GP Ungheria 2010, la cronaca essenziale

Le qualifiche dell’Hungaroring sono state trattate qui.

Sulla griglia di partenza, ripetiamo come al solito (o quasi) che tutti i primi 10 piloti qualificati hanno gomme morbide, quelle con le quali han fatto il miglior tempo. Anche de la Rosa si è poi convinto a girare con le morbide. Michael Schumacher, quattordicesimo, parte anch’egli con le morbide.
Il fornitore di pneumatici ha portato le gomme medie e le super-soft (che saranno le “morbide” oggi). “Salto” di una sola mescola, stavolta.
Kobayashi è stato arretrato di 5 posizioni per avere ignorato una richiesta della FIA riguardo le verifiche tecniche (pesi). Parte 23°.
Solite polemiche sulle ali flessibili, ma finora non si è udito alcunché da parte della FIA. Guai ai freni per Schumacher ed Hamilton (vibrazioni). Vedremo come si comporteranno. Come al solito per quanto riguarda l’Ungheria, nessuna possibilità di pioggia.

Allo spegnimento del semaforo, Vettel parte bene, non così Webber, che viene passato da Alonso alla prima curva. Alonso tenta anche l’attacco ai danni di Vettel, ma senza successo. Massa alla prima curva è quarto, anche se deve battagliare con Hamilton. Piccola escursione per Schumacher alla prima curva. Button perde quattro posizioni, ed è quindicesimo. Kobayashi fa una super partenza ed è sedicesimo alla fine del primo giro, guadagnando ben 7 posizioni!
Al secondo giro Hamilton (6°) duella con Petrov, e riesce a prevalere e riprendersi la quinta posizione. Alguersuari perde fumo dal retrotreno e si ritira a fine secondo giro.
Vettel comincia a martellare il resto del gruppo, con una sfilza di giri veloci. Dopo 4 giri ha già quasi quattro secondi su Alonso, secondo.
Liuzzi perde due posizioni, a favore di Button e Kobayashi. Ma allora si può superare all’Hungaroring?
Nel frattempo, si segnala che Massa tiene a distanza abbastanza agevolmente Webber. Al settimo giro, Schumacher avvisa il suo box di avere problemi ai freni. E probabilmente di bilanciamento. Set-up sbagliato, per il sette volte campione del mondo.
Gara noiosa. Jenson Button inaugura la sagra dei pit stop al 15° giro. Ma subito dopo, la gara si ravviva: un detrito in pista fa tirare in ballo la safety car. Vettel taglia addirittura sull’erba per rientrare ai box. Come fanno tutti in sostanza, tranne Webber, che così si ritrova primo.
Praticamente tutti ai box: Alonso va via tranquillo, Massa sopraggiunge: bravi i meccanici Ferrari. Non così quelli Renault, che danno il via a Kubica mentre sopraggiunge Sutil: vetture incastrate! Dopo un po’, Kubica viene “sbloccato”, e rientra in pista. Con un giro di ritardo. Errore anche per i meccanici Mercedes: a Rosberg viene montata male la posteriore destra, che scappa e lascia Nico quasi all’uscita dei box, solo per ritirarsi. Primo ritiro della stagione per lui, e nel modo più bizzarro possibile. La gomma finisce tra i meccanici Sauber, e viene “schivata” per un nulla, ma presa da un meccanico Williams (su un braccio). Kubica e Sutil ovviamente sotto indagine, anche se Sutil si ritira. “Unsafe release” veramente lampante.
Al 20° giro si riparte, non senza un “rallentamentone” da parte di Vettel: Webber comincia subito a fare il giro più veloce. Anche Trulli va ai box, ma al 21° passaggio. Già che c’è, vengono dati 10 secondi di stop&go a Kubica per aver causato una collisione in pit lane. Ci aspettavamo un drive thru, o una multa. Povero Robert, colpevole solo di essersi fidato del suo ingegnere! Kubica sconta la penalità al 24° giro.
Ma al 25° giro Hamilton rallenta, va sull’erba e parcheggia! La sua gara è corsa, e questo potrebbe riaprire il Mondiale. Possibili problemi al cambio.
Il giro successivo, altro colpo di scena proveniente dal “Race Control”: Vettel viene messo sotto indagine per aver rallentato troppo il gruppo, stante il divieto di far passare la lunghezza di 10 vetture tra una e l’altra sotto safety car. Se la lunghezza viene “sforata”, si possono andare incontro a sanzioni. Brutta ingenuità o (siamo maliziosi) gioco di squadra?
Quando ai box Ferrari si viene a sapere dell’indagine, quel che viene detto ad Alonso è una versione moderna del manzoniano “adelante Pedro, ma con judicio”: “I want you to go fast, but I also want you to be wise”. Non servono traduzioni.
E Vettel si becca un drive thru per la violazione sotto safety car. E continua a chiedersi il perché in team radio. Mentre i tifosi Red Bull si chiedono come possa andare così male una gara partita dalla prima fila (“Red Bull ti mette il nervoso?”), Vettel sconta la penalità all’ultimo dei suoi giri disponibili, gesticolando in pit lane manco fosse un pilota italiano qualunque. Fatto sta che Vettellino spunta davanti a Massa all’uscita dei box.
Webber, nel frattempo, comincia a fare doppiaggi, perdendo decimi preziosi. Ma spara anche giri veloci a raffica, ed al 33° giro ha 16″ di vantaggio su Alonso. Non basteranno per mantenere il primo posto, ma probabilmente Mark Webber sta facendo la gara su Vettel.
Però Mark ci crede: uno spettacolare 1’23″781 al 38° giro fa sì che l’australiano abbia una chance concreta di correre per la vittoria.
In questa fase, Alonso non deve preoccuparsi del traffico, ma deve solo cercare di spingere! Vettel gli si è infatti messo negli scarichi. Massa, che è quarto, si trova a mezzo minuto da Webber.
Al 43° giro, Mark Webber compie il suo capolavoro, effettuando il pit stop e rientrando davanti a tutti. Bravissimo: 43 giri (su 70 totali) con gomme morbide sono un’enormità!
Ma Webber non si rilassa, e fa subito un altro giro veloce, al 46° giro: 1’22″651. Vettel è chiaramente più veloce di Alonso, ma l’asturiano non molla. Nel frattempo, errore di Buemi, che fa riavvicinare Liuzzi. I due sono 12° e 13°.
La gara si tranquillizza un momento, e ci si ricorda che Barrichello sta correndo da 50 giri con le gomme dure. E’ l’unico a non essersi ancora fermato.
Vettel sembra soffrire Alonso, derapando all’uscita dell’ultima curva: problemi di gomme? Il doppiaggio di una Lotus (Kovalainen) manda Vettel largo (al 54° passaggio), ed avvantaggia Alonso, che può respirare un momento.
Barrichello rientra ai box al 56° giro. Mette le morbide, e si rilancia in pista. Lotta proveniente dal passato fra Schumi e Barrichello, per il punticino del decimo posto. Questo a 10 giri dalla fine, con entrambi i piloti doppiati. Che tristezza.
Tristezza anche per Jenson Button, che è ottavo con una gara sostanzialmente incolore, facilitata dal pit stop fatto prima della safety car. Schumacher non perde il vizio, quasi stringendo contro il muro Barrichello, che comunque riesce a passare. Questo al 66° giro. Manovra da bandiera nera (squalifica), come anche chiede Rubens. Manovra che verrà valutata dopo la gara.
Null’altro da segnalare fino al traguardo, se escludiamo il giro più veloce di Vettel all’ultimo giro.

Così all’arrivo: Webber vince precedendo Alonso. Terzo Vettel, quarto Massa, quinto Petrov, poi Hulkenberg, de la Rosa (primi punti per lui quest’anno), Button, Kobayashi, e Barrichello decimo (ed incattivito).

Giro più veloce: il 70° ed ultimo di Vettel, con 1’22″362.

Classifica piloti: Webber conquista la vetta del mondiale, con 161 punti; Hamilton secondo, fermo a 157, Vettel passa al terzo posto, con 151, quattro in più di Button, quarto, con 147. Alonso resta quinto, ma si avvicina ancora ai primi, con 141. Massa sesto (97), Rosberg settimo (94) scavalca Kubica, fermo a 89, Schumacher nono, fermo a 38. Tre in più di Sutil, che resta decimo a 35.

Mondiale costruttori: ora comanda la Red Bull-Renault, con 312 punti, davanti alla McLaren, con un totale di 304 punti, Ferrari terza con 238 punti, Mercedes ferma a 132, quinta la Renault con 105.

Ora ci godiamo quattro settimane di (meritatissime) ferie: prossima gara di F.1 a Spa-Francorchamps, per il (piovosissimo? Bellissimo, va!) Gran Premio del Belgio!

A rileggerci su queste pagine!

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