GP Brasile 2010, la cronaca essenziale

Le imprevedibili qualifiche di Interlagos sono state trattate qui.

Sulla griglia di partenza, stavolta splende un bel sole. Tralasciando i (complicati) calcoli per il titolo piloti, segnaliamo solo che la Red Bull-Renault, per vincere il titolo costruttori, deve fare 16 punti in più della McLaren. Si può fare. Il gommista ha portato le gomme medie e le super-morbide (“salto” di una sola mescola). Sutil e Buemi sono stati arretrati di 5 posizioni per aver provocato collisioni nel G.P. di Corea. Segnaliamo anche il tentativo di rapina che ha subito Jenson Button la sera precedente. Tutti i primi 10 piloti, a parte Petrov, partono con le gomme morbide. Klien parte dalla pitlane.

Allo start, la Williams di Nico Hulkenberg non brilla, e Vettel passa a metà della prima “S do Senna”. Webber passa “Hulk” poche curve dopo, sempre nel corso del primo giro. Con questo risultato la Red Bull è mondiale “a mani basse”. Petrov paga la scelta delle gomme ed una pessima partenza, e si ritrova penultimo. E solo perché Klien non è ancora partito.
Hamilton viene passato da Alonso al secondo passaggio, dopo un primo tentativo del ferrarista andato a vuoto. Il campione del mondo 2008, ad ogni modo, ha fatto un errore, andando troppo largo di traiettoria. Schumi, il giro successivo, passa Button ed è nono.
Al quinto giro Klien riesce finalmente a partire, dopo essere pure stato dato per ritirato dal computer. Nel frattempo, Alonso cerca disperatamente di passare Hulkenberg, ed Hamilton si riavvicina. Fernando riesce a passare solo alla settima tornata. Si forma un “sandwich” Hulkenberg – Hamilton – Kubica, con Lewis che quasi insulta il suo box con un bel “I have no grip”. Quando si dice la sfiga.
Alonso si migliora, ma le due Red Bull appaiono troppo forti per lui. Anche Webber, al 12° giro, si migliora, riavvicinandosi a Vettel. Questo mentre Button decide di andare ai box e mettere le gomme dure. Rientra al diciottesimo posto. Massa copia la strategia del campione del mondo in carica (ancora per poco, direi) ed effettua la sua prima sosta il giro successivo. Rientra diciassettesimo, ma Button lo passa subito, per il disappunto dei brasiliani sulle tribune.
Button viene informato dai box che gli altri team stanno “copiando” la sua strategia, e che quindi dovrà spremere per bene la sua monoposto. Anche Barrichello, infatti, va ai box, ma il pilota di casa ha un problema con il fissaggio della posteriore destra, e Button passa tranquillo. Nemmeno un giro, e Massa rientra di nuovo, mettendo altre gomme dure (forse usurate differentemente). MAH!
Dopo la “sagra” del pit stop, intorno al 18° giro Alonso riesce a tenere il ritmo delle due Red Bull-Renault, ma i due sembrano un po’ troppo lontani per un sorpasso ai box. Massa dà qualche avvisaglia di sé facendo il miglior giro al 21° passaggio, ma è diciannovesimo! Nello stesso giro Hamilton, che nel frattempo non ha smesso di lagnarsi, e Schumi effettuano la loro prima sosta. Al rientro, Button è davanti a Schumi, e dietro Hamilton. Lewis comincia a fare giri veloci a ripetizione: che abbia finalmente trovato il grip? Certo è che, se continua a “mangiarsi” così le gomme…
Alonso effettua la sua prima sosta al 25° passaggio, rientrando tranquillamente al terzo posto. Vettel cede la leadership a Webber nello stesso giro. Nel mentre, Hamilton si tuffa all’interno di Kobayashi alla prima curva ed è quinto. Vettel riprende il comando dopo il pit stop di Webber, all’inizio del 28° passaggio. E subito spara il giro più veloce. Ma Webber lo batte, se pur di pochissimo. Non l’avesse mai fatto! Si scatena la lotta fra i due piloti Red Bull, a colpi di giri veloci. Nelle retrovie, Button replica la manovra di Hamilton su Kobayashi ed è quinto, mentre Barrichello fora l’anteriore sinistra dopo un contatto con Alguersuari alla prima curva. Al 35° giro Rubens si ferma ai box per la sostituzione dei pneumatici.
Hamilton non smette di fare domande al suo box: ora è la volta dell’F-duct: dopo aver chiesto se funziona (bé, quello vorremmo saperlo anche noi…) gli viene detto di sì, al 38° giro.
Al 39° giro Webber si porta entro i 2″ di distacco da Vettel: ma sono ancora un’enormità, quindi tutto quel che deve fare è mettergli addosso tanta, tanta pressione!
Al 40° passaggio Rosberg passa Kobayashi ed è sesto. Sutil non si è ancora fermato, e dietro di lui c’è un bel “trenino” di vetture. Di Grassi si ritira al 43° passaggio. Nel frattempo, Webber cerca sempre di indurre all’errore Vettel, finora senza successo. Segni di speranza dai box Virgin al 47° giro: Di Grassi è tornato nella monoposto. Ripartirà?
La risposta è positiva: Di Grassi rientra in pista al 49° giro. E’ più che altro un utile test. Kobayashi va ai box dopo 50 giri, e rientra 15°. Resta solo Sutil a non aver mai visto la pit lane, oggi.
Ma ci pensa Liuzzi, “spalmandosi” alla seconda curva, dalla parte dell’uscita dei box, a vivacizzare la corsa: è safety car!  E Sutil va finalmente ai box, assieme agli altri, come Heidfeld, Petrov e Massa. Button mette le morbide: sa più di ultima spiaggia che di mossa disperata. Guai ai box per Rosberg. Al 56° giro si riparte, con Vettel che ha una Williams fra sé e Webber. Sebastian fa subito il giro più veloce, sotto il minuto e 15″. Massa passa Sutil. Vettel si ripete, mentre nelle retrovie la lotta è con il traffico.
Al 60° passaggio contatto fra Buemi e Massa: entrambi proseguono, apparentemente senza danni. E Rosberg è riuscito a passare Schumacher, con l’aggravante, per Michael, che Nico ha fatto tre soste! Alonso ed Hamilton, facendo il giro più veloce, sembrano ricordare ai due della Red Bull che ci sono anche loro. Button, con il quinto posto, esce definitivamente dalla lotta.
C’è solo da segnalare, al penultimo giro, un altro piccolo contatto fra quel “disastro” odierno che è stato Felipe Massa e Petrov.

L’ordine d’arrivo: Vettel vince precedendo Webber. Terzo Alonso, davanti a Hamilton e Button. Sesto Rosberg che precede Schumacher, Hulkenberg, Kubica e Kobayashi col punticino del decimo posto.

Il giro più veloce: il 66° di Hamilton, con 1’13″851.

Mondiale piloti: Fernando Alonso resta in testa al campionato, con 246 punti, però con solo 8 punti di vantaggio su Webber, secondo a 238; Terzo Vettel (231), che riscavalca Hamilton (222). Button resta quinto, e matematicamente fuori dal titolo, con 199 punti. Massa sesto (143), Rosberg settimo (130) scavalca Kubica (126) ottavo. Schumacher (72) nono e Sutil e Barrichello decimi a parimerito con 47 punti.

Classifica costruttori: la Red Bull-Renault è campione del mondo costruttori 2010, con 469 punti. McLaren seconda con 421, 389 per la Ferrari, sempre terza. Mercedes quarta a 202, quinta la Renault con 145.

Il Circus della F.1 chiuderà i battenti a Yas Marina, per il Gran Premio di Abu Dhabi il 14 novembre.

Ci rileggiamo su queste pagine!

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