GP Singapore 2009, la cronaca essenziale

Abbiamo discusso le qualifiche di Singapore a questo link.

Sulla griglia di partenza, segnaliamo che il gommista ha portato qui gomme morbide (le “dure”, ma solo di nome) e supermorbide, queste ultime molto più veloci. Gomme dure quasi per tutti. Solo Liuzzi ha le morbide.
C’è chi segnala, sul suo Twitter, tuoni in lontananza. Sarebbe un serio problema se piovesse.

Allo spegnimento del semaforo, Hamilton parte ottimamente, mentre Rosberg supera Vettel poco prima della prima curva. Sebastian resiste anche ad un attacco di Fernando Alonso. L’asturiano ha poi la peggio nei confronti di Webber, e viene passato anche da Glock. Räikkönen perde una posizione (13°), Fisichella ne guadagna due (16°). Entrambi oltre l’ottava posizione, quindi ben fuori dalla zona punti.
Kubica passa Kovalainen. La (nuova) BMW è cresciuta, e si vede. Peccato abbandoni a fine anno. Grosjean rientra dopo soli tre giri, e si ritira. Problema tecnico, o problema fisico (corre coi postumi di un’infezione intestinale)?
Hamilton comincia subito a macinare giri veloci, ma dal quarto giro il team gli chiede di disabilitare il KERS. Strano. E così Hamilton si porterà a spasso un po’ di zavorra extra. Ma non sembra risentirne, continuando a ritmo forsennato.
Webber, incredibilmente, restituisce le due posizioni (Glock ed Alonso) che ha guadagnato. Un sorpasso all’esterno visto come un “taglio di chicane”. La F.1 dei regolamenti paralleli impera. Mentre Rosberg “stampa il tempone” del nono giro, a Fisichella viene detto di provare a passare il suo ex team-mate Sutil il quale, dietro ad Alguersuari, sta surriscaldando il motore.
Al dodicesimo giro Kimi approfitta di un errore di Buemi, e guadagna la dodicesima posizione. Il passaggio successivo Fisichella deve difendersi dall’attacco di Liuzzi, e passa (all’esterno, sullo sporco) il pilota della Force India. Lo penalizzeranno?
Un detrito, perso da Glock, probabilmente un pezzo di alettone, causa una bandiera gialla permanente alla curva 6. Un prode kamikaze lo rimuove circa quattro giri dopo.
Vettel inaugura la serie di soste al 18° passaggio, continuando con le dure. Rosberg il giro successivo. Riuscendo, compie un’improvvida escursione di pista, attraversando la famigerata riga bianca, autocandidandosi per un drive-thru. Ok, non sembra l’abbia fatto di proposito, però peccato.
Anche Barrichello sfiora, dopo la sua uscita, la famigerata linea. Ma resta al di qua del segno. Come previsto, Nico viene penalizzato con un drive through. Un istante dopo, Sutil cerca di passare Alguersuari, non ce la fa, esce di pista, e cercando di rientrare compie un 180°… speronando col muso l’incolpevole Heidfeld! Ed è safety car. La striscia dei GP senza incidenti per Nick Heidfeld si ferma al record di 56. Pit lane aperta, stavolta (non come un anno fa…), e tutti ai box. Alguersuari, ai box, cerca di farci ricordare anche l’incidente ai box di Felipe Massa, ma riesce a travolgere solo un meccanico, partendo a lollipop girato, ma non alzato. Contusioni sparse sul lato sinistro dei suoi meccanici. Rosberg dovrà fare il suo drive through dopo il rientro della safety car, quindi rientrerà sostanzialmente in fondo. Sutil si ritira.
Alla ripartenza dopo la safety car, Rosberg non rientra come previsto per scontare la sua penalità, cercando di mettere più spazio fra sé e il resto del gruppo. Alonso tenta di attaccare Glock, senza successo. Rosberg effettua il suo drive through al limite dei tre giri permessi dal regolamento. Rientra 14°.
Vettel, dal 28° giro in poi, comincia a rosicchiare decimi ad Hamilton. Per lui è fondamentale essere vicino al campione del mondo, per poter sperare in un sorpasso ai box. Hamilton si accorge dell’attacco, e anche lui comincia ad ingranare.
A metà gara Hamilton ha solo 1 secondo su Vettel, quasi 5 su Glock, e circa 9 su Alonso. Poi Barrichello, Kovalainen, Button e Webber ottavo. Rubens fa da “tappo” a tutti gli altri, fino a Räikkönen, undicesimo. Rosberg anticipa la sua ultima sosta a 27 giri dalla fine. Gomme morbide per lui, e “bacia” pure un muro.
Hamilton si mette d’impegno, e spara il giro più veloce al 37° giro. Ma Vettel non molla. Anche se deve “largheggiare” per evitare che il suo propulsore vada in fumo. Vettel perde pure lo specchietto destro. Aerodinamica disturbata per lui.
Rosberg caccia e passa Alguersuari con un bel sorpasso a 23 giri dalla fine. Nico quasi lo ringrazia.
Vettel va ai box a mettere le morbide a 22 giri dalla fine. Supera pure il limite di velocità in pit lane. Drive thru per lui! Per non farsi mancare nulla, lascia pure in pista dei pezzi del diffusore posteriore, passando sopra un cordolo. L’eccesso di foga gli è stato fatale anche stavolta.
Sebastian sconta la sua penalità, perdendo anche altri pezzi. Dopo il pit stop di Webber, l’australiano si “spalma” alla curva 1, per un guaio ai pattini dei freni. Hamilton rientra subito ai box, ed in 6,5″ ne esce. Alonso è davanti ad Hamilton. Ma Fernando dovrà rifornire. Vettel sale al quinto posto, davanti a Kimi (che però dovrà fermarsi nuovamente). Un fatto strano a 13 giri dalla fine: il doppio ritiro delle Toro Rosso. Stessi freni di Webber? Allora perché Vettel è ancora in pista?
Alonso fa il suo “splash ‘n’ go” a 11 giri dal termine. Rientra quarto. Vettel compie un’escursione due giri dopo. Kimi Räikkönen effettua la sua sosta a 9 giri, ma rientra decimo. Alonso, galvanizzato dalla prospettiva del podio, stampa il giro più veloce.
Negli ultimi giri, si segnala il fatto che Ross Brawn “ingiunge” a Button, in un team radio, di portare la macchina, nera del carbonio dei freni, al traguardo. Jenson recepisce il messaggio.

Così all’arrivo: Hamilton vince davanti a Glock e terzo Fernando Alonso. Poi Vettel, Button, Barrichello, Kovalainen e Kubica a punti. Kimi decimo, Fisichella invisibile tredicesimo e penultimo. Migliorerà.

Giro più veloce: il 53° di Alonso, con 1’48″240.

Campionato piloti: Button guida con 84 punti, Barrichello ne ha 69. Vettel (59) recupera pochissimo, le speranze di mondiale per lui sono sostanzialmente compromesse. Quarto il compagno di squadra Webber (fermo a 51,5). Räikkönen quinto con 40 punti, solo 3 in più di Hamilton.

Mondiale costruttori: BrawnGP sempre davanti con 153 punti, e Red Bull-Renault seconda con 110,5. La Ferrari conserva il terzo posto, con 62 punti, e vede avvicinarsi la McLaren-Mercedes, che ne ha 59.

L’appuntamento con la F.1 è fra solo una settimana, il 4 ottobre, a Suzuka, per il GP del Giappone.
A rileggerci su queste pagine!

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