GP Monaco 2010, la cronaca essenziale

Le qualifiche di Montecarlo sono state esaminate in questo link.

Sulla griglia di partenza, inutile dire che tutti i primi 10 piloti qualificati hanno gomme morbide. Il gommista qui ha portato le mescole “super-soft” (morbide) e le medie (dure).

Alonso partirà dalla pitlane per la sostituzione della sua scocca, avvenuta dopo l’incidente nella terza e ultima sessione di prove libere. Gomme morbide anche per lui.Allo start, Kubica non fa una buona partenza, e Vettel gli soffia la seconda posizione alla Sainte Dévote. Webber conserva abbastanza agevolmente la leadership del gruppo. Massa ha abbozzato un timido attacco, ma senza convinzione. Schumacher passa Rosberg. Ma nel bel mezzo del tunnel, sempre nel corso del primo giro. Nico Hulkenberg va troppo all’esterno, raccoglie troppo sporco, e sbatte fragorosamente. E’ safety car.
Alonso va subito ai box per mettere le dure, e recuperare così il gap di una sosta. Anche Bruno Senna fa la stessa cosa. Sotto safety car, all’inizio del terzo giro, Jenson Button si ritira, con un’inquietante fumata bianca che fuoriesce dal retrotreno: motore arrosto. Viene spinto dietro le barriere della Sainte Dévote. Gli efficienti commissari monegaschi vengono inquadrati mentre spingono, con un carrellino, la Williams di Hulkenberg in piena Massenet! Che faticaccia, per loro! Ci sono molti detriti all’uscita del tunnel, e Webber se ne lamenta via team radio.
La gara riprende al settimo giro. Nessun pilota azzarda dei sorpassi. Alonso ha passato Chandhok ed è terzultimo, e mette subito Lucas Di Grassi nel mirino, che quasi non crede ai suoi occhi nel poter battagliare quasi ad armi pari con una Rossa. E Webber spara subito un giro più veloce. Alonso passa Di Grassi alla prima chicane all’uscita del tunnel, approfittando anche di una sbandata del brasiliano. Trulli si fa passare da Alonso (ammettiamolo!) il giro dopo, nello stesso punto. Ora è ad un secondo e sei decimi da Glock. Lo raggiunge al tredicesimo passaggio. E lo passa due giri dopo, nello stesso punto in cui ha passato Di Grassi: alla chicane all’uscita del tunnel. Con Kovalainen si ripete lo stesso copione, ma questa volta Fernando passa all’interno del finlandese.
Hamilton effettua la sua sosta al diciottesimo giro. Avrà per caso anticipato? Fatto sta che Hamilton rientra davanti ad Alonso (che in questo passaggio ha effettuato la sua migliore prestazione). Mossa furba in ottica mondiale: tenere Hamilton davanti ad Alonso dà la possibilità alla McLaren di annullare lo svantaggio della sosta già effettuata.
Massa, Barrichello, Schumi e Liuzzi effettuano la loro prima sosta al 20° giro, con Schumacher che passa il suo ex compagno di squadra Barrichello al pit stop. Le Red Bull-Renault fanno l’andatura, seguiti da Kubica, ma Rosberg, quarto, stampa un ottimo giro veloce. Kubica rientra al 22° giro, assieme a Petrov ed Alguersuari. Alonso si è portato a sei decimi di distacco da Hamilton. Vettel, Sutil e De la Rosa (con seri problemi, e conseguente ritiro) effettuano la loro prima sosta al 23° passaggio. Webber fa il suo pit stop dalla prima posizione, che riesce a mantenere agevolmente. Il giro successivo, Glock viene inquadrato in perenne “drift” alle Piscine. Ritiro inevitabile, danni alla sospensione posteriore destra.
Rosberg e Kobayashi sono gli unici due che, tra i primi 10 piloti, devono effettuare la loro sosta. Questo al 26° giro, quando Di Grassi si ferma ai box per effettuare la sua prima sosta. Trulli la effettua il passaggio seguente, ma ha problemi al fissaggio della posteriore destra. Di Grassi si ritira, parcheggiando in fondo alla curva del Portier. Rosberg effettua il suo pit stop al 28° giro, e viene sopravanzato (fra gli altri), anche dal compagno di team Michael Schumacher.
Kovalainen si ferma ai box al 29° giro, mentre Alguersuari fa un “dritto” ed un 180° alla Sainte Dévote la tornata successiva. Cedimento della sospensione posteriore sinistra per Barrichello alla salita della Massenet: bruttissima botta, detriti ovunque, principio di incendio, ed è di nuovo safety car. Barrichello ha lanciato via il volante, che è stato preso “al volo” da un’altra vettura!!! Entrambe le Williams fuori con botti clamorosi. Qualcuno dovrebbe investigare sulle loro sospensioni posteriori.
Dopo tre giri di safety car, si riprende. Nulla da segnalare alla ripartenza. Petrov è doppiato dietro Kubica, e davanti a Massa. Webber riprende a “martellare”, con circa mezzo secondo di vantaggio (per giro) nei confronti di Vettel. Temperature troppo alte per i freni di Lewis Hamilton, ed il pilota si lamenta via radio, perché non vuole cambiare il settaggio. Petrov taglia la chicane al 38° passaggio.
A metà gara i primi 10 piloti sono tutti in 20″, complice la safety car, naturalmente. Vettel e Kubica si strappano a vicenda il miglior tempo di gara. Ma Webber li rimette subito “in riga”. Un tombino salta alla Massenet (!), ed entra ancora in scena la safety car. E’ un po’ strano, visto che i tombini vengono saldati. MAH! Fatto sta che i giochi, per le Red Bull-Renault, non sono ancora fatti. La corsa riprende al 46° giro, con solo una bloccata di Kubica alla Sainte Dévote da segnalare. Nessun problema per lui, comunque. Le Red Bull “scappano” come al solito, con Kubica che, stavolta, fa un po’ da “tappo”. Massa fa un piccolo taglio di chicane all’uscita del tunnel, nel corso del 47° giro. Webber continua a “massacrare” tutto il resto del gruppo con una serie di giri veloci. Sembra lo Schumacher dei tempi migliori: al 58° giro va sotto il minuto e 16″.
Kubica accenna ad un recupero, portandosi a meno di un secondo da Vettel, ma in realtà lo fa per difendersi da Felipe Massa, che si sta avvicinando. Bruno Senna si ritira a 17 giri dal termine, assieme ad Heikki Kovalainen. E intanto Webber spara un altro “tempone”. Ma al 65° giro, i box Red Bull comunicano a Webber che può stare un po’ più tranquillo. Anche se l’australiano, continuando a girare sul minuto e 15″, non ne sembra poi troppo convinto. Vettel ruba il giro più veloce della corsa al 71° passaggio.
A quattro giri dalla fine, un brutto contatto tra Trulli e Chandhok alla Rascasse, con il pescarese che passa letteralmente sopra la HRT dell’indiano, ed il rollbar che salva la vita del pilota: è safety car. Petrov si ritira. La corsa finisce così, sotto la safety car. Peccato, è mancato un po’ lo spettacolo nel finale.

L’ordine d’arrivo: Webber vince ancora davanti a Vettel, terzo Kubica. Quarto Felipe Massa, quinto Hamilton davanti a Schumacher (che ha passato Alonso che ha sbagliato ed ha toccato le barriere all’ultima curva! Entrambi messi sotto indagine), poi ottavo Rosberg, e Sutil e Liuzzi a chiudere i punti.

Giro più veloce: il 71° di Vettel, con 1’15″192.

Campionato piloti ancora una volta stravolto: Webber balza in testa, con gli stessi 78 punti di Vettel, ma con una vittoria in più. Alonso terzo, con 73, anche se dovremo vedere se sarà giudicato sesto o settimo. Button quarto, con 70 punti, Quinto Massa con 61, sesti Hamilton e Kubica a 59. Rosberg 54, Michael Schumacher 30 (contato sesto).

Mondiale costruttori rivoluzionato: ora guida la Red Bull-Renault, con 156, Ferrari seconda con 134, terza la McLaren con 129 punti, Mercedes 84, quinta la Renault con 65. Bisogna ancora verificare se Schumacher sarà classificato sesto o settimo.

Prossimo GP di F.1 a Istanbul, con il GP di Turchia, il 30 di Maggio.
Ci si rilegge su queste pagine!

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