione del mondo di quest’anno.
    Matra è stata una meteora, il ritorno di Alfa fallimentare.
    E non dimentichiamo il grosso nome da giocare se si va davvero alla scissione: Cosworth.

    Ad ogni modo non vedo possibilità per la Ferrari di non correre in F1, è fondamentale. Non si capisce cosa stia facendo ma anche il gioco degli altri FOTA non è chiaro: Theissen ed Horner rappresentano sè stessi ed i loro auspici o i consigli di amministrazione di BMW e Toyota? Per non parlare, ovviamente, del tribola nazionale e di Renault

    Rispondi
    • Può darsi, però se metti in campo Cosworth, metti fuori gioco chiunque altro, e quindi chiudi la porta a qualsiasi rientro di costruttori… cosa fai un monomarca per il motore, con i costruttori che rimarchiano una roba costruita da altri ? Credo che a queste condizioni, anche Ferrari possa liberarsi dagli obblighi contrattuali, perché sinceramente ridurre la F.1 ad un monomarca o ad una simil formula minore, con motori uguali per tutti e magari solo 3 o 4 telai, o nemmeno quelli, è in effetti un po’ degradante.

      In realtà ha ragione Cristiano, al momento tutti associano la F.1 ai costruttori, anche se la storia è andata diversamente. Molto difficilmente adesso si considera continuità una Williams come unico “nome comune” fra la F.1 2009 e quella 2010. Al contrario, sarebbe probabilmente più facile lanciare una serie con nomi altisonanti e “noti” ai più, magari anche quella con forti riduzioni delle spese, per venire incontro ai CDA citati…

      Se continuità è solo nei nomi, Williams da un lato e (CdA permettendo) Ferrari, Renault, BMW, Mercedes, Toyota dall’altro sarebbe un confronto impari.

      Anche perché in effetti ha ragione Jody, a livello comunicativo una griglia odierna con Campos, USF1GP, Williams-nonsisache, Force India e qualche altra compagine raccogliticcia, stando anche a quanto si legge nelle agenzie, non sarebbe granché attraente. In compenso, la FIA perderebbe un sacco di tempo a vagliare i bilanci aziendali, per di più con la possibilità di dare sanzioni non precisate in caso di sgarro (non eri tu che eri contrario all’arbitrarietà delle decisioni FIA ? E ti sembra che il regolamento proposto, su un terreno ancora più minato come la decisione sulla base del vaglio dei bilanci sarebbe molto più positivo ?) perché chi potrà cercherà di muoversi “al limite” del budget spendibile…

      Rispondi
  21. Guarda Filippo, se il mio commento è sembrato insultante non era questa l’intenzione. Anzi, volevo solo dire che la continuità non sta nel marchio, ma negli attori protagonisti. E ti assicuro che se chiedi ad un trentenne che cos’è la Lancia è molto facile che ti risponda “Quella che fa la Y”, non “Quella che faceva la Delta che vinse 7 modiali rally”. Tu, Filippo, io, Vinci, siamo superappassionati che sanno cos’è un comando desmodromico, sappiamo che l’albero motore dell’8 cilindri in linea della Mercedes montato sulla 300 slr girava su cuscinetti a rulli ed era scomponibile, eccetera eccetera. Rappresentiamo, in sostanza, lo 0,002% del pubblico che guarda la F1 e si interessa ad essa. A parte il fatto che a anche a me personalmente non verrebbe nemmeno l’idea di guardare un Gp con al via Force India, Campos e compagnia bella, pensi davvero che verrebbe in mente al grande pubblico? Io credo di no.
    L’unico indovinello che mi pongo è se davvero i costruttori avrebbero voglia di smazzarsi per organizzare n campionato loro. Che fra l’altro li farebbe pure guadagnare, perchè tolti i soldi che i due furbacchioni si mettono in tasca ora spennando quelli che il circus lo mandano avanti davvero (cioè chi i soldi oggi ce li mette), potrebbero tranquillamente addirittura fare a meno degli sponsor…Avete presente la NASCAR?

    Rispondi
    • Non capisco perché hai il dubbio che il commento sia insultante, mi è scappato qualcosa di troppo diretto? In caso non era mia intenzione.
      Io posso anche concordare con te, non ne sono sicuro ma per ipotesi di scuola ti dò ragione. L’anno prossimo il campionato FOTA sarà molto più seguito del campionato di F1.
      Alla fine vincerà la Ferrari che avrà 1 vittoria su una partecipazione.
      Il champ di F1 invece lo vincerà la Williams, che conquisterà la sua 10.a Coppa Costruttori ed il mondiale piloti.

      Le domande sono:

      1) quanto perderà la Ferrari in immagine, dovendo propagandare che ha vinto il “Challenge FOTA”? Perché se si azzarda ad usare “UN” in una pubblicità ha addosso i legali di Ecclestone e Mosley.

      2) siamo sicuri che la FIA concederà le omologazioni di sicurezza per il mercato tal dei tali alle stradali del cavallino? E’ già successo (serie 5 BMW e stelle NCAP).

      3) quanto durerà ancora il campionato FOTA? O diventa direttamente un monomarca Ferrari organizzato da maranello, oppure muore. E’ impensabile nel lungo periodo pensare ai costruttori sempre presenti nel challenge FOTA come in qualsiasi altra serie, a differenza dei team storici
      A quel punto all’anno “n” con n=3,4,5 il figliol prodigo Ferrari torna all’ovile ed ha 4 coppe in similoro da buttare nel cesso perchè sono un campionato nato dal niente ed abortito poco dopo… chi si ricorda chi ha vinto il Mundialito di calcio?

      Rispondi
  22. Non intendo dire che nella NASCAR non ci sono gli sponsor, ma che i costruttori ci sono e dividendosi loro tutti i proventi della serie non ci rimettono. O che almeno non ci rimetterebbero di sicuro i team della Formula FOTA (a proposito, spero che gli cambino nome, perchè FOTA è davvero orrendo…)

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  23. Cosworth non è in assoluta antinomia con gli altri. Inoltre Mercedes rischia di fatto di diventare la nuova Cosworth (indubbiamente il suo motore si è dimostrato il più performante negli ultimi 3 anni): non credo butterà via questa occasione.
    La mia idea (nebulosa, ovviamente, visti i chiari di luna attuali) è che Mercedes sarà in ogni caso in F1. Almeno come fornitore di motori. Aggiungo che anche McLaren ha nel DNA la F1 (come del resto la Ferrari, ma si è esposta molto in questa querelle).
    Io vedo un nucleo di “cattivi” (ovviamente visto lato Mosley) capitanato da Ferrari e Toyota, con BMW a spalleggiare e Briatore a fare il clown per la Renault.
    E Toyota, BMW e Renault sono indubbiamente le posizioni più deboli per restare in F1. Non vorrei che il management fosse più realista del re e non abbia poi questo gran potere di fare una scissione: stanno bene con i loro stipendi, con l’aria che tira non è facile trovare un lavoro etc. Ma giurare sulle volontà dei CdM di Toyota, BMW e Renault è qualcosa che non sono in grado di fare, e pure la Ferrari secondo me agisce torbidamente, in modo non intelligibile.
    Dall’altra parte (FIA-FOM-F1) non vedo problemi: il campionato si farà, qualcuno parteciperà, se servirà cambiare le regole per ripescare Amstrong in bici saranno cambiate le regole. Alla fine ci sarà un vincitore, che succederà a Button Hamilton Raikkonen Alonso via via fino a Clark Fangio e Farina.

    Rispondi
  24. Mi sembra un’idea geniale: replicare la scissione IRL/CART, che dopo qualche anno è dovuta “rientrare” (nei fatti), ma che nel frattempo ha ridotto entrambe a comparse rispetto alla NASCAR. Rimanendo unite potevano giocarsela, dividendosi ci hanno rimesso entrambe.

    Non importa che alla fine il nome che è rimasto sia stato IRL, rispetto a Champ Car. Questo è uno dei casi, peraltro, in cui il campionato “ufficiale” è morto ed il “ribelle” (poteva in sostanza contare solo su Indianapolis) è sopravvissuto e lo ha fagocitato. Comunque entrambe hanno perso prestigio, dopo un momento in cui pareva che la CART fosse lanciata alla “conquista del mondo”, con gare in tutti i continenti…

    Visto che c’è già l’illustre precedente, è il caso di rischiare, per di più in un momento in cui di soldi ce ne sono pochi ? La F.1 “povera” (di nomi) rischia di non essere nemmeno acquistata come diritti in alcuni paesi, e di certo non alle cifre attuali… Forse avrà un po’ di copertura su satellite, ma anche qui su reti “generaliste”. Non credo ad esempio, che in Italia ci sarebbe la corsa a comprarlo da parte di RAI e Sky, come servizio simile all’attuale. Probabilmente finirebbe su Eurosport, a fare compagnia ad altre serie “minori”. Interessantissime, per carità, ma lontane sia dal grande pubblico che da una collocazione ed un trattamento prestigioso.

    E poco importa che anche la F.FOTA faccia la stessa fine. Sarebbe due che ci rimettono e nessuno dei due che ci guadagna… bell’affare per tutti. E per cosa poi ?

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  25. Per prima cosa, qui l’audience della F1 è mondiale e non nordamericana, e non ha intralci da parte della FIA, che non è poco.
    Secondariamente, non esiste una serie come la NASCAR che possa realisticamente fare paura.
    Le altre analogie che trovi (vince la IRL etc, tra l’altro la tua ricostruzione tra chi era l’ufficiale e chi il ribelle è meno semplice di quanto prospetti) sono pure evenienze, nulla di strutturale.

    Secondo, io non mi auspico nulla. Ma la cosa più paradossale è che in uno sport i concorrenti vogliano farsi le regole che più loro aggradano, al fine tra l’altro di tenere fuori dallo sport medesimo altri concorrenti. Questo a me sembra assurdo e paradossale, non i nomi Epsilon Euskadi etc etc.

    Non parliamo del diritto di veto e dei milioni sottobanco alla Ferrari, lì siamo ben oltre la soglia della decenza…

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    • “Dirito di veto e milioni sottobanco” che sono stati dati/concessi/tollerati, dagli stessi due personaggi da cui adesso pare che, nella tua versione, debba rinascere uno sport puro e candido come ai “bei tempi”…

      Auguri… se davvero la F.1 è “nella cacca”, ti ricordo che Mosley è lì dai primi anni ’90 e Bernie da molto prima…

      Però quando sostenevano la Ferrari, ad esempio all’epoca della prospettata scissione di qualche anno fa, mi pareva che tu fossi dell’opinione che i team “storici” e i costruttori avrebbero avuto la meglio e che Bernie e Mosley erano personaggi di cui non fidarsi. Sei stato in gita a Damasco di recente ? Ogni tanto scendono tuoni e fulmini e capitano cose strane…

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      • Ti dirò di più, se la Ferrari firma per restare in F1 in qualche modo saranno di nuovo concessi.

        A parte che io non auspico nulla, sono un semplice osservatore. Il mio vero auspicio è una F1 con tutti dentro e con il budget cap, o con regole che disinneschino i budget miliardari (in euro).

        Detto questo, non chiedo mai a chi fa la mia strada da dove viene, ma solo dove va.
        Lasciando perdere la scissione del 2005 ed anche prima, come comune denominatore troverai me a fianco della libera intrapresa, contro i vincoli all’entrata e per la parità di tutti senza privilegi. E sono rimasto assolutamente qua. Qualcun altro pare debba giustificare la sua erraticità, non io.

  26. Filippo, perchè non ci scambiamo le nostre mail e non ci scriviamo noi tre, comprendendo anche Vinci? Magari ci si trova per un aperitivo! Comunque ENCAP è un ente indipendente, che non di pende da FIA, che non mi risulta, peraltro, che dia le omologazioni alle vetture. In Italia è la motorizzazione civile. Sbaglio?

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    • Credo che si riferisse all’omologazione per le gare: gli altri campionati continuerebbero ad essere in gran parte sotto egida FIA, che dovrebbe comunque omologare i modelli stradali per la partecipazione a tali competizioni, e come ritorsione potrebbe estromettere i modelli stradali dei “ribelli”.

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    • In occasione della guerra delle gomme che coinvolse Michelin-Williams-BMW si dice che la BMW fu ricattata in quel modo. Saranno anche enti indipendenti ma sono burocrati e si conoscono tutti

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  27. Cristiano, io sono di BS, Vinci di BO. Continuiamo a scrivere qui, penso che interessi. Per l’aperitivo se ci sarà occasione volentieri.

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  28. Filippo, scherzavo. Che ne so, potevate anche essere di torino, Ragusa e io di Venezia. Che poi, in realtà, sono bresciano pure io 😉

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