GP Ungheria 2009, la cronaca essenziale

Abbiamo trattato le prove dell’Hungaroring in questo link.

Sulla griglia, le 19 vetture (ovviamente manca quella di Felipe Massa) hanno quasi tutti gomme morbide. Alonso, il poleman, probabilmente opterà per una strategia su tre soste, una in più degli immediati inseguitori, le Red Bull di Vettel e Webber. La partenza sarà decisiva.
Allo start, Alonso mantiene la testa del gruppo, ma le vetture col KERS fanno la voce grossa: Hamilton è terzo, davanti a Kimi mentre Vettel, col quale ha avuto un contatto, scivola in settima posizione. Sutil rientra ai box. Si ritirerà dopo pochi giri.
Button passa Nakajima all’inizio del secondo giro in fondo al rettilineo. Hamilton passa Webber al quinto giro, usando il KERS, mentre Alonso comincia a scappare. Sembra di essere tornati al 2007, con Alonso ed Hamilton ai primi due posti.
Dopo Hamilton, anche Webber fa il giro più veloce. Le Red Bull-Renault hanno superato lo smarrimento iniziale. Le gomme posteriori di Alonso sembrano già usurate dopo solo 8 giri. Che Fernando se le stia mangiando troppo in fretta?
Räikkönen viene messo sotto inchiesta per la ruotata a Vettel, ma se ne parlerà dopo la gara. Alonso va ai box al 12° giro, continuando con le morbide. Sembra andare piano al rientro. Perde un copricerchio, che va in mille pezzi. Un caso di “meccanico pazzo”, ma anche stavolta la gomma salta via. Attimi di panico, vista la settimana trascorsa. Alonso rientra, altre gomme (dure), ma gara buttata alle ortiche.
Ancora qui, dopo tre anni, Alonso perde in questo modo una gara. Il calvario dell’asturiano dura ancora un giro, e al 17° passaggio Fernando si ritira.
Al ventesimo giro, Webber e Kimi riforniscono allo stesso momento. Räikkönen passa e sfiora il contatto, ma è davanti il finlandese. Diritto di precedenza al pilota già fuori, quindi non dovrebbero esserci sanzioni per Kimi. Vettel e Kovalainen riforniscono un giro dopo. Piquetinho e Nakajima offrono un po’ di spettacolo al 23° giro, con una “quasi-ruotata” che fa allargare quasi sulla sabbia il nipponico della Williams.
Cambio di strategia in Brawn: continuano con le morbide, in occasione della sosta di Button, al 25° passaggio. Rientra undicesimo. Altri guai per Vettellino: fumo dal retrotreno, instabilità generale della macchina. Viene sfilato da molti e rientra ai box. Cambio di musetto e sosta lunga per lui. Ritiro dopo altri due giri.
Glock e Barrichello sono gli ultimi a fermarsi ai box per la prima sosta, Rubens si ferma dopo Timo alla 34^ tornata.
A metà gara, Hamilton guida la corsa con più di 6 secondi su Räikkönen, il quale ha circa 12 secondi di vantaggio su Webber, e poi Kovalainen, Rosberg, Glock, Trulli e Button a punti.
Räikkönen cerca di accorciare il gap nei confronti del campione del mondo. Buemi va in testacoda alla curva 2 al 39° giro. Rientra ai box, ma è ottimo ultimo, superato pure da Alguersuari.
Nel frattempo, Hamilton rinsavisce, e aumenta, sia pur di poco, il suo vantaggio nei confronti di Kimi.
Räikkönen rifornisce a 25 giri dal termine. Problemi nel pit stop, che dura un po’ di più (11″5) e rientra in quarta posizione.
Hamilton si ferma il giro dopo, ma ci mette 8″3. La noia è una compagna frequente dei GP ungheresi, e nelle fasi centrali e finali della gara si affeziona al telespettatore.
Räikkönen viene tallonato da Glock negli ultimi giri: il gap è di solo 7 decimi. Ma i due della Toyota devono ancora rifornire. Webber recupericchia nei confronti di Hamilton. Glock rifornisce (in solo 5 secondi) a 10 giri dalla fine.
C’è un po’ di “trenino” tra Trulli, Nakajima e Barrichello, coi tre in un secondo e mezzo, ma è roba per l’ottava posizione. Webber spara il “tempone” a 5 giri dal termine, Räikkönen resiste, facendo il suo miglior giro. E null’altro sino alla bandiera a scacchi.

Così al traguardo: Hamilton vince davanti a Kimi Räikkönen, e Webber terzo sul podio. Poi Rosberg, Kovalainen, Glock, Button e Trulli col punticino dell’ottavo posto.

Giro più veloce: il 65° di Mark Webber, con 1’211″931.

Classifica piloti: Button ha 70 punti, Webber (51,5) sorpassa il compagno di scuderia Vettel (47), Barrichello quarto con 44.

Mondiale costruttori: BrawnGP sempre prima con 114 punti, ma la Red Bull-Renault è sempre più vicina, con 98,5. La Ferrari raggiunge il terzo posto, con 40 punti, uno e mezzo in più della Toyota.

Ora il Circus va in ferie, prossimo appuntamento con la F.1 il 23 luglio, per il GP di Europa, da Valencia.
Ci si rilegge su queste pagine!

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3 pensieri su “GP Ungheria 2009, la cronaca essenziale

  1. Credo che LcdM sia il primo della lista, ma è irrangiungibile persino per Max e Bernie… Poi c’era Dennis, che è stato spedito a casa o se preferite sulla riva del fiume ad aspettare, e poi sì Flavio. Nel frattempo, SuperMario è inciampato su un coltello spianato in un corridoio di Monaco. Trovo che la chiave di lettura “Dynasty” sia l’unica possibile per le vicende della F1.

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