GP Abu Dhabi 2010, la cronaca essenziale

Le prove di qualificazione di Yas sono state trattate in questo link.

Sulla griglia di partenza splende un bel sole: ricordiamo che qui si corre al tramonto, e la pista verrà gradualmente illuminata. Segnaliamo un generale clima di “ultimo giorno di scuola”: una buccia di banana gettata sul lato sporco della pista (calciata via, con tanto di “tunnel”, da parte di un addetto Ferrari, forse proprio Colajanni!)
Il gommista, per quest’ultima gara, ha portato le gomme medie e le super-morbide (“salto” di una sola mescola). Sostituzione di un ammortizzatore per Schumacher, i primi dieci partono con gomme morbide.

Alla partenza, Vettel si difende dagli attacchi della McLaren di Hamilton, nessun contatto fra di loro, mentre Alonso perde una posizione a vantaggio di Button. Michael Schumacher perde il controllo della sua Mercedes, battagliando con Rosberg, e si gira su se stesso in senso contrario alla pista: Liuzzi sopraggiunge e lo tampona, prendendolo quasi in testa: è safety car. I due piloti escono senza danni, con Schumi che sembra “rincuorare” Vitantonio: “dai, per questo mondiale abbiamo finito!”. Rientrando, sorridono pure!
E Schumi si becca il primo incidente dal suo rientro, giusto all’ultima gara! Contromossa della Mercedes: Rosberg subito ai box, a mettere le dure. Anche Senna, Petrov, Di Grassi, Klien e Alguersuari vanno ai box per il cambio gomme. I piloti “tagliano” la chicane alla quinta curva (quella del problema), per permettere ai valorosi commissari di pista di spazzare via i detriti, che stanno lì, belli in traiettoria.
Dopo cinque giri di safety car, si riparte. Nessun problema, a parte un tentativo di sorpasso da parte di Hamilton ai danni di Vettel, ma molto prima dell’ultima curva, quindi in violazione del regolamento. Posizioni di testa congelate. Rosberg attacca e passa Glock, Kubica passa Sutil ed è nono. Nico Rosberg passa anche le Lotus, ed è quattordicesimo, e con una sosta.
Duello fra Kobayashi e Barrichello: il nipponico passa alla prima curva, ma va largo, e Rubinho si riprende la posizione. Vettel cerca di imporsi subito, facendo il giro più veloce. Possibile problema della Red Bull di Webber, che tocca il guard rail, con tanto di piccola fiammata: al box è un momento di panico. L’australiano sembra essere in difficoltà: perde decimi nel settore centrale, e Massa si avvicina, anche se Felipe sporca le gomme alla curva 5 (quella del guaio Schumi-Liuzzi).
Webber annuncia, via team radio, che sta quasi perdendo la posteriore destra. Rientra subito ai box per il cambio gomme, e alla ripartenza quasi perde il controllo della sua vettura. Webber rientra al sedicesimo posto, dietro Alguersuari. “Fintone” dei meccanici Ferrari, che escono e rientrano. Massa è il pilota che rientra. Ne riesce dietro a Webber. Al solito, Massa non serve.
Alguersuari lascia sostanzialmente strada al “capitano” Webber. Chissà, magari temeva di dover lasciare la scuderia a fine stagione…
Webber si trova a fare tempi sostanzialmente molto interessanti, e dalla Ferrari si cerca di copiare la strategia Red Bull: Alonso rientra per il pit stop, e riemerge davanti a Webber. Alguersuari “imbottiglia” Massa, e fa un favore ai suoi colleghi “senior” della Red Bull.
Bruno Senna fa un “lungo” alla curva 16 al 19° giro. A Vettel viene detto di risparmiare le gomme, via team radio. Non si prevede quindi una sosta del tedesco della Red Bull a breve. Alonso è ora dietro Petrov: entrambi hanno già effettuato la loro sosta. In questo momento Vettel sarebbe campione del mondo, con 256 punti a 246. Manca però ancora la sosta del pilota della Red Bull, che comunque ha circa 30″ di vantaggio.
Al 22° giro Alonso prova disperatamente a passare Petrov, ma va lungo e taglia una chicane per non perdere posizioni nei confronti di Webber. Vettel effettua un rapidissimo cambio gomme al 25° giro, lasciando la leadership a Button. Vettel rientra senza nemmeno aver tanto traffico, e mette Kobayashi e Kubica fra sé e Hamilton. Kubica passa Kobayashi in modo spettacolare, mentre Button fa il giro più veloce. Webber va largo alla penultima curva del 26° giro.
Hamilton passa Kobayashi ed è quarto, mentre Vettel si riprende il giro più veloce. Hamilton cerca di passare Kubica per lanciarsi all’inseguimento di Vettel. Nel frattempo, Trulli ha piegato il suo alettone anteriore della sua Lotus, mentre Alonso va largo senza problemi. Trulli rientra ai box, ed i suoi meccanici hanno molti problemi ad effettuare il cambio del musetto. Hamilton dà spettacolo, con la sua guida, cercando continuamente di passare Kubica. E Vettel ringrazia. Ringrazia decisamente meno la gomma anteriore sinistra di Hamilton, che si sta progressivamente deteriorando.
Al 32° giro Vettel è virtualmente campione del mondo, con tre punti di vantaggio su Alonso. Kobayashi va ai box al 34° giro e rientra in 16^ posizione. Questo regala un punticino ad Alonso, che ora è decimo. Hamilton fa un’escursione, sempre alle spalle di Kubica.
Hulkenberg va ai box al 37° giro, regalando un altro punto ad Alonso. Buemi il giro successivo. Vettel si lancia all’inseguimento di Button, mentre le due Renault si confermano ossi duri, tenendo a bada sia Hamilton (con Kubica) che Alonso (con Petrov). Button si ferma al 38° giro, e lascia definitivamente la leadership a Vettel. Jenson rientra in pista davanti a Sutil, al quarto posto. In questa condizione, Vettel vincerebbe il mondiale con 256 punti, ed Alonso ne avrebbe 250.
Gli unici problemi che Vettel accusa sono con la sua radio. E quindi torna al vecchio sistema del “pit board”. Alonso vede così sfumare il suo titolo, veloce come la Renault di Vitaly Petrov. Hamilton, un’altra volta, tira giù il piloncino con la telecamera a 10 giri dalla fine. Glock si ferma definitivamente a nove giri dalla fine, mentre Kubica va ai box. Rientra, sbandando leggermente, al quinto posto.
Hamilton cerca di inseguire Vettel, e rimonta. Ma non basta: dovrebbe prendergli due secondi a giro negli ultimi 5 passaggi. Senza storia gli ultimi giri, a parte le emozioni che ci regala Trulli, col suo alettone mobile che si stacca.
Geniale la strategia Ferrari su un circuito da 4 sorpassi a G.P.: far fermare subito i piloti equivale ad imbottigliarli nel traffico. Non c’è da lamentarsi, ma da ragionare. Magari.

Così all’arrivo: Vettel vince precedendo Hamilton. Sul podio anche Button. Quarto Rosberg davanti a Kubica e Petrov. Solo settimo Alonso che precede Webber, Alguersuari e l’inutile Massa decimo.

Giro più veloce: il 66° di Hamilton, con 1’41″274.

Mondiale piloti: giustizia è fatta, e Vettel, nonostante una bella serie di errori, è campione del mondo!
La classifica finale:
S. Vettel    256
F. Alonso    252
M. Webber    242
L. Hamilton    240
J. Button    214
F. Massa    144
N. Rosberg    142
R. Kubica    136
M. Schumacher    72
R. Barrichello    47
A. Sutil    47
K. Kobayashi    32
V. Petrov    27
N. Hulkenberg    22
V. Liuzzi    21
S. Buemi    8
P. De la Rosa    6
N. Heidfeld    6
J. Alguersuari    5
J. Trulli    0
H. Kovalainen    0
K. Chandhok    0
B. Senna    0
T. Glock    0
L. Di Grassi    0
S. Yamamoto    0
C. Klien    0

Mondiale costruttori: Red Bull-Renault già campione del mondo costruttori 2010! Beccatevi anche questa classifica:
Red Bull      498
McLaren     454
Ferrari        396
Mercedes  214
Renault      163
Williams      69
Force India  68
Sauber         44
Toro Rosso   13
Lotus          0
Virgin          0
HRT          0

Grazie a tutti per i vostri commenti e per i vostri contatti!
Ci rileggiamo su queste pagine!

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